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	<description>Il  quaderno  di  Gio&#039; da Batiorco...vivi libero...e non ti fidare del governo di nessun governo</description>
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		<title>CERCO DISPERATAMENTE QUALCUNO DI SINISTRA</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 00:06:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Monade rattatuje e satira]]></category>
		<category><![CDATA[Monolandia]]></category>
		<category><![CDATA[Società e politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Gent.mo Sign. Bersani, la prego, qualche volta, di ricordare di difendere gli operai ed il ceto medio che, in questo momento, sono letteralmente MASSACRATI da Monti. L’ultima notizia sulla cassa integrazione ridotta e la buonuscita per licenziarci è la goccia che ha fatto traboccare il mio personalissimo vaso. Cerco disperatamente qualcuno di sinistra… lei non mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.veja.it/wp-content/uploads/2012/02/ber-sani.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-16566" title="ber-sani" src="http://www.veja.it/wp-content/uploads/2012/02/ber-sani.jpg" alt="" width="448" height="310" /></a></p>
<p>Gent.mo Sign. Bersani, la prego, qualche volta, di ricordare di difendere gli operai ed il ceto medio che, in questo momento, sono letteralmente MASSACRATI da Monti.</p>
<p>L’ultima notizia sulla cassa integrazione ridotta e la buonuscita per licenziarci è la goccia che ha fatto traboccare il mio personalissimo vaso.</p>
<p>Cerco disperatamente qualcuno di sinistra… lei non mi rappresenta più! Addio.</p>
<p>Fonte: da Lettere al direttore</p>
<p>Link: <a href="http://www.letterealdirettore.it/">http://www.letterealdirettore.it/</a></p>
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		<title>LA BUFALA DEL SIGNORAGGIO</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 23:08:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Monolandia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Il Signoraggio è il massimo potere del pianeta e tutti noi ne siamo schiavi&#8221;. Dopo aver affrontato la bufala delle scie chimiche, continuiamo la nostra via crucis alla ricerca di bufale, affrontando quella del signoraggio bancario. Anche qui siamo di fronte ad una sorta di teoria del complotto, secondo cui da secoli vi sarebbe un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.veja.it/wp-content/uploads/2012/02/bufala.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-16558" title="bufala" src="http://www.veja.it/wp-content/uploads/2012/02/bufala.jpg" alt="" width="320" height="223" /></a></p>
<p><em>&#8220;Il Signoraggio è il massimo potere del pianeta e tutti noi ne siamo schiavi&#8221;.</em></p>
<p>Dopo aver affrontato la bufala delle scie chimiche, continuiamo la nostra <em>via crucis</em> alla ricerca di bufale, affrontando quella del signoraggio bancario. Anche qui siamo di fronte ad una sorta di <strong>teoria del complotto</strong>, secondo cui da secoli vi sarebbe un gigantesco complotto da parte delle banche per sottomettere e schiavizzare l&#8217;intera popolazione. Anche in questo caso si dice che, <strong>stranamente</strong>, nessuno ne parla, e questa <strong>ovviamente</strong> è una prova che il fatto sussiste&#8230;</p>
<p>Alla base di questa come di altre bufale vi sono sempre gli stessi meccanismi, la teoria del complotto, l&#8217;odio (e dunque la segreta invidia) nei confronti di chi ha potere e/o denaro, la semplificazione della realtà, e il tentativo di trovare <strong>un&#8217;unica causa</strong> per tutti i problemi. Certamente contribuisce anche il malessere invididuale, economico e sociale in cui vivono molte persone, che porta loro a considerare credibile l&#8217;idea che sia in atto un complotto contro di loro.</p>
<p><span id="more-16555"></span></p>
<p>In questa epoca di crisi, poi, la teoria del signoraggio può risultare quasi credibile per chi va sempre in cerca di una monocausa che spieghi tutto (&#8220;è tutta colpa del signoraggio&#8221;).</p>
<p>Interessante anche l&#8217;uso del termine, che in realtà è un termine tecnico riferito soprattutto all&#8217;antichità (quando la garanzia della moneta era l&#8217;oro, e i sovrani emettevano monete che avevano un valore nominale superiore alla quantità di oro realmente presente in esse), e quindi si trova anche nel vocabolario, ma viene utilizzato per dire altro&#8230;</p>
<p>Ma ecco le tesi principali di questa teoria-bufala del signoraggio:</p>
<p><em>1 &#8211; Il valore intrinseco della moneta è dato dai costi sostenuti per stamparla</em>.</p>
<p>Secondo i &#8220;teorici&#8221; del signoraggio, quando la Banca Centrale stampa nuova moneta, compie un furto, un raggiro, perché scrive sulla banconota (quello essi che chiamano &#8220;valore nominale&#8221; o &#8220;di facciata&#8221;) una cifra che non corrisponde al costo della stampa. Per cui ad esempio una banconota da 100 Euro che è costata per la sua stampa 30 centesimi, avrebbe come valore intrinseco, appunto 30 centesimi, quindi la Banca centrale ruberebbe 99,70 Euro, dal momento che la fa circolare &#8220;come se&#8221; valesse 100 Euro. Insomma, posto che stampare una banconota costi mediamente 30 centesimi, si potrebbero stampare solo banconote del valore di 30 centesimi! che tra l&#8217;altro andrebbero a finire tutte nelle mani di chi le ha stampate (la zecca o la banca centrale).</p>
<p>Ma se fosse così, non sarebbe semplicemente possibile stampare nuova moneta. <strong>Allora che facciamo, torniamo al baratto?</strong></p>
<p><em>2- I soldi vengono stampati dal nulla.</em></p>
<p>I sostenitori della &#8220;teoria&#8221; del signoraggio sostengono che i soldi vengono stampati dal nulla, dal momento che non rappresentano la contropartita di nulla, essendo stampati senza portare nulla a garanzia, a differenza di come è accaduto fino al 1971, quando veniva portato come garanzia l&#8217;oro. Questa tesi, che in realtà smentisce la tesi precedente, e la tesi correlata secondo la quale da 300 anni sarebbe in atto una colossale truffa da parte delle banche ai danni dei cittadini (perché se fosse sufficiente la copertura dell&#8217;oro a garanzia, dovremmo concludere che fino al 1971 andava tutto bene!), si basa sull&#8217;idea che l&#8217;oro possa rappresentare una forma di valore &#8220;intrinseco&#8221;. In realtà l&#8217;uso dell&#8217;oro ha rappresentato soltanto una convenzione, e il <strong>sistema aureo</strong> ha avuto i suoi pregi, ma si è rivelato presto inadeguato in un&#8217;economia di mercato avanzata. Ad esempio, la crescita dell&#8217;economia, con l&#8217;aumento delle merci prodotte, comporta seri rischi di deflazione, e dunque di un successivo ristagno economico, a meno che non si provveda a fornire nuovo oro dalle miniere, il che dimostra ulteriormente i limiti del sistema, troppo legato alla scoperta delle miniere, alla capacità di estrazione dell&#8217;oro e alla sua giusta collocazione (se vi è scarsità di oro, sarà impossibile stare al passo con i tempi e si produrrà deflazione, mentre se si produce troppo oro, si produrrà inflazione).</p>
<p>Altrimenti, se questo sistema fosse perfetto, perché è stato abbandonato?</p>
<p>Va detto inoltre che il sistema adottato da allora, e in vigore a tutt&#8217;oggi, non è un sistema di pura anarchia, perché anche oggi esiste una <strong>contropartita</strong> all&#8217;emissione di moneta, rappresentata dall&#8217;acquisto di <strong>titoli</strong>.</p>
<p>La Banca Centrale infatti stampa nuova moneta per soddisfare le esigenze di liquidità, dunque risponde ad una richiesta del mercato (e non a propri fantomatici interessi&#8230;), e la quantità che stampa è legata a queste esigenze.</p>
<p>Se venisse stampata troppa moneta, si creerebbe un&#8217;enorme inflazione, che farebbe perdere valore a questa moneta prodotta in eccesso. Da ciò si vede che è falsa la tesi che la moneta che circola attualmente &#8220;non vale niente&#8221;. Se fosse così non si capirebbe come mai il sistema va avanti in questo modo, e con il denaro ci si possono fare acquisti, come comprare case, fare acquisti al supermercato ecc.</p>
<p>Questo accade perché i soldi, ben lungi dall&#8217;essere cartastraccia creata dal nulla, sono <strong>il controvalore della ricchezza prodotta dalla società</strong>.</p>
<p>Se la società non producesse nulla e sul mercato non ci fosse nulla, allora veramente i soldi non varrebbero nulla. Se si stampano più soldi di quanto giustifichi la ricchezza presente nella società, allora il denaro si svaluterà e si produrrà <strong>inflazione</strong>. Se sul mercato ci sono 100 polli, e circola moneta del valore totale di 100 Euro, mediamente ogni pollo varrà un Euro. Se si stampano altri 100 Euro, senza aumentare però il valore totale del mercato (cioè aggiungendo nuovi polli, o mucche, maiali ecc.), ecco che il denaro si svaluterà, e ogni pollo aumenterà di prezzo e ora varrà mediamente 2 Euro.</p>
<p>O come accadde agli Spagnoli nel &#8217;600, che si illusero di arricchirsi importando enormi quantità di oro dall&#8217;America, e in tal modo produssero un&#8217;enorme inflazione e un blocco dell&#8217;economia (a proposito dell&#8217;oro che dovrebbe essere la panacea di tutti i mali&#8230;). Se questo normalmente non succede, vuol dire che non è vero che &#8220;i soldi si stampano dal nulla&#8221; o che &#8220;non valgono nulla&#8221;.</p>
