Ott 22 2019

CHE COSA CAUSA L’ODORE DELLA PIOGGIA?

Category: Natura e scienzagiorgio @ 00:05

 

 

Meglio saperlo, visto che lo sentiremo spesso: così potremo esclamare consapevolmente cose tipo “ah, che bel petricore!”

 

Piove sui giusti e sugli iniqui, come diceva quello, e dopo resta sospeso nell’aria un buon profumo, che di solito sa di pulito e di terra. Come spiega Karl Smallwood su Gizmodo, il familiare profumo di pioggia è il risultato della combinazione di tre diverse fonti, dovute a una serie di reazioni chimiche e fisiche.

 

Ozono
La prima fonte, quella che ci fa dire di sentire profumo di pulito soprattutto dopo un temporale, è l’ozono. Le molecole di ozono sono formate da tre atomi di ossigeno. Ha un odore pungente che ricorda abbastanza quello che si sente in piscina a causa del cloro, disciolto in acqua come disinfettante. I fulmini che si formano durante i temporali possono causare la rottura delle molecole di azoto e di ossigeno, portando alla formazione dell’ozono, che viene poi portato a bassa quota dalle correnti che si formano tra le nuvole. Per questo motivo molte persone avvertono il profumo della pioggia ancora prima che arrivi, soprattutto d’estate, perché l’ozono può essere trasportato dai venti a grande distanza e precedere l’arrivo del temporale.

Il naso umano riesce a distinguere facilmente la presenza dell’ozono nell’aria. In media basta che siano presenti 10 parti di ozono per miliardo per percepire l’odore di pioggia. È un bene che il nostro organismo riesca a distinguerlo così facilmente: in alte concentrazioni l’ozono è molto pericoloso perché può danneggiare i polmoni. Alle concentrazioni in cui si trova durante un temporale e più in generale nell’aria che respiriamo tutti i giorni è invece innocuo.

 

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Ott 04 2019

LE INONDAZIONI DEL PO, DALLA NOTTE DEI TEMPI.

 

LE INONDAZIONI DEL «RE DEI FIUMI, ERIDANO»

 

Quando il treno veloce s’inoltra su qualche ponte sul Po, e lo sferragliare della locomotrice e delle carrozze sulle rotaie s’infrange contro la gabbia in ferro che imprigiona il convoglio, i bambini si alzano in piedi, gli uomini e le donne si voltano verso i finestrini oltre i quali è l’onda fulva che pare immobile, e tutti esclamano: il Po!
Le placide acque continuano la loro marcia metodica verso la foce senza curarsi degli uomini che sulle sponde del fiume si bagnano e si divertono nei mesi estivi, o tremano quando lo vedono ingrossarsi. I poeti lo hanno cantato, gli scrittori l’hanno esaltato, i pittori lo hanno ritratto sulle loro tavolozze e i fotografi l’hanno ripreso infinite volte. Il poeta latino Virgilio l’ha chiamato «il re dei fiumi, Eridano».
E il Po cammina da secoli nella strada che si è scavata nel centro di una delle più belle e più ricche vallate del mondo col suo carico di acque apportatrici di vita e di morte. Percorre i suoi seicentocinquanta chilometri di strada assorbendosi anche il carico di ventiquattro affluenti, occupando un bacino di settantacinquemila chilometri quadrati. La forza del leone è ridicola nei confronti della sua, la potenza dell’uomo non riesce ad imbrigliarlo. In poco più di venti secoli ha portato tanta terra alla foce da allungare il suo percorso di sessanta chilometri ed attualmente s’avanza nell’Adriatico di circa settanta metri all’anno.
Dicono che i fiumi non abbiano coscienza di quello che fanno, altrimenti nel giorno del Giudizio ci sarebbe un gran daffare per passare in rassegna tutto il bene e il male che il Po ha compiuto nel suo corso secolare. Ma se Dio gliela manda buona, questo nostro fiume non potrà certo evitare i rancori che le popolazioni da lui colpite sentono verso di lui per le sue frequenti inondazioni.

