Set 18 2018

IL RAPPORTO TORMENTATO TRA IL VENETO E L’ITALIA

Category: Società e politica,Veneto e dintornigiorgio @ 01:49

Il tormentato rapporto fra il Veneto e lo Stato italiano è ritornato d’attualità grazie all’iniziativa di alcuni docenti e intellettuali italiani che hanno pensato bene di rivolgersi al Parlamento romano in termini perentori: al Veneto ogni ulteriore forma di autonomia non deve essere concessa… e via una serie di considerazioni che vi risparmio.

 

È incredibile come, laggiù in Italia, non ci si voglia render conto di quanto diffusa sia la voglia di autonomia, di autogoverno qui nel Veneto, e da sempre.

A Roma devono capire che non è una moda passeggera, ma una battaglia che i veneti portano avanti da 150 anni, dal momento in cui, attraverso un plebiscito-truffa, furono annessi all’Italia (21 e 22 ottobre 1866).

 

 

Ferruccio Macola(1861-1910).

 

E in questo senso vorrei riproporre un documento di straordinaria attualità, scritto nel 1889 da Ferruccio Macola, direttore della “Gazzetta di Venezia”. Il Macola fu sicuramente uno dei protagonisti dell’ottocento veneto: nato a Camposanpiero (PD) nel 1861, fu uno dei fondatori del quotidiano genovese “Secolo XIX” del quale divenne anche direttore. Eletto più volte deputato per la Destra nel collegio di Castelfranco, è ricordato per il duello alla sciabola con il deputato radicale Felice Cavallotti, che ebbe la peggio e morì nel marzo 1898 a Roma.

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Set 15 2018

GLI ITALIANI ALLA BATTAGLIA DEL CARBONE

Nella foto minatori friulani in Belgio, 1961. Museo provinciale della vita contadina

 

 

Il nuovo dittatore belga, ASSELBORN, un esponente del Partito Operaio Socialista, è un altro che NON HA STUDIATO la sua STORIA e racconta una grossa bugia affermando che i migranti italiani (MINATORI con contratto di lavoro in mano) non sono mai stati respinti, però non precisa come venivano costretti a lavorare.

 

Va ricordato, anche a Salvini, che la «BATTAGLIA DEL CARBONE» era stata lanciata nel febbraio del 1945 dal primo ministro belga Achille Van Acker, con l’obiettivo di convincere il maggior numero di cittadini belgi a scendere nei pozzi, ma non erano disposti sia per la durezza del lavoro sia soprattutto per la sua pericolosità, nonostante gli incentivi promessi (miglioramento di salari, pensioni, ferie, nuove case operaie). Conseguenza, il progetto fallì e rimase lettera morta fino al 1951. 

 

Con la creazione della Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA), venne varata la politica di “immigrazione flessibile“, cioè ingresso forza lavoro legato agli andamenti del mercato: ogni qualvolta si minacciava un rallentamento dell’attività economica ed un ristagno dell’occupazione interna, l’immigrazione veniva bloccata e i contratti non rinnovati.

 

Nonostante ciò il Governo di De Gasperi, con l’approvazione dell’opposizione per assicurarsi rimesse e fonti energetiche per la ricostruzione del paese, nel 1947 aveva firmato un secondo accordo che assicurava un costante afflusso di lavoratori fino alla terribile catastrofe di Marcinelle dell’8 agosto 1956, quando l’immigrazione ufficiale dall’Italia fu sospesa e le autorità belghe si rivolsero verso nuovi paesi esportatori di manodopera (Spagna, Grecia, Marocco, Turchia).

 

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Set 03 2018

SFOGO DI UN EMIGRATO ITALIANO..

 

 

“On.  Giuseppe Civati chi le scrive e’un emigrante, 43 anni in Svizzera, Zurigo dall’eta’di 18 anni, nel 2019 avro’ 65 anni, ma ricordo molto bene quell’anno: settembre 1972,avevo da poco compiuto 18 anni, arrivati a Zurigo dopo un viaggio di 20 ore, treno diretto: Llecce-Zurigo, il treno pieno di emigranti, giovani come me non trovammo il comitato accoglienza, cittadini svizzeri con caffe’caldo e biscotti…e con borse di indumenti, e regali per i “gastarbeiter” tradotto: ospiti-lavoratori , ma la “fremdpolizei” polizia per gli stranieri, che gentilmente ai nuovi arrivati domandavano: in perfetto italiano:

