Mar 26 2017

IL DENARO COME ARMA DI DISTRUZIONE DI MASSA, I 30 UOMINI CHE TENGONO IN OSTAGGIO IL MONDO.

 

 

Attenti a quei Trenta: ricattano il mondo truccando le regole. E nessuno li può fermare, perché maneggiano 650.000 miliardi di dollari, cioè otto volte il Pil del pianeta. In dieci anni, hanno messo in ginocchio l’economia reale. E sono ancora lì, a dettar legge, a cominciare da uno dei loro specialisti, Mario Draghi.Quella del famigerato “Group of 30”, creato alla fine degli anni ’70 da personaggi come David Rockefeller. Obiettivo: piegare le nazioni ai diktat della speculazione finanziaria. Missione compiuta: oggi l’intera Europa è nelle loro mani, e un paese come l’Italia – membro del G8 – è agli ordini della super-lobby che ha commissariato il governo affidandolo al fido oligarca Mario Monti, tecnocrate targato Goldman Sachs, veterano del Bilderberg, della Trilaterale e della micidiale Commissione Europea, quella che oggi dispone il suicidio sociale degli Stati mediante il pareggio di bilancio.

 

Un capolavoro, in sole tre mosse.

Primo: attraverso la “superstizione o isteria del debito pubblico”, si distrugge la capacità dello Stato di creare e controllare qualsiasi ricchezza finanziaria significativa, che a quel punto resta unicamente nelle mani dei mercati di capitali, da cui gli Stati finiscono per dipendere in toto.

Seconda mossa: i dominatori finanziari, che ora spadroneggiano, per ottimizzare la rapina globale incaricano la super-lobby dei tecnocrati di ridisegnare leggi e regole, con adeguata propaganda.

Terzo: gli oligarchi impongono le loro condizioni-capestro ai governi, ormai privati della facoltà di creare ricchezza finanziaria e quindi dipendenti dal ricatto, pronti cioè a ingoiare qualsiasi aberrazione speculativa.

 

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Mar 02 2017

BARNARD. I DUE PROFETI: IO E IL VERO OBAMA, CRIMINALE BUGIARDO E SPIETATO

Category: Società e politica internazionalegiorgio @ 08:24

Barack Hussein Obama

 

 

Nel gennaio del 2009 io mi trovai in un teatro di San Marino gremito a commentare l’elezione di Obama. Gli altri relatori erano il filosofo Maramao, Jacopo Fo, e una femminista che non ricordo. Il clima era il TRIPUDIO della sinistra italiana perché il cattivo Bush era caduto e il ‘compagno Obama’ aveva vinto. Io dissi a tutti che erano una manica d’idioti, dissi che Obama era il peggio.

 

Furono fischi per me, buuuuuu dal pubblico, il Maramao a momenti muore di sincope a urlarmi che ero un pazzo di destra, il lume Jacopo Fo mi prese a risatine di sufficienza, la femminista strillava da gallina che io rovinavo la festa dei compagni. Mi odiarono tutti, ospiti e pubblico.

 

In quelle stesse ore il neo eletto ‘compagno’ Obama stava negoziando con Israele in segreto. Gli disse: ok, potete bruciare vivi i palestinesi in Operazione Piombo Fuso fino al giorno prima della mia inaugurazione, ma non durante la mia inaugurazione (rivelò il Washington Post poi).

Poi vennero i 13mila miliardi di dollari regalati da Obama alle mega banche, cioè il più colossale trasferimento dal 99% all’1% della storia dell’umanità, poi le sue leggi per soffocare l’attivismo, l’operazione NSA spionaggio mondiale (Snowden), il programma di assassinio indiscriminato di musulmani coi Drones di John Ballinger, e stiamo sempre parlando di Obama il ‘compagno’, e gli 8 anni in cui Barack riuscì a essere così bestiale col suo popolo da distruggere il Partito Democratico come mai nessuno nella storia d’America e consegnarci Trump, solo per citare l’1% delle porcate di Obama.

 

A San Marino nel 2009 io dissi che Obama era il peggio. Mi fischiarono, sberleffi e risatine.

