Gen 27 2017

ANDREA CONTI: DA UN GIOVANE UNA LEZIONE DI VITA.

Category: Lessinia,Persone e personaggigiorgio @ 00:20

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Andrea  Conti con la figlia Veronica

 

 

Paralizzato da un incidente ma pieno di gioia di vivere.  La bontà da premiare di un atleta mancato

 

Cerro Veronese. Il fisico atletico, una faccia cordiale che invita alla confidenza. Una buona dose  di autoironia e, soprattutto, la capacità di sdrammatizzare sempre.

Sulla sedia a rotelle, che da tre anni è diventata il suo posto di comando, un adesivo spiritoso: “la bestemmia, gira gira, casca in testa a chi la tira”. Un modo per dire che ad arrabbiarsi non si risolve nulla. L’importante è avere delle ragioni e degli ideali con i quali far fronte alle emergenze della vita. E quella di Andrea Conti, come vedremo, è qualcosa di più di un’ emergenza.

Già da bambino, Andrea è nato nel 1970, dimostra doti atletiche non comuni. Si impegna nel podismo e nell’ atletica leggera. A Cerro, il paese dove è nato e dove risiede, lo chiamano il “Cova veronese”.

Il futuro è carico di promesse: primo nei campionati provinciali studenteschi, 4° in quelli assoluti del Veneto, un’azienda veronese che lo sponsorizza e che lo porta in una grande “scuderia”, insieme a Gelindo Bordin.  Lo sport sembra essere la nota emergente della vita di Andrea.

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Gen 26 2017

LA STORICA CORSA AUTOMOBILISTICA STALLAVENA-BOSCO CHIESANUOVA: L’ETERNA CORSA

Category: Lessinia,Sport e tempo liberogiorgio @ 10:12

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I precursori: raduno automobilistico ai Tracchi di Boscochiesanuova all’inizio

 

 

Dal 1958 al 1968 la corsa Stallavena-Boscochiesanuova rappresentò l’evento motoristico più atteso. L’automobile era privilegio di pochi e non faceva parte del trantràn lavorativo: si andava in auto per il piacere della scoperta. C’era la voglia di riscattarsi da due guerre mondiali, da vite grame e secolari miserie. L’auto allargò gli orizzonti e divenne simbolo di progresso e benessere. I piloti da corsa interpretavano la sfida della velocità e dell’ardimento impiegando minuti e secondi per superare distanze e dislivelli che, fino a pochi anni prima, richiedevano intere giornate. Non è solo questione di strade, ma di gente e passione, testimoniate da un dato inoppugnabile: ancora oggi su oltre 700 piloti veronesi con licenza sportiva, più dell’80% risiede in provincia.

 

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Dic 12 2016

FAR SANTA LUSSIA SU PAR I NOSTRI MONTI DE ‘NA OLTA

 

SANTA LUCIA, I VECCHI RICORDI  DI  UNA VOLTA 

 

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Santa Lucia di Pol di Pescantina

 

 

Secondo la tradizione popolare veronese, intorno al XIII° secolo, in città, in particolare tra i bimbi, era scoppiata una terribile ed incurabile epidemia di “male agli occhi”.

La popolazione decise allora di chiedere la grazia a santa Lucia, con un pellegrinaggio a piedi scalzi e senza mantello, fino alla chiesa di S. Agnese, dedicata anche alla martire siracusana, posta dove oggi c’è la sede del Comune: Palazzo Barbieri.

Il freddo spaventava i bambini che non avevano nessuna intenzione di partecipare al pellegrinaggio. Allora i genitori promisero loro che, se avessero ubbidito, la santa avrebbe fatto trovare, al loro ritorno, tanti doni. I bambini accettarono ed iniziarono il pellegrinaggio; poco tempo dopo l’epidemia si esaurì.

Da quel momento è rimasta la tradizione di portare in chiesa i bambini, per la benedizione degli occhi, il 13 dicembre e ancora oggi, la notte del 12 dicembre, i bambini aspettano l’arrivo di S. Lucia che porta loro gli attesi regali in sella ad un asinello accompagnata dal Castaldo, l’aiutante. Si lascia un piatto sul tavolo con del cibo con cui ristorare sia lei che l’asinello prima di andare a dormire. In quella sera i bambini vanno a letto presto e chiudono gli occhi, nel timore che la santa, trovandoli ancora svegli, li accechi con la cenere.

