feb 17 2012

LA BUFALA DEL SIGNORAGGIO

Category: Economia e lavoro,Monolandiagiorgio @ 00:08

“Il Signoraggio è il massimo potere del pianeta e tutti noi ne siamo schiavi”.

Dopo aver affrontato la bufala delle scie chimiche, continuiamo la nostra via crucis alla ricerca di bufale, affrontando quella del signoraggio bancario. Anche qui siamo di fronte ad una sorta di teoria del complotto, secondo cui da secoli vi sarebbe un gigantesco complotto da parte delle banche per sottomettere e schiavizzare l’intera popolazione. Anche in questo caso si dice che, stranamente, nessuno ne parla, e questa ovviamente è una prova che il fatto sussiste…

Alla base di questa come di altre bufale vi sono sempre gli stessi meccanismi, la teoria del complotto, l’odio (e dunque la segreta invidia) nei confronti di chi ha potere e/o denaro, la semplificazione della realtà, e il tentativo di trovare un’unica causa per tutti i problemi. Certamente contribuisce anche il malessere invididuale, economico e sociale in cui vivono molte persone, che porta loro a considerare credibile l’idea che sia in atto un complotto contro di loro.

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feb 16 2012

ON. AVV. ALFONSO LUIGI MARRA: IL SIGNORAGGIO PRIMARIO E SECONDARIO; L’ILLICEITÀ DEL SISTEMA FISCALE

Category: Economia e lavoro,Monolandia,Società e politicagiorgio @ 00:05

ASSOCIAZIONE PER LA DIFESA DEI CITTADINI CONTRO LE BANCHE (1987)

La  neutralizzazione della svalutazione  da signoraggio per effetto della diminuzione dei costi frutto della continua semplificazione e delle produzioni e della loro commercializzazione

Indisturbate, sotto gli occhi della magistratura, le banche centrali, fra cui la Banca d’Italia (BdI) e la Banca Centrale Europea (BCE), incredibilmente private, praticano il crimine del signoraggio primario, mentre le banche commerciali praticano l’ancor più grave signoraggio secondario, realizzando peraltro un’evasione fiscale maggiore sia delle tasse pagate che delle tasse evase dal resto della società.

Dopo averlo infatti segretato già dalla nascita della Repubblica fin negli atti del Parlamento (con gli omissis), si è ‘scoperto’ che la BdI è di privati (85% banche, 10% assicurazioni, 5% ignoti), come gran parte delle altre banche centrali; fra cui la BCE, che è al 14,57% della BdI, e quindi dei suoi proprietari.

Una privatezza di cui, da quando, pochi anni fa, la si è scoperta, si cerca di sminuire la rilevanza, ma che è la causa del malessere economico e finanziario del mondo.

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feb 11 2012

IL POSTO FISSO: I MERIDIONALI NON SONO PRIVILEGIATI

Category: Economia e lavoro,Regno delle Due Siciliegiorgio @ 00:04

Gli italiani sono fermi come struttura mentale al posto fisso, nelle stessa città e magari accanto a mamma e papa, ma occorre fare un salto culturale

(Anna Maria Cancellieri, ministro dell’interno)

DA 151 ANNO I MERIDIONALI LASCIANO LA PROPRIA TERRA IN CERCA DI LAVORO.

700.000 GIOVANI NEGLI ULTIMO 10 ANNI

I MERIDIONALI NON  SONO PRIVILEGIATI.  LA CASTA  SI


feb 06 2012

LE DIFFERENZE TRA L’ITALIA E LA NORVEGIA IL PAESE SENZA DEBITO PUBBLICO

Cosa deve fare l’Italia per uscire dalla crisi?

Semplicemente essere la Norvegia.

Il paese del sole di mezzanotte, delle aurore boreali e dei guizzanti e polposi salmoni rosa rappresenta tutto quello che l’Italia non é.

Loro hanno l’indice di sviluppo umano più alto del mondo, ma soprattutto, non hanno debito pubblico. la Norvegia é infatti uno dei pochi stati europei in attivo (+10%) mentre il povero Stivale sgangherato ha un debito pubblico del 124% del proprio PIL.

La Banca Centrale Norvegese é ancora statale, il Fondo Pensionistico é in attivo, i settori dell’ energia (Statoil, Statkraft, Norsk Hydro – tutte aziende statali) e delle telecomunicazioni (Telenor) sono efficienti e centralizzati.

Il petrolio norvegese non é in mano alle multinazionali straniere e, nonostante la produzione sia più che modesta rispetto alla Arabia Saudita, risulta uno dei punti di forza dell’economia del Paese. L’equazione é così semplice: buona amministrazione = buona rendita.

