Set 15 2019

MITILLA LA COZZA DI PELLESTRINA DAL “SAPORE DI MARE”

Category: Alimentazione e gastronomia,Veneto e dintornigiorgio @ 22:47

 

 

Il segreto è la produzione diradata, il mitile si nutre meglio e diventa più buono

Si chiama Mitilla e brilla tra la laguna e il mare. E’ la cozza di Pellestrina, pittoresca isola della laguna di Venezia che Pierpaolo Pasolini definì “selvaggia e arsa”… Una cozza – Mitilla – che nasce diversa perché è frutto di una selezione attenta, di sperimentazione e di passione.

 

E’ frutto della scommessa fatta da Lorenzo Busetto, erede di ben due generazioni di allevatori di mitili pellestrinotti. Busetto per ottenere questa qualità seleziona il seme, ‘dirada’ la produzione negli allevamenti a mare… in sostanza viene ridotto il numero di cozze appese ad ogni ‘grappolo’, così che ogni mitile possa godere al meglio il proprio habitat marino ed esprimere il massimo in termini di consistenza e sapore. Meno cozze ‘respirano’ meglio il mare… si ossigenano in modo più naturale ed equilibrato, assorbono dal movimento delle onde quell’energia che si traduce in una migliore consistenza e in un sapore più spiccato. Il palato lo coglie subito. La trattoria Laguna di Cristian Scarpa – uno dei locali più caratteristici di Pellestrina – declina il prodotto in più modi, dal cassopipa al sugo per gli spaghetti, al fritto (una piacevolissima novità), rispettando la tradizione schietta dell’isola.

 

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Set 14 2019

INDICE ALFABETICO DELLE FAMIGLIE NOBILI ESISTENTI A VENEZIA ALLA CADUTA DELLA REPUBBLICA NEL 1797

Category: Veneto e dintornigiorgio @ 21:02

Antonio Dal Zotto. Monumento al Doge Sebastiano Venier (1907). Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo

 

Indice alfabetico delle famiglie nobili esistenti alla caduta della Repubblica nel 1797

