Ott 23 2018

PERCHÉ L’OCCIDENTE ODIA STALIN?

Conferenza di Postdam, luglio 1945. I vincitori della Seconda guerra mondiale decidono le sorti

 

 

Ekaterina Blinova Sputnik 25/08/2015

 

Il 23 agosto l’Europa ha imposto la cosiddetta “Giornata europea di commemorazione delle vittime dello stalinismo e del nazismo”, in coincidenza con la data della firma del patto Molotov-Ribbentrop; scopo di tale “giorno della memoria” è equiparare Stalin a Hitler, l’URSS alla Germania nazista, dice a Sputnik il Professor Grover Carr Furr.

 

Attaccando e stigmatizzando l’Unione Sovietica, Stati Uniti ed alleati della NATO puntano alla Russia di oggi e alla sua leadership, che non è disposta ad inchinarsi all’occidente; in ogni caso, l’Unione Sovietica non ha mai fatto nulla di lontanamente paragonabile a ciò che i principali Paesi occidentali hanno fatto nel secolo scorso, Stati Uniti e NATO furono di gran lunga le potenze più aggressive e criminali nel mondo dalla Seconda Guerra Mondiale, dice lo storico statunitense Professor Grover Carr Furr della Montclair State University, a Sputnik.  Illogica per quanto può sembrare, nonostante l’Unione Sovietica sia crollata decenni fa, la macchina della propaganda occidentale continua a diffamare la Russia sovietica; prima lo storico anglo-statunitense Robert Conquest e poi lo studioso statunitense Timothy Snyder hanno contribuito molto alla propaganda antisovietica e antirussa.

 

“Perché c’è tanto odio verso Stalin e il comunismo? L’anticomunismo perché il comunismo è l’antitesi del capitalismo. E l’antistalinismo perché il periodo di Stalin dell’URSS fu il periodo in cui il movimento comunista mondiale agì molto bene. Inoltre, vi è antistalinismo e anticomunismo davanti per via delle atrocità del capitalismo e dell’imperialismo nel 20° secolo, che continuano ancor oggi“, ha osservato il Professor Furr.

 

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Ott 22 2018

LO SQUADRISMO FASCISTA A VELO DURANTE IL VENTENNIO – L’EPISODIO DELLA LOCANDA BALLARINI –

 

Come si può notare in questa cartolina del 1940 dietro il monumento è visibile la locanda Ballarini, oggi trasformata in abitazione privata.

 

 

Lo squadrismo fu un fenomeno politico-sociale che coinvolse l’Italia a partire dal 1919 e che si manifestò nell’uso di “squadre d’azione”, di carattere paramilitare armate, che avevano lo scopo di intimidire e reprimere gli avversari politici, specialmente quelli appartenenti al movimento operaio. Lo squadrismo, in breve tempo, venne assorbito dal regime fascismo che lo impiego come un autoritario strumento della propria affermazione e per piegare le volontà degli avversari.

 

Le azioni squadriste – di norma caratterizzate da violenze contro persone e cose (e talvolta anche da caratteri di mera goliardia) – avevano lo scopo, secondo ciò che affermavano gli squadristi, di impedire l’attività reazionaria in Italia di una rivoluzione di ispirazione bolscevica e di rispondere alle crescenti rivendicazioni sociali degli operai e dei braccianti: gli squadristi cercarono di giustificare ideologicamente la loro attività presentandola come una risposta alle violente azioni e al clima di agitazione politica socialista e anarchica, che culminò con il biennio rosso (1919-1920), nonché come un’affermazione di quei valori nazionalisti che (secondo gli squadristi) erano stati vilipesi dal socialismo; tale giustificazione ideologica valse a nascondere, soprattutto agli occhi degli attivisti più giovani, il reale carattere di classe delle azioni squadriste, ammantandole di illusorie motivazioni morali. Lo squadrismo fascista fu protagonista di numerosi episodi di violenza in tutta Italia e spesso anche di brutali omicidi che, ben poco avevano di politico.

