Gen 08 2018

CLINTON: L’UVA PROIBITA IN EUROPA

Category: Alimentazione e gastronomiagiorgio @ 13:07

 

Vietato nell’unione europea per la sua concentrazione di metanolo….forse…

 

 

È uno dei vitigni americani importati in Europa nel diciannovesimo secolo per essere resistenti alla fillossera . Il suo nome è dovuto a Clinton’s Villa negli Stati Uniti. nella contea di New York .

I primi dati di piantagione sono documentati nell’anno 1821 e il suo responsabile era l’orticoltore Hugh White, della città di Cohocs che aveva scoperto quel seme nel giardino di suo padre.

 

Francia

 

La Clinton (Clinto, Plant des Carmes o Worthington) è una varietà di vite utilizzata sulle pendicimeridionali del Massiccio Centrale francese, in particolare nella Lozère, nel Gard , a nord dell’Hérault o addirittura nell’Aveyron . Più in generale, il clinton è legato alle Cévennes , dove i minatori erano impegnati nella viticoltura come seconda attività.

 

Le Cévennes sono una catena montuosa nel centro-sud della Francia, che comprende parti dei dipartimenti di Gard, Lozère, Ardèche e Haute-Loire.

 

“The Clinton” è anche il nome dato al vino prodotto da quest’uva (a volte associato a succhi di vite o altri vitigni locali, come l’ Isabelle ). Il vino Clinton è un vino debolmente alcolico (spesso meno di 10 gradi), che deve essere bevuto molto giovane, poiché è scarsamente conservato. Spesso amaro, leggermente frizzante, gli antichi avevano l’abitudine di bere questo vino aggiungendo zucchero o limonata. Serve anche a fare “chabrot”, versando una piccola quantità di vino nella tua zuppa.

 

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Gen 05 2018

MANGIARE SANO ORA È UN DISTURBO MENTALE

Category: Alimentazione e gastronomia,Salute e benesseregiorgio @ 10:27

Negozio di prodotti biologici

 

 

di Mike Adams, the Health Ranger

 

L’industria psichiatrica, nel suo sforzo infinito di trasformare artificiosamente ogni attività umana in “disordini mentali”, sta ora propagandando il disordine più ridicolo che abbia mai inventato: il Disturbo del Mangiare Sano.

 

Non è uno scherzo: se ti focalizzi sul mangiare cibi naturali sei “mentalmente malato” e probabilmente hai bisogno di qualche tipo di cura chimica che includa potenti farmaci psicotropi. Scrive il quotidiano The Guardian: «La fissazione di mangiare sano può essere il sintomo di un grave disordine psicologico» e continua affermando che questo “disordine” è chiamato ortoressia nervosa, una locuzione Latineggiante che significa “preoccupati riguardo il mangiare correttamente”.

 

Ma non potevano chiamarlo semplicemente “disordine da preoccupazione sul mangiare sano“, poiché sarebbe sembrato come se non sapessero di cosa stanno parlando. Per cui l’hanno traslato in Latino, così sembra intelligente (anche se non lo è). Ecco da dove proviene la maggior parte dei nomi delle malattie: i dottori descrivono i sintomi che vedono con un nome tipo osteoporosi (che significa “ossa con dei buchi”). 

 

Tornando a questa malattia inventata, “ortoressia“, il Guardian continua: «Gli ortoressici hanno delle regole rigide sul cibo. Il rifiuto di toccare zucchero, sale, caffeina, alcol, grano, glutine, lievito, soia, cereali e latticini non è altro che l’inizio delle restrizioni dietetiche. Ogni cibo entrato in contatto con pesticidi, diserbanti o che contiene additivi artificiali è inammissibile».

 

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Gen 03 2018

MANGIARE GORGONZOLA PUÒ ALLUNGARE LA VITA. LO DIMOSTRA UNO STUDIO SULLA PREVENZIONE DELLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI

Category: Alimentazione e gastronomia,Salute e benesseregiorgio @ 00:02

 

 

Mangiare il gorgonzola allunga la vita. Lo dimostra un nuovo studio sugli alimenti che contengono spermidina, una molecola che fa bene al cuore e aumenta la longevità.

 

Una buona notizia per gli amanti del formaggio con la muffa, ma attenzione alla linea: se consumato con moderazione il gorgonzola può solo fare bene, ma va tenuto conto dell’alto contenuto di grassi che questo contiene.

 

Lo studio, pubblicato sulla rivista americana Nature, è stato condotto usando topi e ratti come cavie, rivelando gli effetti positivi che il consumo di questo formaggio può avere sulla circolazione.