  • Acquisti. Origine Bergamasca. Aggregata nel 1688. Estinta. 
  • Albrizzi. Origine Lombarda. Aggregata nel 1667. Due procuratori. Esiste. 
  • Angaran. Da Vicenza. Aggregata nel 1655: ebbe ultimamente senatori e quaranta. Esiste. 
  • Antelmi. Da Cremona. Fatta del maggior consiglio nel 1646. Estinta. 
  • Arnaldi. Da Vicenza. Ascritta al patriziato veneto nel 1685. Esiste. 
  • Avogadro. Da Brescia. Aggregata nel 1438 per le benemerenze di Pietro. Esiste. 
  • Badoer già Partecipazio. Coeva alla repubblica. Conta sette dogi come Partecipazio. Otto procuratori come Badoer, un cardinale e molti illustri soggetti. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Esiste. 
  • Baglioni. Ascritta al Maggior Consiglio nel 1716. Esiste. 
  • Balbi. Credesi proveniente da colonia romana. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Conta molti senatori, vescovi, ec. Esiste. 
  • Barbaran. Da Vicenza. Aggregata nel 1665. Estinta. 
  • Barbarigo. Dall’Istria. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Ebbe due dogi, dieci procuratori di San Marco, quattro cardinali, un beato, e molti uomini celebri. Estinta.
  • Barbaro. Dicesi da Trieste. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Diede uomini illustri in ogni ramo civile, militare, ecclesiastico. Ebbe cinque procuratori. Esiste. 
  • Barozzi. Da Padova. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Uno fu procuratore di San Marco, e vari illustri si nella carriera ecclesiastica che nella civile. Esiste. 
  • Barzizza. Origine Bergamasca. Ascritta al Maggior Cnsiglio nel 1694. Esiste. 
  • Basadonna. Da Muggia. Tribunizia. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Ebbe senatori ed elettori di dogi ed un cardinale. Estinta. 
  • Baseggio. Anticamente Mastelizia. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Ebbe un procuratore di San Marco. Estinta. 
  • Battagia. Dal Milanese. Pierantonio, uomo segnalato, fu assunto al grado di nobile veneto nel 1500. Estinta.
  • Bembo. Bolognese di origine. Tribunizia. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Ebbe un doge, tre procuratori di San Marco, oltre gran quantità di militari, senatori, quaranta, ec. Esiste. 
  • Bentivolgio. Principesca, e fra le illustri italiane. Giovanni fu ascritto alla nobiltà veneta nel 1488. Esiste.
  • Benzon. Eran due. Una di queste che esiste, venne da Crema, e fu ascritta fino dal 1407 al veneto patriziato. L’altra fu ascritta nel 1685, ed è estinta. 
  • Beregan. Da Vicenza. Aggregata nel 1649. Un Nicola fu letterato. Ebbe senatori ed altri distinti personaggi. Esiste.
  • Bernardo. Dalla Trevigiana. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Conta quattro procuratori di San Marco, ed altri chiari senatori, ec. Esiste.
  • Boldù. Da Conegliano fino dal secolo nono. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. E’ nota per cittadini benemeriti della patria. Esiste.
  • Bollani. Una delle più antiche. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Ebbe un procuratore di San Marco, molti senatori, ambasciatori, ec. Esiste.
  • Bon. Altri da Roma, altri da Bologna. Certo è antichissima veneta. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Due procuratori, molti senatori. Esiste. 
  • Bonfadini. Dal Tirolo. Aggregata nel 1648. Estinta.
  • Bonlini. Da Brescia. Aggregata nel 1667 e nel 1685. Annovera vari onorevoli magistrati e governatori di provincie. Esiste.
  • Borini. Nobile antica patavina. Aggregata alla veneta aristocrazia nel 1788. Esiste.
  • Bragadin. Da Veglia nei più antichi tempi. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Ebbe otto procuratori, un cardinale ed altri distinti personaggi. Esiste.
  • Brandolin. Discende dalla casa di Brandeburgo. Aggregati nel 1686. Esiste.
  • Bressa. Da Treviso. Aggregata nel 1652. Ebbe un vescovo di Vicenza ed uno di Concordia. Estinta.
  • Buzzacarini. Nobile antica di Padova, aggregati nel 1782 al Maggior Consiglio. Esiste.
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  • Caiselli. Nobile udinese. Aggregata nel 1779 al Maggior Consiglio. Esiste.
  • Calbo. Si dicesi originaria di Roma. Tribuni antichi. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Ebbe un procuratore di San Marco. Esiste.
  • Canal. Alcuni da Ravenna, altri da Altino. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Quattro procuratori di San Marco, Nicolò e Cristoforo, chiari capitani generali, e altri assai illustri. Esiste.
  • Cappello. Si dice originaria di Roma. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Dieci procuratori di San Marco, molti cospicui militari e in altre classi, e la Bianca granduchessa che fu di Toscana. Esiste.
  • Carminati. Da Bergamo. Aggregata nel 1687. Esiste.
  • Cassetti. Da Bergamo. Aggregata nel 1662. Esiste.
  • Catti. Dalla Germania. Nel 1646 nobile veneta. Esercitassi nei reggimenti e nelle magistrature. Esiste.
  • Cavallli. Da Verona. Fatta del gran consiglio nel 1381 per le benemerenze di Jacopo. Marino e Sigismondo furono ambasciatori reputatissimi. Estinta. 
  • Celsi
  • Cicogna. Ascritta nel 1381 per la guerra di Chioggia. Due procuratori, uno dei quali, cioè Pasquale, fu doge. Esiste.
  • Civran. Antichissima e tribunizia. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Ebbe militari illustri, senatori, ec. Esiste.
  • Cocco. Da Durazzo. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Ebbe uomini distinti nell’ecclesiastico e nel civile. Estinta.
  • Codognola. Dal Milanese. Aggregata nel 1717. Estinta.
  • Collalto. Antichissima. Ascritta nel 1306. Chiarissima poi per illustri personaggi e per la Beata Giuliana. Esiste.
  • Condulmer. Antica tribunizia. Ascritta nel 1381 per la guerra di Chioggia. Due cardinali, uno dei quali, Gabriele, che fu poi papa, col nome di Eugenio IV. Estinta.
  • ContariniCoetanea alla repubblica. Annovera otto dogi, quarantaquattro procuratori di San Marco, letterati e lunghissima serie di altri illustri. Esiste.
  • Contenti. Aggregata nel 1686. Estinta.
  • Cornaro . Si dice originaria romana. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Ebbe ventidue procuratori, un doge, nove cardinali e altri chiari uomini. Esiste.
  • Correr. Da Roma a Torcello. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Sette procuratori, un papa col nome di Gregorio XII, due cardinali, fra i quali il papa. Esiste.
  • Cottoni. Aggregata nel 1699. Estinta.
  • Crotta. Da Milano. Aggregata nel 1649. Sebastiano fu dei letterati dello scorso secolo XVIII. Estinta.
  • Curti. Dal Milanese. Ascritta nel 1688. Leopoldo fu chiaro avvocato criminale alla metà circa dello scorso secolo. Estinta.
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  • Da Ponte
  • Dandolo. Da Altino. Tribunizia. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Diede quattro dogi, dodici procuratori. Esiste.
  • Dario
  • Diedo. Da Aquileja e da Altino. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Ebbe tre procuratori, e molti uomini illustri nelle cariche civili e militari. Esiste.
  • Dolce. Dalla condizione cittadinesca passò alla patrizia nel 1657. Pietro, defunto dopo il 1838, fu uomo coltissimo. Estinta.
  • Delfino. Coeva alla repubblica. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Diede alla patria un doge, quattordici procuratori di San Marco, sei cardinali, e molti vescovi, senatori, generali di mare, ec. Esiste.
  • Donato o Donà. Da Altino. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Tre dogi, otto procuratori, un cardinale, uomini distinti. Esista
  • Dondirologio. Antica di Padova, ascritta alla veneta nobiltà nel 1653. Esiste.
  • Duodo. Chi la dice proveniente dalla Schiavonia, chi dalla Germania. Ascritta nel 1297. Ebbe quattro procuratori, e molti militari che si dedicarono a favore della patria. Estinta.
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  • Emo. Dalla Dalmazia. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Quattro procuratori. Parecchi, uomini illustri nella milizia, fra i quali fioriva dopo la metà dello scorso secolo, Angelo, eroe contro i Tunisini. Esiste. 
  • Erizzo. L’Istria diede i principi a questa casa, che contò tribuni. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Ebbe un doge e quattro procuratori. Estinta. 
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  • Falier. Delle antichissime venete. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Ebbe tre dogi. In altri carichi ebbe personaggi illustri, fra i quali cinque procuratori. Esiste.
