Mag 21 2017

ROBERTO DA RONCO DETTO “EL BERTO DA COGOLO” – IL GENIALE ARTIGIANO DEL FERRO BATTUTO –

Category: Lessinia,Persone e personaggi,Verona lavoragiorgio @ 00:01

El Berto da Cogolo

 

Alcune aree del territorio italiano, come del resto in ogni altra parte del mondo, sono caratterizzate da peculiarità, così pure da determinate tradizioni, mestieri e arti; è appunto il caso della Lessinia per quanto riguarda l’antica arte della lavorazione a forgia del ferro, cioè del ferro battuto. A Cogollo di Tregnago quest’arte vanta una tradizione secolare ed è rimasta la memoria di un geniale artigiano.
Si tratta della figura di ROBERTO DA RONCO, gergalmente noto con lo pseudonimo di “EL BERTO DA COGOLO”.
Nacque a Cogollo di Tregnago il 09 settembre 1887 da Benvenuto Da Ronco e da Teresa Pomari. Originaria di Gemona nel Friuli, la sua famiglia vantava già dal 1380 ininterrottamente una tradizione secolare nell’arte della battitura del ferro e si erano insediati a Cogollo nel 1621, data che compare nell’antica casa di famiglia.
Sin da piccolo apprese dal padre l’uso della fucina, dell’incudine, del martello e del maglio; iniziò così a maneggiare il martello battendo i ferri bollenti sull’incudine per essere lavorati e diede da subito la dimostrazione di essere dotato di un innato talento in quest’arte.
All’età di dieci anni frequentò la scuola d’arte di Soave dove apprese il disegno, la sbozzatura del marmo, la scultura del legno; fu indirizzato, pure, allo studio degli stili del passato. Tutte le domeniche, con un paio di fette di polenta fredda e salame nello zainetto, come era in uso a quei tempi di povertà, di buon mattino partiva a piedi per raggiungere la scuola d’arte per poi rincasare a sera.
L’aula venne ricavata in una caverna alla base del castello medioevale e apprese le lezioni dal maestro d’arte Brunelli; per il suo talento e diligenza, alla fine del corso triennale meritò la medaglia d’oro. Fu così in grado di creare da solo i suoi primi “lavoretti”, aggiungendovi ogni qualvolta un’inventiva derivante dalla sua genialità.

 

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Dic 06 2016

LA PASTINA DE BORTOLIN: L’ORIGENE DI TUTTE LE TORTE E PASTE DIPLOMATICHE ALL’ITALIANA

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Pastina de Bortolin

 

 

Quella che tutti conosciamo come ‘pasta diplomatica’ o ‘pasta italiana’ e che troviamo in tutte le pasticcerie d’Italia nasce, in realtà, a Villafranca di Verona alla fine dell’Ottocento e la sua denominazione originale è ‘pastina de Bortolin’, dal nome del gelataio che la inventò.

 

Tipico dolce da forno a base di pasta sfoglia, pan di Spagna e crema pasticcera, la ‘pastina de Bortolin’ fu inventata da Bortolo Dainese nella sua gelateria denominata ‘Bortolin’, e nel corso degli anni fu copiata da altri pasticceri, anche se con lievi differenze negli ingredienti rispetto alla ricetta originale, la quale si è tramandata di padre in figlio mantenendo gli stessi tradizionali sapori delle origini.

 

Ottima come dessert a fine pasto, ma anche come goloso spuntino accompagnata da un buon caffè, la ‘pastina de Bortolin’ deve essere consumata fresca. Per realizzarla, infatti, è necessario preparare settimanalmente pasta sfoglia e pan di Spagna e, giornalmente, la crema pasticcera.