 

 1:biglietto da dove e’partito
2:contratto di lavoro 

 

3:indirizzo dove risiedere fino al 18 dicembre: (scadenza del contratto…)

 

4: ci pregavano di presentarci a kloten aereoporto Zurigo per la :gesundheiten kontroll:controllo dello stato di salute, dove una volta passato il controllo, se eri in salute ottimale veniva messo il visto sul contratto di lavoro: gesund bestedigt : stato di salute ottimale puo’ lavorare…se non lo superavi, veniva messo il visto:nicht bestedigt :stato di salute non ottimale, il venerdì successivo venivi accompagnato sullo stesso treno e partivi con un biglietto di ritorno per l’Italia !!!

 

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Ago 30 2018

LE INVASIONI MIGRATORIE SARANNO L’INGREDIENTE FATALE CHE SCIOGLIERÀ L’UNIONE EUROPEA

 

 

Invece di portare alla fusione, la crisi migratoria europea sta portando alla fissione”, ha scritto lo storico di Stanford Niall Ferguson.

Sono sempre più convinto che la crisi migratoria sarà vista dai futuri storici come l’ingrediente fatale che ha sciolto l’Unione Europea”. Settimana dopo settimana, la previsione di Ferguson sembra trasformarsi in realtà.

 

Non solo l’Europa continua a frammentarsi poiché il sentimento anti-immigrazione acquista forza politica, ma in seguito alla crisi migratoria, la zona interna all’Unione Europea senza frontiere, il gioiello più prezioso del nostro continente dopo la seconda guerra mondiale, è ora definita “a rischio” dal governo italiano, ma anche da parte di altri governi, come l’Austria.

 

L’immigrazione sta inoltre ridefinendo l’accordo intraunionale.

 

La Cechia, l’Ungheria, la Polonia e la Slovacchia, il cosiddetto “gruppo di Visegrad”, hanno recentemente invocato la difesa delle frontiere UE. “Noi dobbiamo avere un’Europa in grado di difenderci”, ha affermato il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, dopo essere stato invitato a partecipare alla riunione dei Paesi di Visegrad.

 

Anche il nuovo governo populista italiano, dopo che l’Italia ha visto arrivare sulle proprie coste più di 700 mila migranti negli ultimi cinque anni, ha adottato una linea intransigente. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha di recente chiuso i porti italiani alle navi cariche di migranti. In Germania, dopo che la cancelliera tedesca si è scontrata sul tema dell’immigrazione con il ministro dell’Interno Horst Seehofer, la politica migratoria potrebbe anche portare alla fine del mandato della Merkel.

 

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Ago 28 2018

PAPA BERGOGLIO E I MIGRANTI: «SE NON SI PUÒ INTEGRARE, MEGLIO NON ACCOGLIERE»

 

 

Durante l’intervista sul volo di ritorno da Dublino, al Papa è stato chiesto un giudizio sulla vicenda italiana della nave Diciotti e sul tema dell’immigrazione. «Accogliere lo straniero è un principio morale», ha ribadito il Pontefice. «Ma non si tratta di accogliere “alla belle étoile”, no, ma un accogliere ragionevole». Perciò occorre parlare «della prudenza dei popoli sul numero o sulle possibilità: un popolo che può accogliere ma non ha possibilità di integrare, meglio non accolga. Lì c’è il problema della prudenza. E credo che proprio questa sia la nota dolente del dialogo oggi nell’Unione Europea».

 

Salta così, una volta di più, l’immagine costruita da certi media di un Pontefice immigrazionista, schierato irrazionalmente per un’accoglienza selvaggia dei migranti. Non è la posizione della Chiesa. Il Papa ha anche citato la Svezia: «La Svezia è stata un modello. Ma, in quel momento, la Svezia incominciava ad avere difficoltà: non perché non avesse buona volontà, ma perché non aveva le possibilità di integrazione», di migranti. Giudizi in continuità con quanto aveva già detto tante altre volte. Ma avvertendo anche prudenza nel volerli rimandare indietro: «Ho visto in un filmato registrato di nascosto dove si vede ciò che succede a coloro che vengono rimandati indietro e che sono ripresi dai trafficanti. È doloroso: le donne e i bambini sono venduti, ma gli uomini ricevono le torture, le più sofisticate. Prima di rimandarli indietro, si deve pensare bene, bene, bene».