Ora leggete questo

http://normanfinkelstein.com/2017/02/08/while-bernie-speaks-at-the-womens-march-in-washington-grills-de-vos-debates-ted-cruz-on-healthcare-heres-what-the-prophet-is-up-to/

(dicono le due frasi: “Mentre Bernie Sanders partecipa alla marcia delle donne a Washington, fa a pezzi la De Vos, si scontra con Ted Cruz sulla Sanità, ecco intanto cosa sta facendo il Profeta…” poi nel tweet: “L’ex presidente Barack Obama fa kitesurf e va a cavallo con l’amicone miliardario Richard Branson (Virgin)”.

 

 

Finkelstein chiama Obama il Profeta.

Io chiamo me stesso il Profeta.

Due profeti, ma con un pelo di differenza, cioè io ci presi, lui distrusse.

No comment sui peti della sinistra italiana di cui sopra.

 

Fonte: (Paolo Barnard, “I due profeti”, dal blog di Barnard del 16 febbraio 2017).

Link: http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=1639

 


Feb 26 2017

NOI CONQUISTEREMO ROMA, ALLAH PERMETTENDO, COME PROMESSO…

“Noi conquisteremo Roma, Allah permettendo, come promesso…”

 

 

Iraq, forze speciali entrano per la prima volta a Mosul Ovest e trovano questo cartellone dell’Isis con l’effigie del Colosseo:

Noi conquisteremo Roma, Allah permettendo, come promesso…

 

 

Foto Elijah J. Magnier, Twitter

 

 

 


Feb 10 2017

TUTANKHAMON. UN SEGRETO DA NASCONDERE

Carter e  Carnarvon davanti all’ingresso della tomba 

 

 

Lo scrittore statunitense Arnold C. Brackman, nel suo libro “The search for the gold of Tutankhamon” (1976), si diceva convinto che all’epoca dell’apertura della tomba l’unico reperto archeologico che avrebbe potuto costituire un “grave scandalo politico e religioso” fossero dei documenti storici risalenti all’epoca di Tutankhamon. Brackman suggeriva che grazie ad essi sarebbe stato possibile dimostrare in maniera inequivocabile la stretta relazione tra il primo faraone monoteista della storia, “l’eretico” Akhenaton (probabile padre di Tutankhamon) e Mosè [38], il legislatore israelita che secondo la tradizione dell’Antico Testamento “condusse il popolo d’Israele fuori dall’Egitto”

 

A conferma di tale ipotesi troviamo una importante testimonianza di Lee Keedick, che lo scrittore Thomas Hoving ha riportato testualmente in un suo volume del 1978, “Tutankhamon-the untold story”. Keedick ha raccontato di aver assistito ad una animata discussione tra H. Carter e un alto funzionario inglese, avvenuta nel 1924 all’ambasciata britannica del Cairo [38]. Durante l’acceso scontro Carter minacciò di rivelare pubblicamente “lo scottante contenuto dei documenti che aveva trovato nella tomba”, documenti che – stando a quanto lo stesso Carter affermava – “raccontavano il vero e scandaloso resoconto dell’esodo degli Ebrei dall’Egitto” [1]. Tuttavia, pare che al termine della discussione Carter abbia trovato un accordo vantaggioso per tacere, e di fatto, da allora, dei papiri non si è più saputo nulla.

 

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Gen 13 2017

LA GRANDE ILLUSIONE DI STRATFOR: RUSSIA DISTRUTTA ENTRO IL 2025

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– Marco Bordoni –

 

Lo scorso febbraio (2015) l’influente società texana specializzata in pubblicistica su materie geopolitiche e consulenza analitica e investigativa Stratfor ha pubblicato una previsione sugli sviluppi delle tendenze globali per il decennio 2015 – 2025.

Si tratta di un rapporto estremamente sintetico e diretto, che in sostanza riprende la visione già presentata da George Friedman, Presidente di Stratfor, consigliere del Dipartimento di Stato, al Chicago Council on Global Affairs il 3 febbraio. Cerchiamo di riassumere i punti salienti avvertendo che la versione integrale è disponibile in lingua inglese sul sito dell’agenzia.