Cause dell’inondazione

Noi daremo un elenco di inondazioni del Po dall’anno 204 avanti Cristo fino ai giorni nostri. Naturalmente il gran carico di acque di questo grande fiume collettore spiega da solo il fenomeno troppo frequente delle alluvioni le quali, se in tempi remoti arrecavano danni limitati per lo spopolamento della valle padana e la minore intensità di coltivati, oggi presentano spaventosi consuntivi di disastri.
Un tempo il fiume era evidentemente più incassato nel suo letto e nei confronti del terreno circostante: prova ne sia la navigazione che nell’epoca romana era frequentissima anche a mezzo di grosse imbarcazioni. Per questo e per la maggiore estensione che aveva l’alveo del fiume, era più facile si contenesse la portata delle acque. Inoltre le zone golenali erano sterminate sicchè permettevano al fiume un maggior gioco di elasticità. In epoche più vicine a noi furono costruiti gli argini maestri che racchiudono, sì, le zone golenali, ma in misura strettamente necessaria ad un normale flusso di acque ; e questo per consentire una maggiore utilizzazione di territorio a coltivazione intensa. Secondo un documento storico dell’anno 924 sembrerebbe, ad esempio, che a quei tempi Sabbioneta fosse costruita sulle sponde del Po, mentre oggi sappiamo che ne dista sei chilometri. Prova, questa, del più vasto alveo che il Po aveva un tempo. D’altra parte è noto che alcune valli adiacenti al corso del fiume erano paludi padane.
Inoltre il disboscamento indiscriminato che è stato operato sulle nostre montagne negli ultimi secoli ha danneggiato immensamente le valli favorendo le inondazioni dei fiumi.

 

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Ago 28 2019

PICCOLA ERA GLACIALE E CACCIA ALLE STREGHE

 

Europa Centrale, mezzogiorno del 3 agosto 1562. Il cielo improvvisamente comincia a farsi scuro, sembra che la notte sia scesa con ore di anticipo. Poco dopo comincia a soffiare un vento sempre più forte che presto si trasforma in tempesta. Le finestre delle case vanno in frantumi, i tetti vengono spazzati via come se fossero di paglia, gli alberi cadono come piegati da una forza sovrannaturale. Ma il peggio deve ancora venire. L’acqua torrenziale si trasforma in una grandinata di intensità mai vista.

Frutteti e vigneti sono distrutti quasi all’istante, così come il grano nei campi. La gente ha cercato riparo nelle chiese o dentro le mura domestiche ma gli animali sono rimasti privi di protezione. A mezzanotte, quando finirà l’inferno, si conteranno migliaia di capi di bestiame e cavalli uccisi dalla tempesta. Un nobile spostandosi da Vienna a Bruxelles ricorderà di avere visto devastazione ovunque durante il suo viaggio, lasciando intendere che questa perturbazione di proporzioni bibliche ha avuto un fronte di diverse centinaia di chilometri.

Perturbazione che ancora oggi non sappiamo come si sia formata, ma della quale i contemporanei credevano di sapere con certezza l’origine: la stregoneria.

 

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Lug 26 2019

ADDIO A GIOVANNI TODESCO, LO SCOPRITORE DEL DINOSAURO «CIRO»

Addio a Giovanni Todesco, lo scopritore di «Ciro», il baby dinosauro italiano.

 

Si è spento ieri a 72 anni, nell’abbraccio della sua famiglia, il paleontologo dilettante che nel novembre del 1980, nel Beneventano, recuperò da una cava la lastra che per milioni di anni era stata la «cuccia» dello Scipionyx Samniticus.

 

Fu questo il nome che il mondo scientifico attribuì a quella che è stata definita come la scoperta paleontologica del Novecento e che è avvenuta grazie alla passione di un tecnico calzaturiero in vacanza nel Sannio assieme alla sua famiglia.

 

La moglie Giovanna, i figli Valeria e Alessio, lo hanno accompagnato mano nella mano nel suo ultimo chilometro, quello di una lunga e difficile «maratona» di malattia, dopo «una vita di emozioni e sorprese» come diceva lui, come accadeva le domeniche di tanti anni fa, passate a «cavar sassi» di qua e di là per il gusto di scoprire il tesoro che millenni di storia ci avevano custodito dentro. 

