Nov 20 2018

LA SHARIA È ANTICOSTITUZIONALE, NON SI PUÒ INSEGNARE A SCUOLA CHE ISLAM È BONTÀ.

 

 

L’UNICO DIO CRISTIANO E CATTOLICO E LA DIVINITÀ ISLAMICA: NULLA VI È IN COMUNE.

 

I 99 nomi di Allah

Chiariamo innanzitutto che Allah non è il nome arabo che corrisponde al Dio unico dell’ebraismo e al Dio Uno e Trino del cristianesimo. Allah era uno dei 360 idoli pagani preesistenti all’islam che Maometto ha monopolizzato, scegliendolo come unico dio da adorare ed escludendo gli altri 359 idoli, e ha personalizzato sostenendo che Allah rivelava solo a lui ciò che gli altri comuni mortali dovevano fare o non fare.

Chiariamo che Maometto non è stato un sant’uomo ma un predone del deserto, che negli ultimi dieci anni della sua vita, tra il 622 e il 632, fece un centinaio di razzie e guerre, a cui lui personalmente partecipò e in cui combatté, uccise, sgozzò e decapitò i suoi nemici, e fu particolarmente feroce con gli ebrei.

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Ott 16 2018

C’ERA UNA VOLTA LA SCUOLA.

Category: Scuola e universitàgiorgio @ 14:04

Scuola di una volta

 

 

Quella viva, vera, quella che si chiamava elementare, perché quello che ci si faceva era, appunto, elementare, semplice.

 

Era una scuola pulita, colorata, allegra, con quel profumo tipico, misto di gesso, colla vinilica, carta e sapone. Sapeva appunto di scuola.

 

Era una scuola dove arrivavi col sorriso. Attaccavi i cartelloni senza paura che se fossi caduta ti beccavi una denuncia perché l’assicurazione non ne risponde. I mariti e gli amici delle maestre entravano senza problemi per portare gli scatoloni di libri, i nonni in pensione (si andava ancora in pensione) venivano a tinteggiare le pareti o a dipingere mobili di recupero con colori sgargianti, piantavano le erbe aromatiche nelle aiuole del cortile senza dover stilare progetti e dare un preventivo per fare gare d’appalto.

 

Festeggiavi qualsiasi cosa, compleanni, nascite, prime comunioni, si mangiava di tutto e in allegria, senza intolleranze ed allergie. Distribuivi caramelle, cioccolatini e fette di torte fatte in casa.

 

Ti fermavi fino a tardi per finire di correggere senza essere cacciati perché i bidelli dovevano chiudere e attaccare l’allarme, visto che le chiavi della scuola le tenevano anche le maestre.

,

Scrivevi sulla lavagna di ardesia e compilavi registri di carta senza sentirti sfigato se non funziona la LIM o non c’è Internet.

 

Si andava a cena con i colleghi e a ricreazione si affettava il salame che portava il maestro e si faceva merenda con quello, perché non c’erano i distributori automatici. Il caffè lo faceva la bidella con la moka e te lo portava in classe, senza che fosse nel suo contratto di lavoro. In compenso se si usavano le tempere ti fermavi a pulire tu i banchi sporchi.

 

Era una scuola serena e se qualcuno si ammalava, i colleghi gli telefonavano per sapere come stava, non per sapere il suo orario per trovare le sostituzioni.

 

Perché se ti ammalavi nominavano le supplenti, non dividevano gli alunni nelle altre classi.

 

Questa era la scuola, la buona scuola.

 

Ora è solo un ricordo lontano, una favola da raccontare ai bambini di oggi, sempre che non siano impegnati a girare da una classe all’altra perché la loro maestra è ammalata.