 

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Ott 21 2018

LA CGIL PROTESTA PER LA STORIA VENETA. MASSIMO TOMASUTTI RISPONDE

Category: Monolandia,Veneto e dintorni,Verona storia e artegiorgio @ 01:01

 

 

Mi segnala l’amico e storico Massimo Tomasutti, che in una lettera al Gazzettino, la dirigente della Cgil scuola del Veneto, si lamenta del fatto che Zaia voglia far insegnare la storia veneta nelle scuole (orrore!) mentre dovremmo far studiare l’influsso della civiltà italiana nella formazione della civiltà veneta. (A noi veneti che sappiamo la storia parrebbe dover esser il contrario. Studiare l’influenza della civiltà veneta in Italia). Risponde Tomasutti in maniera mirabile, tanto che è riuscito a commuovermi e a riempirmi di orgoglio. Ecco la sua lettera al giornale:

 

Gentile Direttore Papetti,

 

La lamentela espressa su queste pagine dal Segretario Regionale Flc Cgil Marta Viotto secondo cui nelle dichiarazioni pubbliche rese dal Governatore Luca Zaia – conseguenti alla firma dell’intesa tra Ministero dell’Istruzione e Regione Veneto per l’individuazione di percorsi didattici per sviluppare lo studio e la conoscenza della cultura e della storia veneta -, fossero assenti i ‘necessari’ riferimenti ai legami storici e culturali del Veneto con l’Italia non può lasciare indifferente chi, come lo scrivente, allo studio e all’insegnamento (molto precario e talvolta gratuito) della storia veneta ha dedicato tanto tempo, fatica e moltissima passione.

 

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Ott 20 2018

RACCONTO TERRIFICANTE DELLA PICCOLA ERA GLACIALE DI MAUNDE

Category: Geografia e ambiente,Natura e scienzagiorgio @ 00:02

 

 

7 maggio 2018

 

Pubblicato da Enzo Ragusa

 

 

“Quando parlo con la gente del Grand Solar Minimum (GSM) di solito gli consiglio il documentario della BBC dal titolato” Little Ice Age Big Chill”, “dice il lettore Norman Grant Smith. “Dico loro che il documentario mostrerà loro esattamente quello che è successo durante l’ultimo GSM, e questo è esattamente ciò che accadrà nel GSM che sta iniziando proprio adesso”.

“Questo video è un’incredibile lezione di storia. Ed è anche una specie di storia dell’orrore. Le persone mangiano i propri figli.
Migliaia e migliaia di “streghe” vengono bruciate per non “causare nuvole, piogge, tempeste di neve, fallimenti, pestilenze, ecc. È assolutamente da vedere per noi tutti.”

 

 

Un video imperdibile

 

  

IL RACCONTO TERRIFICANTE DELLA PICCOLA ERA GLACIALE

 

Non stiamo parlando “del profondo congelamento quando i lanosi mammut vagavano 15.000 anni fa”, dice questo documentario della BBC.

 

“È un’era diversa di freddo da cataclisma …è  il Minimo di Maunde. che va circa dal 1645 al 1715,  il periodo ora noto come LA PICCOLA ERA GLACIALE.”

 

Alcune persone rimasero congelate a morte all’inizio del mese di settembre.

 

“Milioni di persone persero la vita quando il freddo innescò una reazione a catena mortale sulla civiltà”.

 

Il ghiaccio alpino inghiottì villaggi e terreni agricoli nelle Alpi.

 

Le temperature risultarono fino a 2 o 3 gradi in meno rispetto ad oggi afferma il Dr. Peter D. DeMenocal, Professore di Earch Sciences presso la Columbia University. Potrebbe non sembrare molto, ma nel mondo moderno sarebbe davvero una grande catastrofe per le nostre vite.

 

È stato un periodo di cambiamenti climatici molto volatili, afferma il Dr. Brian Fagan, autore di The Little Ice Age.

 

“È stato un cambiamento modesto rispetto a quello che vediamo nei record geologici”, afferma il Dr. Lloyd D. Keigwin, Jr., dell’Istituto Oceanografico Woods Hole. “Ma dai resoconti storici sappiamo che non c’è voluto molto per distruggere la società di quell’epoca”.

 

Era un periodo in cui il porto di New York restava bloccato per cinque settimane, e quando per due mesi la neve cadeva su New England in giugno e luglio.

 

Quel periodo freddo portò a carestie che spinsero i contadini parigini chiedere pane a prezzi accessibili, alimentando il caos che portò alla rivoluzione francese.

 

I climatologi ritengono che non sia stato un evento isolato, ma parte di un ciclo ricorrente che fornisce un modello agghiacciante per il nostro futuro.

 

I nuclei di sedimenti mostrano che le temperature medie durante la Little Ice Age erano di 4 gradi F più fredde di oggi (circa al minuto 9:57 nel video).