<p><em>3- Emettendo moneta senza copertura, la Banca Centrale si arricchisce senza averne il diritto, indebitando la comunità.</em></p>
<p>In realtà, come accennato sopra, le banche centrali non possono emettere moneta senza uno strumento offerto a garanzia. Un tempo la garanzia era data dall&#8217;oro che veniva depositato come riserva, oggi invece la garanzia è data dall&#8217;<em>emissione di titoli</em>. Dunque, le banche centrali non utilizzano la moneta stampata per un uso privato, ma <strong>ci comprano titoli</strong> (emessi dal sistema bancario, da investitori o dagli Stati), e dunque in questo modo <strong>mettono il denaro in circolazione</strong>. I soggetti che hanno collocato questi titoli, utilizzeranno il denaro preso in prestito dalla Banca Centrale per le loro attività (investimenti, prestiti, pagamenti ecc.); questi soldi però <strong>li dovranno restituire</strong> a rate, e con tanto di interesse. Quando poi questo prestito verrà restituito, la banca centrale <strong>collocherà di nuovo</strong> questi soldi che tornano indietro sul mercato. Dunque la banca centrale se &#8220;guadagna&#8221; qualcosa, non è sulla moneta che ha emesso, ma <strong>esclusivamente sugli interessi</strong>.</p>
<p><em>4- La Banca Centrale sfrutta il privilegio di poter emettere moneta, chiedendo illegittimamente un interesse, che così indebita la comunità.</em></p>
<p>In realtà, gli interessi sono la parte che si paga per il fatto che, in un&#8217;economia di mercato, possedere dei soldi può generare profitto. Per cui una banca (o anche un privato) che chiede denaro in prestito, con quei soldi, se li investe, potrà generare più ricchezza. E&#8217; assurdo immaginare che possa esistere la moneta senza gli interessi, chiunque sia a stamparla. <strong>Il meccanismo del credito è quello che fa andare avanti l&#8217;economia</strong>. I privati ci comprano le case a rate. Le aziende ci fanno gli investimenti. Altro che signoraggio e schiavitù!</p>
<p>La Banca Centrale può decidere autonomamente se alzare o abbassare il <strong>tasso di interesse.</strong> A volte le banche centrali scelgono di portare il tasso di interesse a zero, il che dimostra che il loro interesse non è quello di lucrare, ma semplicemente di mantenere stabile il sistema del credito e dei prezzi. Infatti, la manovra sul tasso di interesse avviene per contenere l&#8217;inflazione, e nel contempo evitare una deflazione. Si stabilisce cioè, a seconda della situazione del momento, che chiedere denaro in prestito abbia un determinato costo. Infatti se c&#8217;è un eccesso di domanda di liquidità (e dunque di indebitamento) c&#8217;è il rischio che si generino meccanismi pericolosi per l&#8217;economia; d&#8217;altro canto, se la liquidità scarseggia, il meccanismo del credito si inceppa e l&#8217;economia va in crisi. Tra l&#8217;altro, uno dei punti fermi del Trattato di Maastricht è il contenimento dell&#8217;inflazione (che infatti in Italia è scesa da quando il Paese ha aderito al Trattato).</p>
<p>I sostenitori del signoraggio pensano erroneamente che l&#8217;inflazione sia generata dall&#8217;interesse e che il debito sia creato dall&#8217;emissione di moneta, confondendo la causa con l&#8217;effetto. Invece <strong>l&#8217;inflazione</strong> è data dall&#8217;emissione di moneta, e viene appunto contenuta con l&#8217;interesse (che i sostenitori del signoraggio vorrebbero eliminare!), mentre il <strong>debito</strong> è creato da qualcuno (i privati, le aziende, lo Stato) che decide di spendere (per spese o investimenti) del denaro che non possiede, e dunque tale debito non è una &#8220;creazione&#8221; della Banca Centrale.</p>
<p>Le banche private che prestano denaro ai cittadini e alle imprese, poi, fanno solo da intermediari, prestando il denaro dei conti correnti depositati.</p>
<p>L&#8217;<em>inflazione</em> è normale in un&#8217;economia di mercato, ed è legata al fatto che normalmente gli investimenti producono un profitto. Laddove si è sperimentata la <strong>deflazione</strong> (come nella Grande Depressione degli anni &#8217;30&#8230;) la situazione era ben peggiore, l&#8217;economia era ferma e milioni di persone erano senza cibo e senza lavoro. Una leggera deflazione è stata sperimentata anche dal Giappone negli anni &#8217;90, e questo ha creato non pochi problemi all&#8217;economia&#8230; e dov&#8217;erano i cattivi banchieri del signoraggio, sempre pronti a creare la terribile inflazione per rovinarci la vita? saranno andati in vacanza&#8230;</p>
<p>Ma, per non farsi mancare niente, i &#8220;teorici&#8221; del signoraggio insinuano (senza ovviamente dimostrarlo) che la Banca Centrale &#8220;rubi&#8221; questi soldi che, dopo essere stati stampati e immessi sul mercato comprando titoli, tornano indietro, e cioè non li rimetta in circolazione, ma li faccia sparire nei paradisi fiscali&#8230; ovviamente <strong>non c&#8217;è alcuna prova di questo tesoro nascosto</strong>, che deve dunque essere nascosto molto bene, nel senso che non dovrebbe proprio essere speso, insomma sarebbe l&#8217;equivalente di una nave carica di preziosi e affondata, dal momento che se questa ricchezza venisse prima o poi spesa, verrebbe finalmente scoperta, oltre al fatto che produrrebbe una enorme inflazione.</p>
<p><em>5- La Banca Centrale è privata e non ha diritto di stampare moneta. La moneta dovrebbe essere stampata dallo Stato.</em></p>
<p>In realtà, la Banca Centrale è un <em>ente di diritto pubblico</em>, per cui non può comportarsi, e di fatto non si comporta, come un ente privato. Si tratta di un ente riconosciuto dallo Stato, che non ha finalità di lucro, e che naturalmente ha una sua <strong>autonomia</strong> nell&#8217;ambito della divisione dei poteri, autonomia che del resto hanno i diversi organi dello Stato, come il Parlamento, la Magistratura, la Polizia ecc.</p>
<p>Dire che lo Stato dovrebbe stampare da sé i soldi è più o meno come dire che lo Stato dovrebbe pensare da sé all&#8217;ordine pubblico, e non lasciare tale compito alla Polizia&#8230;</p>
<p><strong>La Banca d&#8217;Italia è un istituto di diritto pubblico</strong> che è sottoposto al controllo del Ministero del Tesoro, non è una Spa, e il suo governatore è nominato dal governo (e non dall&#8217;assemblea dei soci, come accade in una Spa).</p>
<p>L&#8217;autonomia della Banca Centrale è comunque importante perché, se lo Stato potesse stampare direttamente la moneta, potrebbe essere tentato di utilizzare la leva monetaria per coprire il proprio deficit, generando così un&#8217;<strong>iperinflazione</strong> come è accaduto in passato in alcuni paesi che non avevano questa divisione. Paradossalmente se si facesse come vogliono i teorici del signoraggio, accadrebbe proprio quello che secondo loro accade adesso: i cittadini verrebbero impoveriti, e questo accadrebbe perché il loro potere d&#8217;acquisto crollerebbe. Dunque di fatto lo Stato trasferirebbe il proprio debito sui cittadini.</p>
<p>Anche il tanto vituperato interesse serve per evitare un indebitamento eccessivo: se chi chiede denaro in prestito non dovesse restituire anche un interesse, vi sarebbe il pericolo di un uso allegro del debito che alla lunga potrebbe essere impossibile ripagare. La crisi economica iniziata nel 2008 secondo molti analisti è stata dovuta ad un eccessivo indebitamento dei privati, favorito tra le altre cose da <strong>un&#8217;errata politica economica</strong>, sui tassi di interesse troppo bassi praticati in America (<strong>e non</strong> dalla creazione di moneta <strong>di per sé</strong>&#8230;).</p>
<p><em>6 &#8211; Emettendo moneta, la Banca Centrale crea debito pubblico e dunque indebita i cittadini</em>.</p>
<p>Come abbiamo visto, il debito pubblico non viene causato dalla creazione di moneta. La moneta non viene creata per creare debito o per schiavizzare qualcuno, ma viene creata <strong>quando c&#8217;è bisogno di liquidità e di credito</strong>. Il credito è proprio ciò di cui c&#8217;è bisogno per il funzionamento dell&#8217;economia, e le prime a chiedere credito sono le aziende che vogliono fare investimenti. Mentre le aziende più indebitate sono proprio le banche, che come mestiere prestano denaro.</p>
<p>Inoltre <strong>non è vero che gli Stati finanziano il debito pubblico creando (o facendo creare) moneta</strong>, ma lo fanno vendendo obbligazioni. La Banca Centrale non può neanche acquistare direttamente queste obbligazioni dallo Stato (è proibito dal Trattato di Maastricht). I possessori di Titoli di Stato (BOT, CCT, BTP), sono spesso privati cittadini, i quali traggono un guadagno dal fatto di prestare in questo modo soldi allo Stato, attraverso gli interessi. Altro che popolo schiavizzato!</p>
<p>In ogni caso, <strong>il debito pubblico</strong> deriva dalle eccessive spese dello Stato rispetto alle entrate, dunque da politiche errate, e <strong>non ha nulla a che vedere con la creazione di moneta</strong>.</p>
<p><em>7 &#8211; Il debito accollato sui cittadini viene ripagato con il loro lavoro &#8220;servile&#8221;</em>.</p>
<p>Qui si vuole insinuare che il lavoro sia una schiavitù voluta dal sistema bancario. Ma, essendo falsi i punti precedenti, è falso anche questo. Riemerge l&#8217;antico e in fondo comprensibile desiderio umano di non lavorare, ma si dimentica che, da che mondo è mondo, gli esseri umani devono lavorare per poter sopravvivere, e questo accadeva, come e più di oggi, anche quando le banche e il denaro non esistevano. Non si capisce di cosa dovremmo campare qualora non lavorassimo.</p>