 

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Ago 19 2016

VAL SQUARANTO – LA “STRADA DELLA PISSARÒTA” – IL SERVIZIO DI TRASPORTO DELLE PERSONE VERSO LA LESSINIA. L’ORIGINE DELLA BREC

Category: Lessinia,Verona lavoragiorgio @ 00:14

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Roverè Veronese nel 1921. In questa fotografia si raffigura l’arrivo, nella piazza del paese, delle prime corriere del trasporto pubblico delle persone ottenute trasformando due autocarri Fiat 18 BL dismessi dalla I° Guerra Mondiale. Il servizio verso la Lessinia venne istituito dall’impresa “Bacca”, che organizzò corse giornaliere attraverso l’antica strada della pissaròta, l’unica agevole via di accesso per l’alta Lessinia per chi partiva da Montorio. L’impulso maggiore nel servizio di trasporti della val Squaranto si ebbe però dal 1933 allorchè sul monte Recamao di Roverè Veronese venne reso funzionale il seminario. Si rendeva infatti necessario garantire agli oltre trecento iscritti un servizio di trasporto ed assicurare le visite mensili ai loro familiari.

 

L’antica strada della pissaròta, cioè quella porzione della valle di Squaranto compresa tra Mizzole e la località Pissaròta, nel comune di Roverè Veronese, in passato veniva gergalmente denominata la “strada della pissaròta” e sino alla seconda metà degli anni ’50 costituiva praticamente l’unica agevole via di transito per accedere all’alta Lessinia per chi partiva da Montorio.

 

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Ago 06 2016

PAOLO CHIAIA. L’IMPRENDITORE VERONESE CHE PRODUCE LA MOTO CHE PIACE TANTO
A VALENTINO ROSSI .

Category: Persone e personaggi,Verona lavoragiorgio @ 00:01

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Paolo Chiaia sulla moto Zaeta, prodotta a San Martino Buon Albergo

 

Alberto Tonello

 

La storia dell’imprenditore e finanziere Paolo Chiaia.  Produce la moto che piace tanto
 a Valentino Rossi. Si tratta di modelli uno diverso dall’altro, costruiti in alluminio e del peso di 115 chili, liquidi compresi. La sede dell’officina è a San Martino Buon Albergo

 

La passione divorante per le moto e l’alta velocità non lo abbandona neppure quando, cravatta e doppiopetto, veste i panni del consulente finanziario di multinazionali. Sempre di sangue freddo si trat ta: andare ai 300 all’ora su una due ruote o ridurre i rischi finanziari. Paolo Chiaia, 54 anni, nato a Verona e residente in Valpolicella, dopo il diploma al Maffei è una laurea economico-finanziaria alla Bocconi a Milano, si è fatto le ossa alla divisione riduzione rischi finanziari della Montedison, quella di Gardini per intenderci «dei rischi finanziari mi occupavo, tutto il resto come si faceva a prevederlo?».

 

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A VALENTINO ROSSI .”


Feb 04 2015

IL VERONESE ENRICO BERNARDI COSTRUTTORE DELLA PRIMA AUTOMOBILE A BENZINA DEL MONDO

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Enrico Bernardi guida sulle strade di  Verona la  prima auto a benzina del mondo

 

 

La storia di Enrico Bernardi è la storia esemplare di un pioniere dell’automobile, che tanto fece per portare sulle strade di allora (era il 1898) le prime “carrozze” che si muovevano a quattro ruote senza l’ausilio di un traino di cavalli.

 

Strade polverose, poco più che piste bianche, ma che già vedevano apparire i primi mostri che si sfidavano su raid estenuanti per allora, come la Torino-Asti Alessandria-Torino, o la Verona-Brescia-Mantova-Verona. Ancora pochi anni e le auto avrebbero dominato le strade d’Europa.

 

Intanto Enrico Bernardi, veronese, nato nel 1841, inventava carburatori, valvole di aspirazione, albero a camme, camera di compressione. E ancora: la lubrificazione, il carter ermetico, il raffreddamento ad acqua. Oltre, naturalmente, al cambio, alla frizione, allo sterzo. Insomma, l’automobile.

 

Purtroppo furono i più veloci (e pratici) Daimler e Benz ad ottenere il riconoscimento delle proprie invenzioni ed a brevettarle prima di lui.

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Gen 18 2015

PAOLO VELLUDO: UN SALUTO A TUTTI, SICURAMENTE MANCHERÀ QUALCUNO ALL’APPELLO…

Category: Persone e personaggi,Veja mi,Verona lavoragiorgio @ 22:52

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Paolo Velludo 

 

 

Verona 7 maggio 2014

 

Ora lascio l’ufficio e posso spedire il mio saluto che ho preparato qualche giorno fa per tutti voi. Eccolo!!!