 

Fonte: srs di Paola Dalli Cani, da  L’arena di Verona del 26 luglio 2019

Link: https://www.larena.it/territori/est/val-d-alpone/addio-a-todesco-lo-scopritore-del-dinosauro-ciro-1.7508198

 

 

SI È SPENTO IL VERONESE GIOVANNI TODESCO, SCOPRITORE DEL «PRIMO DINOSAURO ITALIANO»

 

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Gen 19 2019

LA MELA ROSSA, LA MELA GIALLA …….

Category: Alimentazione e gastronomia,Natura e scienzagiorgio @ 04:59

Golden Delicious Apple Tree, Clay County. From Printers’ Ink Monthly

 

 

Per quale motivo questo albero di mele e’ in gabbia?

 

Ed ecco spiegata la foto:

Tu non potrai mai, in tutta la tua vita, piantare i semi di una mela rossa nel tuo giardino, guardare l’albero che cresce, e un bel giorno sperare di mangiare una mela rossa, figlia di quella che avevi piantato anni prima.

 

Mai. Impossibile.

Neanche se tu vivessi mille anni e avessi un giardino sterminato in cui piantare centinaia di mele rosse per far crescere centinaia di alberi.

 

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Nov 23 2018

CALCOLARE L’ORA SOLARE A VERONA CON LA TORRE DEI LAMBERTI

Category: Natura e scienza,Verona storia e artegiorgio @ 00:16

 

Verona Torre dei Lamberti 

 

 

Come facevano nel medioevo a calcolare il mezzogiorno per tarare l’ora e suonare il Rengo o la Marangona? 

 

Ore 12.20

 

Usavano  la grande meridiana di Verona, la torre dei Lamberti, o meglio  lo gnomone della torre dei Lamberti, il pilastro rivolto a sud della cella campanaria.

 

Il sole proietta la sua ombra sul pavimento della cella campanaria

 

Al mezzogiorno solare di Verona, che corrisponde   alle ore 12.20, minuto più minuto meno, il sole nel suo percorso trafilava dal profilo del pilastro e colpiva lo stilo piantato nel pavimento della cella,  di cui attualmente rimane solo la base.

 

Colpisce al centro la colonna dello stilo piantato sul pavimento, e andato distrutto

 

In questo modo sapevano esattamente il mezzogiorno solare di Verona.

 

Dello stilo rimane solo la base, che ho evidenziato

 


Ott 20 2018

RACCONTO TERRIFICANTE DELLA PICCOLA ERA GLACIALE DI MAUNDE

Category: Geografia e ambiente,Natura e scienzagiorgio @ 00:02

 

 

7 maggio 2018

 

Pubblicato da Enzo Ragusa

 

 

“Quando parlo con la gente del Grand Solar Minimum (GSM) di solito gli consiglio il documentario della BBC dal titolato” Little Ice Age Big Chill”, “dice il lettore Norman Grant Smith. “Dico loro che il documentario mostrerà loro esattamente quello che è successo durante l’ultimo GSM, e questo è esattamente ciò che accadrà nel GSM che sta iniziando proprio adesso”.

“Questo video è un’incredibile lezione di storia. Ed è anche una specie di storia dell’orrore. Le persone mangiano i propri figli.
Migliaia e migliaia di “streghe” vengono bruciate per non “causare nuvole, piogge, tempeste di neve, fallimenti, pestilenze, ecc. È assolutamente da vedere per noi tutti.”

 

 

Un video imperdibile

 

  

IL RACCONTO TERRIFICANTE DELLA PICCOLA ERA GLACIALE

 

Non stiamo parlando “del profondo congelamento quando i lanosi mammut vagavano 15.000 anni fa”, dice questo documentario della BBC.

 

“È un’era diversa di freddo da cataclisma …è  il Minimo di Maunde. che va circa dal 1645 al 1715,  il periodo ora noto come LA PICCOLA ERA GLACIALE.”