<p><em>8 &#8211; Le banche prestano soldi che non hanno</em>.</p>
<p>Questo non è vero perché le banche possono prestare soltanto in base ai depositi dei loro correntisti, dunque non fanno prestiti scoperti. Certo, se domani tutti i correntisti andassero a ritirare i propri depositi presso le filiali delle banche, queste non avrebbero materialmente la possibilità di pagarli tutti, dal momento che, avendone presato una parte, le banche non hanno disponibile l&#8217;ammontare totale dei depositi. Ma se le banche non potessero utilizzare i depositi dei correntisti, ma li dovessero tenere immobilizzati, come potrebbero poi fare dei prestiti, ai cittadini o alle imprese? <strong>In questo modo il meccanismo del credito verrebbe meno</strong>. Inoltre, non si capisce perché ci si dovrebbe preoccupare di un eventualità che di fatto non si verifica, anche perché comunque i depositi dei correntisti sono garantiti per legge.</p>
<p><em>9 &#8211; Prestando denaro, le banche schiavizzano i cittadini</em>.</p>
<p>In realtà, non tutti i cittadini sono indebitati presso le banche. Solo chi ha chiesto un prestito o un mutuo può dirsi debitore. Gli altri, i correntisti e i risparmiatori, semmai sono creditori.</p>
<p><em>10 &#8211; Chiunque possiede denaro è indebitato perché in questo sistema la moneta è debito</em>.</p>
<p>Questa perla deriva dalle tesi precedenti, che però abbiamo visto essere errate. Si sostiene cioè che, dal momento che tutto il sistema creditizio è basato sulla produzione di denaro &#8220;dal nulla&#8221;, allora chi entra in possesso di denaro, diviene per ciò stesso debitore nei confronti delle banche. Il che è semplicemente assurdo. Tanto più che, come abbiamo visto, i depositi dei correntisti sono garantiti dalla legge.</p>
<p><em>11- Il signoraggio è il profitto di cui si appropria chi ha il potere di emettere una data moneta</em>.</p>
<p>Questa (intendendo per profitto l&#8217;interesse derivato dai titoli comprati dal sistema bancario, v. punto 3) è l&#8217;unica definizione sensata di signoraggio, ed è infatti riconosciuta anche dalla <a href="http://www.bancaditalia.it/bancomonete/signoraggio">Banca d&#8217;Italia</a>. Peccato che non dimostra quello che vorrebbero dimostrare i sostenitori della &#8220;truffa da signoraggio&#8221;, e cioè che la Banca centrale avrebbe l&#8217;ingiusto privilegio di emettere moneta, e dunque si approprierebbe di una ricchezza che non le spetta, a scapito dei cittadini e dello Stato. Infatti, questi profitti (che comunque non sono quella massa enorme di denaro che ci vorrebbero far credere, confondendo questa definizione con quella data nel punto 1, secondo la quale sarebbero addirittura il 99,97% delle banconote emesse, e con quella data nel punto 6, secondo la quale i profitti della Banca Centrale corrisponderebbero con il debito pubblico) <strong>non vengono incamerati</strong> dalla Banca Centrale o dai banchieri, ma tornano (al netto delle spese della gestione della Banca Centrale) allo Stato attraverso la tassazione, la distribuzione degli utili e la concessione di tassi agevolati. In ogni caso stiamo parlando di una cifra stimabile intorno all&#8217;8% del totale della moneta circolante, che è (in banconote in Euro) circa un terzo del debito pubblico. Ora, l&#8217;8% di 1/3 è circa il 2,7%, <strong>il che dimostra </strong>(anche se fosse vero che tutti questi soldi rimangono come debito dello Stato nei confronti della Banca Centrale)<strong> l&#8217;inconsistenza della tesi che lega il debito pubblico all&#8217;emissione di moneta</strong>.</p>
<p><em>Altri argomenti per confondere le idee</em>.</p>
<p>Poiché la base teorica del &#8220;signoraggio&#8221; è come abbiamo visto del tutto assurda, i suoi sostenitori la condiscono con considerazioni specifiche sulla politica economica dei Paesi ricchi, sugli errori della politica economica, sulle truffe ecc.</p>
<p>Qui però siamo su un terreno diverso, cioè sul terreno della critica politica e sociale, che può essere a volte condivisibile a volte meno, ma che <strong>non dimostra</strong> che la teoria del signoraggio sia vera. Però visto che, come al solito in questi casi, tutto fa brodo, questi argomenti vengono usati per &#8220;dimostrare&#8221; che &#8220;siamo schiavi delle banche&#8221;.</p>
<p>Altri argomenti &#8220;interessanti&#8221; sarebbero il fatto che alcuni personaggi noti ai media, come Beppe Grillo, avrebbero parlato del signoraggio. Se questa è una prova&#8230; tra l&#8217;altro il fatto che Grillo ne ha accennato dieci anni fa, e da allora non ne ha più fatto menzione (si vede che gli hanno fatto capire che era una sciocchezza&#8230;), è utilizzato come prova del fatto che&#8230; il signoraggio è vero!</p>
<p>E del resto come abbiamo visto sopra, anche il fatto che &#8220;non ne parla nessuno&#8221; è utilizzato come prova che&#8230; il signoraggio è vero!</p>
<p>Anche qui siamo di fronte ad una teoria non scientifica, e lo si vede proprio dal fatto che <strong>per dimostrarla vengono utilizzati argomenti contrari tra loro</strong>. La stessa recente crisi finanziaria viene utilizzata per &#8220;denunciare&#8221; lo strapotere delle banche: le banche sono così cattive e così potenti che tutto ciò che fanno lo fanno per sottometterci, anche quando falliscono!</p>
<p>(Per approfondire: <a href="http://www.frottolesignoraggio.info/">Frottolesignoraggio.info</a>)</p>
<p>Pubblicato da <a href="http://www.blogger.com/profile/02457815801219892742">Eugenio Ermes </a>a <a href="http://eugenioermes.blogspot.com/2009/03/la-bufala-del-signoraggio.html">11:50</a> <a href="http://www.blogger.com/email-post.g?blogID=8778503798523072577&amp;postID=5620089940734017971"></a></p>
<p>Il 29  nmarzo  2009 su  democrazia e liberta</p>
<p>Link: <a href="file:///Users/giorgio/Desktop/la%20bufala%20del%20signoraggio%20/Democrazia%20e%20libert%88:%20La%20bufala%20del%20Signoraggio.webarchive">file:///Users/giorgio/Desktop/la%20bufala%20del%20signoraggio%20/Democrazia%20e%20libertà:%20La%20bufala%20del%20Signoraggio.webarchive</a></p>
<p>Link: <a href="http://eugenioermes.blogspot.com/">http://eugenioermes.blogspot.com/</a></p>
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		<title>ON. AVV.  ALFONSO LUIGI MARRA:  IL SIGNORAGGIO  PRIMARIO E SECONDARIO; L’ILLICEITÀ DEL SISTEMA FISCALE</title>
		<link>http://www.veja.it/2012/02/16/on-avv-alfonso-luigi-marra-il-signoraggio-primario-e-secondario-l%e2%80%99illiceita-del-sistema-fiscale/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 23:05:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Monolandia]]></category>
		<category><![CDATA[Società e politica]]></category>

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		<description><![CDATA[ASSOCIAZIONE PER LA DIFESA DEI CITTADINI CONTRO LE BANCHE (1987) La  neutralizzazione della svalutazione  da signoraggio per effetto della diminuzione dei costi frutto della continua semplificazione e delle produzioni e della loro commercializzazione Indisturbate, sotto gli occhi della magistratura, le banche centrali, fra cui la Banca d&#8217;Italia (BdI) e la Banca Centrale Europea (BCE), incredibilmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.veja.it/wp-content/uploads/2012/02/ALFONSO-LUIGI-MARRA.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-16541" title="ALFONSO LUIGI MARRA" src="http://www.veja.it/wp-content/uploads/2012/02/ALFONSO-LUIGI-MARRA.jpg" alt="" width="432" height="324" /></a></p>
<p>ASSOCIAZIONE PER LA DIFESA DEI CITTADINI CONTRO LE BANCHE (1987)</p>
<p><em>La  neutralizzazione della svalutazione  da signoraggio per effetto della diminuzione dei costi frutto della continua semplificazione e delle produzioni e della loro commercializzazione</em></p>
<p>Indisturbate, sotto gli occhi della magistratura, le banche centrali, fra cui la Banca d&#8217;Italia (BdI) e la Banca Centrale Europea (BCE), incredibilmente private, praticano il crimine del signoraggio primario, mentre le banche commerciali praticano l&#8217;ancor più grave signoraggio secondario, realizzando peraltro un&#8217;evasione fiscale maggiore sia delle tasse pagate che delle tasse evase dal resto della società.</p>
<p>Dopo averlo infatti segretato già dalla nascita della Repubblica fin negli atti del Parlamento (con gli <em>omissis), </em>si è &#8216;scoperto&#8217; che la BdI è di privati (85% banche, 10% assicurazioni, 5% ignoti), come gran parte delle altre banche centrali; fra cui la BCE, che è al 14,57% della BdI, e quindi dei suoi proprietari.</p>
<p>Una privatezza di cui, da quando, pochi anni fa, la si è scoperta, si cerca di sminuire la rilevanza, ma che è la causa del malessere economico e finanziario del mondo.</p>
<p><span id="more-16539"></span></p>
<p>Signoraggio primario della BdI/BCE e delle altre banche centrali che consiste in quel che segue.</p>
<p>1) Nello stampare continuamente le banconote al costo della carta e dell&#8217;inchiostro (dal 1929 non occorre alcun corrispettivo in oro, né è mai realmente occorso). Banconote la cui quantità è nota solo a loro, perché i numeri di serie non sono progressivi, e non se ne conosce il significato.</p>
<p>2) Usarle (al valore in euro, dollari ecc. su esse stampato) per comprare dagli Stati &#8211; udite udite &#8211; un pari importo in titoli del debito pubblico (BOT, CCT, BPT, CTZ).</p>
<p>3) Vendere i titoli alle aste, riprendendosi i soldi e lasciando allo Stato  il “debito pubblico”  inventato mediante questo crimine.</p>