 

La spermidina prende questo nome dai campioni di sperma nei quali fu scoperta per la prima volta. Non è solo contenuta nel formaggio ma anche nei semi di soia, fegato di pollo, piselli, mais, molluschi e crostacei. Questa molecola riesce nella riduzione della pressione sanguigna, secondo lo studio è quindi consigliato inserire questi alimenti nella propria dieta, contrastando così le malattie cardiovascolari.

 

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Dic 21 2017

LEGUMI – PERCHÉ È MEGLIO EVITARLI

Category: Alimentazione e gastronomia,Salute e benesseregiorgio @ 00:11

 

 

I legumi più comuni sono la soia, i fagioli, le lenticchie e le arachidi. Molti legumi sono altamente tossici quando non cotti.

 

I fagioli crudi possono uccidere i topi in due settimane se somministrati in quantità pari all’1% della dieta.

 

Molte di queste tossine possono essere eliminate durante la cottura, ma non tutte.

 

Fino a 15 ani fa, le importazioni di fagioli rossi in Sud Africa erano (legalmente) proibite per la potenziale tossicità sull’uomo.

 

I legumi sono tossicologicamente simili ai cereali.

 

Come il grano, i legumi sono mangiati dagli erbivori e per questo hanno sviluppato tossine per proteggersi dai mammiferi, compresi gli umani.

 

Le principali tossine dei legumi includono le lectine e gli inibitori alfa-amilasi (presenti anche nei cereali).

 

Ecco alcuni effetti della tossicità dei legumi:

 

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Dic 20 2017

IL DIABETE E IL LEGUMI

Category: Alimentazione e gastronomia,Salute e benesseregiorgio @ 05:41

 

 

Studio sull’influenza dei legumi nella dieta dei diabetici  di tipo 2

 

Le diverse varietà di Phaseolus vulgaris, come i fagioli borlotti, i fagioli neri e quelli rosso scuro, combinate con riso, sono un cibo tipico in molte zone del mondo, soprattutto nei Carabi, in America Latina, in Medio Oriente e nel Mediterraneo. Studi epidemiologici dimostrano che esiste una relazione tra l’aumento del consumo di fagioli e la diminuzione di tassi di prevalenza di malattie croniche, incluso il diabete di tipo 2.

 

Negli Stati Uniti, i Centri per il Controllo delle Malattie calcolano che 25,8 milioni di persone, ossia circa l’8% della popolazione, soffrono di diabete di tipo 2 mellito. Detta percentuale è superiore nei Latini (11,8%), e negli Afro-Americani (12,6).

 

I cambiamenti nell’alimentazione e nello stile di vita, sono il primo passo che raccomandano le principali autorità sanitarie come intervento per la prevenzione e il controllo del diabete di tipo 2. Nonostante i noti benefici di questi due fattori, generalmente si trascurano le raccomandazioni sul cambiamento d’alimentazione. Di fatto, la difficoltà dei diabetici ad adattarsi alle indicazioni dietetiche, è una delle preoccupazioni frequentemente riportate, soprattutto per quanto riguarda le popolazioni di Latini e degli Afro-Americani con diabete di tipo 2.

 

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Dic 10 2017

GLI EFFETTI DEL GLUTINE SUL CERVELLO

Category: Alimentazione e gastronomia,Salute e benesseregiorgio @ 00:40

 

 

Problemi come disturbi gastrointestinali (IBS), eruzioni cutanee, problemi di assorbimento dei nutrienti e la perdita ossea sono stati segnalati e osservati ormai in larga misura. Fortunatamente per molti, una dieta priva di glutine può alleviare queste condizioni e rivitalizzare la salute. Ma, oltre a questi disturbi, ci può essere un altro motivo per evitare il glutine: il suo effetto sul cervello.

 

La celiachia è una malattia autoimmune causata da intolleranza al  glutine che danneggia il piccolo intestino. Se si ha la celiachia e si consumano cibi con glutine, il sistema immunitario risponde danneggiando l’intestino tenue.

 

Il glutine è una proteina presente nel grano, segale e orzo. Si trova principalmente negli alimenti, ma si può trovare anche in altri prodotti come: medicinali, vitamine e integratori, balsamo per le labbra, la colla per francobolli e buste. La celiachia colpisce ogni persona in modo diverso.

 

I sintomi possono verificarsi nel sistema digestivo o in altre parti del corpo. Una persona potrebbe avere diarrea e dolori addominali, mentre un’altra persona può essere irritabile o depressa o avere frequenti mal di testa ed emicranie. L’irritabilità è uno dei sintomi più comuni nei bambini. Alcune persone non hanno sintomi.