 

Quanta nostalgia per tornare ad insegnare in una scuola così! Quella della nostra infanzia, per la quale vedendo le nostre maestre appassionate e colme di valori e personalità vere, autentiche, abbiamo deciso di seguire la loro strada-

 

Fonte: srs di Pina di Caprio, da Facebook  del 14 ottobre 2018

Link: https://www.facebook.com/groups/professioneinsegnante/permalink/1930598730387112/

 

 


Ott 14 2018

OGGI HO CHIESTO AD ALCUNI LICEALI CHE PROTESTAVANO

Category: Monolandia,Scuola e università,Società e politicagiorgio @ 20:00

 

 

Oggi ho chiesto ad alcuni liceali che protestavano:

Io “Come mai tutto sto casino?”
– Una ragazza di 3^ “Perché Salvini è un fascista, anzi, no, è nazista.”
– Io “Perché dici che è nazista?”
– Lei “Perché non vuole mettere soldi alle scuole e arresta tutti i profughi.”
– Io “Ma Salvini NON si occupa di scuola e poi vuole arrestare solo i delinquenti.”
– Lei “Non è vero! Noi abbiamo bisogno di tutti i profughi perché se noi diventiamo dottori, chi coltiva la terra?

 

 

– Io “Come mai state scioperando?”
– Un ragazzo di 19 anni “Perché ci siamo rotto i coglioni di questi vecchi bacucchi della politica italiana.
– Io “Ma, veramente, i due ministri che state contestando sono giovanissimi e appena arrivati al governo.”
– Lui “A me che cazzo me ne frega, frate, qua dicono tutti così!”

 

– Io “come mai tutta sta mobilitazione?”
– Un altro ragazzo più giovane ” I proff. hanno detto che questi ministri sono incapaci e vogliono distruggere la scuola.”
– Io “Ma tu cosa ne pensi?”
– Lui “A me basta che saltiamo un giorno di scuola!
– Io “Ma sai, almeno, chi sono i ministri che contestate?”
– Lui “Come si chiama, quella lì, forse Fornero? No, aspetta… chiama alcuni amici e amiche in aiuto… la prima dice, “La Rossa no!“…

 

la seconda dice “No ma che cazzo dici, si chiamano Mattarella e quello scemo di Saviano.” (Saviano!?!)…

 

Ma il terzo è il più fenomenale… “Minchia raga, non sapete proprio un cazzo, è contro il governo e la BELDRINI (ha detto e ripetuto proprio BELDRINI) CHE CI STIAMO FACENDO SENTIRE.

 

AUGURI RAGAZZI

 

 

Fonte: da Facebook di Antonio  Settembrini del 12  ottobre 20018

Link: https://www.facebook.com/antonio.settembrini.10

 


Gen 09 2018

PERCHÉ È IMPORTANTE SCRIVERE A MANO?

Category: Cultura e dintorni,Scuola e universitàgiorgio @ 01:06

 

Per anni un semplice taccuino è bastato per essere organizzati al lavoro, ma con i recenti progressi tecnologici sempre più persone preferiscono prendere appunti su laptop e computer. Anche se memorizzare gli impegni sul computer sembra un metodo più efficiente, siamo sicuri che aiuti ad essere più organizzati?

 

Virginia Berninger, professoressa di psicologia dell’Università di Washington, spiega che scrivere a mano mette in moto le stesse regioni del cervello coinvolte nel pensiero, memoria e linguaggio, e dimostra che il cervello dei bambini che prediligono questo metodo è più attivo rispetto a chi scrive su una tastiera.

 

Secondo lo psicologo francese Stanislas Dehahene, il circuito neurale che viene messo in moto quando scriviamo ci fa assimilare il gesto per tracciare un segno determinato, facilitando allo stesso tempo i nostri percorsi d’apprendimento. Inoltre, combinando le nostre abilità motorie con la sensazione fisica di toccare carta e penna, i nostri cervelli ricevono un feedback nettamente migliore rispetto a quello di scrivere con la tastiera.

 

Ecco le ragioni per cui potrebbe essere più vantaggioso utilizzare un diario cartaceo rispetto ad uno digitale:

 

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Ott 12 2017

DISLESSICI FAMOSI NELLA STORIA

Importanti dislessici nel Mondo

 

 

Cos’hanno i comune alcuni dei più famosi artisti, musicisti, scienziati, attori, politici, regnanti, e atleti mai esistiti nella storia? Oltre all’incommensurabile ed inestimabile contributo lasciato ai posteri, erano (o sono, per quelli ancora in vita) tutti affetti da dislessia.

Chiaramente per alcuni di questi personaggi, poiché sono morti in epoche in cui ancora non si conosceva bene questo tipo di disturbo, non vi è la certezza assoluta che possano essere stati dei dislessici, ma vi sono molte prove a supporto di tale ipotesi.