 

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Ago 16 2018

CHIUNQUE SIA DI GENOVA

Domenica del Corriere, 1 marzo 1964  Ponte Morandi     

 

 

Chiunque sia di Genova …sa che li sotto di morti ce ne sono tanti, ma tanti.

 

Chiunque sia di Genova sa che cambierà tutto a Genova, che finiscono per sempre gli anni ’60 e le loro illusioni di futuro.

 

Chiunque sia di Genova sa che sarà un inferno spostarsi, viverci. Sarà impossibile raggiungere l’aeroporto, spostarsi un treno verso nord (la ferrovia passa li sotto), sarà impossibile andare a Ovest, in Francia.

 

Chiunque sia di Genova sa che bastava già prima un nonnulla per bloccare la città: uno sciopero dei trasportatori, un incidente sulla A10, il vento di tramontana che impedisce ai tir di scaricare il carico perchè le navi portacontainer con il vento di tramontana si mettono di traverso e non si possono gestire gli scarichi.

 

Chiunque sia di Genova sa che non si tratterà solo di code o rallentamenti, ma di cambiare abitudini di vita, di trasporto, di mobilità, di scambio di beni.

 

Chiunque sia di Genova sa che non parliamo di giorni o settimane o mesi, ma di anni (e non pochi).

 

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Ago 15 2018

LE STELLE SONO CONCORDI SUL MESE IN CUI NASCONO I GENI

 

 

Gli studiosi sono categoricamente contro l’astrologia e le credenze per cui la data di nascita abbia una qualche influenza sul destino della persona. Tuttavia, chi nasce in inverno vive più a lungo, chi in autunno ha migliori risultati a scuola e chi in estate ha più successo nello sport.

 

Gli studiosi sono categoricamente contro l’astrologia e le credenze per cui la data di nascita abbia una qualche influenza sul destino della persona. Tuttavia, chi nasce in inverno vive più a lungo, chi in autunno ha migliori risultati a scuola e chi in estate ha più successo nello sport. A tutto questo c’è una spiegazione razionale.

 

Chi nasce ad agosto ha buone probabilità di diventare un giocatore della nazionale di calcio francese, belga o olandese. Siete nati tra settembre e novembre? Per voi è meglio la Premier League inglese. Se volete che vostro figlio diventi un giocatore di hockey di successo, pianificate la sua nascita per il primo semestre dell’anno.

Queste non sono raccomandazioni dell’astrologo, ma deduzioni fatte sulla base di alcune ricerche scientifiche.

 

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Lug 24 2018

COIMPO, UNA STORIA VENETA DI FANGHI TOSSICI SVERSATI NELLE CAMPAGNE

Veneti che tradiscono la loro terra. Un girone dell’inferno solo per loro.

 

La trasformazione di una latteria sociale del Rodigino in un impianto di trattamento. La tragedia del settembre 2014: quattro morti, uccisi dalle esalazioni. I segreti della vasca D.

 

 

La ricerca della verità e dei colpevoli di Gianni Belloni 

 

Gli inizi della storia

 

Era la latteria sociale di Cà Emoun pugno di case perse nella pianura sconfinata tra Adria e Rovigo. Mauro Luiseha il fiuto per gli affari e dal trasporto latte, a metà degli anni ’80, si converte alla gestione dei fanghi di depurazione. In questa operazione è aiutato da un nuovo socio con più esperienza e con le spalle più grosse: Gianni Pagnindi Noventa Padovana.

 

Il procedimento è semplice: dopo la stabilizzazione e il trattamento, i fanghi vengono distribuiti nei campi. Nasce così, nel 1984, la Coimpospecializzata nel trattamento nei fanghi da depurazione.

 

Gli affari vanno bene, i fanghi arrivano da tutta Italia e anche dall’estero stando alle dichiarazioni degli abitanti che annotano le targhe dei camion in arrivo. Ma gli odori sono forti e pungenti.

 

Le proteste e i malumori degli abitanti si concretizzano nella costituzione di un comitato e in una raccolta di firme. Qualcuno ricorda ancora gli appostamenti notturni presso i cancelli della Coimpo per scoprire che cosa succedesse all’interno e che cosa trasportassero i tanti camion in arrivo. Ma la mobilitazione dei cittadini ha vita breve. Luise appare come un uomo potente. La Coimpo sponsorizza diverse manifestazioni compresa la locale squadra di calcio. La gente si acquatta in silenzio.