  • Farsetti. Di Toscana. Ebbe il veneto patriziato nel 1664. Estinta.
  • Ferro. Una casa venne da Ferrara, e si estinse sino dal 1681 o poco dopo. Un’altra dalla Fiandra, e nel 1662 fu fatta del Maggior Consiglio. Estinta.
  • Fini. Cipriotta di origine. Assunta del Maggior Consiglio nel 1649. Annovera due procuratori. Esiste.
  • Flangini. Cipriotta anch’essa. Aggregata nel 1664. Prode guerriero contro i Turchi fu Lodovico, che vi morì combattendo. Estinta.
  • Fontana
  •  Foscari. Dalla Trivigiana. Ebbe tribuni antichi. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Ebbe un doge, quattro procuratori, un patriarca di Venezia, molti senatori e magistrati. Esiste.
  • Foscarini. Da Altino. Antichi tribuni. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Quattordici procuratori, lunga serie di senatori, Marco, fu letterato e politico chiarissimo, indi doge. Esiste.
  • Foscolo. Antichissima veneta. Tribunizia. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Chiara specialmente nell’armi e nella toga. Annovera un procuratore. Esiste.
  • Fracassetti. Di Bergamo. Ascritti nel 1704. Estinta.
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  • Gabriel. Antichissima. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Tre procuratori, vari letterati, ecclesiastici, senatori, magistrati. Estinta.
  • Gambara. Bresciana. Aggregata alla veneta nobiltà nel 1653. Veronica poetessa e Carlo Antonio, defunto in questi ultimi anni, fu letterato di fama. Esiste.
  • Garzoni. Da Bologna. Ascritta nel 1381 per la guerra di Chioggia. Un procuratore. Pietro illustre storico. Estinta.
  • Gheltof. Da Anversa. Nobile nel 1697. Estinta.
  • Gherardini. Veronese o Fiorentina. Ascritta nel 1652. Esiste.
  • Giovanelli. Da Bergamo. Ascritta nel 1668. Ebbe tre procuratori e Federico, patriarca di Venezia di santissima vita. Esiste.
  • Giustinian. Dicono da Roma. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Chiarissima famiglia per un doge, per ventisette procuratori, per lungo elenco di ambasciatori, generali, senatori, governatori di città e provincie, militari, letterati, ec. Esiste. 
  • Gonzaga. Principesca famiglia. Ebbe tre aggregazioni in tempi differenti per i meriti suoi verso la repubblica. Estinta.
  • Gradenigo . Delle prime venute a Venezia. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Diede tre dogi alla patria, e quattordici procuratori, molti uomini chiari sì nella toga che nelle lettere, e nella via della chiesa. Esiste.
  • Grassi. Da Chioggia. Aggregati nel 1718. Estinta.
  • Grimani. Antichissima. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Tre dogi, ventuno procuratori, tre cardinali, e più e più senatori, rettori di provincie, ec. Esiste.
  • Gritti. Di origine assai vetusta, e tribunizia. Un doge, tre procuratori, molti senatori e generali d’armi. Esiste.
  • Guerra. Dalla Dalmazia. Ascritta nel 1689. Esiste.
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  • Labia. Avignonese, indi Toscana. Ascritta nel 1646. Carlo Maria fu arcivescovo di Corfù, poi vescovo di Adria, e letterato. Esiste.
  • Lambertini. Da Bologna, chiarissima, fatta nobile veneta per l’assunzione di Benedetto XIV al pontificato. Estinta ?
  • Lezze. Da Ravenna. Sette procuratori, e altri distinti personaggi. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Estinta.
  • Lin. Da Bergamo. Assunta nel 1685. Esiste.
  • Lio-Cavazza. Da Padova. Ascritta nel 1652. Girolamo fu procuratore cospicuo. Estinta.
  • Lippomano. Da Negroponte. Ascritta nel 1381 per la guerra di Chioggia. Ebbe vescovi e letterati. Esiste.
  • Logo. Antica assai è la sua origine. Ascritta nel 1381 per la guerra di Chioggia. Conta lunga serie di senatori, governatori di provincie, scrittori, ec. Esiste.
  • Loredano. Ebbe tribuni, Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Due dogi, dodici procuratori, molti capitani generali, senatori e magistrati onoratissimi. Esiste.
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  • Maffetti. Nobile di Brescia e di Bergamo, fatta patrizia nel 1654. Estinta.
  • Magno. Da Oderzo; tribunizia; Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Vari senatori e magistrati diede in servigio della patria. Esiste.
  • Malipiero. Da Altino. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Due dogi, tre procuratori di San Marco, molti senatori, elettori di dogi e letterati. Esiste.
  • Manin. Da Firenze passò nel Friuli. Aggregata nel 1651. L’ultimo doge usciva da questa casa. Ebbe due procuratori. Oggi è decorata dal conte Leonardo, cultissimo nelle cose patrie. Esiste.
  • Manolesso. Originaria di Torcello, Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Esiste.
  • Manzoni. Patavina. Aggregata nel 1687. Esiste.
  • Marcello. Tribuni antichi. Origine romana. Un doge, sei procuratori. Esiste.
  • Marin. Da Jesolo. Tribunizia. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Ebbe militari, senatori, quaranta, ed altri uomini distinti. Carlo Antonio è chiaro per la storia del veneto commercio. Esiste .
  • Martinengo. Antichissima di Brescia. Un ramo di essa nel 1448 fu aggregato al Veneto Consiglio. Nel 1689 ne fu aggregato un altro ramo. Lunga serie annovera di cospicui personaggi. Esiste.
  • Melli. Da Cremona. Assunta alla veneta nobiltà nel 1499 o 1500, avutone il privilegio nel 1502. Estinta.
  • Memmo. Da Altino. Tribuni antichi. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Ebbe tre dogi e la storia ne annovera un altro, sebbene non entri nelle serie comuni. Cinque procuratori e molti senatori, militari, ambasciatori, letterati, ec. Esiste.
  • Mezzo. Da Jesolo. Ascritta nel 1381 per la guerra di Chioggia. Ebbe alquanti illustri militati. Estinta.
  • Miani. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Ebbe un procuratore di San Marco, vari capitani generali, ambasciatori, senatori e un gran santo, Girolamo. Estinta.
  • Michiel. Antichissima veneta. Tre dogi, dodici procuratori, un cardinale, molti eroi nell’armi, molti illustri nella toga. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Esiste.
  • Minelli. Da Bergamo. Ascritta nel 1650. Estinta.
  • Mimo. Da Altino. Diede tribuni. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297; conta parecchi senatori, ambasciatori, governatori di città. Esiste.
  • Minotto. Alcuni la vogliono di origine romana, altri albanese. Tribunizia antica. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Militari vari e senatori. Esiste.
  • Mocenigo. Delle prime venute a Venezia. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Vanta sette dogi, venticinque procuratori di San Marco. Esiste.
  • Molin. Antichissime due famiglie. Rimasero del Maggior Consiglio nel 1297. Un doge, nove procuratori, e ne uscirono uomini celebri nell’armi, nelle lettere, nelle magistrature. Estinta.
  • Mora. Dall’Elvezia. Fu fatta del maggior consiglio nel 1653. Altra casa venne di Spagna, e fu aggregata nel 1694. Esistono ambedue.
  • Morelli. Da Murano. Ascritta nel 1686. Estinta.
  • Moro. Da Eraclea. Tribuni antichi. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Cristoforo fu doge. Ebbe sei procuratori, e diversi militari e senatori. Esiste.
  • Morosini. Antichissima, tribunizia. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Quattro dogi, ventisette procuratori, due cardinali, illustri in ogni secolo e in ogni ramo. Per tutte le storie è celeberrimo il Peloponnesiaco, uno dei dogi. Esiste.
  • Mosto (Da). Da Oderzo. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Un procuratore, parecchi si distinsero, fra i quali il viaggiatore Alvise. Esiste.
  • Muazzo. Origine torcellana. Tribunizia. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Un procuratore. Ne uscì Giannantonio, chiaro senatore e storico, ed altri. Estinta.
  • Mula (Da). Dei Veneti primi. Tribuni. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Un cardinale, due procuratori, vari senatori, rettori di città, ec. Esiste.
  • Mussati. Di Padova. Aggregata nel 1775 a tenore della parte presa nel 1776. Estinta.
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  • Nadal. Tribunizia. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Pietro fu vescovo di Jesolo e scrittore. Esiste.
  • Nani. Da Altino a Torcello, quindi a Venezia. Antica tribunizia. Ascritta nel 1381 per la guerra di Chioggia. Sei procuratori. Esiste. 
  • Nosadini. Da Bassano, ascritta al patriziato nel 1694. Estinta ?