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gen 31 2012

SE I PRECARI SAPESSERO LA VERITÀ SULLE LORO PENSIONI RISCHIEREMMO UNA RIVOLTA

Category: Economia e lavoro,Società e politicagiorgio @ 00:05

Era l’ottobre del 2010 quando il Presidente INPS Antonio Mastrapasqua, dichiarò che “se i precari sapessero la verità sulle loro pensioni rischieremmo una rivolta”…

Invece purtroppo non è così. I precari ora sanno bene che avranno una pensione DA FAME, ma nessuno se ne lamenta, quasi come se questa realtà non li riguardasse, un fatto percepito “distante” come il fumatore che sa benissimo che le sigarette fanno malissimo e che provocano il cancro, ma continuano a fumare…

Fino  a quando non ci “BATTIAMO LA TESTA”, le cose non si capiscono… ma quando la sbatteremo sulle pensioni, saremo troppo anziani per “farci sentire”… come i nostri anziani che oggi sono costretti a sopravvivere con la pensione minima. E i politici si approfittano di questo problema CULTURALE, quando devono approvare una legge scomoda, ne posticipano l’entrata in vigore di pochi anni e il gioco è fatto; come se dopo tre, quattro o cinque anni che sia, la cosa non ci riguardasse comunque! Se riguarda gli altri, ce ne freghiamo, anzi qualcuno quasi ci gode…

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gen 28 2012

APPLE E IL COSTO UMANO DEL SUCCESSO: L’INDAGINE DEL NEW YORK TIMES SUL LAVORO IN CINA

Category: Economia e lavoro,Informaticagiorgio @ 00:18

An explosion last May at a Foxconn factory in Chengdu, China, killed four people and injured 18. It built iPads.

Apple è l’azienda più ammirata e una delle più ricche ma l’altra faccia della medaglia è il costo umano pagato dalla manovalanza cinese: lunghi orari, sicurezza scarsa o inesistente, esposizione a sostanze tossiche e pericolose. Nei casi estremi persino la morte. Il New York Times esplora il lato oscuro del mondo della tecnologia, nelle catene di montaggio in Cina che servono Apple ma anche tutte le altre più importanti aziende del mondo.

Dietro avere  la scorsa settimana in un dettagliato articolo come la Cina sia riuscita a sottrarre agli USA e a molti paesi occidentali milioni di posti di lavoro nel settore dell’elettronica di consumo, New York Times torna sull’argomento concentrandosi questa volta non sulle strategie di produzione seguite ma sul costo umano di esse.

II lungo e apparentemente molto documentato articolo parte dalla storia di Lai Xiaodong un laureato di 22 anni morto nell’esplosione dello stabilimento Foxconn di Chengdu, Cina avvenuta lo scorso maggio. Il racconto della breve vita dell’operaio Lai si intreccia con una indagine approfondita sulle condizioni di lavoro della manovalanza impiegata in Foxconn ma anche presso numerose altre aziende cinesi che costruiscono e assemblano prodotti per tutti i più importanti marchi della tecnologia e non solo dell’occidente.

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gen 27 2012

IL NEW YORK TIMES: ECCO COME GLI USA HANNO PERSO GLI STABILIMENTI APPLE E… NON SOLO

Category: Economia e lavoro,Informaticagiorgio @ 00:03

In un lungo, strutturato ma molto interessante articolo il New York Times affronta le ragioni per cui Apple ha abbandonato i suoi stabilimenti americani e ora costruisce tutto in Cina. Il costo del lavoro è solo una delle componenti della scelta che sta impoverendo gli Statunitensi.

Apple aveva bisogno, perché Jobs lo ordinava, di un sistema per far migrare i telefoni dalla copertura in plastica a quella in vetro. La richiesta, complessa perché nessuno nel mondo aveva uno stabilimento in grado di dare il via alla sperimentazione e poi all’assemblaggio di questo materiale, inconsueto nel cellulari, venne passata ad uno stabilimento cinese. In pochi giorni venne completato un capannone, furono riempiti i magazzini di pannelli forniti gratuitamente a scopo di test e convocati centinaia di lavoratori per dare il via alla sperimentazione. Un mese dopo tutto era pronto per dare il via alla produzione di iPhone e il primo camion carico di pannelli tagliati prese la strada di Foxconn. Il camion arrivò nel cuore delle notte e 8000 dipendenti vennero svegliati e messi davanti alla loro stazione di lavoro per dare il via all’assemblaggio; 96 ore dopo da quello stabilimento uscivano 10mila iPhone al giorno.