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Ago 19 2016

VAL SQUARANTO – LA “STRADA DELLA PISSARÒTA” – IL SERVIZIO DI TRASPORTO DELLE PERSONE VERSO LA LESSINIA. L’ORIGINE DELLA BREC

Category: Lessinia,Verona lavoragiorgio @ 00:14

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Roverè Veronese nel 1921. In questa fotografia si raffigura l’arrivo, nella piazza del paese, delle prime corriere del trasporto pubblico delle persone ottenute trasformando due autocarri Fiat 18 BL dismessi dalla I° Guerra Mondiale. Il servizio verso la Lessinia venne istituito dall’impresa “Bacca”, che organizzò corse giornaliere attraverso l’antica strada della pissaròta, l’unica agevole via di accesso per l’alta Lessinia per chi partiva da Montorio. L’impulso maggiore nel servizio di trasporti della val Squaranto si ebbe però dal 1933 allorchè sul monte Recamao di Roverè Veronese venne reso funzionale il seminario. Si rendeva infatti necessario garantire agli oltre trecento iscritti un servizio di trasporto ed assicurare le visite mensili ai loro familiari.

 

L’antica strada della pissaròta, cioè quella porzione della valle di Squaranto compresa tra Mizzole e la località Pissaròta, nel comune di Roverè Veronese, in passato veniva gergalmente denominata la “strada della pissaròta” e sino alla seconda metà degli anni ’50 costituiva praticamente l’unica agevole via di transito per accedere all’alta Lessinia per chi partiva da Montorio.

 

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Ago 18 2016

IL BRIGANTE TOMMASO COMERLATI – EL BRIGANTE TOMASIN

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«Il corpo ai corvi, l’anima a Satana»

 

Velo Veronese.

I briganti nell’immaginario collettivo del passato, anche sui monti Lessini, venivano quasi sempre concepiti come personaggi leggendari, avvolti da un alone di mistero e spesso ritenuti dotati di poteri magici conseguiti dal Diavolo stesso, per aver venduto l’anima, in cambio di favori e ricchezze; si mischiava cioè la verità, con la superstizione e la leggenda. E’ nell’ambito di questa credenza popolare che nacque la leggendaria figura del “brigante Tomasìn”, al secolo Tommaso Comerlati.

 

Per tradizione popolare della Lessinia e di Velo Veronese in particolare si ricorda ancora la sanguinaria figura del “brigante Tomasìn”. Nacque in contrada Comerlati di Velo Veronese e gli furono attribuiti molteplici efferati delitti; spadroneggiò in Lessinia per decenni agli inizi del XIX° secolo, al tempo di Napoleone Bonaparte e con la scusa di contrastare il dominio francese iniziò a depredare e briganteggiare sui territori lessinici che a quel tempo erano appunto infestati da questa terribile piaga. Non v’era infatti strada o vallata della Lessinia che non fosse oggetto dei saccheggi e delle incursioni dei briganti.

 

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Mag 12 2016

ATTILIO BENETTI (EL TILIO): IL CERCATORE DI TESORI PIETRIFICATI DELLA LESSINIA

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Attilio Benetti, EL TILIO  (1923   – 18 aprile 2013)

 

 

ATTILIO BENETTI (EL TILIO):   IL CERCATORE DI TESORI PIETRIFICATI DELLA LESSINIA

 

Verona. Che si tratti di tradizioni o di reperti fossili, per Attilio Benetti la montagna veronese non ha segreti:Vive in un contrada di Campolsivano l’esperto di paleontologia riconosciuto da premi internazionali: E non è certo una casualità se il brachiopode più grande rinvenuto al mondo è stato battezzato con il suo nome

Dietro ad un grande paleontologo, si nasconde un semplice segreto: la curiosità. Quel sano desiderio di conoscenza che, ormai da ottantasei anni, accompagna le giornate di Attilio Benetti.

 

«Al mondo devi sempre essere curioso, altrimenti non scoprirai mai niente» sostiene infatti chi curioso lo è oggi, che è un affermato studioso di paleontologia riconosciuto da premi internazionali, e lo era anche ottant’anni fa, quando ha cominciato a esplorare ogni angolo della Lessinia alla ricerca di tesori pietrificati.