 

Previsioni del decennio 2015 – 2025 traccia le linee di tendenza globali esaminando sette macro aree: Unione Europea, Russia, Medio Oriente, Cina, Paesi tropicali, Stati Uniti. Si tratta di previsioni, come potete vedere, estremamente audaci e sorprendenti. Vediamole in sintesi:

 

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Gen 12 2017

AMORALE, CINICO MA FUNZIONA: GLI USA VOGLIONO UNA GUERRA TRA GERMANIA E RUSSIA

Il nemico principale per l’America, è formato dall’asse Germania-Russia ed è solo per questo Obama sostiene Kiev… inoltre, l’Europa non esiste, o come soleva dire  Victoria Nuland che ricopre la funzione di Assistant Secretary of State for European … “l’Unione Europea si fotta“.

 

Queste parole che fanno o dovrebbero far gelare il sangue nelle vene a chiunque e soprattutto agli europei non sono dette da qualche complottista oggi tanto di moda, ma da George Friedman uno dei più importanti politologhi americani e studiosi di geopolitica mondiale il 3 febbraio 2015 al Chicago Council of global affairs durante la rappresentazione del suo ultimo libro, Europe – Destined for Conflict?

 

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George Friedma  alla conferenza di Chicago

 

 

Per gli USA l’Unione Europea è un concetto astratto: i rapporti si tengono con le singole nazioni, a seconda della convenienza. Ora il vero obiettivo sembra quello di aizzare la Germania contro la Russia

 

George Friedman è l’amministratore delegato e fondatore di STRATFOR, società di intelligence privata. Tra i suoi clienti ci sono il governo degli USA, servizi segreti e grandi multinazionali americane.

A differenza delle autorità ufficiali, STRATFOR, qualche volta, si esprime con molta franchezza.

 

George Friedman riesce sempre a formulare in maniera molto precisa i principi che sono alla base della politica americana.

Un esempio è il suo recente discorso di fronte al Consiglio di Chicago per gli affari globali. Le dichiarazioni di Friedman sono state commentate dal giornalista Dmitry Kiselev (che è anche direttore dell’Agenzia d’informazione internazionale “Rossiya Segodnya”) nel suo programma settimanale “Vesti nedeli”. (Le dichiarazioni di Friedman al minuto 1’40”)

 

Per quanto riguarda i rapporti tra Europa e Stati Uniti. Non abbiamo rapporti con Europa. Abbiamo rapporti con Romania, Francia, ecc. Non esiste Europa con cui gli USA abbiano un qualche tipo di rapporto“, — ha dichiarato George Friedman.

 

Il disprezzo per l’Unione Europea è assoluto. Quando agli USA fa comodo, possono giocare con l’UE. Quando non ne hanno bisogno, l’UE non esiste. Gli USA hanno una propria visione del mondo che non vede l’UE come un giocatore importante. Ma chi è allora un giocatore importante? L’islam? Nemmeno.

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Dic 23 2016

ELEZIONI IN OLANDA, SONDAGGIO BOMBA: IN TESTA IL PARTITO DELLA LIBERTA’ DI WILDERS CHE VUOLE L’USCITA DALLA UE

Category: Società e politica internazionalegiorgio @ 00:28

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Geert Wilders

 

 

AMSTERDAM – OLANDA – La destra nazionalista olandese guidata dal segretario Geert Wilders, è in testa ai sondaggi per le elezioni politiche di marzo 2017 nei Paesi Bassi. Secondo il sondaggio pubblicato ieri, il Partito della Libertà (in sigla PVV), fieramente contrario all’islamizzazione dell’Olanda e all’arrivo di migranti e anche profondamente contrario all’Unione europea, conquisterebbe 33 dei 150 seggi del Parlamento olandese, diventando così il primo gruppo parlamentare. Attualmente, il Partito della Libertà ha eletto in Parlamento 12 deputati, ma secondo i risultati del sondaggio a marzo dell’anno prossimo triplicheranno.

 

Invece il Partito liberale del premier in carica, Mark Rutte, arriverebbe al secondo posto con 25 seggi, un netto calo rispetto ai 41 attuali e questo gli impedirebbe di tornare a governare l’Olanda.