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gen 11 2012

LE PRIVATIZZAZIONE: NUMERI IMPIETOSI, UN VERO FLOP, LO DIMOSTRA UNO STUDIO DELLA CGIA DI MESTRE

Category: Economia e lavoro,Società e politicagiorgio @ 00:02

Le liberalizzazioni? Non servono per rilanciare l’economia o i consumi. Anzi… Le recenti esperienze dell’ultimo quindicennio dimostrano l’esatto contrario. Ovvero che le liberalizzazioni fanno la felicità delle lobbies o dei grandi potentati economici che stanno dietro ai settori liberalizzati. E fanno male alle tasche dei cittadini e dei contribuenti, costretti a pagare persino quattro volte tanto rispetto all’andamento fisiologico dell’inflazione. Pertanto meglio evitarle, le liberalizzazioni.

La denuncia-provocazione è stata lanciata due settimane fa dalla Cgia di Mestre, il sindacato artigiano  della Cgil per il Nord Est, attraverso un dettagliato studio che dimostra come le liberalizzazioni varate nell’ultimo ventennio hanno portato soltanto ad un’impennata dei prezzi, nettamente superiore alla crescita dell’inflazione, con una conseguente stangata occulta per i cittadini.

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gen 09 2012

ECCO IL VERO OBIETTIVO DI MONTI: TROVARE 125 MILIARDI DI EURO

Mario Monti

Le tasse imposte da Mario Monti agli italiani servono davvero per scongiurare il fallimento? Per evitare il default, come ci hanno detto e ripetuto? NO! SERVONO PER CORRISPONDERE LA CIFRA DI 125.395.900.000€ al nuovo organo sovranazionale europeo, creato per gestire la “crisi del debito sovrano” degli stati dell’Unione. La notizia – ignorata da tutti i mass media – è come vedremo, riportata nero su bianco sul testo del trattato. Ma procediamo per gradi.

Per convincere gli italiani che “è necessario fare dei sacrifici” e che “dobbiamo aumentare le tasse”, i politici e i loro fedeli mass media asserviti hanno fatto e detto di tutto. Questo scampolo di governo Monti è stato caratterizzato da numerosi “colpi di scena”, che hanno offerto molti argomenti di discussione ai “professionisti della distrazione di massa“, che hanno imbastito salotti su salotti per discorrere della manovra e della sua iniquità. Tra l’altro, sono stati prospettati agli italiani interventi addirittura peggiori di quelli assunti, in modo da offrire maggiore spunti su cui dibattere, iniziando e chiudendo ogni discussione con le “paroline magiche” descritte sopra: ”è necessario fare dei sacrifici” “dobbiamo aumentare le tasse”.

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gen 02 2012

INPS IN ATTIVO DI 27,6 MILIARDI; MA NON ERAVAMO IN PASSIVO?

Category: Economia e lavoro,Monolandia,Società e politicagiorgio @ 20:14

Non vi passa da nessun neurone celebrale che siamo sommersi da informazioni false e tendenziose, adoperati  non solo per giustificare «prelievi» ai danni dei lavoratori di ieri, oggi e domani, ma   utilizzate  per giustificare “fini” diversi da quelli che dicono?


gen 02 2012

TESORO: FABBISOGNO 2011 IN CALO DI 5,5 MILIARDI; A DICEMBRE AVANZO DI 8 MILIARDI DI EURO.

Category: Economia e lavoro,Società e politicagiorgio @ 19:19

Netto calo rispetto al 2010 dove si era attestato a 67 miliardi rispetto ai 61,5 dell’anno appena trascorso.

Stato meno costoso nell’anno appena trascorso. Nel 2011 il fabbisogno annuo del settore statale ammonta, con i dati provvisori al 31 dicembre 2011, a circa 61,5 miliardi: 5,5 miliardi in meno rispetto all’anno precedente che aveva chiuso con un fabbisogno annuo di circa 67 miliardi. Lo rende noto il Tesoro.

AVANZO A DICEMBRE – A dicembre si registra un avanzo del settore statale provvisoriamente determinato in oltre 8 miliardi, inferiore di circa 2 miliardi rispetto a quello realizzato nel dicembre 2010 che fu di oltre 10 miliardi. Lo rende noto sempre il Tesoro precisando che in termini omogenei, tenuto conto dell’erogazione a favore della Grecia e della riduzione della percentuale di acconto Irpef, l’avanzo del mese si attesterebbe a oltre 12 miliardi.

FONTE: Redazione Online Corriere della sera.it, del 2 gennaio 2012

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PS di L.V.