 

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Dic 08 2017

LA STORIA DI DOM PÉRIGNON, QUELLO DELLO CHAMPAGNE

Category: Alimentazione e gastronomia,Persone e personaggigiorgio @ 15:13

Un altorilievo di Dom Pérignon realizzato presso l’abbazia di Saint-Pierre d’Hautvillers 

 

 

Il 24 settembre del 1715 moriva Pierre Pérignon, il monaco benedettino conosciuto come Dom Pérignon e il cui nome è legato alla storia e al marchio di uno degli champagne più conosciuti al mondo (la data della morte è dibattuta da tempo: alcuni storici ritengono fosse morto il 14 settembre, ma buona parte dei libri che ne parlano concorda sul 24). Secondo la leggenda, Pérignon avrebbe importato da Limoux, un paese nella Linguadoca-Rossiglione, il metodo per la rifermentazione in bottiglia alla base del sistema per fare lo champagne. A differenza di quanto viene spesso riportato, Dom Pérignon non era un alchimista: aveva la responsabilità dei vigneti nel monastero di Hautvillers, nella regione della Champagne-Ardenne. A lui è invece giustamente attribuito il merito di avere selezionato con cura i vigneti più adatti da mettere insieme per realizzare lo champagne.

 

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Dic 05 2017

VINO SPUMANTE FRANCIACORTA, QUANDO L’ORIGINE FA LA DIFFERENZA

Category: Alimentazione e gastronomiagiorgio @ 00:04

 

 

E’ tempo di vendemmia, di pensare alla produzione del vino buono per la nuova annata. Il vino della Franciacorta, ormai noto in tutto il mondo, sarà pronto tra breve, come gli altri, per essere imbottigliato.

 

Ma come e dove nasce, quale è l’origine di questo particolarissimo e amato vino?

 

Nei vigneti della Franciacorta, dolci colline verdeggianti di fìlari, dove nel 1961 Berlucchi stappò la prima bottiglia di spumante iniziando a contendere il mercato ai rivali francesi. Che per giunta potrebbero aver dato il nome alla regione vinicola.

 

Narra la leggenda che Carlo Magno, conquistata Brescia ai longobardi nel 774, diede ordine alle sue schiere di accamparsi a Rodengo Saiano; di lì a poco si tennero le celebrazioni di San Dionigi, che il Magno monarca analfabeta aveva giurato di festeggiare a Parigi, così, un po’ per consolarsi ma anche perché il paesaggio gli sembrava familiare, decretò che quella zona era “una piccola Franda”.

 

Poi gli studiosi di etimologia, che si intestardiscono a smontare le leggende, hanno trovato altre spiegazioni, non del tutto concordi: il nome deriverebbe da francae curtes, le piccole comunità di monaci benedettini che nel medioevo erano esentate dalle tasse, in cambio della bonifica e della coltivazione delle terre, oppure da Franca Contea (più o meno il motivo è lo stesso), impostale dalle milizie francesi nel XVIII secolo (che probabilmente neppure ricordavano l’esistenza di un certo Carlo Magno), sempre perché esente da tasse… e le tasse, da tempi immemorabili, pare siano motivo di innumerevoli moti insurrezionali camuffati da patriottismo o indipendentismo.

 

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Dic 03 2017

LA STORIA DELLA POLENTA… LA POLENTA VENETA…OVVERO I POENTONI DOC I ZE SOLO QUA!

Category: Alimentazione e gastronomiagiorgio @ 02:46

 

 

L’uomo delle caverne sicuramente dovette alimentarsi con cereali che usava macinare grossolanamente tra due pietre e cuocere in acqua bollente. Così fecero i babilonesi, gli assiri e gli egiziani. Dei grani di mais sono stati rinvenuti a Tebe, in una tomba egizia a testimonianza di ciò.

 

Nell’epoca romana la polenta era chiamata con un nome molto simile al nostro, “pultem”.  Essa era fatta con un cereale simile al grano, più duro: il farro , che macinato e cotto, dava una polentina molle, che veniva servita con formaggi e carni varie.

 

Solo con la scoperta delle Americhe e quindi del mais il binomio polenta e mais divenne indissolubile fino ai giorni nostri. Infatti sino ad allora, ripetiamo, la materia-base della polenta non era il mais, ma il farro, il grano saraceno, il miglio, il sorgo o il panico.