 

Non sembra molto, ma le popolazioni sono allarmate e vulnerabili anche al più piccolo calo di temperatura.

 

La Piccola Era Glaciale cominciò improvvisa e devastante, un clima non diverso dal nostro.

 

Se le colture fallivano, la gente moriva di fame, dice il Dr. Thomas Gale Moore dell’Istituto Hoover della Stanford University.

 

 “Con una brutale rapidità, nel corso di solo un decennio, la temperatura media globale scese a un livello di circa 4 gradi in meno rispetto oggi.”

 

Dalla Norvegia alla Nuova Zelanda, i ghiacciai iniziarono il loro rapido avanzamento. In Inghilterra, il Tamigi spesso si congelava.

 

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Ott 19 2018

DURATA DEI MESI CALCOLATE SULLE NOCCHE DELLA MANO

Category: Cultura e dintorni,Geografia e ambientegiorgio @ 00:53

  I mesi del calendario gregoriano sono:

 

 

I giorni di ciascun mese sono identificati da una numerazione progressiva, a partire da 1. Così ad esempio il primo giorno dell’anno è il 1º gennaio, mentre l’ultimo è il 31 dicembre.

 

 

COME CALCOLARE   LA DURATA DEI MESI CON LE NOCCHE DELLA MANO

 

 

Schema dei mesi sulle nocche della mano

 

 

Si utilizza  l’alternanza tra le nocche della mano e gli avvallamenti fra di esse.

Le nocche indicheranno i mesi lunghi, gli avvallamenti i mesi corti.

Partendo da una nocca laterale si batte “gennaio”; l’avvallamento adiacente indica “febbraio”; la nocca successiva indica “marzo” e così via fino a “luglio” (ultima nocca). A questo punto bisogna ricominciare dalla prima nocca (e non tornare indietro) battendovi “agosto” e poi “settembre” nell’avvallamento proseguendo fino a “dicembre”.

 

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Ott 17 2018

COME CONSERVARE LE VERDURE

Category: Alimentazione e gastronomiagiorgio @ 23:07

 

 

Fonte: da mela  rossa

Link:  https://www.melarossa.it

 

 

 

 


Ott 16 2018

C’ERA UNA VOLTA LA SCUOLA.

Category: Scuola e universitàgiorgio @ 14:04

Scuola di una volta

 

 

Quella viva, vera, quella che si chiamava elementare, perché quello che ci si faceva era, appunto, elementare, semplice.

 

Era una scuola pulita, colorata, allegra, con quel profumo tipico, misto di gesso, colla vinilica, carta e sapone. Sapeva appunto di scuola.

 

Era una scuola dove arrivavi col sorriso. Attaccavi i cartelloni senza paura che se fossi caduta ti beccavi una denuncia perché l’assicurazione non ne risponde. I mariti e gli amici delle maestre entravano senza problemi per portare gli scatoloni di libri, i nonni in pensione (si andava ancora in pensione) venivano a tinteggiare le pareti o a dipingere mobili di recupero con colori sgargianti, piantavano le erbe aromatiche nelle aiuole del cortile senza dover stilare progetti e dare un preventivo per fare gare d’appalto.

 

Festeggiavi qualsiasi cosa, compleanni, nascite, prime comunioni, si mangiava di tutto e in allegria, senza intolleranze ed allergie. Distribuivi caramelle, cioccolatini e fette di torte fatte in casa.

 

Ti fermavi fino a tardi per finire di correggere senza essere cacciati perché i bidelli dovevano chiudere e attaccare l’allarme, visto che le chiavi della scuola le tenevano anche le maestre.

,

Scrivevi sulla lavagna di ardesia e compilavi registri di carta senza sentirti sfigato se non funziona la LIM o non c’è Internet.

 

Si andava a cena con i colleghi e a ricreazione si affettava il salame che portava il maestro e si faceva merenda con quello, perché non c’erano i distributori automatici. Il caffè lo faceva la bidella con la moka e te lo portava in classe, senza che fosse nel suo contratto di lavoro. In compenso se si usavano le tempere ti fermavi a pulire tu i banchi sporchi.

 

Era una scuola serena e se qualcuno si ammalava, i colleghi gli telefonavano per sapere come stava, non per sapere il suo orario per trovare le sostituzioni.

 

Perché se ti ammalavi nominavano le supplenti, non dividevano gli alunni nelle altre classi.

 

Questa era la scuola, la buona scuola.