<p>4) Iscrivere fraudolentemente al passivo l&#8217;importo delle banconote stampate a costo zero allo scopo di &#8216;pareggiare&#8217; iscrivendo all&#8217;attivo i titoli o il ricavato della loro vendita, e di occultare queste enormi somme.</p>
<p>Un occultamento al quale (fermo restando che, come vedremo, anche il sistema fiscale è illecito), all&#8217;aliquota del 50%, segue poi un&#8217;evasione fiscale per un importo pari alla metà delle banconote emesse per &#8216;acquistare in contropartita&#8217; il debito pubblico, al solo pagamento dei cui interessi dobbiamo destinare una non modesta parte del bilancio.</p>
<p>Fermo restando che molti deducono dalla non progressività dei numeri di serie delle banconote che la loro quantità è fuori controllo.</p>
<p>Un fenomeno prima di produzione incontrollata e da falsari delle banconote, poi, come vedremo, di cinquantuplicazione del loro uso a opera delle banche di credito (signoraggio secondario), che è la causa sia dell&#8217;inflazione che dell&#8217;attuale, illecito sistema fiscale, creato anche a fini di dominio dei cittadini mediante il criminalizzarli quali evasori, riciclatori ecc.</p>
<p>Crimini che, tra l&#8217;altro, fermo restando l&#8217;obbligo dello Stato di pagare ai compratori alla scadenza i titoli già emessi con i promessi interessi, rendono però responsabili del ‘debito pubblico&#8217;  la BdI/BCE, avendone esse (non lo Stato) riscosso il corrispettivo.</p>
<p>5) Riciclare il denaro così truffato mediante centrali interbancarie mondiali, fra cui innumerevoli fonti Internet indicano la Clearstream, l’Euroclear, la Swift e altre.</p>
<p>Fenomeni che hanno stravolto il mondo, a partire da ciò che si definisce inflazione, che è tutt&#8217;altro da ciò che si ritiene, perché è frutto della produzione del denaro a opera di falsari (le banche).</p>
<p>Osserviamo infatti che se, ad esempio, il denaro globale è 100, e un falsario (è un falsario chiunque produca denaro ma non sia lo Stato, e quindi anche le banche) ne crea un altro ammontare pari di nuovo a 100, nel momento in cui lo mette in circolazione (lo spende), da un lato si appropria indebitamente di metà della ricchezza reale, e dall&#8217;altro porta a 200 il denaro globale, per cui ne diminuisce del 50% il potere di acquisto, ovvero determina una (cosiddetta) inflazione del 50%.</p>
<p>Inflazione che non si verifica se è lo Stato a produrre il denaro.</p>
<p>Questo perché lo Stato, per legge, può poi erogarlo solo a corrispettivo di beni, prestazioni, diritti ecc., ovvero inverandolo (facendoselo coprire) mediante il parallelo incremento della ricchezza reale che riceve in cambio, per cui il potere di acquisto del denaro rimane invariato, dato il parallelo incremento del denaro e della ricchezza reale.</p>
<p>Inveramento (processo che ho definito proprio io) che non c&#8217;è quando a produrre il denaro è un falsario (una banca), perché il falsario lo assegna a sé senza prima coprirlo, e solo dopo lo mette in circolazione spendendolo.</p>
<p>Definisco quindi inflazione quel fenomeno che si verifica quando, avendo dei falsari introdotto del denaro non inverato mediante lo spenderlo, abbiano così causato (oltre che un incremento della percentuale del denaro nelle loro mani che, appena speso, si traduce in un aumento della percentuale di ricchezza reale di loro proprietà) un incremento del denaro globale senza un incremento della ricchezza e quindi una diminuzione del potere di acquisto del denaro.</p>
<p>Considerazioni dalle quali si deduce anche che i cittadini hanno il potere di inverare i soldi (chiunque li produca) per il sol fatto di riceverseli, perché sussiste la presunzione di fondo che non li ricevano a titolo gratuito, ma sempre coprendoli con la prestazione, il bene o il diritto che offrono a corrispettivo.</p>
<p>Un quadro nel quale, se un falsario &#8216;presta&#8217; dei soldi a un ignaro cittadino, che li spende mettendoli irrimediabilmente in circolazione, ma poi viene a sapere della loro falsità e può provarla, nulla dovrà al falsario, sia perché il falsario nulla gli ha dato, e sia perché il corrispettivo dello spendere quei soldi il cittadino lo otterrà dalla collettività, non dal falsario; sicché è alla collettività (allo Stato) che dovrà restituirli.</p>
<p>Motivi per i quali sostengo di seguito che fidi, mutui, quinti di stipendio ecc. non vanno restituiti alle banche, e che se si vogliono rendere veri i &#8216;debiti&#8217; dei cittadini verso di esse, per poterli poi esigere, occorre prima confiscarle e nazionalizzarle, essendo altrimenti i loro crediti inesigibili in quanto crediti di falsari e di truffatori.</p>
<p>Cose la cui eliminazione e crediti la cui riscossione renderà ricchissimo lo Stato debellando anche la drammatica demonetizzazione pilotata dalle banche per indebolirci e dominarci.</p>
<p>Infatti, nel momento in cui il denaro è prodotto dalla Stato, sicché produrlo non causa inflazione, ne va stampato un adeguato quantitativo, perché ciò incrementa gli scambi ed è benefico per l&#8217;economia.</p>
<p>Accuse di violazione degli artt. del c.p. 241, 283, 648 bis, 501, 501 bis, 416, 61 ecc. che vanno ai soli beneficiari diretti e consci di questi delitti.</p>
<p>Opera di falsificazione delle Banche Centrali (signoraggio primario), e poi delle banche di credito (peraltro loro proprietarie) attraverso il meccanismo del &#8216;moltiplicatore monetario&#8217; (signoraggio secondario).</p>
<p>Moltiplicatore monetario in virtù del quale le banche, secondo prassi che una prona e scellerata dottrina di regime dà per scontate, ma sono il massimo della criminalità, realizzano prestiti per un ammontare 50 volte maggiore del denaro che detengono.</p>
<p>In sostanza, se Tizio versa su Banca Intesa/San Paolo (proprietaria del 44,25% di BdI) 100.000 euro, essa banca tratterrà il 2% come riserva (per arrotondare, in realtà è l&#8217;1,6%), e presterà il 98% che, una volta depositato in un&#8217;altra banca, di nuovo, a cascata, sarà prestato al 98% all&#8217;infinito.</p>
<p>Finché, non la singola banca, ma il sistema bancario, attraverso un giro di prestiti di un importo ogni volta più basso del 2%, avrà azzerato i 100.000 euro iniziali, ma avrà lucrato interessi su prestiti per 5.000.000.</p>
<p>Un usare 50 volte sempre lo stesso denaro che serve a monetizzare la società e non arreca, di per sè, vantaggi alle banche (gliene arreca molti, fermo restando però che ogni volta che una banca presta a taluno c&#8217;è un altro a cui deve restituire), ma serve loro per lucrare illecitamente interessi su ognuno di questi prestiti di denaro altrui, per i quali hanno diritto solo al compenso per il servizio (che già riscuotono), mentre gli interessi devono andare ai proprietari del denaro, e allo Stato per i prestiti frutto della cinquantuplicazione.</p>
<p>Interessi cinquantuplicati che costituiscono una creazione di denaro dal nulla in loro vantaggio che si realizza come effetto di ogni forma di &#8216;versamento&#8217;, ovvero anche attraverso l&#8217;uso degli assegni, delle carte di credito, dei bonifici ecc.</p>
<p>Se infatti Caio paga a Tizio 1.000 euro con una carta di  credito, un assegno o un bonifico, la banca addebita a Caio 1.000 euro inverati, perché abbiamo detto che il cittadino il denaro non può crearlo dal nulla.</p>
<p>1.000 euro che si configureranno come la costituzione presso la banca di un fondo che essa userà per fare pagamenti o prestiti al 98% come sopra cinquantuplicati lucrando anche qui i predetti interessi su denaro altrui.</p>
<p>Meccanismi di moltiplicazione che si deve ritenere trovino degli ammortizzatori attraverso un gran numero di trucchi bancari acclarare realmente i quali richiede che una magistratura molto specializzata entri finalmente con i suoi poteri nel profondo del sistema, anziché astenersene garantendo così che vi fioriscano ogni genere di imperscrutabili mostruosità.</p>
<p>Meccanismi di moltiplicazione del denaro ad opera di falsari che non possono che provocare una continua svalutazione che però non si avverte, o si avverte meno, perché è neutralizzata dall&#8217;altrettanto continua grande diminuzione dei costi frutto della crescente meccanizzazione \semplificazione dei processi produttivi.</p>
<p>Quanto poi all&#8217;attuale sistema fiscale è illecito perché la sua principale funzione è costringere i cittadini a finanziare l&#8217;acquisto delle banconote (che già gli appartengono), presso le banche centrali.</p>
<p>Più in dettaglio il fisco serve a rastrellare, attraverso le imposte e tasse, denaro già inverato (oppure titoli corrispondenti) da usare per il pagamento del denaro da comprare (inverare\coprire).</p>
<p>Tasse e imposte che non serviranno più quando lo Stato non dovrà più comprare il denaro, ma lo stamperà e se lo farà pagare\coprire\inverare dalla collettività con beni o servizi necessari per realizzare quanto occorre.</p>
<p>Un sistema in cui può credo bastare un&#8217;unica imposta (potremmo definirla la &#8216;generale&#8217;) da pagarsi &#8211; senza compensazioni tra dare e avere &#8211; sui consumi di beni o servizi.</p>
<p>Meccanismi fraudolenti che, tra signoraggio primario e secondario, processi inflattivi a loro vantaggio, tasse evase e fiscalità illecita, sversa fiumi di denaro nelle banche, la cui esistenza è quindi basata su denaro accumulato nel tempo illecitamente.</p>
<p>Ecco perché, per gli stessi motivi per i quali non è dovuta a un ladro la restituzione di un prestito di somme rubate, si può ben sostenere nelle cause che non è dovuta alle banche la restituzione dei fidi, mutui, quinti di stipendio ecc., essendo essa dovuta al vero proprietario: la collettività.</p>
