Ago 06 2017

«CHEMIO NATURALE» SOSPESO PER 6 MESI IL MEDICO DI BADIA CLAUDIO SAURO

Per non dimenticare

 

Il dottor Sauro in una foto tratta dal profilo Facebook

 

 

A un mese dal processo avvenuto lo scorso 6 giugno, la commissione dell’Albo dei medici di Verona ha deciso una sospensione di sei mesi dall’attività professionale per il medico di Medicina generale e di famiglia Claudio Sauro, ritenendo che non potesse non sapere che altri, esplorando il suo profilo Facebook e il gruppo chiuso denominato «Chemioterapia naturale», avrebbero potuto diffondere in rete informazioni ambigue e non supportate da prove scientifiche in materia di cura dei tumori con l’utilizzo della vitamina D.

 

«Si addebita al dottor Sauro una imprudente e ambigua divulgazione via web di contenuti a carattere medico non adeguatamente supportati da dati scientifici», spiega l’avvocato Enrico Querena, che lo ha difeso davanti alla commissione dell’Albo dei medici di Verona e che ha già annunciato ricorso alla Commissione esercenti le professioni sanitarie del ministero della Salute.

 

«Per noi la decisione di Verona è già un successo», osserva l’avvocato Querena, «perché quanto meno esclude la radiazione dell’albo, che era stata minacciata dal presidente dell’Ordine al dottor Sauro, anticipando i tempi di una decisione che poi si è rivelata diversa».

V.Z.

 

Fonte: da L’Arena di Verona del 6 luglio 2017

Link: http://www.larena.it/territori/città/chemio-naturale-sospeso-per-6-mesi-il-medico-di-badia-1.5816092


Ago 03 2017

DECRETO VACCINI. UNA LETTERA INVIATA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA.

 

 

Ill.mo Sig. Presidente della Repubblica Italiana Dr. Sergio Mattarella,
in rappresentanza dei sentimenti e della volontà delle famiglie e dei cittadini che da mesi manifestano in molte città d’Italia, le chiediamo di non promulgare la legge sull’obbligo vaccinale per i seguenti motivi: 

 

– innanzitutto il Decreto Legge sull’obbligo vaccinale, ieri convertito in legge con voto di fiducia e senza che i parlamentari abbiano potuto svolgere appieno il proprio ruolo affidatogli con mandato elettorale, non doveva essere promulgato dal governo perché del tutto inesistenti i motivi di necessità ed urgenza previsti dalla Costituzione (articoli 72, 76 e 77 ) e dall’ordinamento giuridico italiano;
– che il Governo abbia strumentalmente fatto ricorso al principio di decretazione d’urgenza, è stato ampiamente dimostrato anche nel dibattito che è seguito al suo iter parlamentare, come ad esempio nella lucida e articolata ricostruzione di merito scientifico-sanitaria fatta dal medico Senatore Maurizio Romani, così come da altri Parlamentari dell’opposizione; che, viceversa, si sia trattato di una smaccata e sprezzante violazione della Carta Costituzione –oltretutto su un tema socialmente molto sensibile e controverso sotto il profilo scientifico- è stato acclarato dalle clamorose contraddizioni interne della norma decretata; infatti, sostenendo la gravissima imposizione di pesanti quanto inutili e dannose vaccinazioni di massa, attraverso l’alibi del rischio di inesistenti epidemie infettive, il Governo avrebbe dovuto prevedere la vaccinazione della totalità della popolazione, per coerenza con la sbandierata esigenza di raggiungere quel 95% di copertura vaccinale necessario –a suo dire- per garantire la cosiddetta “immunità di gregge”, non certo raggiungibile vaccinando solamente il segmento “agnellini”!
Le inaccettabili violazioni della Carta costituzionale (e dell’etica) non si fermano però, per numero e gravità, a questi primi due vulnus esposti.

 

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Lug 29 2017

A BRESCIA SPARISCE VIA CADORNA, AL SUO POSTO QUELLA DEDICATA DODDORE MELONI

 

 

di REDAZIONE

 

Si tratta di un gesto certo, ma estremamente simbolico anche se illegale.

Questa notte qualcuno ha apposto sopra la targa intitolata a Luigi Cadorna, nella omonima via a Brescia, una altra insegna con scritto Via Doddore Salvatore Meloni. Patriota sardo.