 

Il sondaggio condotto settimanalmente dall’autorevole Istituto di Maurice de Hond dimostra come il processo a carico di Wilders – accusato artatamente secondo molti olandesi di insulti razzisti e istigazione di odio a sfondo razziale – abbia aumentato i consensi attorno alla sua figura piuttosto che limitarli.

 

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Dic 21 2016

IL PROGRAMMA DI GEERT WILDERS PER LA LIBERAZIONE DELL’OLANDA

Category: Società e politica internazionalegiorgio @ 04:31

Il discorso del politico cosiddetto “populista” di “estrema destra” (strani termini per indicare un baluardo della democrazia contro il fascismo globalista e il nazismo islamico) chiarisce le priorità politiche e sociali del suo partito, il PVV, in vista delle elezioni 2017.

 

 

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Geert Wilders

 

 

Pim Fortuyn, l’eroe di Rotterdam, l’uomo che ha dato una sveglia al nostro Paese, una volta disse: “Non puntare a ciò che è possibile, ma a ciò che è immaginabile”. Egli intendeva dire che per noi, gli olandesi, nulla è impossibile.

 

Pim Fortuyn aveva ragione. Niente è impossibile per noi. Siamo olandesi.

 

Guardate il nostro Paese. Abbiamo creato da soli questa terra bella e unica. Siamo le sole persone al mondo che vivono in un Paese in gran parte creato dai suoi abitanti. Un grande risultato.

 

Non solo abbiamo creato questo Paese, ma abbiamo anche esplorato il mondo. Abbiamo solcato tutti i mari. Abbiamo fondato New York e scoperto l’Australia. Ma, a volte, si direbbe che abbiamo dimenticato tutto. Dimenticato di cosa siamo capaci. Di cosa siamo capaci quando uniamo i nostri sforzi. E forse questo è il nostro problema. Dobbiamo avere il coraggio di tornare a pensare in grande. Perché volere è potere.

 

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Dic 20 2016

L’ARRINGA FINALE DI GEERT WILDERS DAVANTI ALL’INQUISIZIONE

 

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Incriminato per le sue opinioni, per la sua incrollabile determinazione a difendere l’Olanda dal nazismo islamico, Wilders ha pronunciato un discorso memorabile davanti alla corte che lo deve giudicare.

 

 

 

Signor Presidente, Signori della Corte,

 

quando ho deciso di rivolgermi a voi qui, oggi, facendo una dichiarazione finale in questo processo contro la libertà di parola, molte persone hanno reagito dicendomi che è inutile. Che voi giudici avete già scritto il verdetto di condanna qualche tempo fa. Che tutto indica che mi avete già condannato. E forse è vero. Tuttavia io sono qui. Perché io non mollo mai. E ho un messaggio per voi e l’Olanda.

 

Da secoli l’Olanda è simbolo di libertà.

 

Quando si dice Olanda, si dice libertà. E questo è vero anche, forse soprattutto, per coloro che hanno un parere diverso da quello dell’establishment, l’opposizione. E la nostra libertà più importante è la libertà di parola.

 

Noi olandesi diciamo tutto ciò che è sentiamo nei nostri cuori. E questo è esattamente ciò che rende grande il nostro Paese. La libertà di parola è il nostro orgoglio.

 

E questo, proprio questo, è in gioco qui, oggi.

 

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Nov 22 2016

L’ANTIFILOSOFIA DELLA STORIA DI KARL MARX

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Karl Marx

 

 

Di Raffaele Ventura

 

“Il faut une exposition, un noeud et un dénouement dans une histoire, comme dans une tragédie.”  Voltaire

 

Marx senza fine

 

Uccidere la Storia. Porre fine alla fine.

Se Karl Marx ha inteso un senso al suo cammino filosofico, era nient’altro che questo. Un cammino che partiva da Hegel, certo – ma per scappare il più lontano possibile. Lasciare lì morto il padre crudele che l’ha cresciuto a cinghiate di metafisica, e mai più tornare sul luogo del delitto.