 

Ad ogni modo, anche se la dislessia crea difficoltà in certe aree per i bambini, gli studenti ed anche gli adulti, è frequente nei dislessici una coordinazione, un’empatia e uno spirito artistico al di sopra della media. Sembra infatti che la più grande barriera al successo sia la mancanza di fiducia in se stessi, dato il forte – a volte eccessivo – peso che si dà alla scrittura in età scolare. Le strategie di apprendimento devono quindi essere diverse rispetto a quelle classiche. Con un aiuto adeguato una persona dislessica può vivere una vita e una carriera molto soddisfacente anche in aree come la scrittura o la recitazione.

 

Di seguito riportiamo una lista dei più famosi dislessici (o presunti tali) della storia di tutti i tempi:

 

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Dic 11 2016

DALLA SCUOLA ALLA BUONA SCUOLA: EVOLUZIONE DEL SISTEMA SCOLASTICO A PARTIRE DAL 1950

Category: Monade satira e rattatuje,Scuola e universitàgiorgio @ 12:49

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Evoluzione del sistema scolastico a partire dal 1950.

 

TEST DI ARITMETICA (ELEMENTARE)

 

  1. Aritmetica elementare nel 1950

 

Un boscaiolo vende un carro di legna per 100.000 lire.

Il costo di produzione è 4/5 del prezzo di vendita.

Quanto guadagna?

 

  1. Aritmetica elementare nel 1970

 

Un boscaiolo vende un carro di legna per 100.000 lire.

Il costo di produzione è pari all’80% del prezzo di vendita.

Quanto guadagna?

 

  1. Aritmetica elementare nel 1980

 

Un boscaiolo vende un carro di legna per 100.000 lire.

Il costo di produzione è di 80.000 lire.

Quanto guadagna?

 

  1. Aritmetica elementare nel 1990

 

Un boscaiolo vende un carro di legna per 100.000 lire.

Il costo di produzione è di 80.000 lire.

Quanto guadagna? Scegli la risposta tra le seguenti:

 

[ ] 20.000    [ ] 40.000    [ ] 60.000    [ ] 80.000    [ ] 100.000

 

  1. Aritmetica elementare nel 2000

 

Un boscaiolo vende un carro di legna per 100.000 lire.

Il costo di produzione è di 80.000 lire.

Il guadagno è di 20.000 lire. E’ giusto?

 

[ ] Sì    [ ] No

 

  1. Aritmetica elementare nel 2010

 

Un boscaiolo vende un carro di legna per 100 euro.

Il costo di produzione è di 80 euro.

Se sapete leggere tracciate una X nella casella del 20 euro che rappresenta il guadagno.

 

[ ] 20    [ ] 40    [ ] 60    [ ] 80    [ ] 100

 

  1. Aritmetica elementare ed educazione alla competenza interdisciplinare nel 2015

 

Un boscaiolo vende un carro di legna per 100 euro. Il costo di produzione è di 80 euro. Formate un gruppo di lavoro di quattro persone ed indicate:

 

  1. a) Il nome del taglialegna (competenza linguistica)
  2. b) Disegnate il boscaiolo mentre taglia la legna (competenza artística)
  3. c) Eseguite la seguente operazione: 100 – 80 = 20 (competenza matematica)
  4. d) Aiutate il boscaiolo nel suo lavoro (competenza etica)

 

Se l’alunno/alunna non ha completato le attività di cui al punto precedente si valuti la sua partecipazione alle attività formative, la corretta pulizia di scarpe e uniforme, la sua pettinatura e la presenza della cartellina per gli appunti: non importa se la cartellina è vuota, non siate fiscali, in ogni caso si evitino discussioni con i genitori, si eviti ogni violazione dei diritti umani e non si concedano pretesti ai giornalisti per le loro polemiche…

 

Nel contempo e variata la disciplina scolastica per i test

 

 

1950:

Se facendo il test ti comporti da bullo, l’insegnate ti molla una sberla. Quando arrivi a casa tuo padre te ne molla un altro paio.

 

2015:

Se facendo il test ti comporti da bullo, l’insegnate ti domanda scusa, tuo padre ti compra un smartphone nuovo e va ad insultare l’educatore…poi i genitori chiedono i danni e gli interessi alla scuola per il trauma emotivo. Vincono tutti i processi.