<p>Così come, nella stessa logica, non è dovuto il pagamento della attuali imposte e tasse.</p>
<p>Contestazioni che vanno fatte salvaguardandosi con ogni indispensabile strategia giudiziaria e, specie per i mutui e le imposte, continuando, se possibile, nel mentre a pagarli.</p>
<p>Cause che noi avvocati dobbiamo iniziare in massa adducendo anche, in subordine, ciò che la giurisprudenza già riconosce: come l&#8217;illegittimità di anatocismo, accredito tardivo dei versamenti, commissione di massimo scoperto, usura ecc.</p>
<p>Conquiste giurisprudenziali ora in forse a causa dalle sei leggi illegittime regala-soldi alle banche, quattro delle quali recentissime, contro le quali spero però riusciremo presto a condurre a buon fine l&#8217;opera di abrogazione, o in via referendaria, mediante il Comitato promotore del referendum per la loro abrogazione, o mediate la loro bocciatura da parte della Corte costituzionale (vedi da  <a href="http://www.marra.it/">http://www.marra.it/</a> per anticostituzionalità che io stesso ho formulato).</p>
<p>Citazioni impostate cioè in modo da ottenere già in primo grado l&#8217;accoglimento anche solo parziale delle subordinate (per importi sovente elevati), per poi proseguire, per il resto, in appello e in cassazione, in attesa che, in breve, la giurisprudenza si evolva.</p>
<p>Come pure vanno promosse le cause contro le tasse e le imposte, formulando anche qui, quale domanda principale, la richiesta che venga pronunziata la loro non debenza stante la illiceità del sistema fiscale e, quali subordinate, tutte le altre ordinarie richieste.</p>
<p>Cosche che hanno imposto al mondo le loro regole codificandole nei sistemi fiscali vigenti o nei famosi accordi di Basilea, di cui tutti si riempiono ridicolmente la bocca, ignorando che sono solo dei volgari accordi illeciti tra privati.</p>
<p>Cose che ora, per la verità proprio in seguito alla vasta diffusione di questo documento, sono divenute note.</p>
<p>Cose da eliminare attraverso la nazionalizzazione delle banche (<strong>qualunque entità produca denaro in via primaria o secondaria deve essere nazionalizzata</strong>), in modo che lo Stato, quando ha bisogno di denaro, possa semplicemente stamparlo, o crearlo virtualmente (accade già perché lo Stato crea le monete di metallo, che  però sono solo il 2% delle banconote).</p>
<p>Vanno inoltre pareggiati gli interessi passivi e attivi in modo che vadano ai proprietari dei soldi, e quelli frutto del moltiplicatore monetario vadano allo Stato.</p>
<p>Interessi, quelli bancari, peraltro generalmente usurai. Usura che &#8211; consistendo il signoraggio secondario, come abbiamo visto, nell&#8217;appropriarsi indebitamente di interessi cinquantuplicati sui prestiti di denaro altrui &#8211; ne costituisce quindi la forma estrema.</p>
<p>Stampa delle banconote e creazione del denaro virtuale da parte dello Stato che richiede una modifica del trattato di Maastricht e della Costituzione Europea, però aggirabile confiscando e nazionalizzando le banche ed eliminando i fattori di criminalità dal loro operato.</p>
<p>Trattato, Costituzione Europea e sistemi fiscali scritti di pugno dalle banche, e con i quali hanno tentato di rapinare gli Stati della sovranità economica per ricettarla a queste cosche, ma senza potervi riuscire, perché resta il contrasto con tutti i principi fondamentali della Costituzione Italiana, della Convenzione Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo, e con tutti gli altri principi della stessa Costituzione Europea e di ogni altra norma.</p>
<p>Stampa dei soldi da parte dello Stato non indispensabile anche da varie altre angolazioni, essendo sufficiente che lo Stato li paghi alla BCE/BdI al mero costo tipografico, o anche solo che le banche centrali iscrivano come è ovvio all&#8217;attivo le banconote che creano e vi paghino le tasse: cosa che non risolve tutto il problema, ma basta ad arricchirci e ad evidenziare la criminalità dell&#8217;attuale sistema.</p>
<p>Prassi &#8211; queste della BCE come della Federal Reserve, della Bank of England, Banca del Giappone eccetera, nonché dei sistemi fiscali &#8211; contro le quali non è vero che nessuno e nessun Paese può nulla, perché non appena magistratura, politica e informazione inizieranno a fare il loro dovere questi mostri saranno sconfitti in un baleno; e se non lo faranno saranno travolti lo stesso insieme ai loro mezzani; grazie a Internet: la nuova alleanza.</p>
<p><em>Alfonso Luigi Marra </em></p>
<p>PS. Le mie tesi in tema di signoraggio secondario originano da importanti rettifiche che devo allo sforzo di affrontarmi fatto, nonostante le mie dure contestazioni, da mio figlio Giulio, per persuadermi dell&#8217;errore in cui ero incorso.</p>
<p>Fonte. Srs di On Avv. <em>Alfonso Luigi Marra, da </em><a href="http://www.marra.it"><em>www.marra.it</em></a><em> </em></p>
<p><em>Link: </em><a href="http://www.marra.it/"><em>http://www.marra.it/</em></a><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p>ATTENZIONE:  EDIZIONE DEL 19.DICEMBRE. 2011  (CONTIENE NUMEROSE MODIFICHE)</p>
<p>1° EDIZIONE 1. GENNAIO. 2007</p>
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		</item>
		<item>
		<title>BUON COMPLEANNO FIGLIA DELL’UOMO OMBRA</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 23:07:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli ultimi]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri e parole]]></category>

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		<description><![CDATA[Buon compleanno figlia dell’uomo ombra, in questi anni le lacrime versate per te sono state le più belle. Spesso il tuo amore è più forte di me, della malinconia, della tristezza e della sofferenza. Amore Bello, perdonami se non sono stato il padre che avrei voluto essere. Buon compleanno figlia dell’uomo ombra, tutte le notti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.veja.it/wp-content/uploads/2012/02/cuore-di-neve.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-16548" title="cuore-di-neve" src="http://www.veja.it/wp-content/uploads/2012/02/cuore-di-neve.jpg" alt="" width="421" height="432" /></a></p>
<p>Buon compleanno figlia dell’uomo ombra, in questi anni le lacrime versate per te sono state le più belle.</p>
<p>Spesso il tuo amore è più forte di me, della malinconia, della tristezza e della sofferenza.</p>
<p>Amore Bello, perdonami se non sono stato il padre che avrei voluto essere.</p>
<p>Buon compleanno figlia dell’uomo ombra, tutte le notti il mio cuore, seppur coperto da sbarre, inferriate e cemento armato, scappa da me e dalla mia cella per venirti a trovare.</p>
<p>Molti uomini ombra pensano spesso alla morte perché è la loro unica via di fuga, io piuttosto penso a te, perché sei la mia ragione di vita.</p>
<p>Tesoro, perdonami se non sono stato un padre come tutti gli altri.</p>
<p>Buon compleanno figlia dell’uomo ombra, il tuo amore mi ha sempre dato la forza di combattere e di non arrendermi.</p>
<p>Il mio mondo e il mio futuro stanno scomparendo insieme alla mia vita, eppure io ti amo come il primo giorno che mi hanno portato via da te.</p>
<p>Barbi, perdonami se sei cresciuta senza di me accanto.</p>
<p>Buon compleanno figlia dell’uomo ombra, molti ergastolani hanno bisogno della speranza per vivere, io invece ho solo bisogno del tuo amore.</p>
<p>Per resistere all’Assassino dei Sogni e per soffrire di meno molti uomini ombra cercano di dimenticare quello che erano, io invece per resistere cerco di ricordarmi che ero un uomo libero.</p>
<p>Figlia mia, perdonami se sono più di venti anni che non riesco a darti il bacio della buona notte.</p>
<p>Buon compleanno figlia dell’uomo ombra, oggi ho afferrato con le mani le sbarre della mia cella, le ho strette forte, mentre il mio cuore provava inutilmente a spezzarle.</p>
<p>Vita mia, perdonami se non riuscirò mai a uscire.</p>
<p>E grazie di esserti tatuata: “Divisi da sempre, uniti dall’anima”.</p>
<p>Il mio cuore ti ama, io pure.</p>
<p>Tuo papà.</p>
<p>Carcere Spoleto,  Febbraio 2012</p>
<p>CARMELO MUSUMECI</p>
<p>.</p>
<p>Fonte: srs di Carmelo Musumeci da Le urla dal silenzio del 11 febbraio 2012</p>
<p>Link: <a href="http://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/02/11/buon-compleanno-figlia-delluomo-ombra-di-carmelo-musumeci/">http://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/02/11/buon-compleanno-figlia-delluomo-ombra-di-carmelo-musumeci/</a></p>
<p>Link: <a href="http://urladalsilenzio.wordpress.com/">http://urladalsilenzio.wordpress.com/</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>MOLTO SPESSO, COL CAMBIARE DEL GOVERNO, PER I POVERI CAMBIA SOLO IL NOME DEL PADRONE ( FEDRO)</title>
		<link>http://www.veja.it/2012/02/14/molto-spesso-col-cambiare-del-governo-per-i-poveri-cambia-solo-il-nome-del-padrone-fedro/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 23:06:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Monolandia]]></category>
		<category><![CDATA[Società e politica]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.veja.it/wp-content/uploads/2012/02/fedro.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-16525" title="fedro" src="http://www.veja.it/wp-content/uploads/2012/02/fedro.jpg" alt="" width="394" height="551" /></a></p>
<h2><span style="color: #ff0000;"><br />
</span></h2>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>MONTI   BERLUSCONI:  SIC TRANSIT GLORIA MUNDI</title>