 

Alcune persone rimasero congelate a morte all’inizio del mese di settembre.

 

“Milioni di persone persero la vita quando il freddo innescò una reazione a catena mortale sulla civiltà”.

 

Il ghiaccio alpino inghiottì villaggi e terreni agricoli nelle Alpi.

 

Le temperature risultarono fino a 2 o 3 gradi in meno rispetto ad oggi afferma il Dr. Peter D. DeMenocal, Professore di Earch Sciences presso la Columbia University. Potrebbe non sembrare molto, ma nel mondo moderno sarebbe davvero una grande catastrofe per le nostre vite.

 

È stato un periodo di cambiamenti climatici molto volatili, afferma il Dr. Brian Fagan, autore di The Little Ice Age.

 

“È stato un cambiamento modesto rispetto a quello che vediamo nei record geologici”, afferma il Dr. Lloyd D. Keigwin, Jr., dell’Istituto Oceanografico Woods Hole. “Ma dai resoconti storici sappiamo che non c’è voluto molto per distruggere la società di quell’epoca”.

 

Era un periodo in cui il porto di New York restava bloccato per cinque settimane, e quando per due mesi la neve cadeva su New England in giugno e luglio.

 

Quel periodo freddo portò a carestie che spinsero i contadini parigini chiedere pane a prezzi accessibili, alimentando il caos che portò alla rivoluzione francese.

 

I climatologi ritengono che non sia stato un evento isolato, ma parte di un ciclo ricorrente che fornisce un modello agghiacciante per il nostro futuro.

 

I nuclei di sedimenti mostrano che le temperature medie durante la Little Ice Age erano di 4 gradi F più fredde di oggi (circa al minuto 9:57 nel video).

 

Non sembra molto, ma le popolazioni sono allarmate e vulnerabili anche al più piccolo calo di temperatura.

 

La Piccola Era Glaciale cominciò improvvisa e devastante, un clima non diverso dal nostro.

 

Se le colture fallivano, la gente moriva di fame, dice il Dr. Thomas Gale Moore dell’Istituto Hoover della Stanford University.

 

 “Con una brutale rapidità, nel corso di solo un decennio, la temperatura media globale scese a un livello di circa 4 gradi in meno rispetto oggi.”

 

Dalla Norvegia alla Nuova Zelanda, i ghiacciai iniziarono il loro rapido avanzamento. In Inghilterra, il Tamigi spesso si congelava.

 

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Ago 15 2018

LE STELLE SONO CONCORDI SUL MESE IN CUI NASCONO I GENI

 

 

Gli studiosi sono categoricamente contro l’astrologia e le credenze per cui la data di nascita abbia una qualche influenza sul destino della persona. Tuttavia, chi nasce in inverno vive più a lungo, chi in autunno ha migliori risultati a scuola e chi in estate ha più successo nello sport.

 

Gli studiosi sono categoricamente contro l’astrologia e le credenze per cui la data di nascita abbia una qualche influenza sul destino della persona. Tuttavia, chi nasce in inverno vive più a lungo, chi in autunno ha migliori risultati a scuola e chi in estate ha più successo nello sport. A tutto questo c’è una spiegazione razionale.

 

Chi nasce ad agosto ha buone probabilità di diventare un giocatore della nazionale di calcio francese, belga o olandese. Siete nati tra settembre e novembre? Per voi è meglio la Premier League inglese. Se volete che vostro figlio diventi un giocatore di hockey di successo, pianificate la sua nascita per il primo semestre dell’anno.

Queste non sono raccomandazioni dell’astrologo, ma deduzioni fatte sulla base di alcune ricerche scientifiche.

 

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Lug 17 2018

IL VULCANO DEL MONTE BALDO: VERITÀ O LEGGENDA

 

 

Si dice che in tutte le leggende ci sia un fondo di verità… e per questa, infondata, che riguarda il Monte Baldoesiste perlomeno qualche spiegazione sul perché sia nata.