 

Solo dopo che Cristoforo Colombo, sbarcato a Hispaniola (l’attuale isola caraibica occupata dalla Repubblica Dominicana e Haiti) ebbe trovato quei grani d’oro, che egli chiama, come aveva udito gli indigeni Tainos chiamarli, MAHIZ (“una specie di fava” scriverà nelle sue lettere indirizzate ai reali di Spagna, “una specie di grano chiamato mahis” 5 novembre 1492), solo allora si comincerà a parlare di “mais”. 

 

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Giu 26 2017

LA GRASPIA, EL VIN PICOLO DEI PITOCHI

Category: Alimentazione e gastronomia,Lessiniagiorgio @ 12:01

 

 

In passato anche sui nostri monti Lessini quasi tutti i proprietari terrieri che utilizzavano la manovalanza (“i laorenti a jornàda”) per i lavori nei campi, quali ad esempio i “segàti”, usavano somministrare a ciascun operaio circa un litro di vino al giorno; per questo uso erano soliti produrre e/o acquistare una certa quantità di vino “annacquato” e acidulo.

Questa bevanda, le cui origini si perdono nella notte dei tempi, in passato era conosciuta con varie denominazioni, nel veronese ed in Lessinia in particolare era noto come “graspìa o vìn piccolo”; si otteneva dall’acqua pura versata nella vinaccia e lasciata per più giorni in fermentazione nel tino.

 

Essa generalmente difettava di grado alcolico e tendeva con facilità ad alterarsi, ma ciò dipendeva esclusivamente dalla mancata conoscenza dell’epoca di saper ottimizzare il processo per poter ottenere buoni risultati.

 

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Mag 19 2017

L’ITALIA CAMBIA … LA PIZZA È SEMPRE LA STESSA

Finiva  il millennio

 

Pizzeria Brandi 

 

 

L’ITALIA CAMBIA … LA PIZZA È  SEMPRE LA STESSA

 

 

BEN  ARRIVATI  A NAPOLI.

 

BRANDI…ANTICA PIZZERIA DELLA REGINA D’ITALIA … LA PIZZA DAL 1780

 

Salita S. Anna di Palazzo, 2  Napoli 

 

 

http://www.brandi.it/

 

 


Feb 18 2017

LA DIETA PER VIVERE A LUNGO E IN SALUTE

Category: Alimentazione e gastronomia,Salute e benesseregiorgio @ 12:49

Dal menù dei centenari la nuova dieta di Valter Longo, il ‘guru della longevità’

 

 

 

Ecco la Dieta della longevità in 15 punti:

 

  • 1) Adottare una dieta vegana aggiungendo il pesce, limitandolo a 2-3 pasti a settimana e facendo attenzione a quello con altro contenuto di mercurio;
  • 2) Ridurre al minimo i grassi saturi animali e gli zuccheri ;
  • 3) Consumare fagioli, ceci, piselli e altri legumi come principale fonte di proteine;
  • 4) Fino a 65-70 anni mantenere basso il consumo di proteine (0,7-0,8 grammi per chilo di peso corporeo), mentre dopo aumentarlo leggermente per non perdere massa muscolare;
  • 5) Consumare grandi quantità di carboidrati complessi (pomodori, broccoli, carote, legumi);
  • 6) Consumare quantità relativamente alte di olio di oliva (50-100 millilitri al giorno) e un pugno di noci o mandorle o nocciole;
  • 7) Mangiare almeno 2 volte a settimana pesce, crostacei e molluschi con alto contenuto di omega-3/6 e/o vitamina B12 (salmone, acciughe, sardine, merluzzo, orate, trota, vongole, gamberi);
  • 8) Seguire una dieta ricca di vitamine e minerali, ma integrarla 2-3 volte a settimana con un multi-vitaminico/minerale di alta qualità;
  • 9) Mangiare nell’arco di 12 ore al giorno (per esempio iniziare dopo le 8 e finire prima delle 20);
  • 10) Non mangiare per almeno 3-4 ore prima di andare a letto;
  • 11) Intraprendere periodicamente cicli di 5 giorni di Dieta mima-digiuno ogni 1-6 mesi, in base al bisogno e al consiglio del medico o nutrizionista. Alla Dmd sono dedicati diversi capitoli del libro;
  • 12) Per persone sovrappeso o che tendono a prendere peso è consigliabile fare 2 pasti al giorno: colazione e pranzo oppure cena, più 2 spuntini da 100 calorie con basso contenuto di zuccheri (meno di 3-5 grammi), uno dei quali sostituisce un pasto. Consultare un nutrizionista per prevenire la malnutrizione;
  • 13) A chi ha un peso normale e/o tende a dimagrire è consigliabile fare i 3 pasti normali, oltre a uno spuntino da 100 calorie con pochi zuccheri;
  • 14) Tenere sotto controllo peso e girovita per decidere il numero di pasti al giorno, se 2 o 3;
  • 15) Mangiare selezionando i giusti ingredienti tra quelli che assumevano i propri antenati. Perché il cibo è anche storia e cultura. E noi “siamo ciò che mangiamo”.