 

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Set 13 2013

TITO TACCHELLA DAI JEANS AD UN CONGO MIGLIORE

Category: Mondo,Verona cultura varia,Verona lavoragiorgio @ 07:24

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Il fondatore della Carrera e il suo impegno per un pezzo di Africa

 

 

«Se ti mettono un aratro in mano cosa fai… VUOI non  lavorare?».

Risponde con la spontaneità di chi  è abituato a rimboccarsi le maniche e a darsi da fare, senza perdersi in eccessive chiacchiere Tito Tacchella.

 

La curiosità, comunque, rimane. È quella di sapere che cosa può spingere un imprenditore di successo, fondatore del marchio di abbigliamento Carrera Jeans, a dedicarsi al volontariato in Africa. «Ha cercato una terra ancor più grande nella quale andare», dice, scherzando, il figlio Gianluca al quale l’intraprendente padre, oggi  “tecnicamente” in pensione seppure non disdegni di trascorrere qualche ora della giornata in ufficio nella sede di Caldierino, ha lasciato ormai le redini di amministratore delegato dell’ azienda creata nel 1965 in Valpantena assieme ai fratelli Imerio e Domenico.

 

Intraprendenza “made in Verona”

 

La terra rossa è invece quella della Repubblica democratica del Congo, precisamente della città di Kinshasa, nella quale l’imprenditore classe 1941, peraltro grande appassionato di ciclismo, ha trasferito un esempio dell’intraprendenza “made in Verona“.

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Apr 29 2013

LUIGINA SCOTTON, RICAMATRICE A NOVE ANNI, RICORDA I FASTI DELLA BOTTEGA DI ELISA BACILIERI

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La classica foto di gruppo delle giovani ricamatrici della bottega di Elisa Bacilieri (al centro, vestita di nero). Indicata dalla freccia,  la signora Luigina Scotton, che entrò  a lavorare all’età di nove anni.

 

«Per venti centimetri di decorazione a pizzo occorreva una giornata di lavoro e la paga era molto bassa» – I capricci delle signore-bene del primo Novecento e quelle dei relativi mariti – «Quel giorno il principe…»

PIZZI,  delicati arabeschi ricamati punto dopo punto su seta impalpabile e frusciante, orli ricchi di fantasie arzigogolate, e finezza: piaceri destinati a pochi eletti e ad ancor meno osservatori.

Certo, non si potevano mostrare a  tutti le sottovesti di seta ricamate delle signore di ottima famiglia che, nel primi anni del ‘900  si facevano cucire su misura la biancheria personale nella bottega della signora Elisa Bacilieri,  in Regaste Redentore, e neppure tanta mostra si poteva fare delle mutandine  «a godet», in finissimo crépe di Chine, finite a punto smetto o decorate in sangallo.

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Nov 18 2012

TERRE DI STELLE – I MAESTRI VASAI, FABIO DALLA ROSA E BERNARDETTE HOPPE

Category: Verona lavoragiorgio @ 01:48

LA NATURA CHE DÀ ISPIRAZIONE

 

MARONI DI VERONA

Mastri vasai si diventa, con tenacia e applicazione. Lo dimostra l’esperienza di Fabio Dalla Rosa e Bernardette Hoppe che dal 2003, in una casa-laboratorio immersa tra le colline di Santa Maria in Stelle, si dedicano all’artigianato artistico, non è proprio montagna montagna, però…

Tazze e recipienti dalle varie forme, piatti e piattini, cioto- le e pentole: oggetti belli da vedere, ma soprattutto pratici da utilizzare, tutti i giorni, tra i fornelli della cucina o sulla propria tavola.

Vengono prodotti e decorati a mano in località Maroni, frazione immersa tra le colline che sovrastano Santa Maria in Stelle, dove è la natura a regalare ispirazione ai mastri vasai Fabio Dalla Rosa e Bernardette Hoppe, compagni nella vita e nel lavoro.