E qui sembra che  le manovre Monti non centrino praticamente nulla.


gen 01 2012

LA GRAN NOVITÀ DEL GOVERNO MONTI: È IL PRIMO GOVERNO D’OCCUPAZIONE DEL DOPOGUERRA

Per decenni l’Italia è stata un Paese a “sovranità limitata” con una politica estera e di Difesa coordinata e in molti casi imposta dai nostri principali alleati e soprattutto dagli statunitensi. Dal dopoguerra non era però mai successo che il nostro Paese si trovasse guidato da un “governo d’occupazione” che rispondesse direttamente alle “potenze occupanti” come accade oggi con il cosiddetto governo tecnico imposto dai franco-tedeschi e dalla nomenklatura della Ue e messo insieme dal Quirinale consultandosi anche con la Casa Bianca che ha suggerito i ministri di Esteri e Difesa.

Due figure di sicura fede atlantista come l’ambasciatore a Washington Giulio Terzi e il chairman del Comitato Militare della Nato, l’ammiraglio Giampaolo Di Paola. Uomini idonei a garantire che l’Italia resterà un fedele alleato dell’America e manterrà i suoi impegni militari in Afghanistan.

Nella sua prima audizione in Parlamento, Di Paola ha infatti confermato questo impegno mentre il titolare della Farnesina (ormai un mito per la stampa italiana perché usa Twitter) ha esordito sulla crisi iraniana dichiarando che “l’Italia sostiene con piena convinzione il piano di sanzioni economiche nei confronti dell’Iran annunciato dall’Amministrazione statunitense”. Più appiattiti di così!

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dic 15 2011

SI CHIAMANO PROFESSORI, BATTEZZANO IL DECRETO SALVA ITALIA, MA ALLA FINE MI SEMBRANO SOLO DEI BECCHINI.

Category: Economia e lavoro,Società e politicagiorgio @ 00:45

I professori, i più  autorevoli esponenti accademici, che conoscono tutte le regole dell’economia, sono stati chiamati a salvare l’Italia.

Ma che siano in grado di farlo, non scommetterei nemmeno una vecchia liara.

Non basta la conoscenza mnemonica, l’intelligenza, occorre un qualche cosa  che loro spesso non hanno: l’intuito, l’immaginazione economica,  il così detto “naso economico”.  Per essere più chiaro, tutti possono conoscere ed insegnare le regole degli scacchi,  ma   solo chi ha “immaginazione ” può vincere.

Se avessero questo “naso  economico” sarebbero portati a fare  gli imprenditore in “proprio”,  nel libero mercato,  invece sono lì ad insegnare.

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dic 13 2011

EUGENIO BENETAZZO: ORIGINALE CANADESE RICARICABILE (OVVERO IL DECRETO SALVA ITALIA: CHE BUGGERATURA, CHE FREGATURA, CHE TURLUPINATURA)

Category: Economia e lavorogiorgio @ 00:48

Chi non ricorda agli inizi degli anni ottanta gli sketch di cabaret all’interno della trasmissione televisiva Drive-in dell’allora trio comico napoletano i “trettrè” quando nel mettere in scena una burla pittoresca non esitava a esternare il loro climax comico con la spassosa esternazione “originale canadese ricaricabile” ! Una bufala plateale come quella di comperare un orologio tarocco costruito in Canada e dalle caratteristiche tecniche mirabolanti.

Non so se qualcuno se ne è accorto ma gli italiani di recente hanno vissuto in prima persona l’escalation mediatica di una burla di cotanta macchinazione e lungimiranza. Mi sto riferendo nello specifico al cosiddetto Decreto Salva Italia (che dovrebbe essere ribattezzato più appropriatamente come Salva Banche e BTP).

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dic 12 2011

CI SAREBBE BISOGNO DI CREARE POSTI DI LAVORO, MA MARIO MONTI NON LO SA FARE. QUESTO GOVERNO NON NE È CAPACE

Category: Economia e lavoro,Monolandia,Società e politicagiorgio @ 07:43

Il presidente  Giorgio Napolitano e il professor Mario Monti

Il discorso di Monti non mi ha convinto. Mario Monti si e’ nominato eroe della salvezza in una guerra gia’ persa dall’Italia. Questa manovra è solo depressiva e tutta da buttare, praticamente non serve a niente. Ci sarebbe bisogno di creare posti di lavoro, ma Mario Monti non lo sa fare. Questo governo non ne è capace

Ormai ne ho la convinzione:  non solo accetto  queste frasi pronunciate da Bossi,  credo anche che sia stato, architettato dalla mente dell’ultimo sopravvissuto comunista europeo, terminale rappresentante di una ideologia e di una  cultura  che, assieme al nazifascismo, ha devastato  l’Europa, un vero “colpo di stato  democratico” che ha portato al potere,  invece dei colonnelli, i professori,  patrocinatori  dell’altra “neoplasia”  dell’ umanità:  il così detto, “ordine mondiale”  dei potentati  economici e bancari.

Come dire: dalla padella alle braci.


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