 

(Liberamente tratto dal testo Educacion por competencias di Veronica Fierro)

 

 


Feb 22 2016

SEMPRE PIU’ TONTI: PROVE SCIENTIFICHE CHE LA GENTE STA DIVENTANDO “PIU’ STUPIDA”

Category: Scuola e universitàgiorgio @ 00:04

 

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Di Michael Snyder

 

La gente è più stupida di una volta? Le generazioni precedenti erano più acute di noi? Forse è da un po’ che sospettate che la gente stia diventando più stupida, ma ora in effetti abbiamo prove scientifiche che dimostrano che è proprio così.

 

Come leggerete di seguito, i quozienti intellettivi medi stanno diminuendo in tutto il mondo, i punteggi dei test scolastici statunitensi sono in declino da decenni, e gli scienziati hanno perfino scoperto che i nostri cervelli nel tempo sono diventati più piccoli.

Perciò se in alcuni giorni vi sembra di svegliarvi nel bel mezzo del film “Idiocrazia”, forse non siete molto lontani dalla realtà.

Molti ingredienti del nostro cibo-spazzatura non beneficiano lo sviluppo celebrale, il nostro sistema educativo è una barzelletta totale, e la maggioranza degli americani sono assolutamente dipendenti da fatui intrattenimenti.

 

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Gen 28 2016

UNIVERSITA’ PADANE? DEVASTATE! ERANO LE MIGLIORI DEL MONDO

Category: Scuola e universitàgiorgio @ 00:08

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Università di Bologna

 

di FEDERICO COMPAGNONI

 

Le Università delle regioni padane sono state le migliori del mondo. Per quanto si cerchi di rigirare i dati storici, questa realtà emerge da ogni pagina consunta, da ogni documento di storia mondiale delle Università.

Il Meridione ha avuto la prima Università del mondo: quella di Salerno (nel IX secolo).

 

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Gen 26 2016

DECLINO EUROPEO E DECLINO DEGLI ATENEI ITALIANI

Category: Scuola e universitàgiorgio @ 00:05

UNIV-PADOVA

Università di Padova

 

di PAOLO L. BERNARDINI

 

In un recente intervento video pubblicato in questo giornale, Carlo Lottieri ha parlato del declino dell’Europa. Condivido appieno il suo discorso, nelle linee generali e direi in quasi tutte quelle particolari. Occorre però riflettere su una piccola svista di Lottieri, ovvero quella secondo cui il declino delle università europee sarebbe parte di questo declino generale.

Ora, questo non è del tutto vero. Se prendiamo ad esempio una delle classifiche maggiormente seguite, e serie, quella del “Times Higher Education Supplement”, http://www.timeshighereducation.co.uk/world-university-rankings/2011-2012/top-400.html  per il 2011-2012, le università europee non sfigurano.

 

Prendiamo le prime 100.

Al primo posto abbiamo quella chicca del CalTech, al secondo quel blasonato gigante che si chiama Harvard (a metà Seicento uno studente del Massachussets fece domanda di ammissione a Padova, allora una stella assoluta, dicendo che non voleva studiare in quel postaccio con due libri e tre professori che si chiamava…Harvard!).

Se prendiamo le prime cento, abbiamo 30 università (il 30%! Anche per un impedito in matematica come me come è facile calcolare le percentuali sulla cifra di 100!) europee.

 

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Apr 09 2015

LA TEORIA DEL GENDER NON ESISTE : NERVI TESI SU WIRED

Category: Monolandia,Scuola e università,Società e politicagiorgio @ 05:48

Su Wired, per difendere il condizionamento psicologico operato fin dai bambini della scuola materna, si arriva a negare che esista la teoria del Gender che sarebbe un’invenzione dei cattolici.

 

che famiglia vuoi

 

 

La testata è Wired e propone un giornalismo fatto da giovani e rivolto ai giovani, il termine “wired” significacollegato via cavo, ma in un uso gergale può anche significare “agitato, dai nervi tesi”, e in questo caso sembra proprio che il significato da intendere sia il secondo. Un’agitazione scaturita dal dover fronteggiare le critiche giunte riguardo all’insegnamento della (secondo loro inesistente) teoria del Gender nelle scuole. La domanda ovviamente è la seguente: ma se la teoria del Gender davvero non esiste, contro cosa protestano le associazioni che la contrastano?