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  • Orio. Da Altino. Tribunizia. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Ebbe distinti, fra glialtri, Filippo e Lorenzo ambasciatori, e Domenico rettore in Candia. Esiste.
  • Ottolini. Nobile veronese, aggregata alla veneta nobiltà nel 1775, giusta la parte presa nel 1780. Estinta.
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  • Pallavicino. Chiarissima fra le italiane. Aggregata nel 1427. Da essa il cardinale Sforza, scrittore della storia del Concilio di Trento. Esiste.
  • Panciera. Dal Friuli; ascritta alla nobiltà veneta nel 1777. Esiste.
  • Papafava. Antica di Padova. Aggregata al maggior consiglio nel 1652. Roberto fu fra i letterati. Esiste.
  • Paruta. Da Lucca. Ascritta nel 1381 per la guerra di Chioggia. Paolo Paruta fu procuratore e storico. Esiste.
  • Pasqualigo. Da Candia. Una parte rimasta del Maggior Consiglio nel 1297. Un’altra ascritta nel 1381 per la guerra di Chioggia. Tre ne uscirono procuratori, altri molti furono generali, ambasciatori, senatori, ec. Esiste.
  • Pasta. Da Bergamo, assunta del 1669. Estinta.
  • Pepoli. Antica bolognese. Esiste.
  • Persico. Bergamasca. L’anno 1685 fu accettata nel maggior consiglio. Esiste.
  • Pesaro. Da Pesaro, tribunizia. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Un doge, sette procuratori, molti generali, senatori, ed altri uomini celebri. Estinta.
  • Pindemonte. Da Verona. Nobile veneta nel 1782. Di essa famiglia furono Giovanni ed Ippolito letterati. Esiste.
  • Piovene. Da Vicenza. Ascritta al maggior consiglio nel 1654. Estinta.
  • Pisani. Antica veneta. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Un doge, sedici procuratori, due cardinali. Altri molti illustri fra gli ambasciatori, generali d’armata, senatori, ec. Esiste.
  • Pizzamano. Dalla Boemia; tribunizia. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Antonio fu vescovo di Feltre; vari militari e senatori. Esiste.
  • Polani
  • Poli. Dal Friuli. Ascritta nel 1663. Esiste.
  • Ponte (Da). Varia l’origine, chi da Ferrara, chi da Negroponte. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Nicolò doge, tre procuratori, e vari ecclesiastici e altri distinti. Esiste.
  • Priuli. Dall’Ungheria. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Tre dogi, quattordici procuratori, cinque cardinali, molti ambasciatori, generali, governatori di città e provincie, ec. Esiste.
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  • Querini . Antichi tribuni, quindici procuratori e chiari soggetti in ogni ordine. Esiste.
  • Raspi. Da Bergamo. Ascritta nel 1662. Esiste.
  • Ravagnin. Da Treviso. Ascritta nel 1657. Estinta.
  • Redetti. Da Rovigo, assunti nel 1698. Antonio fu vescovo di Bergamo. Esiste.
  • Renier. Dalmati di origine. Assunti nel 1381, sebbene fino dal 1092 fossero degli annuali consigli. Ebbe un doge e tre procuratori. Esiste.
  • Rezzonico. Di nobiltà antica germanica. Ascritta nel 1687. Ebbe due procuratori e tre cardinali, fra i quali un papa. Estinta.
  • Riva (Da). Da Jesolo. Tribunizia. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Esiste.
  • Rizzi. Antica veneta. Nobile nel 1687. Esiste.
  • Romieri. Veneto antica. Aggregata nel 1689. Esiste.
  • Rossi. Da Parma. Nobile veneta, nel 1482. Gli antichi ebbero celebri capitani. Estinta.
  • Rota. Da Bergamo. Ascritta nel 1685. Estinta.
  • Ruzzini. Da Costantinopoli. Tribuni antichi. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Ebbe un doge, due procuratori, e valorosi cittadini. Estinta.
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  • Sagredo. Da Sebenico. Un doge, sette procuratori, un santo già vescovo nell’Ungheria e martire, e lunga serie di ambasciatori, senatori, rettori di città, ec. Esiste.
  • Sandi. Da Feltre; patrizia veneta nel 1685. Esiste.
  • Sangiantofetti. Da Crema. Nel 1649 ottenne ingresso nel Maggior Consiglio. Esiste.
  • Sanudo. Antichissima veneta. Era detta Candiana. Come Candiana conta cinque dogi. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Ha due procuratori, e molti senatori, e celebri uomini. Esiste.
  • Savorgnan. Antichissima dal Friuli. Nel 1385 ascritta alla veneta nobiltà. Un procuratore, e molti valorosissimi militari. Esiste.
  • Scroffa. Vicentina nobile. Aggregata nel 1698 al veneto consiglio. Esiste.
  • Semenzi. Dalla cittadinanza veneta originaria passò alla classe patrizia nel 1685. Esiste.
  • Semitecolo. Istriana. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Ha vari onorevoli individui specialmente nei reggimenti di terra e di mare.
  • Soserini. Da Firenze. Aggregata nel 1656. Estinta.
  • Soranzo. Coetanea alla repubblica. Tribunizia; Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Un doge, sedici procuratori, e numerosi senatori, ambasciatori, generali, governatori, magistrati, ec. Esiste.
  • Spatafora. Antica Messinese. Aggregata fino dal 1409, sebbene alcuni la facciano di più antica aggregazione, cioè del 1399. 
  • Spineda. Da Trevigi. Ascritta nel 1776 per la parte del 1775. Esiste.
  • Spinelli. Patavina antica. Dalla cancellaria ducale passò alla nobiltà veneta nel 1718, giusta la parte del 1716. Estinta. 
  • Steno.
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  • Tiepolo. Riminese. Delle più antiche veneziane. Una parte rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Due dogi, e sette procuratori. Esiste.
  • Toderini. Antica veneta. Ascritta solo nel 1694. Estinta.
  • Trento. Da Vicenza. Aggregata nel 1777 in forza della parte del Maggior Consiglio 1785. Estinta.
  • Trevisano. Aquilejese. Alcuni rimasti del Maggior Consiglio nel 1297, altri nel 1381 per la guerra di Chioggia, altri nel 1689. Chiarissima per illustri personaggi, fra i quali un doge e dieci procuratori. Esiste.
  • Trono. Antichissima. Tribunizia. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Conta un doge e sette procuratori, oltre a diversi senatori, ambasciatori, ec. Esiste. 
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  • Valaresso. Da Salona. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Ne uscirono due procuratori, e vari illustri nella toga e nelle lettere. Zaccaria seniore e Zaccaria juniore, savio di terraferma, si distinsero. Esiste.
  • Valiero. Patavina antica. Tribunizia. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Diede alla patria due dogi, due cardinali, fra i quali letteratissimo Agostino. Esiste.
  • Valmarana. Da Vicenza, aggregata nel 1658. Ebbe governatori di città reputatissimi. Esiste.
  • Vanaxel. Dalla Fiandra. Ascritta al veneto patriziato nel 1665. Esiste.
  • Vendramino. Da Aquileja e dal Friuli. Ascritta nel 1381 per la guerra di Chioggia. Un doge e tre procuratori, un patriarca di Venezia, e molti distinti uomini. Esiste.
  • Veniero. Delle più antiche nostre. Tribunizia. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Tre dogi, ventuno procuratori, e molti e molti ambasciatori, senatori, ec. Esiste. 
  • Veronese. Da Chioggia. Nel 1704 assunta al maggior consiglio. Sante fu vescovo di Padova e cardinale scrittore. Esiste.
  • Vitturi. Da Altino. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Ebbe due procuratori e parecchi illustri nella milizia e nelle cariche senatorie, ec. Esiste.
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  • Widmann. Dalla Carintia. Fatta del veneto consiglio nel 1646. Cristoforo fu cardinale. Esiste.
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  • Zacco. Di Padova. Ascritta nel 1653. Esiste. 
  • Zaguri. Albanese. Cittadina veneta, indi patrizia creata nel 1646. Pietro letterato, e Marco vescovo, sono dei recenti della casa. Estinta. 
  • Zambelli. Patavina, fatta del veneto consiglio nel 1648. Estinta.
  • Zane. Antichissima veneta. Dicono che fosse un ramo degli Ziani. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Ebbe cinque procuratori, e vari distinti, fra i quali Jacopo poeta del secolo XVI. Estinta. 
  • Zeno. Delle antichissime tribunizie. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Un doge, tredici procuratori, un cardinale, e molti altri in ogni classe distinti. Esiste.
  • Zenobio. Veronese. Aggregata nel 1646. Estinta.
  • Ziani
  • Zino. Da Bergamo. Ascritta nel 1718. Estinta.
  • Zolio. Da Bergamo. Assunta nel 1656. Esiste.
  • Zorzi. Dei veneti più remoti. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Un doge, undici procuratori, un cardinale, molti chiari personaggi per ambascerie, per arte militare, ec. Esiste.
  • Zusto. Da Padova. Tribunizia. Rimase del Maggior Consiglio nel 1297. Estinta.