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Lug 16 2012

FOTOGRAFIA: INTERVISTA A MAURO FIORESE

Mauro Fiorese

Mauro Fiorese (Verona, 1970) vive e lavora tra Veneto e Lombardia. E’ fotografo, docente e consulente, attivo nell’ambito della ricerca fotografica. Insegna Fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Verona e, dal 2003, è docente di Linguaggio Fotografico alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università scaligera. Autore di diverse pubblicazioni, ha esposto in Italia e all’estero. Sue fotografie fanno parte di collezioni pubbliche e private. E’ consulente del Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri.

Sei fotografo, docente e curatore. In quale di questi ruoli ti riconosci di più?

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Dic 04 2009

Verona: Luca Sacchetto, il Fotografo dei Matrimoni

Category: Verona lavoragiorgio @ 12:49
Nel sorriso  di una sposa, la felicità dell’uomo.
Questa è una dedica personale a un mio amico  fotografo  a cui porto i file di alcune mie foto per farle stampare  e rompo  le “scatole” nei momenti più inopportuni  per scannerizzarmi le  vecchie diapositive. Per essere più preciso, non è un fotografo, ma un artista, un artista  che fa fotografia.
Una volta gli chiesi: “Perchè non fai  fotografia industriale?  E’ un buon business.”
“Vedi, ho fatto e faccio sì fotografia industriale,  ma … ma io amo la vita…amo l’arte”, rispose guardandomi negli occhi.
“Voglio fotografare: la vita, la felicità, il respiro dei bambini,  il fruscio del vento tra  i capelli,  il profumo  dei fiori,  la luce di un sorriso, l’essenza della pelle di una sposa, sì…la felicità negli occhi di una sposa, perchè non c’è nulla di più bello  degli occhi  di una sposa.   Nei suoi occhi si riflette: l’amore per la  vita, la felicità dell’uomo, la speranza del futuro.
I miei scatti non hanno ritratto belli  o brutti matrimoni,  ma matrimoni con il sole, con la pioggia, con il vento, con il caldo, con il freddo,  con le stelle…con la luna.
Ognuno di essi è  stato una parte di me. Ogni matrimonio  è stato   il mio matrimonio;  il prossimo matrimonio   sarà   il mio futuro matrimonio;  la felicità della sposa   sarà   la mia felicità.”
Ciao
Giorgio
Telefono: 339/205,59,59
FotoGrafie
Luca Sacchetto
37057 San Giovanni Lupatoto – VERONA – Italy
tel. 3392025959
http://www.lucasacchetto.it/
lucasacchetto@inwind.it
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Nel sorriso  di una sposa, la felicità dell’uomo.
Questa è una dedica personale a un mio amico  fotografo  a cui porto i file di alcune mie foto per farle stampare  e rompo  le “scatole” nei momenti più inopportuni  per scannerizzarmi le  vecchie diapositive. Per essere più preciso, non è un fotografo, ma un artista, un artista  che fa fotografia.
Una volta gli chiesi: “Perchè non fai  fotografia industriale?  E’ un buon business.”
“Vedi, ho fatto e faccio sì fotografia industriale,  ma … ma io amo la vita…amo l’arte”, rispose guardandomi negli occhi.
“Voglio fotografare: la vita, la felicità, il respiro dei bambini,  il fruscio del vento tra  i capelli,  il profumo  dei fiori,  la luce di un sorriso, l’essenza della pelle di una sposa, sì…la felicità negli occhi di una sposa, perchè non c’è nulla di più bello  degli occhi  di una sposa.   Nei suoi occhi si riflette: l’amore per la  vita, la felicità dell’uomo, la speranza del futuro.
I miei scatti non hanno ritratto belli  o brutti matrimoni,  ma matrimoni con il sole, con la pioggia, con il vento, con il caldo, con il freddo,  con le stelle…con la luna.
Ognuno di essi è  stato una parte di me. Ogni matrimonio  è stato   il mio matrimonio;  il prossimo matrimonio   sarà   il mio futuro matrimonio;  la felicità della sposa   sarà   la mia felicità.”
Ciao!
Giorgio
Luca Sacchetto
37057 San Giovanni Lupatoto – VERONA – Italy
Telefono: 339 202 59 59
lucasacchetto@inwind.it


Dic 04 2009

Valeggio di Verona: Fotografo per divorzi

Category: Verona lavoragiorgio @ 01:15

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Gianni Fasolini

Veleggio sul Mincio.  Gianni Fasolini ha messo un cartello in vetrina:  «Si eseguono servizi anche per separazioni e divorzi»

Prima fotografava sposi, ora ritrae pure divorziati

Separazione in vista? Divorzio? Perchè non sigillare in buona armonia la fine di un amore? Perchè non chiudere un matrimonio da buoni amici? Anzi, dato che ci siamo, perchè non farsi un’ultima foto insieme, sorridenti e felici in stile «lasciamoci così, senza rancor»?

