Ago 17 2016

QUEGLI ISLAMICI SENZA RISPETTO

Category: Chiesa Cattolica,Islamgiorgio @ 03:50

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Venezia. Chiesa di San Zulian

 

Era prevedibile, e bisognava impedirlo. Perché è assolutamente intollerabile. A Venezia c’è una bella chiesa, tra Rialto e San Marco, la chiesa di San Zulian, davanti alla quale passa una fiumana di gente, turisti italiani, europei, immigrati islamici. Molti entrano a visitarla. Gli islamici sono curiosi, ma di una curiosità irriguardosa. Perché ridacchiano, sghignazzano, si indicano uno con l’altro il crocifisso che sta proprio di fronte all’entrata, gli fanno le corna, gli si piazzano davanti per farsi fotografie. Per riderne anche dopo, a casa loro, o nel loro gruppo, vien da pensare.

 

Il parroco non sa come liberarsene. Vorrebbe non accoglierli, ma c’è una raccomandazione del Papa ad accogliere tutti coloro che vogliono entrare. La raccomandazione aggiunge esplicitamente: «Anche i musulmani».

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Giu 06 2016

L’ISLAM DI PIETRANGELO BUTTAFUOCO

Category: Islamgiorgio @ 09:46

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Pietrangelo Buttafuoco s’è convertito all’islam? Al posto della coppola ha messo il turbante? Pare proprio di sì, pare che adesso si chiami Giafar al Siqilli, Giafar il siciliano.

Dico “pare”  perché se qualche giornale dell’area ideal-politica che lo ha in simpatia dà l’evento per certo, leggendo questo  Il feroce saracino: la guerra dell’islam. Il califfo alle porte di Roma  il racconto della conversione è più sfumato, più ellittico. Buttafuoco scrive di ricerca, anzi di “cerca della direzione” e pare di averla incontrata, osservando la qibla, la direzione della Mecca. Ma manca la parola greca decisiva che spiega nella nostra tradizione religiosa a partire quanto meno da San Paolo il cambiamento interiore: metanoia, in latino conversio.

 

Buttafuoco in verità  evita deliberatamente  il termine “conversione”, perché per lui si tratta di un “ritorno”, e usa questo  termine riferito a  sé (il ritorno all’islam siciliano) oltre che  ai propri idoli intellettuali Henry Corbin, René Guénon, Martin Lings, islamisti “tornati” all’Islam. Nel Saracino  scrive  «Io di mio non ho perso nulla del passato incontrando l’islam perché – per me, ma lo è per tutti in tutto il mondo – è stato un ritorno». Tuttavia  desumiamo questa conversione, ormai certa,  per fatti concludenti. Apprendiamo  che Buttafuoco  legge sempre il Corano da cui non si stacca mai. Pare che abbia incontrato la sua Damasco in Sicilia, a Donnalucata, osservando Mohammed il capo dei bagnini: qui ebbe «visione  dell’elegante abbandono ad Allah». Afferma inoltre con orgoglio di aver scritto il primo romanzo musulmano in lingua italiana (L’ultima del diavolo). Ma il diavolo si nasconde nel dettaglio. Giafar dice che in paradiso gusterà i tortellini «ripieni di tritato di manzo, non certo di prosciutto», segno che proprio di conversione si tratta. Non c’è “ritorno” qui, ma una metanoia gastronomica vera e propria, non solo l’adesione a un “mito”, ma a un “rito”,  a un precetto religioso. Nel suo paradiso non si mangia maiale.

 

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Giu 05 2016

IL SUICIDIO INTELLETTUALE MUSULMANO ALLA BASE DELL’ATTUALE CRISI ISLAMICA

Category: Islamgiorgio @ 00:23

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Averroè, in arabo Ibn Rushd. Filosofo arabo (Córdoba 1126 – Marrakech 1198). Appartenente a una famiglia di giudici, seguì egli stesso questa carriera e fu giudice a Siviglia. Dal 1182 fu medico dei califfi Abu Ya’qub Yusuf ibn al-Mu’min e Abu Yusuf Ya’qub al Mansur. Nel 1195 cadde in disgrazia a causa delle accuse degli ortodossi; la protezione del califfo Abu Yusuf Ya’qub al Mansur gli salvò la vita, ma dovette andare in esilio in Marocco.