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Set 10 2019

ELENCO DEI PATRIZI VENETI SECONDO A. DA MOSTO

Category: Veneto e dintornigiorgio @ 07:39

 

 

(Volenti o nolenti ai membri di queste famiglie va il merito di avere fatto e governato la più longeva Repubblica del mondo).

 

Abramo, Acotanto, Acquisti, Adami, Adoaldi, Agadi, Agnusdei, Agrinali, Aicardo, Albani, Alberenghi, Alberti, d’Albore, Albrizzi, Aldobrandini, Aldoi, Alidosio, Altieri, Amadio, d’Amboise, Amigo, Amizo, Angaran, Angiò, Angussola, Anselmi, Antelmi, Aoldi, Arduini, Ariani, Ariberti, d’Arman, d’Armer, Arnaldi, d’Arpino, d’Arpo Attendolo, Avanzago, Aventurati, d’Aviano, Avogadro, Avonale.

 

Babilonio, Badoari (Partecipazi), Baffo, Baglioni, Balastro, Balbi, Baldovino, Balestrieri, Barbaran, Barbarigo, Barbaro, Barbazini, Barberini, Barbetta, Barbo, Barbolani, Barboniani, Bardonizi, Barizani, Baroni, Barozzi, Barziza, Basadello, Basadonna, Baseggio, Battaja, Baviera, Bazolani, Belegno, Belloni, Bellosello, Bellotto, Bembo, Benado, Benedetti, Bensisi, Bentivoglio, Benzon, Beregan, Berenghi, Bergonci, Berlendis, Bernardo, Betti, Bettoni, Bianca, Bianco, Boccasi, dalle Boccole, Boche, Beco, Bollani, Boldù, Bon, Bonaldi, Bonci, Boncili, Boncompagni, Bondumier, Bonfadini, Bonhomo, Boninsegna, Bonlini, Bonvicini, Bonzeno, Borbone, Bordolo, Borghese, Borgia, Borsello, Borsolo, Braccolani, Bragadin, Brandolin, Bredani, di Brenna, Bressa, Briani, Brioci, Bristolani, Brunswick, da Buora, Buricaldi, Busnadego, Busneghi.

 

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Set 04 2019

UNA GEOGRAFIA DEGLI INSEDIAMENTI MAFIOSI IN VENETO

 

 

9 maggio 2016 di Gianni Belloni

 

Questo articolo è uscito nel numero di febbraio della rivista Narcomafie all’interno di un dossier sulle mafie in Veneto. Firmato insieme ad Antonio Vesco.