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Giu 12 2009

I clown veronesi di Rido Ridò di corsia, in Abruzzo

Category: Verona lavora,Verona società e politicagiorgio @ 22:24

EMERGENZA TERREMOTO.  Protagonisti a Santa Rufina i clown veronesi di Rido Ridò.

Il nostro obiettivo: reperire scarpe da trekking per il campo di Santa Rufina, provincia dell’ Aquila. Noi clown volontari, non professionisti, dell”’Associazione Culturale RidoRidò” svolgiamo attività di volontariato presso i reparti di Pediatria e Oncoematologia Pediatrica del Policlinico di Verona e presso l’Ospedale e la Casa di Riposo di Isola della Scala.

Il nostro motto è: “la voglia di regalare del proprio tempo a servizio degli altri attraverso il naso rosso del Clown: la più piccola maschera al mondo”, come racconta Diana, clown Guizzo.

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Giu 05 2009

VERONA: INNO DEI CONTRABBANDIERI DELLA LESSINIA

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In Lessinia  si conserva memoria nientemeno che di un “Inno dei Contrabbandieri”, il cui testo la dice lunga sulla sostanziale divergenza di opinioni in materia di legalità tra istituzioni e masse popolari.

 

Noàntri contrabandéri

vegnemo su da Ala

e co la carga in spala

pasemo el confin

Noàntri contrabandéri

semo sensa creansa

bastonemo la finansa

sensa farse ciapar

Noàntri contrabandéri

ghe disemo al brigadiere

che una de ste sere

la pele ghe faren

No ghe sarà Vitorio

e gnanca Garibaldi

che co i so stronsi caldi

el ne sapia fermar

 

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Apr 29 2009

ABRUZZO EMERGENZA TERREMOTO. A differenza di altri campi, in quello gestito dalla Protezione civile scaligera non sono stati segnalati disservizi. Ora si scava per le fognature

Category: Cronaca e notizie,Verona lavoragiorgio @ 17:07

 

«Il campo funziona perché ci ingegniamo»

 

di Giancarlo Beltrame

 

A Santa Rufina ci sono energia e riscaldamento Ieri allestite altre due tende, ospiteranno undici sfollati

 

Non c’è festività che tenga al campo di Santa Rufina. I volontari veronesi della Protezione civile che hanno in affidamento il campo della piccola frazione di Roio hanno santificato la festa a modo loro, lavorando duramente  e trascorso la domenica a sistemare le poche cose che ancora non funzionano e a iniziare le opere per quei servizi che ancora mancano. E mentre dagli altri campi abruzzesi cominciano ad arrivare notizie di disservizi, soprattutto, ma non solo, per quanto riguarda il riscaldamento nelle tende, in quello che è diventato ormai un po’ una succursale di Verona le cose marciano discretamente bene.

«C’è la rete elettrica, le tende sono riscaldate, abbiamo sistemato tutti i bagni chimici, alcuni dei quali si erano rotti, e iniziato gli scavi per creare le fognature e le buche per la posa delle vasche Imhof», elenca l’ingegner Armando Lorenzini, responsabile del gruppo di 53 volontari scaligeri, «e se qui le cose vanno meglio che altrove lo si deve alle persone che sono venute, le quali hanno messo in campo una grande professionalità abbinata a un’altrettanto grande adattabilità alla situazione. Infatti, i materiali magari ci sono, ma mancano le attrezzature che si è abituati a utilizzare. Qui hanno saputo supplire alle carenze, usando quello che c’era per costruire allacciamenti elettrici, idrici e quant’altro».

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