In pratica, al posto di un assassino si ricorda un assassinato dallo Stato.

 

Doddore Meloni indipendentista sardo scomparso 3 settimane fa, dopo un lungo sciopero della fame e della sete.

Perchè a Brescia?

Probabilmente, perchè proprio nella città  della Leonessa Meloni era stato rinviato a giudizio insieme a oltre 40 persone per il processo “Tanko 2” ovvero per aver attentato all’’Unità d’ Italia.

 

Doddore Meloni è stato tumulato a Terralba, dove hanno partecipato decine di persone, provenienti da ogni parte della penisola.

Applausi, “Libertà” e “Indipendentzia” urlate tenendo alta la bandiere dei quattro Mori, quella di Malu Entu e anche quella col Leone di San Marco.

I funerali si sono svolti il 9 luglio scorso a Terralba (Oristano), dove viveva con la famiglia, nella Cattedrale di San Pietro gremita di gente arrivata un da tutta la Sardegna.

 

Fonte: da il miglioverde del 28 luglio 2017-07-28

Link: https://www.miglioverde.eu/a-brescia-sparisce-via-cadorna-al-suo-posto-quella-dedicata-doddore-meloni/

 


Lug 25 2017

NAPOLI – IL GIGANTE CHE DERIDEVA I POTENTI

 

 

Ci fu un tempo in cui Largo di Palazzo, l’attuale piazza Plebiscito, era sorvegliata da una immensa statua di Giove proveniente dalla rube euboica di Cuma, la prima città della Magna Grecia e anello di congiunzione tra Napoli e l’Ellade.

Il Gigante del Largo di Palazzo, così come venne chiamato dai napoletani, fu collocato nel 1668 sul margine meridionale della piazza dal viceré don Pedro Antonio d’Aragona, e rappresentò per ben 138 anni il veicolo attraverso il quale i napoletani, con la propria straripante ironia, si prendevano gioco dei potenti.

 

Da simbolo del potere autoritario, dal forte impatto evocativo, la statua del Giove Cumano divenne per il popolo il Gigante parlante, l’improbabile portavoce di lazzari e intellettuali che con sberleffi e componimenti satirici schernivano le cariche istituzionali che si succedevano nell’adiacente Palazzo Reale. Un’usanza dilagante e profondamente oltraggiosa capace di mandare su tutte le furie i governati di Napoli, che a più riprese tentarono di estirpare questa umiliante condanna con ogni mezzo.

Si racconta che il viceré Luis de la Cerda, duca di Medinaceli, sul finire del XVII secolo provò a scoraggiare i napoletani promettendo una taglia di 8.000 scudi d’oro a chiunque fosse stato capace di cogliere sul fatto gli irriverenti burloni. Un tentativo che, ahilui, si dissolse nell’inquietante controproposta dei lazzari napoletani, che nella notte affissero sulla base della statua una taglia di 80.000 Ducati d’oro per chiunque fosse stato in grado di decollare l’ardito governante ed esporre la testa mozzata in piazza Mercato.

 

Durate i burrascosi moti rivoluzionari del 1799, il popolo fasciò il Gigante cumano con i colori della Repubblica Napoletana, e sul capo riccioluto di Giove fu riposto il simbolo della rivoluzione francese, un enorme berretto frigio che fu poi strappato via qualche tempo dopo dai sanfedisti Napolitani capeggiati dal Cardinale Ruffo.

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Lug 23 2017

LETTERA APERTA ALLA PRESIDENTE BOLDRINI, CHE A QUANTO PARE DISPREZZA IL FASCISMO MA USUFRUISCE DEI BENEFICI.

Category: Società e politica,Storia moderna e revisionismogiorgio @ 16:10

Arturo Scalia

 

 

L’altro giorno la signora Boldrini  ( la signora tiene tanto al genere femminile ed io non  sentendomi di violentare la lingua Italiana, come fanno tanti giornalisti leccaculo storpiando il termine Presidente con Presidenta o peggio ancora Sindaco con Sindaca, preferisco femminilizzare il suo cognome con Boldrina) dicevo, la signora ha dichiarato in un’intervista

“C’è chi, come lei, non si sente a proprio agio passando davanti ai monumenti fascisti”
Suggerirei al Presidente Boldrina di cambiare itinerario per evitare il “disagio” che gli procura passare davanti a certi monumenti e sarebbe ancora più valido per gli italiani, se il suo giro per evitarli fosse molto largo abbracciando anche nazioni extracomunitarie che lei tanto ama.