 

Fino a non molti mesi fa, il Veneto rappresentava un enigma. Agli studiosi e agli investigatori delle mafie risultava incomprensibile come gli insediamenti di gruppi mafiosi – in particolare ‘ndranghetisti– si arrestassero sulle sponde lombarde del lago di Garda, preservando il Veneto dalla loro presenza. Nell’ambito del dibattito pubblico sulle mafie a Nordest, la criminalità organizzata veniva spesso evocata, ma scarse erano le evidenze empiriche e le inchieste. A parte il processo alla banda Maniero, ad oggi si conta un solo procedimento giudiziario concluso con condanne per il reato di associazione mafiosa (il 416 bis). Si tratta della cosiddetta operazione Aspide, che ha coinvolto un gruppo criminale campanoi cui membri avevano dato vita a una società che offriva servizi alle imprese: dall’usura al recupero crediti, dall’evasione dell’Iva alle bancarotte fraudolente. Per il resto soltanto sussurri e grida: diversi sospetti, denunce – e inevitabili illazioni – ma pochi fatti accertati e una scarsa produzione di conoscenza sul fenomeno mafioso nella regione.

Oggi, le cose stanno cambiando piuttosto rapidamente. Nell’ultimo rapporto della Direzione nazionale antimafia, l’analisi dei magistrati lascia spazio a preoccupanti riflessioni: “La sempre più significativa operatività in Veneto di gruppi criminosi originari del sud Italia tende a diventare sempre più stabile”. E alcune inchieste hanno portato alla luce realtà finora soltanto immaginate. Oggi è possibile isolare alcune macro-aree nelle quali le attività mafiose sono emerse in modo più evidente. Proviamo dunque a ricostruire una mappa delle presenze mafiose in Veneto a partire dalle principali inchieste giudiziarie che hanno coinvolto gruppi criminali provenienti dal Sud Italia (ai territori descritti in questo articolo va aggiunto il caso dell’isola veneziana del Trochetto, a cui è dedicato uno specifico approfondimento all’interno di questo dossier).

 

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Set 03 2019

VENETO. LA GRANDE INVASIONE MAFIOSA

 

 

Quando arrivano in Veneto, mandati in soggiorno obbligato, i mafiosi sono tutti persone “normali”. Erano – per chi li avrebbe poi conosciuti, chiacchierando al bar la mattina – “bravi uomini”, sempre disponibili a scambiare qualche battuta. Salvo poi scoprire dalle cronache giornalistiche che si trattava di criminali e assassini. «Ma davvero? Non ne sapevo nulla, sapevo solo che proveniva dal Sud». Lo stupore degli intervistati nel corso degli anni non sarebbe mai cambiato.
I primi mafiosi di un certo peso arrivarono alla fine degli Anni Cinquanta. Domenico Albano e Giovanni Sacco detto “Vanni”. Il primo, che fu inviato a Lastebasse (provincia di Vicenza), era il capomafia di Borgetto che negli anni nel secondo dopoguerra protesse il bandito Salvatore Giuliano e cercò per lui una mediazione politica dopo la strage di Portella della Ginestra. Sacco, invece, era capomafia di Camporeale e tra i più importanti mafiosi del tempo perché aveva intuito l’importanza di stringere patti con la politica. Per questo aveva cercato di entrare nella corrente democristiana di Giovanni Gioia, ma fu osteggiato dal sindaco di Camporeale, Domenico Almerico, che una volta costretto alle dimissioni, fu assassinato il 27 marzo 1957.Sacco processato in qualità di mandante ma prosciolto per insufficienza di prove, fu inviato al confino a Posina, in provincia di Vicenza.

 

Poi, nel decennio successivo, arrivarono in Veneto 143 criminali e mafiosi. Tra questi Giuseppe Palmeri, narcotrafficante che a Cittadella (Padova) costituì la sua base operativa insieme a Leonardo Crimi, inviato in soggiorno obbligato a Conegliano (Treviso), e il mafioso Giuseppe Sirchiaa Castelfranco Veneto (Treviso), che nel 1970 scampò ad un agguato organizzato da Gaetano Fidanzati, arrestato proprio nella comune della Marca insieme ad altri due mafiosi. Lo volevano eliminare perché “accusato” di aver preso parte alla strage di Viale Lazio. E anche Fidanzati sarebbe stato confinato nel 1981 a Monselice (Padova).

 

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Ago 16 2019

DUCATI E ZECCHINI D’ORO DELLA REPUBBLICA DI VENEZIA

Category: Veneto e dintornigiorgio @ 00:24

 

REPUBBLICA DI VENEZIA

 

Ducati e Zecchini d’oro 1280 – 1797

 

Ducato d’oro di Giovanni Dandolo

 

Nel 1284, il Maggior Consiglio di Venezia emise un decreto che ordinava le coniazioni di “Ducati d’oro fino del valore di 18 grossi d’argento ciascuno”.
Il grosso d’argento (Matapane) era, fino all’anno del decreto, la moneta veneziana più diffusa e accettata anche oltre i confini dello stato.

 

Il Ducato ebbe un grandissimo successo e fu imitato da numerose zecche dell’Europa orientale, in Grecia ed in Asia.

Si ritiene che la zecca di Venezia poteva coniare ogni anno da 1.500 a 2.000 chili di Ducati (poi chiamati zecchini), e non di rado riusciva a possedere il 15% di tutto l’oro presente sul globo. Sul diritto di queste monete posiamo osservare San Marco nimbato stante a destra mentre è in atto di consegnare un vessillo con la scritta DVX in verticale al Doge inginocchiato verso sinistra, con corno ed abiti dogali.

La leggenda è: SM VENET(I) (in verticale) a sinistra, ed il nome abbreviato del doge a destra.

 

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Ago 05 2019

L’ANTICA PATAVIUM ROMANA SOTTO AL PEDROCCHI

 

Nel 1764, davanti all’ormai diroccata chiesa di S. Giobbe, sul lato nord della Piazzetta Pedrocchi, a 4 – 4,5 m di profondità, fu rinvenuto un lastricato in trachite insieme ad un fusto di colonna, non scanalato, in marmo grigio, che servì poi, l’anno dopo, di sostegno al leone di S. Marco della Serenissima in Piazza dei Signori, e ad un blocco cilindrico di colonna in marmo rosso.

Così nel 1812 alla stessa profondità, demolita la chiesa, durante gli scavi effettuati dal Noale, si trovò un altro resto di colonna, col suo plinto inserito nel pavimento.