 

Dai tempi antichi una convinzione popolare (ancora prima che una vera e propria leggenda) sostiene infatti che il Monte Baldo, che primeggia sulla costa veronese del lago di Garda e anche all’interno, ammiccando verso la Lessinia, sarebbe un vulcano, oggi spento o inattivo.

 

In questa falsa convinzione, nel tempo, sarebbero caduti anche diversi studiosi, associando la vivace attività sismica attorno al lagoproprio a una ipotetica natura vulcanica del Baldo.

 

Da ricordare in questo contesto, come spiega Leggende, curiosità e misteri del lago di Garda, vi sono i riferimenti leggendari alla distruzione di antiche città sepolte e sprofondate nel lago(come la prima Toscolano o la prima Garda, ma non solo), devastazioni dovute a terribili movimenti tellurici intervenuti in tempi antichi o più recenti, come dimostrano i due terremoti di Salò nel 1901 e nel 2004, che hanno contribuito a rafforzare questa reputazione particolare della montagna. Ma c’è molto di più.

 

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Giu 18 2018

STIAMO DIVENTANDO PIÙ STUPIDI….SILENZIO PARLA KOKO

Category: Natura e scienzagiorgio @ 08:57

 

KOKO

 

 

Una scomoda verità(cit.) sembra emergere da un numero sempre maggiore di studi sull’evoluzione del quoziente intellettivo umano: stiamo diventando più stupidi. Non che i segnali in questo senso mancassero, in verità…

 

In barba alla narrativa del globalismo più becero che addebita le sue sconfitte ai “vecchi” e affida la sua salvezza ai “giovani”, pare proprio che siano i secondi a subire maggiormente gli effetti dello scadimento delle capacità intellettive dell’homo sapiens. Le ricerche in materia si susseguono da tempo, in un silenzio imbarazzatoda parte di quella stampa liberal ultra-maggioritaria sostenitrice delle magnifiche sorti e progressivedel genere umano (per lo meno di quel genere umano, sempre più esiguo, che ancora li legge e per giunta gli crede).

 

Il dramma è tutto nel grafico allegato, una linearizzazione degna del miglior IPCC con una diagnosi di assoluta certezza (come quelle dei modelli climatici): di questo passo il signor Rossi avrà presto un quoziente intellettivo inferiore a quello del gorilla Koko. L’alternativa è credere alle profezie di Elon Musk, che ci vedono soccombere all’intelligenza artificiale prima di allora. Se faccio un confronto tra Musk e Koko, propendo comunque per la prima ipotesi, e il problema dell’intelligenza artificiale non me lo porrei. Almeno per il momento.

 

Fonte: Dailymail

 

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Giu 02 2018

CONFESSIONI DI UN EX ABORTISTA: «HO COMPIUTO CIRCA 75.000 ABORTI; ASCOLTATE CIÒ CHE STO PER DIRVI»

 

Bernard Nathanson

 

 

Il Dr. Bernard Nathanson(1926-2011), famoso ginecologo di New York, può essere considerato tra i padri della legge, del 1973, che liberalizzò l’aborto negli Stati Uniti. Poco tempo dopo, applicando le tecniche ecografiche durante un intervento, rimase profondamente sconvolto dall’orrenda realtà dell’aborto. Da allora, Nathanson non ha mai più praticato aborti ed è divenuto un testimone della battaglia in favore della vita. La registrazione di quell’ecografia è divenuta un filmato che ha fatto il giro del mondo con il titolo Il grido silenzioso (argomento e immagini contenute sono inadatte ad un pubblico immaturo o impressionabile).

Nathanson, di origini ebraiche ma ateo, in seguito si è convertito al cattolicesimo e, nel 1996, ha ricevuto il battesimo. Nella sua autobiografia, The Hand of God («La mano di Dio»), ha raccontato il proprio percorso dalla morte alla vita. Nel testo che segue, del 1983, il dott. Nathanson spiega le tecniche di propaganda utilizzate dal movimento abortista pro choice(per la «libertà di scelta» di abortisti) per influenzare l’opinione pubblica americana, in maggioranza contraria alla legalizzazione.