 

Gli affari proseguono a gonfie vele. Nel 2006 la Coimpo ottiene di gestire 99mila tonnellate annue di rifiuti. Entrano in società anche le figlie dei due fondatori. Nel frattempo Mauro Luise acquista una tenuta in Romania, La Fazenda, e lì si trasferisce, ma continua ad esercitare un controllo ferreo sull’azienda.

 

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Lug 13 2018

LA NATO HA UCCISO GHEDDAFI PER FERMARE LA CREAZIONE LIBICA DELLA GOLD-BACKED VALUTA

 

 

Nonostante la Francia abbia guidato la risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 1973 per la creazione di una no-fly zone sopra la Libia con l’intento esplicito di proteggere i civili, una delle oltre 3.000 email nuove di Hillary Clinton rilasciate dal Dipartimento dello Stato, contiene  prove schiaccianti delle nazioni occidentali che hanno utilizzano la NATO come strumento per rovesciare il leader libico Muammar Gheddafi.

Il rovesciamento della NATO non era per la protezione delle persone, ma invece serviva per contrastare il tentativo di Gheddafi di creare una moneta d’oro africano-backed per competere con il monopolio delle banche centrali occidentali.

 

Le e-mail indicano l’iniziativa militare francese con la NATO in Libia è stata guidata anche dal desiderio di ottenere l’accesso a una maggiore quota di produzione di petrolio libico, e di minare un piano a lungo termine da Gheddafi a soppiantare la Francia come potenza dominante in Africa.

 

L’aprile 2011la e-mail, inviata al Segretario di Stato Hillary dal consigliere non ufficiale Sidney Blumenthal con oggetto “cliente della Francia e l’oro di Gheddafi,” rivela le intenzioni degli occidentali predatori.

 

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Lug 09 2018

SEQUESTRO LEGA, NORDIO: “HA RAGIONE SALVINI, È ATTO POLITICO”

Carlo Nordio

 

 

L’ex procuratore aggiunto di Venezia che fossero necessari i provvedimenti adottati verso la Lega

 

 

“Ha ragione Salvini che parla di atto politico”, lo ha dichiarato Carlo Nordio, in un’intervista a QN in cui definisce “pericoloso” il protagonismo di chi indaga. Così l’ex procuratore aggiunto di Venezia ha commentato il sequestro conservativo da 49 milioni di euro disposto dal Tribunale di Genova sui beni della Lega Nord dopo la condanna di Umberto Bossi e l’ex tesoriere Francesco Belsito per i rimborsi elettorali.

 

“Bisogna andarci cauti con provvedimenti di questo tipo – ha spiegato – che incidono sullo svolgimento della dialettica politica. Vanno adottati solo se strettamente necessari: non mi pare che lo fossero. Così si rischia di alterare il gioco democratico. In questo senso, ha ragione Salvini che parla di atto politico”. Più in generale ha poi affermato che “la politica deve recuperare fiducia in se stessa se vuole ristabilire il primato sull’azione giudiziaria, altrimenti restera’ subordinata alla magistratura, come succede dal 1993, ovvero da quando è scoppiata Mani Pulite”.

 

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Lug 08 2018

COSA NON TORNA SUI 49 MILIONI DI EURO DELLA LEGA

 

 

Lega, Franco Bechis svela la vergogna dei magistrati contro la Lega: cosa non torna sui 49 milioni di euro

 

 

Una cosa è certa: nessuno, né all’ epoca di Umberto Bossi con il suo tesoriere Francesco Belsito, né in quella successiva di Roberto Maroni o in quella ancora attuale di Matteo Salvini si è preso 49 milioni di euro dalle casse della Lega e se li è messi in tasca.

Per questo è incomprensibile l’ accanimento contro la Lega da parte dei magistrati di Genova e ora pure della Corte di Cassazione che considera legittimo sequestrare qualsiasi centesimo giri da quelle parti da qui per non so quanti lustri fino a quando non si raggiungerà quella somma di 49 milioni di euro.