 

Ma sul luogo del delitto si torna continuamente. E la cosa peggiore è che quando sulla scena arrivano i testimoni, nessuno crede alla confessione, mista di orrore e fierezza. – Si, l’ho ucciso io! – Ma no, si calmi, lei è sotto shock, non ricorda, ha fatto il possibile, ma ora è troppo tardi: Hegel è morto. – Certo che si, l’ho ucciso io! – Suvvia, se ne vada, lei intralcia le indagini. Questo è un lavoro da professionisti. E pensano: dovevano fare fuori anche lei. – Guardate almeno, le mie mani lorde del suo sangue, e guardate come l’ho rovesciato, con la testa in giù. [1] – La testa in giù? E loro tranquillamente: ma certo, per la circolazione. Un uomo rovesciato resta pur sempre lo stesso uomo.[2] – Lo stesso uomo, si; però morto.

 

Alcuni furono così commossi dalla vicenda che dedicarono la vita a dimostrare l’innocenza di Karl Marx, e l’amorevole cura con la quale aveva accudito il padre morente, tenendo viva la fiamma della dialettica hegeliana. Presero il nome di marxisti. Marx aveva scritto il Capitale pensando a loro: aveva scritto un tomo bello grosso, così che fosse doloroso da ricevere sui denti. Ma era davvero troppo grosso, e si faceva fatica ad armeggiarlo. Sicché i marxisti restarono integri, fecero la rivoluzione, e aspettarono con fiducia la fine della Storia – la fine che avrebbe “ridotto al nulla ogni principato, ogni potestà e ogni potenza”, come da lettera ai Corinzi. Marx aveva fondato scientificamente il cristianesimo paolino! Oggettivamente dimostrato il mito del progresso! La fiamma della dialettica hegeliana era in buone mani.

 

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Ott 22 2016

LOCALISMO E POTERE GLOBALE

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Con la fine dell’apparente dicotomia USA-URSS, il mondo ha assunto una struttura multipolare. Al trust dei Paesi dominanti si affiancano Paesi emergenti, termine usato per indicare le aree in via d’integrazione in un unico grande mercato che, nelle intenzioni delle oligarchie beneficiarie, dovrebbe assumere sempre più una dimensione planetaria.

 

L’attuazione del progetto non è pacifica, sia per la conflittualità interna al gruppo delle nazioni industrialmente avanzate, sia per i fattori di instabilità impliciti nella progressiva estensione dell’universo capitalista. Al tempo stesso, la molteplicità del locale sembra resistere, e talvolta contrapporsi, all’avanzata del globale, facendo ragionevolmente dubitare della ineluttabilità di certi processi così come descritti dalla propaganda mondialista.

 

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Ott 21 2016

MONDIALISMO E GLOBALIZZAZIONE

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Da quando la parola globalizzazione è entrata nel linguaggio comune, è sorto anche un movimento variegato che ne contesta gli aspetti più drammatici. Inizialmente fu definito popolo di Seattle, dal nome della città canadese dove, alla fine del 1999, si è svolta la prima imponente manifestazione di piazza conto la World Trade Organization (WTO). Da subito fu ridefinito no global, dal momento che indirizzava i suoi attacchi contro le principali istituzioni della global governance, comprese World Bank e International Monetary Fund.

Prima di essere cooptati dal potere mondialista, alcuni suoi promotori amavano definirlo il movimento oppure il movimento dei movimenti. Una volta intruppati nelle schiere dei riformisti, si sono ribattezzati new global o altermondialisti per sottolineare che, non sono contro la globalizzazione, ma ne sognano una diversa.

 

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Ago 10 2016

PROTOCOLLI DEI “SAVI ANZIANI” DI SION

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Protocols of the elders of zion

 

 

SERGYEI NILUS

 

L’INTERNAZIONALE EBRAICA

THE PROTOCOLS OF ZION

PROTOCOLLI DEI “SAVI ANZIANI” DI SION

VERSIONE ITALIANA

 

ROMA
LA VITA ITALIANA

RASSEGNA MENSILE DI POLITICA

Via dell’Unità, 25

1921

 

Protocolli dei Savi anziani di Sion

 

Tratto da www.juliusevola.it. Quanto segue è la copia esatta digitalizzata del volume del 1921.