 

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Mag 08 2016

VERONA: MAURO FERRARI, SCULTORE EREMITA CHE DÀ LA VITA AL LEGNO

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Mauro Ferrari

 

Verona – Comerlati di Badia Calavena. Fa il panettiere, ma ha scelto di rifugiarsi in un luogo fuori dal tempo per coltivare la sua passione

C’è un luogo, in Lessinia, poco a sud di Velo e non distante dalla chiesa di Santissima Trinità, che sembra fuori dal tempo e fuori dal mondo. Si chiama contrada Comerlati, e si compone di poche case, di un ampio prato che scende in direzione di Badia Calavena e di boschi. Qui, tornato nella casa che un tempo era della nonna materna, abita uno dei pochi scultori lignei delle nostre montagne: Mauro Ferrari.

 

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Mag 06 2016

FRANCO GRANDINI: LA LESSINIA E L’ACQUA CHE NON TI ASPETTI. GLI INVASI NATURALI IN QUOTA

Category: Geografia e ambiente,Lessinia,Natura e scienzagiorgio @ 00:25

 

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Franco Gandini

 

 

Verona. Conosciamo il progetto di ricerca condotta dal geologo Franco Grandini, studioso originario da Rovere veronese, che da anni attraverso la ricerca empirica sul campo, sostiene che il rilancio   economico e sociale della Lessinia passa anche dalla sue risorse idriche nascoste.

Franco Gandini è una persona che ama profondamente il suo lavoro e che non ha paura di difendere le sue idee anche se per anni sono state ritenute poco credibili. L’ostinazione, la professionalità e l’intuito oggi gli stanno dando ragione.

 

Le ricerche idrogeologiche condotte in quota (sopra i 1000 – 1500 metri) dal geologo Franco Gandini stanno portando a risultati soddisfacenti, in grado di convincere anche i più scettici. Ma facciamo un passo indietro.

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Giu 16 2014

EVITA COME UN DIAVOLO QUALUNQUE SPORT. SONO DROGATURE DEI CAPITALISTI PER RUBARE I SOLDI AI SALARIATI

 

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Evita come un diavolo qualunque sport.

Sono drogature dei capitalisti per rubare i soldi ai salariati, e aumentare la degradazione dell’ energia.

Anche lo sport è una guerra fatta per impinguare i capitalisti

 

(Pensieri e principi di Don Alberto Benedetti) 

 

 

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Don  Alberto Benedetti  seduto sui castagni del Ponte di Veja

 

 


Mag 31 2014

QUESTA LE ME SPUSA!

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ERBEZZO: QUESTA LA ME SPUSA!

31 MAGGIO 2014

ELENA E MOSE’

OGGI SPOSI


Apr 22 2013

SE N’È ANDATO ATTILIO BENETTI IL PATRIARCA DELLA LESSINIA

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Attilio Benetti ” el Tilio”  davanti al Museo geopaleontologico di Camposilvano, la sua «creatura»

 

VELO VERONESE. È morto alla soglia dei 90 anni: “el Tilio” non aveva mai smesso di studiare e di scrivere.  Memoria storica dell´altopiano e autorità riconosciuta nel mondo della paleontologia si è spento nella sua casa di Camposilvano. È stato anche pioniere della speleologia. Martedì 23 aprile  il funerale.

Si è fermato quasi alla soglia dei novant´anni, il cuore forte e indomito di Attilio Benetti, il patriarca della Lessinia, l´uomo, prima ancora che il ricercatore e lo studioso, che meglio l´ha rappresentata negli ultimi decenni e sicuramente più di tutti l´ha amata. Il funerale sarà celebrato martedì 23 nella chiesa parrocchiale di Velo, alle 15.30.

Ricoverato nel reparto di lungodegenza dell´ospedale di Marzana per i postumi di una frattura al femore che dallo scorso ottobre lo costringeva su una sedia a rotelle, aveva voluto tornare a casa sua, a Camposilvano, perché non si rassegnava a stare «a guardare i muri», come ci aveva confidato lo scorso gennaio durante una visita; non poteva stare senza i suoi fossili e il suo computer zeppo di schede e ricerche. «Ho ancora tanto lavoro da fare, ci sono delle scoperte nuove di cui devo scrivere. Ho bisogno ancora di tempo per studiare», ci aveva ripetuto raccomandando di tornare a trovarlo perché c´erano cose di cui non poteva tacere.