Eppure secondo le varie sentenze emesse a Genova e Milano Belsito e la famiglia Bossi sono stati riconosciuti colpevoli di avere usato per sé e non per le finalità pubbliche circa un milione di euro proveniente dalle casse della Lega.

 

La tesi dei magistrati è che visto quel milione (sono contestati anche altri 5 milioni investiti in Tanzania e a Cipro per il reato di riciclaggio) usato in difformità dalle prescrizioni di legge, fra l’ altro per comprare vestiti a Bossi, debbono essere ritenuti irregolari tutti i rendiconti della Lega di quegli anni, e quindi illegittimi tutti i finanziamenti ricevuti dallo Stato a rimborso delle spese elettorali. Per questo secondo loro andrebbero recuperati all’ erario circa 50 milioni di euro, e se i padri quei soldi non hanno, bisognerà che ci pensino i figli, i nipoti e magari pure i pronipoti: le colpe ricadranno biblicamente sulle spalle delle famiglie leghiste di generazione in generazione.

 

Con questa idea biblica di giustizia ovviamente nessuno poi potrebbe mai tenere in vita la Lega nemmeno sotto mentite spoglie, perché i vari di livelli di giustizia italiana sembrano in questo momento coalizzati per fare fuori Salvini dal panorama politico.

 

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Lug 07 2018

LEGA, IL CERCHIO MAGICO DI BOSSI ?…. LONTANISSIMO DAI MILITANTI

Category: Padania e dintorni,Società e politicagiorgio @ 00:08

 

 

Cristiano Forte, ex segretario provinciale del Carroccio, scrive un’analisi sul movimento di lotta e governo. “L’entourage di Bossi poco amato dalla base, gli equilibri si sono rotti, Maroni e Calderoli furibondi”.

 

di Cristiano Forte

 

Nel Carroccio le correnti non esistono. Fine dell’articolo, dunque? Proprio no, perché in questi giorni all’interno della Lega si sta realizzando unoscontro senza precedenti che vede come protagonisti da una parte il cosiddetto “Cerchio Magico”, le persone più vicine a Bossi e che lo influenzano maggiormente, e dall’altra tutti gli altri. Non si tratta di correnti perché il “Cerchio Magico” è autoreferenziale, non ha collegamenti con il territorio e la militanza, si tratta di un gruppo ristretto che influenza Bossi e gli fa prendere decisioni pilotate. Quelli che si oppongono al “Cerchio Magico”, praticamente tutti gli altri, capitanati dai colonnelli Maroni e Calderoli, hanno in comune la consapevolezza del pericolo che il “Cerchio” rappresenta per loro.

 

Il “Cerchio Magico”è nato dopo l’ictus che ha colpito Bossi nel 2004.

Fu subito chiaro che le condizioni fisiche e mentali di Bossi erano compromesse e che occorreva creare un cordone che permettesse alla cerchia ristretta dei fedelissimi scelti dalla moglie di Bossi,Manuela Marrone, di gestire le decisioni all’interno del Movimento. La faccia continua a mettercela Bossi, il cui carisma sulla militanza è rimasto immutato, ma le decisioni sono prese dal “Cerchio Magico”, non più da lui. Oltre alla moglie fanno parte del “Cerchio” Rosy Mauro, fondatrice del poco fortunato sindacato padano e vicepresidente del Senato, Federico Bricolo,pittoresco capogruppo al senato, Marco Reguzzoni,capogruppo alla camera, ex Presidente della provincia di Varese, genero dell’Eurodeputato Speronie più volte indicato (solitamente da se stesso) come delfino di Bossi, almeno prima dell’avvento del

 

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Lug 06 2018

1877, IL SINDACO DI LONGARE A CHI VOLEVA EMIGRARE IN AMERICA: SARETE TRATTATI COME SCHIAVI

 

 

Il 24 maggio 1877 il conte Alvise Da Schio sindaco del Comune di Longare fece stampare un manifesto “Diretto a chi avesse intenzione di emigrare per l’America”.
Il Sindaco, con un linguaggio diretto e schietto, venuto a conoscenza che ci sono diversi “intenzionati di emigrare per l’America” fa presente ai suoi concittadini che il passaporto può essere rilasciato a chi si dimostra in grado di sostenere le spese di viaggio, a chi essendo in possesso di congedo illimitato possa provare di avere in quelle terre dei parenti, e a chi, “essendo soggetti alla Leva il Sindaco avesse la morale certezza che in caso di chiamata si disponessero a tosto rimpatriare”.