 

Vorrei fare notare alla Presidente Boldrina, se la sua dichiarazione corrispondesse al vero ( cioè che tutto quello che riguarda il fascismo la mette a disagio), che dovrebbe non usufruire di tutti i miglioramenti sociali accaduti nel tanto odiato ventennio;

ne elenco solo 39 per comodità e per mancanza di spazio, ma sono oltre 100:

 

** 1. Assicurazione invalidità e vecchiaia, R.D. 30 dicembre 1923, n. 3184 
**2. Assicurazione contro la disoccupazione, R.D. 30 dicembre 1926 n. 3158 
** 3. Assistenza ospedaliera ai poveri R.D. 30 dicembre 1923 n. 2841 
**4. Tutela del lavoratore di donne e fanciulli R.D 26 aprile 1923 n. 653 
**5. Opera nazionale maternità ed infanzia (O.N.M.I.) R.D. 10 dicembre 1925 n. 2277 
**6. Assistenza illegittimi e abbandonati o esposti, R.D. 8 maggio 1925, n. 798 
**7. Assistenza obbligatoria contro la TBC, R.D. 27 ottobre 1927 n. 2055 
**8. Esenzione tributaria per le famiglie numerose R.D. 14 maggio 1928 n. 1312 
**9. Assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali, R.D. 13 maggio 1928 n. 928 
**10. Opera nazionale orfani di guerra, R.D.26 luglio 1929 n.1397

**11. Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (I.N.P.S.), R.D. 4 ottobre 1935 n. 1827 
**12. Settimana lavorativa di 40 ore, R.D. 29 maggio 1937 n.1768

**13. Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (I.N.A.I.L.), R.D. 23 marzo 1933, n. 264 
**14. Istituzione del sindacalismo integrale con l’unione delle rappresentanze sindacali dei datori di lavoro (Confindustria e Confagricoltura); 1923 
**15. Ente Comunale di Assistenza (E.C.A.), R.D. 3 giugno 1937, n. 817 
**16. Assegni familiari, R.D. 17 giugno 1937, n. 1048 
**17. I.N.A.M. (Istituto per l’Assistenza di malattia ai lavoratori), R.D. 11 gennaio 1943, n.138 
**18. Istituto Autonomo Case Popolari 19. Istituto Nazionale Case Impiegati Statali 
**19. Riforma della scuole “Gentile” del maggio 1923 (l’ultima era del 1859) 
**20. Opera Nazionale Dopolavoro (nel 1935 disponeva di 771 cinema, 1227 teatri, 2066 filodrammatiche, 2130 orchestre, 3787 bande, 1032 associazioni professionali e culturali, 6427 biblioteche, 994 scuole corali, 11159 sezioni sportive, 4427 di sport agonistico.). I comunisti la chiamarono casa del popolo 
**21. Guerra alla Mafia e alla Massoneria (vedi “Prefetto di ferro” Cesare Mori) 
**22. Carta del lavoro GIUSEPPE BOTTAI del 21 aprile 1927 
**23. Lotta contro l’analfabetismo: eravamo tra i primi in Europa, ma dal 1923 al 1936 siamo passati dai 3.981.000 a 5.187.000 alunni – studenti medi da 326.604 a 674.546 – universitari da 43.235 a 71.512 
**24. Fondò il doposcuola per il completamento degli alunni 
**25. Istituì l’educazione fisica obbligatoria nelle scuole 
**26. Abolizione della schiavitù in Etiopia 
**27. Lotta contro la malaria 
**28. Colonie marine, montane e solari 
**29. Refezione scolastica 
**30. Obbligo scolastico fino ai 14 anni 
**31. Scuole professionali 
**32. Magistratura del Lavoro 
**33. Carta della Scuola Opere architettoniche e infrastrutture

**34. Bonifiche paludi Pontine, Emilia, Sardegna, Bassa Padana, Coltano, Maremma Toscana, Sele ed appoderamento del latifondo siciliano. Con la fondazione delle città di Littoria, Sabaudia, Aprilia, Pomezia, Guidonia, Carbonia, Fertilia, Segezia, Alberese, Mussolinia (oggi Alborea), Tirrenia, Tor Viscosa, Arsia e Pozzo Littorio e di 64 borghi rurali, 1933 – 1939 
**35. Parchi nazionali del Gran Paradiso, dello Stelvio, dell’Abruzzo e del Circeo 
**36. Centrali Idroelettriche ed elettrificazione delle linee Ferroviarie 
**37. Roma: Viale della Conciliazione 
**38. Progetto della Metropolitana di Roma 
**39. Tutela paesaggistica ed idrologica 