 

Fonte: da http://www.lafucina.it

 


Dic 06 2016

LA PASTINA DE BORTOLIN: L’ORIGENE DI TUTTE LE TORTE E PASTE DIPLOMATICHE ALL’ITALIANA

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Pastina de Bortolin

 

 

Quella che tutti conosciamo come ‘pasta diplomatica’ o ‘pasta italiana’ e che troviamo in tutte le pasticcerie d’Italia nasce, in realtà, a Villafranca di Verona alla fine dell’Ottocento e la sua denominazione originale è ‘pastina de Bortolin’, dal nome del gelataio che la inventò.

 

Tipico dolce da forno a base di pasta sfoglia, pan di Spagna e crema pasticcera, la ‘pastina de Bortolin’ fu inventata da Bortolo Dainese nella sua gelateria denominata ‘Bortolin’, e nel corso degli anni fu copiata da altri pasticceri, anche se con lievi differenze negli ingredienti rispetto alla ricetta originale, la quale si è tramandata di padre in figlio mantenendo gli stessi tradizionali sapori delle origini.

 

Ottima come dessert a fine pasto, ma anche come goloso spuntino accompagnata da un buon caffè, la ‘pastina de Bortolin’ deve essere consumata fresca. Per realizzarla, infatti, è necessario preparare settimanalmente pasta sfoglia e pan di Spagna e, giornalmente, la crema pasticcera.

 

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Ott 15 2016

IL PESCE IN LAGUNA VENETA: PICCOLO DIZIONARIO PER I FORESTIERI

Category: Alimentazione e gastronomia,Veneto e dintornigiorgio @ 00:12

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Il mercato veneziano su pesci, crostacei e molluschi è certo il riferimento più celebrativo e rappresentativo del pesce veneto, appena seguito da quello di Chioggia che per altro ha sue espressioni tipiche.

 

Qui di seguito elenchiamo alcuni nomi in gran parte ripresi da una  pubblicazione degli anni ’20 e, per quanto tempo sia passato, ancora oggi attualissima rispetto a nomi e riferimenti rimasti intatti soprattutto tra i pescatori della Laguna veneta.

 

Espressioni, specie:

 

Anguela, il latterino, quel piccolo pesciolino comunissimo in Laguna che si mangia fritto con la polenta.

 

Astese, l’astice che, un tempo, si ritrovava lungo i murazzi e le dighe del porto.

 

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Set 30 2016

IL DIGIUNO È LA PIÙ POTENTE TECNICA DI GUARIGIONE

Category: Alimentazione e gastronomia,Salute e benesseregiorgio @ 06:36

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La pratica del digiuno era conosciuta sin dai popoli primitivi, che la attuavano sia in senso fisiologico, per guarire dalle malattie, sia in senso religioso, per purificarsi ed entrare in contatto con il divino.

Si può ragionevolmente affermare che il corpo umano sia progettato apposta per far fronte a periodi anche notevolmente lunghi di astensione dal cibo: non si potrebbe, infatti, spiegare la sopravvivenza dell’uomo primitivo in un contesto ambientale in cui la disponibilità del cibo era assolutamente casuale e saltuaria.

 

Il digiuno è una pausa, un riposo, dall’attività nutritiva, ed è forse la più importante tecnica di guarigione che l’essere umano è progettato per usare. I principali effetti del digiuno sono:

 

  • riposo dell’intero tubo digerente
  • aumento di almeno il 200% dell’energia del sistema immunitario per ripulire il corpo dalle cellule malate, dai virus ed infezioni presenti
  • eliminazione dei residui metabolici e tossine accumulate
  • purificazione dell’intero essere

 

Persa nel tempo la valenza fisiologica e spirituale del digiuno, la società contemporanea ha instillato in noi l’idea che digiunare sia qualcosa di terribile, di punitivo, di improponibile e ogni giorno ci bombarda con messaggi che hanno fatto diventare quell’atto semplice e spontaneo della nostra esistenza, l’alimentarsi, un qualcosa di artificioso, complicato e spesso dannoso. Eppure sono numerose le testimonianze di persone che hanno digiunato anche per 40 giorni per guarire da malattie o per motivi spirituali.

 

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