Le impressionanti similitudini con gli avvenimenti italiani che condussero all’approvazione della legge 194 del 22 maggio 1980, con gli slogan tornati di moda nell’attuale polemica «in difesa della legge» e con le campagne in atto in diversi Paesi sudamericani, rendono evidente che i movimenti abortisti agiscono in base a strategie concertate e organizzate su scala internazionale per imporre la liberalizzazione dell’aborto, indipendentemente da luoghi, tempi e condizioni concrete di vita delle donne 1. La stessa semina di menzogne e distorsioni è documentata nello scritto di Mons. Pietro Fiordelli intitolato Aborto e coscienza.

 

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Mag 30 2018

E= mc2 : “TUTTO MERITO DEL VENETO OLINTO DE PRETTO

Category: Libri e fonti,Natura e scienza,Persone e personaggigiorgio @ 00:08

Olinto De Pretto

 

 

E=mc2: “Tutto merito  del  vicentino  Olinto De Pretto”

 

La tesi di un docente di matematica dell’Università di Perugia, ripresa dal quotidiano britannico “The Guardian”

 

MILANO – L’equazione della relatività di Einstein non sarebbe, in realtà, di Albert Einstein, bensì di un matematico autodidatta italiano, Olinto De Pretto. La sconcertante rivelazione arriva dal serissimo giornale inglese “Guardian” che già otto anni fa aveva raccontato la genesi della celebre formula della relatività (il tempo e il movimento sono relativi alla posizione dell’osservatore, se la velocità della luce è costante), altrimenti conosciuta come E=mc2 (l’energia è uguale al prodotto della massa per il quadrato della velocità della luce) e che nell’edizione di martedì scorso ha riproposto la controversa questione circa la primogenitura dell’equazione forse più famosa al mondo.

 

Stando a quanto si racconta, il 23 novembre del 1903 l’italiano De Pretto, un industriale di Vicenza con la passione per la matematica, avrebbe pubblicato sulla rivista scientifica Atteun articolo dal titolo “Ipotesi dell’etere nella vita dell’Universo”, in cui sosteneva che “la materia di un corpo contiene una quantità di energia rappresentata dall’intera massa del corpo, che si muovesse alla medesima velocità delle singole particelle”.

 Insomma, la celebre E=mc2  spiegata parola per parola, anche se De Pretto non mise la formula in relazione con il concetto di relatività, ma con la vita dell’universo.

 

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Dic 30 2017

CREDEVO FOSSE URANIO … INVECE ERA UN VACCINO

Category: Natura e scienza,Salute e benesseregiorgio @ 00:07

 

 

Cento sedute e tre anni di lavoro: tanto ha impiegato la Commissione parlamentare d’inchiesta sui danni provocati ai nostri soldati dall’uranio impoverito, per giungere poi alla conclusione che l’isotopo utilizzato per rendere più pesanti e penetranti i proiettili e i missili, non aveva alcuna colpa nell’aumento dell’incidenza di patologie tumorali ai danni di militari italiani impegnati in missioni internazionali. Ma andiamo con ordine.
Nel 1999, con la fine della guerra nel Kosovo – e poi negli anni successivi con l’aumento del dispiegamento di soldati italiani in teatri di guerra all’estero – si è registrato un preoccupante aumento dell’insorgenza di tumori (specialmente leucemie e linfomi) ai danni di militari del nostro Paese, nei mesi successivi al loro rientro in patria. Secondo dati recentemente resi pubblici dall’Associazione dei familiari delle vittime, si sarebbe registrato un totale di 200 decessi e di 2.500 casi di malattia. Non conosciamo la fondatezza di questi dati. Quello che conosciamo è il colpevole, il mostro sbattuto in prima pagina dalla stampa fin dall’inizio di questa storia: l’uranio impoverito.
In sostanza, secondo queste ricostruzioni, i nostri soldati schierati su terreni nei quali erano stati disseminati proiettili all’uranio impoverito, sarebbero stati esposti a radiazioni fatali. Lo stesso sarebbe accaduto in Sardegna, agli abitanti nei dintorni del Salto di Quirra, dove nel poligono militare si sarebbe fatto ampio uso del munizionamento incriminato.