Nel 1888 si rinvennero altri frammenti architettonici ed un altro fusto scanalato; mentre, ancor prima, nel 1877, sempre alla stessa profondità, si era notato un altro resto di lastricato, con colonne scanalate e decorate ed altre di misure minori, sfaccettate o lisce.

Tutto ciò fece dunque pensare all’esistenza di un altro colonnato. Inoltre durante i lavori del Caffè si rinvennero altre due basi, con parti inferiori di colonne a 5 m di profondità. Si calcolarono pertanto tre colonne distanti rispettivamente 4,03 m.

Tutto lasciò supporre l’esistenza di un tempio databile ad età flavio-traianea (periodo tra Domiziano e Nerva). che fu distrutto da un incendio (tracce di cenere furono rinvenute durante gli scavi) ed in seguito risistemato in età adrianea.

 

Fonte: (da “Padova e il suo territorio nell’antichità” di R. Mambella)

 


Lug 30 2019

PFAS, TUTTI SAPEVANO. NESSUNO È INTERVENUTO

 

 

Un corposo rapporto dei Noe accusa la giunta provinciale di Vicenza della leghista Manuela Dal Lago di non essere intervenuta per fermare l’avvelenamento delle acque.

 

Lo sapevano. Lo sapevano tutti e non hanno fatto niente. Non hanno fatto niente anche se, per scongiurare il più devastante caso di inquinamento della falda acquifera dell’intera Europa, sarebbe bastato applicare la legge! 350 mila persone – ed è una stima per difetto – avvelenate dai Pfas, gli acidi perfluoro alchilici utilizzati dalla Miteni per produrre rivestimenti impermeabili. 350 mila uomini, donne e bambini avvelenati grazie al silenzio complice delle autorità che avevano il compito di difendere la loro salute.

 

Per almeno 13 anni, l’Arpav la giunta provinciale di Vicenza hanno deliberatamente ignorato tutte le prove della contaminazione. Hanno fatto finta di non vedere per non dover intervenire nonostante fossero evidentissimi i segnali dell’ “incremento nella contaminazione da benzotrifluoruri, sintesi o sottoprodotti derivati dall’attività della Miteni”, come si legge nel documento di monitoraggio ambientale chiamato Giada avviato sin dal 2003 dall’Ufficio ambiente della provincia di Treviso.

 

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Lug 09 2019

PROSPERO ALPINI , IL VENETO CHE SCOPRI’…. IL CAFFE’

 

 

Il 21 settembre 1580 il botanico Prospero Alpini, scienziato nato a Marostica, parte per un viaggio di quattro anni in Egitto, al seguito dell’ambasciatore della Repubblica Veneta al Cairo, N.H. Giorgio Emo.

Durante le sue ricerche raccoglie i materiali per due suoi libri, pieni di illustrazioni: il “De Plantis Aegypti liber” ed il “De Medicina Aegyptorum”; le sue scoperte parlano, tra l’altro, della pianta del caffè e dell’uso locale di tostarne i semi. “Turchi e Arabi con questi semi, chiamati ‘bon’, o ‘ban’, preparano un decotto assai diffuso che essi bevono al posto del vino.

Questo decotto è venduto nelle pubbliche bettole, come da noi il vino”. Spiega che lo bevono caldo, a sorsi, soprattutto le donne contro i dolori mestruali.

 

La scoperta apre la strada all’introduzione del caffè in Europa, a partire da Venezia dove   apre a metà Settecento  il  “Caffè Florian” (in origine “Alla Venezia trionfante”), e frequentato tra gli altri da Carlo Goldoni.

Morì a Padova nel 1617.

 

Fonte:  da Veneto Storia

Link: https://www.venetostoria.com

 


Mag 01 2019

LA ME AMBRA LA XE VOLА IN PARADISO – LUTTO PER BEGGIATO

Ettore Beggiato e, a destra, l’amata figlia Ambra

 

 

VICENZA. «La me Ambra la xe volà in Paradiso». Grave lutto per Ettore Beggiato, fondatore della Liga Veneta, che con un post su Facebook ha dato l’annuncio della morte della giovane figlia Ambra. Centinaia i messaggi di cordoglio sui social.

Beggiato, vicentino, studioso di storia e di cultura veneta, fondatore della Liga Veneta, nel 1985 è stato uno dei due consiglieri regionali eletti sotto il simbolo del nuovo partito, il Leon di San Marco; nel biennio 1993-95 è stato assessore regionale ai rapporti con i Veneti nel mondo. È presidente onorario dell’associazione Veneti nel Mondo.

 

Fonte: da il Giornale di Vicenza 1 maggio 2019

Link: https://www.ilgiornaledivicenza.it/territori/vicenza/la-me-ambra-la-xe-volà-in-paradiso-lutto-per-beggiato-1.7300125?fbclid=IwAR2LQBIeXV7Ud6snQPT51rFaJcZmdIXGT__Ft15FjMvEro_gLyqgMaAOFSw

 


Mar 01 2019

BUON CAPODANNO VENETO 2019

Category: Cultura e dintorni,Storia e arte,Veneto e dintornigiorgio @ 09:37

 

 

Batter Marzo o Chiamar Marzo,   bassorilievo del  primo mese dell’anno, sul protiro della Chiesa di San  Zeno…Buon Capodanno Veneto!

 

Fino al 153 a.C. i romani iniziavano l’anno nuovo con il primo di marzo, da questa data in poi adottarono invece il primo di gennaio.

Ma con il crollo dell’Impero romano, i diversi regimi che seguirono adottarono invece scelsero calendari diversi, mentre i cristiani mantennero la fedeltà al Calendario Giuliano, pur adottando date di inizio anno differenti.

 

La Serenissima Repubblica continuo  invece a far iniziare l’anno il 1 Marzo. Infatti ancora oggi il calendario risente di questa data per cui a partire da Marzo, il mese della rinascita, si contano i dieci mesi, per cui il settimo è settembre, l’ottavo è ottobre, il nono è novembre e il decimo è dicembre.

 

Il capodanno veneto è festeggiato dagli ultimi tre giorni di febbraio, cioè gli ultimi giorni dell’anno, e si va avanti fino al nono giorno di Marzo. Batter Marzo, o Brusar Marzo, o Ciamar Marzo significa risvegliare l’anno nuovo, la vita addormentata, la terra addormentata dal gelo dell’inverno perché si ridesti e si risvegli e si prepari per la nuova semina.