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Ott 31 2012

GIAZZA TRA STORIA E MEMORIA: VITTORIO AVESANI E L’ECCIDIO DEI PARTIGIANI A GIAZZA DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE.

 

Vittorio Avesani e l’eccidio dei partigiani a Giazza durante la Seconda Guerra Mondiale. Una storia che forse molti conoscono, ma che grazie alle testimonianze e ai documenti raccolti da Pantheon, torna ancora protagonista di un dramma senza tempo.

 

Indagini rimaste incompiute, domande, dubbi. «Chi ha ucciso chi?». Forse bisogna anzitutto domandarsi perché. Perché  la guerra? Perché questo bisogno di atrocità?  Al di là del mistero che cela spesso gli avvenimenti passati, c’è una realtà: la morte di tre giovani, spinti da un sentimento coscienzioso di ribellione verso chi la Patria l’aveva rovinata.

 

Era il 22 giugno 1944 e Vittorio Avesani, tenente degli Alpini, fu una delle giovani vittime. Si trovava a Giazza. Insieme a lui Gino Consolaro e Pietro Bauce. «Quella mattina le mie zie sentirono partire una camionetta dall’accampamento delle SS», ci racconta Maria Pia, nipote di Vittorio. Dopo l’8 settembre del 1943, infatti, i tedeschi avevano occupato una casa di fronte a quella della famiglia Avesani, nei pressi del Saval a Verona.

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Set 30 2012

IL LUPO DELLA LESSINIA MUORE IN VALPOLICELLA

Category: Lessinia,Mondo animalegiorgio @ 00:01

Erano arrivati da molto distante. Lei dall’ovest, dalle montagne piemontesi; lui dall’est, dai boschi della Slovenia. I due lupi si erano incontrati qui in Lessinia, dando fiducia ad un territorio che da moltissimi anni li aveva relegati nel regno mitico delle leggede. Avevano acceso la curiosità di tutti e, a detta degli esperti, avevano già gettato le basi per la creazione di un branco stabile. Ma ogni speranza si è spenta la settimana scorsa, quando, nei pressi della contrada Semalo a Sant’Anna d’Alfaedo è stato trovato il cadavere della femmina: Giulietta, come l’avevano chiamata coloro che ne studiavano e seguivano gli appostamenti.

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Set 29 2012

BEN TORNATO IN LESSINIA MITICO LUPO

Category: Lessinia,Mondo animalegiorgio @ 00:41

Immagine scattata dalla foto-trappola di un lupo che cammina sul pascolo nella notte del 28 gennaio 2012 alle ore 1.38.50.

 

L’inizio del 2012 segno lo straordinario ritorno del Lupo (Canis lupus) in Lessinia. Ripetutamente accertato lo contemporaneo  presenza di “Slave”, un lupo sloveno in dispersione, e quello di un probabile secondo esemplare di origine sconosciuto.

 

Tra gennaio e aprile 2012 è stato accertato un evento di eccezionale interesse naturalistico: il ritorno del lupo in Lessinia. Il nostro altopiano è stato infatti interessato dalla contemporanea presenza di Slave, esemplare sloveno in dispersione, e di un probabile secondo individuo, di provenienza sconosciuta, ripreso più volte da una fototrappola.

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Dic 15 2009

Grezzana di Verona – Aperte le Grotte di Falasco: la leggende si fa turismo

Category: Lessinia,Turismo e dintornigiorgio @ 20:03

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Stipulata una convenzione per la gestione del «castello» del brigante Falsco. Previste visite guidate culturali e didattiche lungo il sentiero

Aprono al pubblico le «Grotte di Falasco». Oggi (sabato 17 ottobre) alle 15 a Stallavena è in programma l’inaugurazione; il programma prevede la partenza a piedi alle 14.30 da via Segai. Seguirà la degustazione di prodotti tipici e alla fine il rientro da via Cologne. Si realizza così il progetto di restauro diretto dell’agronomo Moreno Dalle Pezze, e partito nel 2002.

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