 

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Dic 26 2017

IL GIORNO PIÙ CORTO DELL’ANNO. NON ERA “SANTA LUCIA, IL GIORNO PIÙ CORTO CHE CI SIA”

Category: Natura e scienzagiorgio @ 12:02

 

A Verona,  al tramonto del solstizio d’inverno,  il sole entra dalla porta romana  e illumina  tutto il corso Porta Borsari fino alla chiesa di Santa Anastasia

 

 

Contrariamente a quanto si pensa, il 13 dicembre (Santa Lucia) non è il giorno più corto dell’anno. In realtà in prossimità del 13 dicembre si verifica il periodo in cui il Sole tramonta prima. Il primato del giorno più breve dell’anno spetta invece al giorno del solstizio d’inverno (o al giorno immediatamente successivo). Il giorno più corto è dunque il 21 dicembre, cioè il solstizio d’inverno.

 

Il termine solstizio deriva dal latino solstitium, ed è composto da sol, che vuol dire sole e sistere, che significa fermarsi (perché nei giorni attorno al solstizio il sole sembra tramontare sempre nello stesso posto) Il solstizio d’inverno è anche il giorno dell’anno in cui il sole, nel suo moto apparente lungo il cerchio che l’astro sembra percorrere attorno alla Terra a mezzogiorno, passa più basso sull’orizzonte.

 

Il solstizio contrassegna il giorno (le ore diurne) più corto dell’anno, ma la sua durata è molto differente in base alla latitudine, perfino lungo l’Italia: a Palermo, ad esempio, il giorno durerà quasi 25 minuti in più che a Roma e 55 minuti in più che a Belluno.

 

Santa Lucia, che si dice essere il giorno più corto dell’anno.

Ma se state pensando di usarlo come scusa per non avere tempo per fare tutti i compiti… vi state sbagliando perché non è vero!

 

 


Nov 01 2017

IL SESSO È IMPORTANTE NELLE TRASFUSIONI DI SANGUE?

Category: Natura e scienza,Salute e benesseregiorgio @ 16:15

 

 

Uno studio suggerisce che le trasfusioni di sangue che non tengono conto del sesso di donatore e ricevente potrebbero danneggiare quest’ultimo. Il risultato deve tuttavia essere confermato da ulteriori ricerche, poiché altri dati non sono coerenti con questa scoperta di Karen Weintraub/Scientific American

 

Ogni volta che gli operatori sanitari prendono in mano una sacca di sangue per una trasfusione, si assicurano che il donatore e il ricevente abbiano gruppi sanguigni compatibili. Ma non prestano attenzione al sesso del donatore. Un nuovo studio solleva il dubbio che le cose dovrebbero cambiare.

 

Nel primo grande studio dedicato a osservare come trasfusioni da donne che in precedenza avevano avuto una gravidanza influiscano sulla salute dei riceventi, i ricercatori hanno scoperto che i maschi sotto i 50 anni avevano 1,5 volte più probabilità di morire nei tre anni successivi alla trasfusione se ricevevano globuli rossi da una donna donatrice che era rimasta incinta. Questo implica un aumento del due per cento della mortalità complessiva ogni anno. Le riceventi donne, però, non sembrano correre un analogo rischio elevato. Lo studio di oltre 42.000 pazienti sottoposti a trasfusione nei Paesi Bassi è stato pubblicato su “JAMA, The Journal of the American Medical Association”.

La Croce Rossa americana, e gli stessi ricercatori si sono affrettati a dichiarare che lo studio non offre risultati sufficientemente definitivi per cambiare l’attuale prassi di abbinamento donatori-riceventi. Ma se questa clamorosa ricerca sarà confermata da studi futuri, potrebbe cambiare il modo in cui il sangue viene distribuito, e suggerire che milioni di pazienti sottoposti a trasfusione in tutto il mondo sono morti prematuramente.

 

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