 

Oltre a questo il Sindaco “si sente in dovere di far conoscere a chi avrebbe intenzione di emigrare per l’America che invece della fortuna in questo caso andrebbe incontro alla sua totale rovina”.

 

E ancora: “La maggior parte degli emigranti non sanno neppure ove sia l’America e perciò chi scrive si fa sollecito ad indicargliela. Essa è lontana circa due mesi da qui e per arrivarvi bisogna attraversare l’Oceano … è quasi impossibile che non muoja per viaggio qualcheduno… E tutto questo perché? Per andar lavorar la terra in paesi sconosciuti, senza conoscere la lingua e sotto a 40 gradi di calore”

 

 “Il vostro Sindaco vi avverte che quando arriverete in America sarete trattati come schiavi, non avrete più i mezzi per ritornare né troverete alcuno che vi presti un soldo per rimpatriare colla vostra famiglia”.

 

E così concludeva l’appello-manifesto:

 

 “Ora fate quello che vi pare e piace: il Sindaco ha voluto soltanto dimostrarvi come stanno le cose onde quando vi troverete la nella più squallida miseria non possiate dire: IL SINDACO DOVEVA FARCI AVVERTITI.” (il maiuscolo neretto è nel manifesto originale). 

 

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Lug 04 2018

BORSELLINO È STATO UCCISO DALLO STATO ITALIANO E NON DA COSA NOSTRA: LIBRI DI STORIA DA RISCRIVERE!

 

 

 

di Massimo Costa 

 

Noi l’abbiamo detto sempre, l’abbiamo saputo sempre. La differenza tra Cosa Nostra e le altre organizzazioni criminali (come quelle del Sud, tipo Ndrangheta etc.) è la stessa che c’è tra corsari e pirati.  I primi, oltre che per sé, lavorano per uno stato.

Cosa Nostra, sin dalla sua nascita ufficiale (1860, sbarco di Garibaldi) è stata uno strumento dello Stato italiano per tenere sottomessa la Sicilia. Certo, Garibaldi trovò queste consorterie proto-mafiose, non le creò certo lui. E dobbiamo all’ottusità borbonica e al caos del regime poliziesco duosiciliano, l’incapacità di sostituire l’ordine feudale con quello di uno stato moderno. I Borbone impedirono la nascita di uno Stato siciliano moderno, e – nel caos – nacquero quelle consorterie che poi dovevano diventare la mafia.

 

Però il salto politico, il vero battesimo, è stato con lo sbarco delle “Camicie Rosse“. Lì, e solo lì, la mafia diventa un’istituzione riconoscibile e – pochi anni dopo – dal 1876, con l’avvento della “sinistra” al potere, la mafia entra nelle istituzioni dalla porta principale.

Da quel momento stato italiano e mafia sono due facce della stessa medaglia, nonostante si reciti la sceneggiata ipocrita dello Stato che lotta una “organizzazione criminale SICILIANA”.

Da allora la mafia è stata appiccicata alla pelle dei Siciliani come marchio d’infamia, come pretesto per spossessarli di ogni diritto politico ed economico e trattarli da sudditi. Anche durante la parentesi fascista, che non poteva tollerare questa intermediazione, più che di una lotta alla mafia si può parlare di un suo tentativo di superamento inquadrandola stabilmente nel PNF e nella Milizia.

 

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Giu 30 2018

2013, BERGOGLIO IMPUGNA IL TELEFONO E PARTE MARE NOSTRUM: LE RIVELAZIONI

 

 

 

L’operazione Mare nostrum è la missione di “salvataggio” gestita nel 2013-2014 dalla marina e dall’aeronautica italiana, sostituita poi dall’operazione Frontex a responsabilità europea. Considerata un aiuto al traffico di esseri umani, è una trovata del governo comunista di Roma guidato allora da Enrico Letta. Ma, secondo Marco Tosatti(un vaticanista dalle formidabili fonti nei “luoghi giusti” della Santa Sede), il vero ispiratore della nefandezza fu Bergoglio. L’informazione proviene da un alto funzionario, oggi in pensione, del ministero degli Interni: nell’ottobre 2013 il papa avrebbe telefonato al premier sollecitando un intervento dell’Italia.

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