 

Cara Presidente Boldrina, cosa ha fatto lei oltre a inorridirci con lo storpiamento della lingua italiana, con la falsa rivoluzione di rivalutazione della donna, con l’acquisto di centinaia di frigoriferi “ultranecessari”  per la Camera? Con il continuo disprezzo per gli italiani per il loro lavoro e la loro dignità?

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Lug 07 2017

MINISTRO LORENZIN, FIRMI QUI

Category: Salute e benessere,Società e politicagiorgio @ 00:02

Beatrice Lorenzin

 

 

Lettera aperta al Ministro della Salute

 

Gentile Ministro Lorenzin,

 

Lei condivide, insieme a gran parte dell’accademia scientifica, la posizione che “i vaccini sono sicuri“, e che “non esiste correlazione fra vaccini pediatrici e gravi disordini di tipo neurologico, come ad esempio l’autismo o altre malattie dello sviluppo“.

 

E ora il suo governo vuole introdurre l’obbligatorietà vaccinale a livello nazionale, triplicando nel contempo il numero dei vaccini obbligatori. Poichè l’imposizione di un obbligo di questo tipo comporta anche delle responsabilità da parte di chi lo impone, la invitiamo a dimostrare con i fatti ciò che finora ha sostenuto a parole, firmando pubblicamente la dichiarazione che segue.

“Io sottoscritta Beatrice Lorenzin, in qualità di Ministro della Salute della Repubblica Italiana, mi assumo personalmente ogni responsabilità per eventuali danni di tipo neurologico, certificati da un tribunale della repubblica, che potessero derivare dall’inoculazione vaccinale obbligatoria ad un qualunque bambino italiano”.

 

In questo modo non solo potrà rassicurare tutte le mamme italiane che oggi si preoccupano per la salute dei propri figli, ma potrà anche fugare il diffuso sospetto che l’introduzione dell’obbligo vaccinale (con contemporanea triplicazione del numero minimo) non sia affatto una esigenza di tipo sanitario, ma piuttosto un grosso regalo fatto dal nostro governo alle case farmaceutiche.

 

(A proposito, ogni volta che ripete pubblicamente che “i vaccini saranno gratuiti“, si ricordi anche di specificare che saranno certamente gratuiti per chi effettua la vaccinazione, ma che il costo di tali vaccinazioni sarà comunque pagato alle case farmaceutiche dallo stato italiano, e quindi da tutti noi cittadini.

Da una parte quindi ci obbligate a vaccinarci, e dall’altra ci obbligate a pagare, con i soldi delle nostre tasse, il conto – triplicato – alle case farmaceutiche).

 

Massimo Mazzucco

 

Fonte: srs di Massimo Mazzucco, da Luogcomune.net del 20 maggio 2017

Link: https://www.luogocomune.net/LC/index.php/21-medicina-salute/4678-ministro-lorenzin-firmi-qui


Giu 21 2017

IUS SOLI? I ROMANI NON SAPEVANO COSA FOSSE. COSÌ SI DIVENTAVA CITTADINI NELL’URBE

Foro Augusteo  

 

 

Di Adriano Scianca – 15 giugno 2017

 

Roma, 15 giugno – Non c’è marchetta all’immigrazione che non tiri in ballo Roma, la “aperta”, “tollerante”, “colorata” Roma, contrapposta alla chiusura delle polis greche.

 

È vero che, a differenza di queste ultime, l’Urbe non conobbe mai mito dell’autoctonia. Da qui a farne l’antesignana della società multirazziale ce ne passa.

 

Proprio il dibattito sullo ius soli è, a questo riguardo, interessante. Come si diventava cittadino, a Roma? Ha scritto Eva Cantarella (pur aggiungendo in seguito le frasi di prassi sui romani come campioni dell’assimilazione): “Back to the Romans, quindi, torniamo ai romani. Per i quali la soluzione era chiara: la cittadinanza si acquistava iure sanguinis.