		<link>http://www.veja.it/2012/02/13/berlusconi-monti-sic-transit-gloria-mundi/</link>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 23:01:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Monolandia]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.veja.it/wp-content/uploads/2012/02/time-monti-berlusconi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-16521" title="time-monti-berlusconi" src="http://www.veja.it/wp-content/uploads/2012/02/time-monti-berlusconi.jpg" alt="" width="453" height="300" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I LUPI DI EINSTEIN</title>
		<link>http://www.veja.it/2012/02/12/i-lupi-di-einstein/</link>
		<comments>http://www.veja.it/2012/02/12/i-lupi-di-einstein/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 23:03:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Media e informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Società e politica internazionale]]></category>

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		<description><![CDATA[Albert Einstein, nel famoso &#8220;Discorso del 2 per cento&#8221; nel 1930 a New York, disse dei pacifisti: &#8220;They are like sheep huddled together while the wolves wait outside&#8221; &#8220;Sono come pecore addossate l&#8217;una all&#8217;altra mentre i lupi aspettano fuori&#8221; Non so se sia ancora vero ma, da molto tempo, riguardo a tante organizzazioni ufficiali, io [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.veja.it/wp-content/uploads/2012/02/lupi-einstein.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-16513" title="lupi einstein" src="http://www.veja.it/wp-content/uploads/2012/02/lupi-einstein.jpg" alt="" width="468" height="108" /></a></p>
<p>Albert Einstein, nel famoso &#8220;Discorso del 2 per cento&#8221; nel 1930 a New York, disse dei pacifisti:</p>
<p>&#8220;<strong>They are like sheep huddled together while the wolves wait outside</strong>&#8221;</p>
<p>&#8220;<strong>Sono come pecore addossate l&#8217;una all&#8217;altra mentre i lupi aspettano fuori</strong>&#8221;</p>
<p>Non so se sia ancora vero ma, da molto tempo, riguardo a tante organizzazioni ufficiali, io mi chiedo se, per caso, i lupi non siano più fuori ad aspettare ma siano già entrati a far parte del gruppo.</p>
<p>Fonte: <strong>I LUPI DI EINSTEIN</strong></p>
<p>Link: <a href="http://ilupidieinstein.blogspot.com/">http://ilupidieinstein.blogspot.com/</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>IL POSTO FISSO:  I MERIDIONALI NON  SONO PRIVILEGIATI</title>
		<link>http://www.veja.it/2012/02/11/il-posto-fisso-i-meridionali-non-sono-privilegiati-la-casta-si/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 23:04:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Regno delle Due Sicilie]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli italiani sono fermi come struttura mentale al posto fisso, nelle stessa città e magari accanto a mamma e papa, ma occorre fare un salto culturale (Anna Maria Cancellieri, ministro dell’interno) DA 151 ANNO I MERIDIONALI LASCIANO LA PROPRIA TERRA IN CERCA DI LAVORO. 700.000 GIOVANI NEGLI ULTIMO 10 ANNI I MERIDIONALI NON  SONO PRIVILEGIATI.  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.veja.it/wp-content/uploads/2012/02/migrazione-meridionale.800.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-16506" title="migrazione-meridionale.800" src="http://www.veja.it/wp-content/uploads/2012/02/migrazione-meridionale.800.jpg" alt="" width="480" height="377" /></a></p>
<p><em>Gli italiani sono fermi come struttura mentale al posto fisso, nelle stessa città e magari accanto a mamma e papa, ma occorre fare un salto culturale</em></p>
<p>(Anna Maria Cancellieri, ministro dell’interno)</p>
<p>DA 151 ANNO I MERIDIONALI LASCIANO LA PROPRIA TERRA IN CERCA DI LAVORO.</p>
<p>700.000 GIOVANI NEGLI ULTIMO 10 ANNI</p>
<p>I MERIDIONALI NON  SONO PRIVILEGIATI.  LA CASTA  SI</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>MARTIN BERNAL. ATENA NERA:  LE RADICI AFROASIATICHE DELLA CIVILTÀ CLASSICA: OVVERO: IL VUOTO EPISTEMOLOGICO DEL NORDAFRICA</title>
		<link>http://www.veja.it/2012/02/10/martin-bernal-atena-nera-le-radici-afroasiatiche-della-civilta-classica-ovvero-il-vuoto-epistemologico-del-nordafrica/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 23:02:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e fonti]]></category>
		<category><![CDATA[Popoli e nazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Martin Bernal White Athena 1. African = Black? Black Athena, “Atena nera&#8221; è il titolo che nel 1987 Martin Bernal diede a un libro, destinato a suscitare accesi dibattiti, in cui si proponeva di denunciare il mito eurocentrico della civiltà classica, facendo presente il grande debito che la civiltà occidentale ha nei confronti delle più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.veja.it/wp-content/uploads/2012/02/Bernal.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-16499" title="Bernal" src="http://www.veja.it/wp-content/uploads/2012/02/Bernal.jpg" alt="" width="400" height="279" /></a></p>
<p><em>Martin Bernal</em></p>
<p><strong>White Athena</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>1. African = Black?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><em>Black Athena</em></strong>, “Atena nera&#8221; è il titolo che nel 1987 Martin Bernal diede a un libro, destinato a suscitare accesi dibattiti, in cui si proponeva di denunciare il mito eurocentrico della civiltà classica, facendo presente il grande debito che la civiltà occidentale ha nei confronti delle più antiche civiltà del Vicino Oriente antico, in particolare quelle dell&#8217;Egitto e della Mesopotamia.  Il titolo-shock deriva dalla consapevolezza (diffusa già presso gli antichi) di una identificazione della dea greca Atena con la dea Neith egiziana.</p>
<p>Non intendo qui soffermarmi sulla validità delle tesi di Bernal. Quello che mi preme sottolineare è la disinvoltura con cui questo autore (e con lui più o meno tutti coloro che sono intervenuti nel dibattito sul libro, sia favorevoli sia contrari alle sue posizioni) considera &#8220;nero&#8221; come sinonimo di &#8220;africano&#8221;.</p>
<p>Né gli antichi egizi né i popoli mesopotamici dell&#8217;antichità erano di pelle &#8220;nera&#8221;. E neppure tutti i popoli del Nordafrica dall&#8217;Egitto fino all&#8217;Atlantico. Al massimo saranno stati bruni di capelli e con la carnagione facile all&#8217;abbronzatura, come tutti i popoli intorno al Mediterraneo. Ma qui &#8220;black&#8221; sta proprio per &#8220;melanoderma&#8221;: &#8220;negro&#8221; come si dice in italiano e come oggi è tabù dire in inglese. <strong> </strong></p>
<p>Negli Stati Uniti, come si sa, ogni qual volta si intende parlare di una persona di colore si evita di alludere direttamente al colore della pelle, e si usa il termine &#8220;African&#8221;. In questo modo, però, si &#8220;forza&#8221; il significato letterale della parola, facendo coincidere l&#8217;&#8221;africanità&#8221; con un dato tipico solo delle popolazioni dell&#8217;Africa a sud del Sahara (la pigmentazione scura della pelle), e si lascia in ombra una vasta parte del continente, che per quanto se ne sa, perlomeno dal neolitico è popolata da genti di pelle bianca.</p>
<p><span id="more-16495"></span></p>
<p>L&#8217;esempio da cui sono partito è sintomatico di una grave lacuna nella rappresentazione del mondo da parte della cultura odierna cosiddetta &#8220;occidentale&#8221;.  I Nordafricani sono africani oppure no? È una domanda cui molti, non solo in America, risponderebbero senz&#8217;altro di no, tanta è l&#8217;abitudine di considerare africano solo ciò che è &#8220;nero&#8221;.  D&#8217;altro canto so di associazioni berbere &#8220;respinte&#8221; dagli organizzatori mentre tentavano, negli Stati Uniti, di partecipare a manifestazioni sulle culture &#8220;africane&#8221;.</p>
<p><strong>2. Nordafricani = Arabi?</strong></p>
<p>L&#8217;opinione comune, che più o meno inconsapevolmente si accompagna a questa incertezza sullo status reale dei Nordafricani, è che essi siano &#8220;Arabi&#8221;. Un&#8217;opinione alimentata dal fatto che oggigiorno le lingue più parlate nel Nordafrica sono dei dialetti arabi. E il termine con cui si suole denominare questa parte del mondo, &#8220;<strong>Maghreb</strong>&#8220;, è una parola araba, che significa &#8220;occidente&#8221; e indica l&#8217;estremità occidentale di un mondo che ha il suo centro altrove.  Nasce così l&#8217;ambigua dicitura &#8220;arabo-berberi&#8221; che in tanti libri di testo e in tante enciclopedie viene impiegata per definire &#8220;etnicamente&#8221; la popolazione di questi paesi. E così, a chi fa notare che i Nordafricani sono africani pure essi, si obietta che essendo &#8220;arabo-berberi&#8221; sono in definitiva da considerare una popolazione allogena, che solo di recente si è insediata in queste regioni.</p>
<p>Un corto-circuito mentale che prende in considerazione solo una componente assai minoritaria (gli Arabi non popolarono mai in massa il Nordafrica) ma permette di continuare a usare l&#8217;aggettivo &#8220;africano&#8221; come comodo sostituto di parole più dirette per nominare i negri.</p>
<p><strong>Che cos&#8217;è un &#8220;Arabo&#8221;? </strong></p>