 

Si capisce subito che Wired opera dall’interno di una teoria del complotto: il Gender l’hanno inventato i cattolici. Ecco le esatte parole impiegate nell’articolo:

 

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Apr 01 2015

LO AMMETTO: FACCIO IL DOCENTE PER FARE TRE MESI DI VACANZA

Category: Scuola e universitàgiorgio @ 00:13

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Prof. Matteo Saudino, docente di storia e filosofia a Torino.

 

 

Egregio Ministro Poletti,

 

ebbene sì lo devo e lo voglio ammettere. Mi sono laureato, ho preso due abilitazioni a numero chiuso, ho fatto un concorso nazionale e sono precario da 13 anni (assunto il primo di settembre e licenziato il 30 giugno) non tanto perché volevo far l’insegnante, ma per godermi tre mesi di vacanze estive, oltre ovviamente a quelle natalizie, pasquali, di carnevale e ai ponti dei santi, dell’immacolata, del 25 aprile, del primo maggio e del 2 giugno. Peccato non si stia a casa anche il giorno della festa della mamma, del papà, della donna e magari dei nonni.

 

Egregio ministro Poletti,

ebbene sì lo devo e lo voglio ammettere, la volgarità e la disonestà intellettuale che caratterizza lei e tutto il governo Renzi è squallida e imbarazzante, sintomo di un paese sempre più allo sbando, retto da personaggi di piccolo cabotaggio, corrotti, prepotenti e mediocri.

 

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Gen 25 2015

SCUOLA PUBBLICA, LA MACCHINA PER FABBRICARE MANSUETI ELETTORI

Category: Scuola e università,Società e politicagiorgio @ 00:06

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di DENIS DE ROUGEMONT

 

Io credo all’assurdità di fatto dell’istruzione pubblica. Credo anche che non si possa riformare l’assurdo. Chiedo soltanto che mi si spieghi perché trionfa e perpetua; con quale diritto ci schiaccia.

 

La risposta è semplice, terribilmente semplice: con il diritto della Democrazia.

 

L’istruzione pubblica e la Democrazia sono sorelle siamesi. Sono nate contemporaneamente. Sono cresciute e si sono abbellite all’interno di uno stesso movimento. Redarguire l’una significa far piangere l’altra. Ascoltare ciò che dice l’una significa sapere che cosa pensa l’altra. Esse non moriranno che insieme. Non vi sarà che un’orazione. Laica.

 

Voglio che non mi si contesti questa tesi. Essa è glorificata in tutti i banchetti ufficiali da oratori commossi e ci vorrebbe una solenne ipocrisia a fingere di non riconoscerla, una volta dissipato il fumo dei civet, dei sigari e delle ideologie inebriate. D’altronde, questa idea che ho l’onore di dividere con i miei avversari corrisponde a fatti semplici e evidenti; sarebbe veramente un peccato privare questi Signori di un colpo fortunato così raro.

 

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Gen 21 2015

LA POLITICA È L’INVERSIONE DELLA VITA. INTERVISTA CON MARCO BASSANI

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J.J. David, “L’incoronazione di Napoleone” (1806)

 

 

DIALOGHI SUL POTERE,   15/01/2015

 

“Il problema”, osserva Marco Bassani, professore di storia delle dottrine politiche all’Università di Milano, “è che la vita reale non entra mai nei giudizi politici”. Un’analisi a tutto campo sul ruolo della Chiesa e del Politico nel mondo moderno e postmoderno.

 

 

Domenica scorsa, 11 gennaio, abbiamo visto centinaia di migliaia di persone sfilare a Parigi. Il senso di questa cerimonia laica, in qualche modo ancora ci sfugge. Iniziamo oggi il primo di cinque dialoghi sulla genealogia del moderno, incontrando Luigi Marco Bassani

 

 

UN MOSTRO MODERNO: LO STATO

 

Lei ha ricordato che dopo «la scristianizzazione dell’Occidente, deificato lo Stato, monumento e greppia delle elite, le classi colte dell’Occidente si trovano ora costrette ad inchinarsi di fronte ad un altro dio.  Nemesi: divinizzando lo Stato siamo diventati incapaci di combattere chi vuole statalizzare il divino». Una lettura su cui Le chiedo di tornare.