 

Come scriveva il giurista Gaio, nel II secolo d. C., nel suo celebre manuale di Istituzioni, erano cittadini romani i figli legittimi di un cittadino, ovvero quelli naturali di una cittadina. La regola, infatti, voleva che i figli nati da un matrimonio legittimo seguissero la condizione del padre al momento del concepimento, e che quelli nati fuori del matrimonio seguissero la condizione della madre al momento della nascita”.

 

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Giu 16 2017

SAN FRANCESCO IL REDDITO DI CITTADINANZA LO AVREBBE BOCCIATO

Il professore Stefano Zamagni, 74 anni

 

 

ZAMAGNI «Per i francescani la cosa più importante è produrre lavoro», spiega l’economista, docente all’Università di Bologna e padre degli studi sul Terzo settore. Che boccia la proposta di Grillo e dei Cinque Stelle

 

Professor Zamagni ha visto Grillo alla Perugia-Assisi? Sostiene il reddito di cittadinanza per tutti nel nome di San Francesco

“Guardi, per mettere fine al dibattito basta una cosa sola: già nel 1300 i frati francescani girando per l’ Italia solevano dire che l’ elemosina serve a sopravvivere ma non a vivere, perché vivere significa produrre e l’ elemosina non aiuta a produrre”.

 

Dunque San Francesco la pensava diversamente?

“Quello che i francescani hanno sempre negato è l’ assistenzialismo. La dignità non si realizza nel mangiare, ma nel produrre. Quindi la missione era dare a tutti la possibilità di produrre, che significa lavorare. La divisione del lavoro, che è un’ idea forte dei francescani, serviva a dare a tutti, anche ai più deboli (i disabili, i poveri) la possibilità di produrre e dunque di lavorare, che è qualcosa di connaturato alla dignità dell’ uomo”.

 

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Giu 13 2017

”CON IL SUO CURRICULUM NON VERREBBE ASSUNTO NEMMENO A SERVIR COLAZIONI”: GIULIANO POLETTI IL PARASSITA MASSACRATO DA UN GIOVANE AVVOCATO COSTRETTO AD EMIGRARE ALL’ESTERO.

Category: Monolandia,Società e politicagiorgio @ 01:24

Giuliano Poletti 

 

 

di Paolo Binazzi Tiberi

 

Questa ė la lettera scritta da un ragazzo barese al ministro Poletti:

 

“Sig. Perito agrario Poletti (eh si,/ in un Paese che richiede la laurea/ anche per servire caffè in un bar, Lei e’ l’ennesimo caso di non laureato che raggiunge poltrone d’oro, vertici di rappresentanza delle istituzioni e stipendi pazzeschi), ho dato un’occhiata al suo curriculum e le garantisco che lei non verrebbe assunto neanche all’Arlington Hotel della mia Dublino a servire colazioni come io, giovane avvocato laureatomi in Italia, ho fatto per pagare le spese di sopravvivenza in un Paese straniero che mi ha dato una possibilità che il Suo Paese mi ha negato.

 

Lei, ministro del lavoro, il lavoro non sa neanche cosa sia, lei che non ha lavorato neanche un giorno della sua vita (il suo cv parla chiaro). Lei, che si rallegra di non avere tra i piedi gente come me, non ha la piu’ pallida idea di quanto lei sia un miracolato. 

 

Lei non sa, perito agrario Poletti, che dietro ogni ragazzo che si trasferisce all’estero, ci sono una madre e un padre che piangono QUOTIDIANAMENTE la mancanza del figlio, c’e’ una sorella da vedere solo un paio di volte all’anno, degli amici da vedere solo su “facetime” e i cui figli probabilmente non ti riconosceranno mai come “zio”, c’e’ una sofferenza lancinante con la quale ci si abitua a convivere e che diventa poi quasi naturale e parte del tuo benessere/malessere quotidiano.

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Giu 12 2017

BRUNO LEONI

Category: Persone e personaggi,Società e politicagiorgio @ 00:25

 

 

BRUNO LEONI  (ANCONA, 26 APRILE 1913 – TORINO, 21 NOVEMBRE 1967)

 

 

Quest’anno ricorre il cinquantesimo della sua morte, di lui purtroppo ho letto poco, ma ricordo molto bene alcune  sue asserzioni  che ho archiviato e che mi sono  sempre rimaste bene in testa: 

 

 

– Gli uomini liberi sono governati dalle regole, gli schiavi sono governati dagli uomini.