Feb 27 2019

LA PRIMA VICENZA SCOPERTA SOTTO LA FUTURA BRETELLA

Category: Archeologia e paleontologia,Veneto e dintornigiorgio @ 17:22

 

 

VICENZA. Lì dove tutto è iniziato, nascerà una tangenziale. Quei primi vicentini non potevano immaginare che 7.300 anni dopo, al posto delle loro capanne, sarebbe passata una strada a scorrimento veloce. Ma non era nemmeno prevedibile che l’area di cantiere della tanto attesa futura bretella dell’Albera nascondesse uno dei siti archeologici più interessanti di Vicenza, capace di raccontare i primi insediamenti di abitanti della città, risalente al Neolitico antico. È qui che sono state ritrovati frammenti di vasi di ceramica, strumenti di selce, tracce di intonaci delle capanne o dei primi focolari. 

 

Una scoperta che gli archeologi della Soprintendenza considerano importantissima. Anche se si attendono ulteriori indagini per confermare le tesi preliminari: il materiale emerso dagli scavi sembrerebbe risalire a un periodo compreso tra il 5.300 e il 4.900 avanti Cristo, quando le comunità che prima vivevano solo di caccia e raccolta, cominciarono a coltivare i campi. E dove prese forma la prima Vicenza. 

 

Fonte: da il Giornale di Vicenza del 23 febbraio 2019

Link: http://www.ilgiornaledivicenza.it/territori/vicenza/la-prima-vicenza-scoperta-sotto-la-futura-bretella-1.7142789?fbclid=IwAR2LCGrnDop2USXgXKPbnHgdrMobhi0n5U7g_Se1jZpAsL6HSdo5avLAG8I

 


Gen 21 2019

LA STELE VENETICA DI ISOLA VICENTINA….ANCA ISOLA ’NTE ’A PREISTORIA

Stele di Isola Vicentina

 

 

Da Isola Vicentina (VI)

 

La xe stà proprio ’n avenimento stòrico sta scoperta; a no xe da tuti i dì tirar sù da soto tera na pria de tanti sècoi fà, co su scrito ’n po’ de ’a so storia. ’Lora, tornando indrìo ’tel tenpo, serchemo de saèrghene na s-cianta de pi.

 

Sirca diesemila ani fà, la nostra rejon veneta la jera ’ncora prijoniera rento na enorme grosta de giasso (Era Glaciale) ma pinpian, grassie a l’aiuto de ’n caldo e umido ventesèo, el giasso ga scumissià desfarse, provocando ’n cataclisma che ga roersà sotosora le montagne, canbiàndoghe parfin la facia a l’imensa pianura e fasendo sì che se formasse coline, lagheti e na distesa palude de sassi e paltan che faséa védare na desolassion che solo i raji del sole faséa ’ncora slúsare.

Xe passà i ani, xe passà i sècoli e soto ’a magia de ’a man del mistero xe sorta la vita, mace de fili de erba, maciuni de piantine carghe de foje e fiuri, e le montagnole xe deventà boscheti indóe ga catà rifujo animài come camossi, stanbechi e caprioli.

 

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Gen 05 2019

LESSINIA. QUANDO LE NEVICATE ERANO UN AFFARE SERIO PER I NOSTRI MONTARI DEL PASSATO

Category: Lessinia,Veneto e dintorni,Verona storia e dintornigiorgio @ 08:07

Velo Veronese – Eccezionale nevicata del febbraio 2014 – Fotografia fornita dalla sig.ra Dal Castello Nicoletta

 

 

” CUAN LE FIOCADE I’ERA N’AFAR SERIO PAR I NOSTRI MONTANARI DE N’OLTA”

 

Tanti anni fa la neve, anche sui nostri monti Lessini, era un “affare” serio e poteva durare per mesi e mesi, isolando i paesi e soprattutto le contrade (specialmente le più sperdute) dal resto del mondo. Non era affatto insolito che i nostri montanari di un tempo andassero la sera a letto con il cielo stellato, per poi svegliarsi al mattino sotto una spessa coltre di manto bianco.

 

Si capiva subito che c’era la neve dal silenzio ovattato e innaturale che avvolgeva l’ambiente circostante, poi arrivava il rumore delle “sbaìle” (badilate) che aprivano le vie per poter uscire.

 

In ogni casa, dietro la porta, che rigorosamente doveva aprirsi all’interno per evitare di rimanere intrappolati nell’abitazione, insieme alla “spassaora” (scopa) c’era sempre almeno una “baìla” (pala) in legno e quando la nevicata era stata veramente abbondante si era costretti ad uscire dalle finestre dei piani superiori perché la neve aveva coperto anche la porta d’entrata. Gli spazzaneve meccanici non esistevano di certo e quindi per aprire le vie di comunicazione con i paesi vicini e le contrade vi provvedevano gli uomini del paese che utilizzando il cosiddetto “ojo de gombio” (la fatica corporale), badilata dopo badilata, si facevano strada tra la spessa coltre bianca.

 

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Dic 18 2018

13 DICEMBRE….IL GIORNO DI CRISTINA PAVESI

Cristina Pavesi

 

 

Ci ho pensato su qualche giorno prima di pubblicare questo post perché il suo contenuto è un po’ delicato, “sensibile” avremmo detto qualche anno fa.

 

Prima mi sono consultato. 

 

Poi mi sono detto che vale la pena comunque di pubblicarlo, perché voglio recuperare la memoria di una ragazza, Cristina Pavesi, trevigiana di Conegliano, vittima prima della mafia del Brenta (non è la “mala” del Brenta, no: quella è la Mafia del Brenta) e poi dell’oblio.

 

Ed è un oblio tutto veneto, terribilmente veneto, quello che non ha mai voluto riconoscere il radicamento e la diffusione di associazioni mafiose, provenienti dal sud Italia, e ramificate non solo lungo la riviera del Brenta ma anche ad Eraclea, a Caorle, a Venezia, a Mestre…

 

In breve, questa è la storia di Cristina, una di noi: il giorno di santa Lucia del 1990, Cristina Pavesi, ragazza di Conegliano, ventidue anni, studentessa universitaria. 

 

Tornava, in treno, a casa quel giorno dopo aver concordato la tesi con il suo relatore. Ore 18.30: un rumore assordante, un’esplosione secca.

 

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