<p>Ovviamente un abitante dell&#8217;Arabia e delle regioni ad essa vicine. Quindi un &#8220;asiatico&#8221; (sia pure dell&#8217;Asia Occidentale), non certo un africano. La civiltà dell&#8217;antico Egitto non era, evidentemente, araba, ed arabi non furono né <strong>Giugurta</strong> e <strong>Massinissa</strong>, né <strong>Sant&#8217;Agostino</strong> od <strong>Apuleio </strong>e i tanti altri nordafricani che si conoscono dall&#8217;antichità. All&#8217;epoca in cui il re nordafricano — più propriamente mauritano, cioè marocchino <strong>— Giuba II</strong> era un modello di raffinata cultura, gli abitanti del deserto arabico vivevano come selvaggi, ai margini delle civiltà del mondo antico.</p>
<p><strong>3. Un vuoto epistemologico</strong></p>
<p>Questa specie di nebbia che circonda il Nordafrica, che pochi riescono a cogliere come un mondo antropologicamente e culturalmente a sé, costituisce un vero e proprio &#8220;buco&#8221; epistemologico, tanto più disdicevole in quanto noi vediamo solo quello che siamo pronti a vedere, quello che riusciamo a &#8220;incasellare&#8221; nelle nostre categorie. E se una categoria &#8220;Nordafrica&#8221; nella nostra testa non esiste, nell&#8217;occuparci delle popolazioni di questa parte del mondo dovremo far riferimento, con un procedimento tortuoso e distorto, ad altre categorie, e difficilmente riusciremo a capire veramente l&#8217;oggetto di indagine.</p>
<p>E così, parlando di <strong>Nordafrica/Maghreb</strong> si pensa innanzitutto agli Arabi, includendo anche tutti gli &#8220;<strong>arabofoni</strong>&#8220;. E i Nordafricani sicuramente non arabi, quelli che tuttora parlano berbero, restano un oggetto misterioso, suscettibile delle più diverse rappresentazioni. Da una parte, essi sono un bel richiamo per l&#8217;industria del turismo.</p>
<p>I Berberi sono il marchio dell&#8217;esotico: &#8220;<em>venite, turisti, vi porteremo in posti veramente selvaggi: pensate, ci sono anche i Berberi</em>&#8230;&#8221;</p>
<p>Non parliamo poi dei più sfruttati in quanto più in grado di suscitare immagini mitiche ed eroiche: i <strong>Tuareg</strong>, al cui nome e alla cui cultura attingono anche industrie automobilistiche e motociclistiche&#8230;</p>
<p>Dall&#8217;altra parte, però, i <strong>Berberi sono la &#8220;cattiva coscienza&#8221; degli Arabi</strong> (e Arabizzati): la loro sopravvivenza fino al giorno d&#8217;oggi sta a ricordare la realtà di una invasione e di una conquista, e l&#8217;esistenza di una civiltà assai più antica di quella arabo-islamica che l&#8217;establishment dei vari paesi cerca di imporre come la sola autenticamente nazionale. Di qui le reazioni di rifiuto che vanno dalla pura e semplice negazione e rimozione dell&#8217;esistenza dei berberi (come in Tunisia, dove ben pochi sanno che esistono dei loro conterranei di madrelingua diversa dall&#8217;arabo) a vere e proprie persecuzioni (così, per molto tempo, in Algeria e Marocco, dove tuttora il berbero e i Berberi soffrono di notevoli discriminazioni).</p>
<p><strong>4. Cause</strong></p>
<p>Come si sia giunti a questa situazione non è facile da spiegare, e dipende da una serie di fattori con radici anche remote. Basti pensare che già nell&#8217;antichità gli stessi sovrani della Numidia affiancavano alla loro lingua il punico nelle iscrizioni, e non disdegnarono di apprendere e di usare il latino ed il greco.</p>
<p>Tra le cause più recenti vanno comunque ricordate da una parte le spinte verso l&#8217;arabizzazione da parte della potenza coloniale francese, che disseminava di &#8220;bureaux arabes&#8221; anche territori compattamente berberofoni (è noto che <strong>Napoleone III</strong> sognava di porsi a capo di un &#8220;regno arabo&#8221; dal Nordafrica alla Siria), e dall&#8217;altra il panarabismo di <strong>Nasser</strong>, che si presentava come un modello vincente nel mondo arabo-islamico all&#8217;epoca in cui i paesi del Nordafrica accedevano all&#8217;indipendenza.</p>
<p>A questo va aggiunto lo statuto particolare che l&#8217;islam attribuisce alla lingua araba, la &#8220;<strong>lingua della rivelazione</strong>&#8221; (e teologicamente vera e propria &#8220;lingua di Dio&#8221;). Come risultato, oggi i Nordafricani che hanno adottato la lingua araba si considerano anche appartenenti al popolo arabo. Si tratta di un fenomeno di assimilazione linguistica e culturale che dura da secoli. Già nel XIV secolo Ibn Khaldoun ricordava:</p>
<p>« <strong>I Beni-Ifren</strong> e gli <strong>Howwara</strong> sono sottomessi a questi Arabi e li accompagnano nelle loro scorribande nomadi; hanno perfino dimenticato la lingua berbera in cambio di quella dei loro padroni, di cui hanno adottato anche tutte le caratteristiche esteriori. » (<em>Histoire des Berbères</em>, t. I, p. 197).</p>
<p>Assumere un&#8217;altra lingua è fenomeno che può avvenire nella storia, ma far coincidere questo cambiamento con un vero e proprio annullamento della propria identità originaria è qualcosa di profondo ed inquietante.</p>
<p>Per fare un esempio, anche in Irlanda oggi sono ben pochi i locutori che ancora impiegano la antica lingua indigena (l&#8217;irlandese), e la stragrande maggioranza parla inglese. Ma non per questo gli Irlandesi si identificano con gli Inglesi! Ricordo una volta che, parlando con un amico irlandese, mi lasciai sfuggire l&#8217;espressione &#8220;Arcipelago Britannico&#8221; per indicare in breve Inghilterra e Irlanda: a momenti mi toglieva il saluto.</p>
<p>Un grosso problema che è legato a questa visione distorta di sé è la questione della lingua. Fin dall&#8217;indipendenza in questi paesi si sono svolte diverse campagne di &#8220;arabizzazione&#8221;, per sostituire l&#8217;arabo alla lingua della potenza coloniale. È passato mezzo secolo, ma le campagne di arabizzazione continuano.</p>
<p>A quanto sembra, la popolazione non è sufficientemente &#8220;arabizzata&#8221;. Sembra strano che un popolo non conosca la propria lingua, se essa è veramente la &#8220;sua&#8221; lingua. Il fatto è che la lingua parlata nei paesi del Nordafrica è oggi molto diversa dalla varietà formale presa a modello dalle istituzioni.</p>
<p>Nelle costituzioni dei paesi nordafricani non si trova mai qualcosa come &#8220;la lingua ufficiale dell&#8217;Algeria è l&#8217;algerino&#8221; o &#8220;la lingua ufficiale del Marocco è il marocchino&#8221;. Si trova sempre &#8220;la lingua ufficiale è l&#8217;arabo&#8221;, vale a dire la lingua di un altro continente. Pochi hanno la lucidità di accorgersi di questo problema. Un grande intellettuale algerino, <strong>Kateb Yacine</strong>, riassumeva bene la questione: «<em>se già siamo arabi, perché arabizzarci? E se non siamo arabi, perché arabizzarci</em>?».</p>
<p><strong>5. La ricerca identitaria</strong></p>
<p>Una certa responsabilità per questo stato di cose è anche degli Europei. Volenti o nolenti, è a noi che i paesi del Nordafrica attingono molte nozioni e categorie interpretative della realtà contemporanea. E questa assenza, nella cultura europea, di un quadro concettuale autonomo per questa parte del mondo, non li facilita nella loro ricerca identitaria.</p>
<p>Il tema dell&#8217;identità è in effetti molto ricorrente nei paesi del Nordafrica.</p>
<p>Noi li guardiamo ma non li &#8220;vediamo&#8221; per quelli che sono ma solo come promanazione di un altro mondo.</p>
<p>Quando i Marocchini, il cui paese si chiama &#8220;l&#8217;Estremo Occidente&#8221; (<em>el- Maghreb el-Aqsâ</em>: e in effetti gran parte del Nordafrica è ad occidente rispetto all&#8217;Italia) si vedono catalogati come &#8220;orientali&#8221;, non stupisce che si pongano la domanda &#8220;ma noi chi siamo?&#8221;.</p>
<p>Un rischio che è stato da più parti segnalato è quello che, in mancanza di risposte sul piano etnico e linguistico, perché non si possono oggettivamente definire &#8220;Arabi&#8221;, e &#8220;Nordafricani&#8221; nessuno sa cosa voglia dire, essi finiscano per trovare un rifugio identitario nella componente religiosa: &#8220;se come Arabi siamo poco credibili, siamo però di sicuro dei musulmani&#8221;. E lo zelo religioso che spesso emerge per sottolineare questa appartenenza, se malamente indirizzato rischia, di questi tempi, di poter essere sfruttato da estremisti o peggio.</p>
<p>Non sarebbe azzardato parlare di una vera e propria alienazione indotta: come li vediamo noi, così tendono a vedersi loro.</p>
<p>Il riferimento a realtà esterne (perché tale è non solo la cultura europea ma anche quella araba) è un grosso handicap allo sviluppo di questi paesi, dal momento che ciò induce ad avere modelli di riferimento esogeni, oltretutto in gran parte mitizzati e quindi riprodotti in modo acritico e stereotipato.</p>
<p>Due esempi tra i tanti: da una parte, ancora la religione. Della religione islamica viene sempre più seguita e imitata una interpretazione &#8220;saudita&#8221;, a carattere molto più rigido e intollerante delle pratiche religiose tradizionali del Nordafrica, con abbandono e a volte vera e propria condanna di molti comportamenti e pratiche indigene; dall&#8217;altra parte, la scrittura: per secoli in Nordafrica la stessa lingua araba è stata scritta seguendo una tradizione scrittoria propria, il cosiddetto stile &#8220;maghribi&#8221;, che oggi invece non viene più usato né insegnato nelle scuole: a tal punto che tanti documenti importanti per la storia di queste regioni sono accessibili solo agli specialisti.</p>
<p><strong>6. Il ruolo dell&#8217;università</strong></p>
<p>Il mancato riconoscimento della specificità del Nordafrica, che porta ad accostarcisi solo con la &#8220;mediazione&#8221; di altre lingue e culture ha pesanti ripercussioni in ambito scientifico ed accademico.</p>