 

 

Il diritto nasce dalla continua contrattazione tra privati e dovrebbe venire “scoperto” da esperti, non inventato da imbecilli. 

Pertanto un ordinamento consuetidinario è l’unico in grado di adeguarsi alle istanze della società in modo corretto e causando meno torti.

 

 

Quando la regola di maggioranza sostituisce senza necessità la scelta individuale, la democrazia confligge con la libertà individuale. E’ questo particolare tipo di democrazia che dovrebbe essere tenuto al minimo allo scopo di conservare un massimo di democrazia compatibile con la libertà individuale.

 


Il diritto e le leggi si possono generare anche facendo riferimento alla collaborazione spontanea di tutte le persone interessate, senza ricorso alle decisioni di gruppo, senza ricorrere a decisioni imposte da maggioranze variabili e dispotiche. Tale sistema è in grado di garantire quella libertà individuale che nel mondo di oggi sembra sempre più destinata ad affievolirsi.

 

 

Il potere legislativo è il MALE. 

Andiamo a votare come dei pirla gente che poi legifererà per premiare e punire minoranze. 

I parlamenti democratici pensano di risolvere ogni problema con una nuova legge producendo, nel migliori dei casi, tonnellate di regolamenti che male omologano una realtà differente. 

L’inflazione legislativa, inoltre, causa una crescente insensibilità verso le leggi. 

 

 

Risulta chiaro come questi scritti evidenziano parte  dei problemi che affliggono le moderne democrazie, e in particolare quella italiana. 

Il risultato è che per questi scritti, Leoni fu ed è ancora largamente ignorato.

 

 

 


Giu 02 2017

SILVIO BERLUSCONI, LA VILLA SAN MARTINO DI ARCORE E LA LEGGE DEL KARMA E DEL DOLORE

Category: Cronaca e notizie,Società e politicagiorgio @ 00:08

I  protagonisti della tragica vicenda: il marchese Camillo Casata Stampa, Anna Fallarino e Massimo Minorenti (nel riquadro piccolo in basso).

 

 

Berlusconi si è portato il Karma del Marchese Casati Stampa avendo acquistato, o arraffato, la villa di Arcore, dall’infante erede tutelata (per modo di dire) proprio dall’avvocato Cesare  Previti.

Gli annessi e connessi di quella truce vicenda dell’omicidio e del suicidio di via Puccini operato dal marchese Casati Stampa verso la moglie e il presunto amante. – (Il delitto di via Puccini designa un evento di cronaca nera verificatosi a Roma il 30 agosto 1970.  Si tratta di un duplice omicidio seguito dal suicidio dell’assassino) – Dolore unito a dolore in una storia inimmaginabile per quei tempi dominati dall’ipocrisia cattolico democristiana.

 

La vicenda ebbe ampia risonanza all’epoca per via dei personaggi coinvolti: il marchese Camillo Casati Stampa di Soncino (Roma, 1927), sua moglie, Anna Fallarino (Amorosi, 1929) e l’amante di questa, Massimo Minorenti, voluto dal marito per porre in essere un gioco legato alla impotenza morale e mentale o forse alla ricerca di una sacralità legata alla iera porneus arcaico Mediterranea. Personaggi significativi di un’epoca di transizione dove tutto è rottura con un passato di ipocrisia e perbenismo insulso.

 

Ecco che la Villa San Martino, oggi villa di Silvio Berlusconi lungo il Lambro ad Arcore, porta con se tutta una serie di risvolti negativi e degeneri di una storia truce e pesante. Quella dimora di Arcore comporta un coinvolgimento altamente occulto da paragonarsi al  “diamante maledetto Hope”.

 

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Mag 31 2017

LE PAROLE DI COSSIGA SU MARIO DRAGHI MAI SMENTITE

Category: Società e politicagiorgio @ 00:04

Girava l’anno 2008

 

Il defunto Francesco Cossiga

 

Roma, 24 gennaio 2008 – “Sembra che Mario Draghi, già socio della Goldman & Sachs, nota grande banca d’affari americana, oggi Governatore della Banca d’Italia sia il vero candidato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri di un “Governo istituzionale”.

 

Mario Draghi

 

“Mario Draghi? Impossibile immaginarlo a Palazzo Chigi. E’ un vile affarista che vendera’ l’economia italiana”’.