Il presente documento è stato elaborato da Fabio Galante

 

Uomini siate, e non pecore matte,

Sì che ‘l giudeo tra voi di voi non rida. (Dante: Par. c. V; v. 80, 81)

 

 

INTRODUZIONE

 

Il Times di Londra l’8 maggio 1920 dava un largo sunto dei “Protocolli dei Savi Anziani di Sion“, annunziando che questi furono pubblicati in Russia a Tsarkoye Sielo nel 1905 e che la biblioteca del British Museum ne possedeva una copia col timbro di entrata del 10 agosto 1906, n. 3926 d 17.

 

L’autorità del giornale richiamava sulla pubblicazione l’attenzione degli studiosi e degli uomini politici, l’opinione pubblica ne fu commossa e le edizioni si vennero moltiplicando mentre quelle esistenti si diffondevano rapidamente. Tra queste le più notevoli sono: quella tedesca di Gottfried Zur Beek: Die Geheimnisse der Weisen von Zion (I misteri dei saggi di Sion) edita a Charlottenburg dall’Auf Vorposten (1919, 4°piccolo pp. 256) con una importante bibliografia sulla quistione ebraica, e due edizioni inglesi, la prima edita sui primi del 1920 a Boston (Small Majnard and C.), la seconda edita a Londra (The Britons: 62 Oxford Street) Protocols of the Learned Elders of Zion. Sono poi seguite numerose edizioni in Francia, Polonia, ecc.

 

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Lug 18 2016

W LA BREXIT, L’EUROPA HA BISOGNO DI DECENTRAMENTO, NON DI GOVERNO COMUNE

 

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di GERARDO COCO

 

David Hume (1711-1776), precursore della economia politica classica, sosteneva che la frammentazione politica, ponendo un freno sia al potere che all’autorità, era un alleato del progresso economico e civile, non un suo nemico.

Nell’antichità, città prospere come Tiro, Sidone, Cartagine, e Gadir non avevano bisogno di riunirsi in una singola unità politica, al massimo era sufficiente una federazione. Lo sviluppo del Mar Egeo non si basò su nessun impero ma sulla decentralizzazione.

L’accentramento porta con sé il germe della disgregazione. Atene era una superpotenza regionale ma primus inter pares e fu il suo sistema commerciale a permettere la circolazione delle idee che portò alle grandi scoperte dell’epoca (Pitagora, Talete). Appena fu unificata ad opera di Filippo il macedone, la Grecia cominciò a perdere colpi e se il grande impero del figlio, Alessandro, fosse durato, sarebbe andato incontro ad una stagnazione commerciale e intellettuale simile a quella che aveva colpito i suoi predecessori persiani. Tuttavia, poiché alla sua morte, si decentralizzò, alcune sue parti poterono rinascere come città-stato indipendenti fondate su una florida economia come, ad esempio, Alessandria d’Egitto. Quando un governo è repubblicano, decentrato e limitato, i benefici della crescita sono evidenti.

 

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Lug 15 2016

PROFUGHI: TANTI EINSTEIN O TANTI KABOBO?

Category: Monolandia,Società e politica internazionalegiorgio @ 00:08

 

“I rifugiati hanno competenze. Essi meritano i nostri sforzi. Einstein era un rifugiato. Non dobbiamo dimenticarlo”, lo ha detto il capo dell’ UNHCR, Filippo Grandi, durante una conferenza congiunta sull’integrazione dei beneficiari di protezione internazionale a Parigi.

 

Avevamo dei novelli Einstein e non lo avevamo capito. Pensa te. E’ noto come Albert passasse le giornate a molestare ragazze nelle piazze di Princeton.

 

Fare questo tipo di analogia tra gruppi differenti che si trovano, casualmente, in condizioni simili, è oggettivamente sciocco, quando poi questa analogia la si fa tra gli Ebrei in fuga dall’Europa durante o poco prima la Seconda Guerra e gli afro-asiatici di oggi è singolare. Per non dire spericolato.

 

Mettendo da parte sia il ragionamento morale (gli africani e tutti i non siriani non scappano dalla guerra) che quello del diritto-dovere di ogni nazione di conservare la propria identità, andiamo a vedere il Quoziente Intellettivo tra gli Ebrei fuggiti dall’Europa (Einstein) e poi tra gli attuali ‘profughi’.

 

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