<p>In virtù dell&#8217;indiscussa corrispondenza Nordafrica=(parte del) mondo arabo, un ricercatore che intenda indagare la storia contemporanea del Nordafrica e la sua cultura si troverà facilmente istradato verso un curriculum di &#8220;arabistica&#8221;, che implica innanzitutto lo studio della lingua araba classica e degli autori orientali e solo raramente permette sbocchi su programmi di studio e ricerca focalizzati sul Nordafrica.</p>
<p>Nessuno stato del Nordafrica, che io sappia, prevede borse di studio per le lingue locali, e anche in Europa le poche cattedre e i pochi centri di studio dedicati al Nordafrica sono mantenuti come un ambito riservato a pochi specialisti, quasi che si trattasse di curiosità erudite, di lingue e culture di una remota antichità o di sperdute terre lontane.  E invece il Nordafrica è di fronte alle nostre coste: in volo oggi ci si impiega ben poco ma già nell&#8217;antichità Catone riusciva facilmente a procurarsi fichi freschi da Cartagine per dimostrare la vicinanza di questi paesi.</p>
<p>Eppure, gli studi sulla letteratura moderna e contemporanea di questi nostri vicini di casa vertono quasi esclusivamente sulle produzioni in francese o in arabo classico: le lingue di un&#8217;élite. Mentre le lingue veramente parlate dalla gente, le lingue della maggior parte dei testi di letteratura tradizionale (&#8220;popolare&#8221;) sono studiate solo da un numero veramente ristretto di specialisti.</p>
<p>Come se, per studiare la cultura odierna dell&#8217;Europa, si formassero innanzitutto, una quantità di esperti in latino medievale e in diritto canonico, lasciando solo ad un numero ristretto di studiosi la possibilità di studiare e indagare la lingua e la letteratura francese, italiana, ecc.</p>
<p>Per la verità, un ambito di studio concentrato sul Nordafrica in quanto tale già esiste: è quello delle cosiddette &#8220;antichità libico-berbere&#8221;: lo studio di un&#8217;epoca per la quale è impensabile ricorrere al paradigma arabo.</p>
<p>Col che, però, i Nordafricani finiscono per essere visti solo come un oggetto da museo: una realtà oggi completamente scomparsa, che ha lasciato spazio all&#8217;odierna civiltà cosiddetta &#8220;arabo-berbera&#8221;. E per le epoche moderne gli studi sono frammentati secondo ambiti diversi, molto specifici e spesso non comunicanti tra loro: la lingua e letteratura berbera (quella che dovrebbe essere la disciplina più caratterizzante, cui afferisce una sola cattedra in tutt&#8217;Italia!), la lingua e letteratura araba (i corsi di gran lunga più diffusi, in Italia e nel mondo, ovviamente concentrati sulla lingua &#8220;classica&#8221;, che gli stessi Nordafricani faticano a studiare), dialettologia araba (Cenerentola tra le discipline di arabistica, anch&#8217;essa con pochissimi insegnamenti in tutt&#8217;Italia), letterature francofone, ecc. È per questo che l&#8217;apertura, oggi, di un corso dedicato alle lingue ed alle letterature del Nordafrica nel loro complesso, il primo di questo tipo nelle università italiane, può rappresentare un primo passo in una direzione nuova e mi sembra utile sottolinearlo esplicitamente.</p>
<p>Nata dalla Laguna Tritonide (in Nordafrica, vicino a Djerba), Atena — dalla pelle, possiamo starne certi, bianca — era celebrata nell&#8217;antichità dalle popolazioni della Piccola Sirte con scontri rituali tra vergini guerriere: riti che ancora nel XX secolo si ripetevano, quasi immutati, in un&#8217;oasi del deserto libico. C&#8217;è da sperare che la dea della sapienza illumini gli intelletti dell&#8217;accademia e faccia sì che d&#8217;ora in avanti il &#8220;Nordafrica&#8221; assuma sempre più una fisionomia percepibile in quanto tale, senza bisogno di passare attraverso altri mondi e altre culture.</p>
<p>Milano, 1 ottobre 2009</p>
<p><strong>Fonte: Bibliografia citata:</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Martin Bernal, <em>Atena nera. Le radici afroasiatiche della civiltà classica. Vol. I: l’invenzione dell’antica Grecia, 1785-985</em>, Parma 1991 (London 1987).</p>
<p>Ibn Khadoun, <em>Histoire des Berbères et des dynasties musulmanes de l&#8217;Afrique septentrionale</em>, trad. Baron de Slane, Paris, 1852-1856 (4 voll.) Il Nordafrica e i Nordafrican:  Elementi di Storia, Lingue e Letterature</p>
<p>Appunti per la parte generale del corso di <strong>Lingue e Letterature del Nordafrica 2009-2010 </strong></p>
<p>Università degli Studi di Milano-Bicocca</p>
<p>Le immagini che illustrano la presente dispensa sono reperibili on- line alla pagina:</p>
<p><a href="http://www.brugnatelli.net/vermondo/didattica/bicocca/immagini"><em>http://www.brugnatelli.net/vermondo/didattica/bicocca/immagini</em></a><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Vermondo Brugnatelli 2010</p>
<p>Link:</p>
<p><strong>PDF COMPLETO DEL LIBRO</strong><em> </em>(187 pag.)</p>
<p><a href="http://www.brugnatelli.net/vermondo/didattica/bicocca/Nordafrica_e_Nordafricani.pdf">http://www.brugnatelli.net/vermondo/didattica/bicocca/Nordafrica_e_Nordafricani.pdf</a></p>
<p><a href="http://www.brugnatelli.net/">http://www.brugnatelli.net/</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>OMAGGIO A MAURIZIO SANGALLI, UMORISTA DI ERBA</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 23:15:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Monade rattatuje e satira]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri e parole]]></category>

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		<description><![CDATA[Omaggio a Maurizio Sangalli, umorista di Erba (Como), che scrive per Colorado Cafè Live, Striscia La Notizia e Lovebugs. 1.    Amore e odio spesso coincidono. Infatti io l&#8217;amante di mia moglie lo odio. 2.    Il fine giustifica i mezzi; il rozzo se ne sbatte i coglioni. 3.    Il mestiere che richiede maggior inclinazione e&#8217; quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Omaggio a <strong>Maurizio Sangalli</strong>, umorista di Erba (Como), che scrive per Colorado Cafè Live, Striscia La Notizia e Lovebugs.</p>
<p>1.    Amore e odio spesso coincidono. Infatti io l&#8217;amante di mia moglie lo odio.</p>
<p>2.    Il fine giustifica i mezzi; il rozzo se ne sbatte i coglioni.</p>
<p>3.    Il mestiere che richiede maggior inclinazione e&#8217; quello dell&#8217;attrice.</p>
<p>4.    L&#8217;ozio e&#8217; il padre dei miei cùgini.</p>
<p>5.    Spaccio fuori dalle scuole perché dentro c&#8217;e&#8217; un ambiente che non mi piace.</p>
<p>6.    Amare significa poco dolci.</p>
<p>7.    Io non nomino mai Dio invano, lo faccio sempre con uno scopo preciso.</p>
<p>8.    La bigamia e&#8217; piu&#8217; bella della tua.</p>
<p>9.    Pagherei per essere ricco.</p>
<p>10. Anche i grilli bestemmiano, solo che balbettano.</p>
<p>11. Da quando so che il mio pene è una metafora faccio l&#8217;amore con più allegoria.</p>
<p>12. La guerra dei Cent&#8217;anni fu terribile. Piu&#8217; della meta&#8217; dei soldati mori&#8217; di vecchiaia.</p>
<p>13. Se sul tram vedo una donna incinta, mi alzo. Se poi l&#8217;ho messa incinta io, scompaio letteralmente.</p>
<p>14. Non è tanto il fatto che ci sia un uomo tra di noi a darmi fastidio, è che russa.</p>
<p>15. Se un ricco vuol vestirsi da povero sotto una certa cifra non ce la fa.</p>
<p>16. L&#8217;emozione di vedere tuo figlio che impara a parlare è seconda solo a quella di tua moglie che impara a tacere.</p>
<p>17. Tu mi fai sentire un altro uomo. Passandomelo al telefono.</p>
<p>18. Ogni bravo croato ha sempre una sorpresa in serbo.</p>
<p>19. Medicina alternativa, alla guarigione.</p>
<p>20. La proprietà è un furto. La moglie di Marx non aveva neanche le sue cose.</p>
<p>21. I cardinali son gente triste, fanno una festa ogni morte di papa.</p>
<p>22. Per il bene del cinema italiano sarebbe ora che i produttori andassero a letto anche con attrici brave.</p>
<p>23. La mia auto è molto sportiva, ma io se mi superano m&#8217;incazzo.</p>
<p>24. La dichiarazione d&#8217;amore è una dichiarazione di guerra fatta a una persona sola.</p>
<p>25. Va be&#8217; che era un fuoco di paglia, ma a me chi me lo dà indietro il mio pagliaio?</p>
<p>26. La mia fidanzata ecologista mi ha lasciato. Si è accorta che da sei mesi stavamo avendo rapporti contro natura.</p>
<p>27. Io non mi sposo. Non vado mai a letto con donne sposate.</p>
<p>28. Non seppellitemi in una bara d&#8217;amianto: è cancerogeno.</p>
<p>29. Se non avessi avuto mia madre non sarei mai diventato quello che sono oggi: un matricida.</p>
<p>30. Alla facoltà di intendere e di volere c&#8217;è il numero chiuso.</p>
<p>31. Quando ero piccolo mio papà guadagnava talmente poco che mi faceva le prediche solo in parole povere.</p>
<p>32. Stanno a dieta tutta la vita e appena le lasci vogliono decine di milioni per gli alimenti.</p>
<p>33. Io metto la plastica nel vetro e il vetro dove va la carta, per differenziarmi.</p>
<p>34. Non è vero che i militari sono ignoranti. Conosco un colonnello che ha letto Guerra e Pace, anche se solo fino a metà.</p>
<p>35. Le guerre di religione finiscono con la pace eterna.</p>
<p>36. Mia cugina si è fatta talmente tanti piercing che unendo i puntini vien fuori una deficiente.</p>
<p>37. Il ladrone in croce: &#8220;Dimmi Gesu&#8217;, quanto e&#8217; grande il tuo regno?&#8221;. &#8220;Così&#8221;.</p>
<p>38. Gesu&#8217; Cristo prima di essere crocefisso si chiamava solo Gesu&#8217;.</p>
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