 

Lo ha detto l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga durante la trasmissione Unomattina.

 

“E così avrà modo di svendere, come ha già fatto quando era Direttore Generale del Tesoro, quel che resta dell’industria pubblica a qualche cliente della sua antica banca d’affari”.

 

 

 


Mag 26 2017

SUI VACCINI UNA GUERRA PIÙ POLITICA CHE SANITARIA

Category: Salute e benessere,Società e politicagiorgio @ 00:00

 

 

Nulla di nuovo sotto il caldo sole di primavera. Da mesi al ministero della Salute stavano preparando questo decreto che chiuderà la scuola dell’obbligo ai bambini non vaccinati. Per cui non c’è da sorprendersi. Si vedrà poi cosa accadrà al momento della trasformazione in legge. Perché è evidente che la misura annunciata ha poco di sanitario e molto di politico. Nelle ultime settimane i vaccini sono diventati centrali nello scontro tra i due maggiori rivali della scena italiana, il Pd e il M5S. Nell’ultimo periodo Renzi ha usato l’arma dei vaccini per andare all’attacco di Grillo, sostenendo che i Cinque Stelle sono anti vaccinisti. Ora sappiamo che la maggioranza degli italiani è largamente favorevole alla vaccinazione – i contrari sarebbero il 2 per cento – e quindi questo argomento dovrebbe servire, nelle intenzioni Pd, a togliere un po’ di consenso agli avversari. I quali da pochissimi giorni stanno cercando di difendersi, sia dichiarando di essere strafavorevoli ai vaccini, sia emarginando chi esprime dubbi all’interno del movimento. D’altronde i vaccini sono sicuramente un punto debole dei Cinque Stelle, per alcune bizzarre teorie – le scie chimiche – e per alcune esternazioni dello stesso Grillo. Per cui il lavoro che stanno facendo è di affidarsi ad un esperto, il professor Silvestri, che sta al M5S come un altro esperto, Burioni, sta al Pd. 

 

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Apr 29 2017

BISOGNA CAMBIARE L’ARTICOLO 53 DELLA COSTITUZIONE

Category: Economia e lavoro,Società e politicagiorgio @ 00:04

 

 

TASSE

 

La norma contenuta nell’articolo 53 della Costituzione italiana afferma: 

 

Tutti sono tenuti a concorrere  alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”. 

 

Potrebbe  sembrare valido in un paese normale.

 

Ma un paese nato sull’oppressione dei suoi popoli, su un’inclinazione mafiosa di parte della sua società, corrotto in tutti i suoi gangli, intriso di tangenti, di rapine più o meno legalizzate, di caste più o meno arroganti e malavitose e, altro, e altro ancora…. tale articolo va cambiato in:

 

Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche nella misura in cui  essi fruiscono delle stesse”

 

 


Apr 25 2017

L’EGEMONIA DI SINISTRA HA CREATO UN DESERTO E L’HA CHIAMATO CULTURA

Category: Società e politicagiorgio @ 00:16

Antonio Gramsci

 

 

Ma è vera o falsa la leggenda dell’egemonia culturale di sinistra? Cos’era e cosa resta oggi di quel disegno di conquista e dominio culturale? In principio l’egemonia culturale fu un progetto e una teoria che tracciò Gramsci sulla base di due lezioni: di Lenin e di Mussolini, via Gentile e Bottai.

 

La tesi di fondo è nota: la conquista del consenso politico e sociale passa attraverso la conquista culturale della società. Poi fu Togliatti che, alla caduta del fascismo, provò su strada il disegno gramsciano e conquistò gruppi di intellettuali, spesso ex fascisti, case editrici e luoghi cruciali della cultura. Ma il suo progetto non bucò nella società che aveva ancora contrappesi forti, dalle parrocchie all’influenza americana, dai grandi mezzi di comunicazione come la Rai in mano al potere democristiano ai media in cui prevaleva l’evasione.

 

La vera svolta avviene col ’68: l’egemonia culturale non si identifica più col Pci, che pure resta il maggiore impresario, ma si sparge nell’arcipelago radicale di sinistra. Quell’egemonia si fa pervasiva, conquista linguaggi e profili, raggiunge la scuola e l’università, il cinema e il teatro, pervade le arti, i media e le redazioni.

 

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