 

Ora è solo un ricordo lontano, una favola da raccontare ai bambini di oggi, sempre che non siano impegnati a girare da una classe all’altra perché la loro maestra è ammalata.

 

Quanta nostalgia per tornare ad insegnare in una scuola così! Quella della nostra infanzia, per la quale vedendo le nostre maestre appassionate e colme di valori e personalità vere, autentiche, abbiamo deciso di seguire la loro strada-

 

Fonte: srs di Pina di Caprio, da Facebook  del 14 ottobre 2018

Link: https://www.facebook.com/groups/professioneinsegnante/permalink/1930598730387112/

 

 


Ott 14 2018

OGGI HO CHIESTO AD ALCUNI LICEALI CHE PROTESTAVANO

Category: Monolandia,Scuola e università,Società e politicagiorgio @ 20:00

 

 

Oggi ho chiesto ad alcuni liceali che protestavano:

Io “Come mai tutto sto casino?”
– Una ragazza di 3^ “Perché Salvini è un fascista, anzi, no, è nazista.”
– Io “Perché dici che è nazista?”
– Lei “Perché non vuole mettere soldi alle scuole e arresta tutti i profughi.”
– Io “Ma Salvini NON si occupa di scuola e poi vuole arrestare solo i delinquenti.”
– Lei “Non è vero! Noi abbiamo bisogno di tutti i profughi perché se noi diventiamo dottori, chi coltiva la terra?

 

 

– Io “Come mai state scioperando?”
– Un ragazzo di 19 anni “Perché ci siamo rotto i coglioni di questi vecchi bacucchi della politica italiana.
– Io “Ma, veramente, i due ministri che state contestando sono giovanissimi e appena arrivati al governo.”
– Lui “A me che cazzo me ne frega, frate, qua dicono tutti così!”

 

– Io “come mai tutta sta mobilitazione?”
– Un altro ragazzo più giovane ” I proff. hanno detto che questi ministri sono incapaci e vogliono distruggere la scuola.”
– Io “Ma tu cosa ne pensi?”
– Lui “A me basta che saltiamo un giorno di scuola!
– Io “Ma sai, almeno, chi sono i ministri che contestate?”
– Lui “Come si chiama, quella lì, forse Fornero? No, aspetta… chiama alcuni amici e amiche in aiuto… la prima dice, “La Rossa no!“…

 

la seconda dice “No ma che cazzo dici, si chiamano Mattarella e quello scemo di Saviano.” (Saviano!?!)…

 

Ma il terzo è il più fenomenale… “Minchia raga, non sapete proprio un cazzo, è contro il governo e la BELDRINI (ha detto e ripetuto proprio BELDRINI) CHE CI STIAMO FACENDO SENTIRE.

 

AUGURI RAGAZZI

 

 

Fonte: da Facebook di Antonio  Settembrini del 12  ottobre 20018

Link: https://www.facebook.com/antonio.settembrini.10

 


Ott 12 2018

ECCO I TRENTA PRODOTTI CHE I CONTADINI VENETI HANNO SALVATO DALL’ESTINZIONE

A Roma inaugurato il Villaggio contadino con esposti i prodotti locali.

 

 

Scomparse in italia tre varietà di frutta su quattro

 

VENEZIA. In Italia sono scomparse dalla tavola tre varietà di frutta su quattro nell’ultimo secolo anche per effetto dei moderni sistemi della distribuzione commerciale che privilegiano le grandi quantità e la standardizzazione dell’offerta.

 

E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione dell’inaugurazione del Villaggio contadino nella Capitale dove è stata aperta per tutto il week end una vera e propria Arca di Noè dove scoprire i cibi, le piante e gli animali salvati dall’estinzione grazie al lavoro di generazioni riconosciuto e sostenuto dai “Sigilli” di Campagna Amica.

 

Il Veneto salvando dall’oblio ben 30 tipicità si guadagna la medaglia d’argento per aver intrapreso la più grande opera di valorizzazione della biodiversità contadina mai realizzata in Italiache può essere sostenuta direttamente dai cittadini nei mercati a chilometri zero degli agricoltori e nelle fattorie lungo tutta la Penisola, una mappa del tesoro che per la prima volta è alla portata di tutti.

 

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Ott 11 2018

EL BROETON

Category: Alimentazione e gastronomia,Veneto e dintornigiorgio @ 13:19

 

 

Si preparava d’inverno nelle campagne padovane del 1800.