 

Marco Bassani: La mia lettura parte dal 1790: il 13 febbraio 1790 l’Assemblea votò la proibizione per i voti religiosi e la soppressione di tutti gli ordini e le congregazioni (esclusi quelli che esercitavano attività ospedaliera e scolastica). Nel luglio del 1790 con la Costituzione civile del clero….

 

Per capirci, la Costituzione approvata dall’Assemblea nazionale francese, volta a regolamentare la vita della Chiesa sul territorio nazionale, con la soppressione dei privilegi degli ordini religiosi e una stretta irregimentazione dei parroci, che finirono per essere eletti – e quindi alle dipendenze – dal potere politico …

 

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Nov 20 2014

SUD, ASINO CHI LEGGE

Category: Scuola e universitàgiorgio @ 01:53

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La pubblica amministrazione non è mai stata nordista. Nella scuola la selezione della classe dirigente parla meridionale. Nella Rai altrettanto. Altrettanto nelle forze armate e in Polizia. Per non parlare dei ministeri. O delle Poste. Si dice che sia per una tradizione del Mezzogiorno a puntare nello Stato come luogo di lavoro. Il Nord, più intraprendente verso le libere professioni, invece, preferisce non partecipare ai concorsi pubblici. Oppure c’è chi dice che è perché i concorrenti ai concorsi pubblici del Sud siano più preparati.

 

Noi non facciamo altri commenti, pubblichiamo però di seguito l’esito dell’inchiesta che ha effettuato Save the children sulla scolarizzazione del Mezzogiorno. Non solo bassa. Ma anche di scarsa qualità. Per fortuna quelli che si salvano vanno a costituire l’ossatura della burocrazia dello Stato italiano. Buona lettura.

 

“Il livello d’istruzione degli alunni del Mezzogiorno si allontana sempre più dall’Europa e dal resto dell’Italia: la dispersione scolastica rimane del 24,8% in Sicilia e Sardegna, del 21,8% in Campania, del 19,7% in Puglia.

La media nazionale di alunni che lasciano banchi e libri prima dei 16 anni è invece del 17,6% di alunni, quella dell’UE del 12,7% e le indicazioni che arrivano da Bruxelles sono di arrivare al 10% entro il 2020.

E’ quanto sottolinea l’Anief rimarcando che il dislivello è evidente anche in altri contesti scolastici, ad iniziare da quelli della prima infanzia: solo il 2,5% dei bambini fino a 3 anni fruisce di un nido in Calabria, mentre in Emilia Romagna sono il 26,5% e in Europa uno su tre.

 

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Lug 26 2014

LE CURE PER ELIMINARE «QUESTI SLAVI» DAI CONFINI DEL REGNO D’ITALIA

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Le motivazioni della sentenza di morte, contenuta nel Giornale di Udine del 22 novembre 1866, ad un mese esatto dal plebiscito, e che prevedeva l’eliminazione forzata di «questi slavi» erano improntate ad una viscerale insofferenza nei confronti dello «straniero» e ad un palese senso di superiorità nei confronti di altre culture. Il tutto mascherato da un viscido paternalismo che mascherava il profondo razzismo radicato in certe correnti del Risorgimento che avevano prevalso sulle idee federaliste, la solidarietà e la fratellanza tra i popoli oppressi.

 

Verso gli slavi del Friuli, scriveva benignamente il Giornale di Udine, diretto dal giornalista e uomo politico friulano Pacifico Valussi, che pure, assieme a Nicolò Tommaseo, guardava con interesse al mondo slavo e comprendeva la necessità di mettersi in relazione con esso, «non faremo però nessuna violenza; ma adopereremo la lingua e la coltura di una civiltà prevalente quale è l’italiana per italianizzare gli Slavi in Italia, useremo speciali premure per migliorare le loro sorti economiche e sociali, per educarli, per attirarli a questa civiltà italiana, che deve brillare ai confini, tra quelli stessi che sono piuttosto ospiti nostri. Bisogna insomma che coll’agricoltura, coll’istruzione delle scuole e de’ libri, con ogni mezzo più adatto trasformiamo quelle poche popolazioni».

 

Si trattava di un programma vasto, piuttosto vago, ma preciso nelle sue finalità: italianizzare queste popolazioni con interventi in campo scolastico, economico e sociale.

 

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