Prendere del lardo e farlo soffriggere in una pentolone, poi aggiungere una verza affettata sottile ed una luganega (1 per persona) dopo averla forata con uno stuzzicadenti.
Mettere dell’acqua, tanta quanta si possa fare una ‘sopa‘ leggermente brodosa.

 

Quando la verza sarà cotta, regolare di sale e versare la zuppa su fette di pane abbrustolite.

 

In questa ricetta non viene usato il pepe, l’olio EVO e la spolverata di parmigiano, allora non c’erano i soldi per acquistare quegli ingredienti da ‘siori’ .

 

 

In foto: casone della bassa padovana risalente agli inizi del 1800, dove senz’altro alla sera si mangiava solo “el broetòn”.

 

Fonte: da Facebook , Se el Mar fosse Tocio e i Monti fosse Poenta    

 


Ott 10 2018

LA PIETRA CHE HA CAMBIATO LA STORIA DE L’ARENA DI VERONA

Tabella in pietra con il numero LXIII    (63) 

 

 

Tutti noi sappiamo: ce  l’hanno detto, e l’abbiamo letto,  che l’Ala dell’Arena è crollata a seguito del terribile terremoto  del 1117,   questa pietra ci dice  che non è vero.

 

Negli scavi archeologici, effettuati in via Mazzini  tra il 1997/1998 , uno dei blocchi incastrati nelle mura tardo romane   recava scolpito il numero LXIII.  (63).  Quella pietra apparteneva all’anfiteatro posizionato  a fianco   di uno dei quattro archi “sopravvissuti”  dell’ala esterna che ha il numero LXIII (64). 

 

L’arco dell’Ala con il numero LXIIII  (64)

 

 

Il dato è importantissimo: indica che l’anello andò distrutto non durante il terremoto del 1117, ma in occasione della costruzione della seconda cinta muraria della città….

 

Forse per recuperare materiale per la costruzione delle mura,  ma soprattutto per diminuire l’altezza  dell’edificio   che, malgrado le nuove mura della città fossero più alte di circa 6 metri delle precedenti,      era ritenuto pericoloso  in caso di attacco se conquistato dai  nemici… L’Arena venne abbassata di circa 12  metri   e mantenne comunque la normale  funzionalità della cavea  interna.

 

Rimane sempre aperto il periodo della distruzione dell’ala, eterna diatriba,  che va dal  265, Imperatore  Gallieno,  al  493-506  di   Teodorico il Grande 

 

 

 

 

 


Ott 08 2018

QUESTA E’ UNA RAPINA…

Category: Monade satira e rattatujegiorgio @ 13:02

 

 

Questa è una rapina! Dammi tutti i tuoi soldi!

 

Calma, calma! Sono un deputato!

 

In questo caso dammi tutti i MIEI  soldi!…

 

 


Ott 07 2018

DAPPERTUTTO NEL MONDO L’ALCOLISMO È CONSIDERATO UNA MALATTIA…

Category: Monade satira e rattatuje,Veneto e dintornigiorgio @ 20:42

 

 

Dappertutto nel mondo l’alcolismo è considerato una malattia…

 

Solo bel Veneto  ti chiedono: “Perché non bevi, stai male?”

 


Ott 06 2018

JUNKER, SPONSOR UFFICIALE DELL’ANONIMA ALCOLISTI

Category: Monade satira e rattatujegiorgio @ 01:14


Ott 05 2018

A ME PARE – A MIO PADRE

 

 

Di Dino Raro –  ottobre 14, 2018

 

 

Dopo che l’avevo scritto, mi sono reso conto che la sua vita è stata la testimonianza di un’epoca. E’ la storia di migliaia di famiglie contadine del Veneto, uomini che hanno ricostruito un paese, dalla povertà della civiltà contadina ai nostri tempi. Erano uomini e donne temprati, schivi, credevano nella forza della famiglia, nel lavoro, nell’onestà e vivevano in solidarietà.

Appena ricevuta la notizia mi si sono accese nella mente tutta una serie di immagini alcune delle quali le ho scritte di seguito. Ho scritto in lengoa perchè, benchè conoscesse benissimo l’italiano, era la sua lingua madre. Credo che gli “arriverà di più”, dentro.

Gli ho scritto adesso perchè non ho potuto farlo a parole, di persona, e sono sicuro che mi avrebbe detto se mi stavo “rufianando”.

Lui era così. 

 

 

A ME PARE  

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