 

 

In un vecchio libro di Paul BairochLo sviluppo bloccato –  si poteva leggere che intorno all’anno Mille le tre grandi civilizzazioni culturali del mondo di allora, l’arabo-islamica, l’europeo-cristiana e la cino-confuciana erano grosso modo allo stesso livello. Chiunque sia stato a Cordova, a Granada  e nell’Andalusia spagnola non ha difficoltà a riconoscere lo splendore e la raffinatezza a cui erano giunti i musulmani di Spagna. Poi, sempre in quel torno di tempo tra il IX e l’XI secolo successe qualcosa, e da allora le tre civilizzazioni culturali hanno cominciato a marciare secondo propri indirizzi e velocità.

 

È proprio in quell’epoca che Robert R. Reilly in un suo recente volume The closing of muslim mind – How the intellectual suicide created the modern islamist crisis  (ISI Book, 2010) individua le cause mentali-culturali che hanno condotto una splendida civilizzazione culturale verso uno dei più grandi drammi intellettuali nella storia umana.

 

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Mar 17 2016

LA LEGGENDA NERA SULLE CROCIATE COME ABBATTERE 5 FALSI MITI

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Le crociate rappresentano uno degli eventi più fraintesi della storia occidentale. La stessa parola “crociata” ancora oggi viene utilizzata con una connotazione negativa, quando ad esempio si intende sottolineare un conflitto i cui moventi siano più ideologici che ideali; lo stereotipo più collaudato, invece, è quello che descrive avidi nobili europei dediti alla efferata conquista dei musulmani pacifici, con ricadute negative che perdurano ancora oggi grazie anche alla diffusione di tale tesi “a senso unico” nei maggiori testi scolastici occidentali.

 

La storia delle crociate in realtà richiede una sorta di purificazione che è oltretutto doverosa anche alla luce degli ultimi studi che provengono da ambiti accademici molto accreditati.

Consapevoli della complessità della tematica, cercheremo di sintetizzare i fatti storici, riprendendo un articolo molto più approfondito, comparso su “Crisis magazine”circa i luoghi comuni consolidati, penetrati nell’immaginario collettivo.

Un articolo simile è stato pubblicato in Ultimissima 17/05/11.

 

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Mar 16 2016

SOTTO L’ISLAM LE CHIESE VENGONO BOMBARDATE, BRUCIATE E ORINATE…

 

Sotto l’Islam le chiese vengono bombardate, bruciate e orinate.

La persecuzione dei cristiani per mano dei musulmani, gennaio 2016

 

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Nella foto a sinistra, la chiesa assira delle Assemblee di Dio, a Teheran, in Iran. La chiesa è stata confiscata illegalmente due anni fa dal regime, che ora vuole convertirla in una moschea. Nella foto a destra, il 7 gennaio, ignoti vandali hanno saccheggiato, danneggiato e ricoperto di scritte jihadiste la chiesa della Luce, a Tizi-Ouzou, in Algeria.

 

 

– Subito dopo la distruzione del monastero, in un’intervista, il colonnello Steve Warren, portavoce della coalizione americana anti-Isis, interrogato sulla condizione dei cristiani in Iraq, ha così risposto: “Non abbiamo alcuna prova concreta che i cristiani siano diventati un bersaglio specifico”.

 

– Il legislatore kuwaitiano Ahmad Al-Azemi ha detto che lui e altri parlamentari si opporranno alla richiesta inizialmente approvata di autorizzare la costruzione di nuove chiese perché questo “contraddice la legge islamica della sharia”. Egli ha aggiunto che le autorità religiose islamiche sono unanimi nel vietare la costruzione di luoghi di culto non musulmani nella Penisola arabica.

 

– “Abbiamo poche speranze che ci possa essere un futuro per noi, cristiani siriaci, nella terra dei nostri avi.” – Padre Yusuf, capo dell’ultima famiglia cristiana costretta a fuggire da Diyarbakir, in Turchia.

 

– In Pakistan, l’ennesima ragazza cristiana è stata rapita da un gruppo di uomini musulmani, costretta a convertirsi all’Islam e, all’età di 15 anni, a sposare uno dei suoi rapitori.

 

ATTACCHI SFERRATI DAI MUSULMANI CONTRO LE CHIESE CRISTIANE

 

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Mar 15 2016

GILBERTO ONETO: ISLAM DOVE È PASSATO DISTRUGGE OGNI ALTRA RELIGIONE, CULTURA E IDENTITÀ.

Category: Islamgiorgio @ 08:05

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La vitalità della morte.

Il Sycios angulatus è una pianta infestante che striscia, radica e si arrampica con devastante vitalità: dove si insedia uccide ogni altra presenza vegetale e ricopre tutto con un triste manto verdastro nei mesi caldi e con un groviglio di seccume nei periodi
freddi. Non c’è verso di fermarla se non tagliandola o estirpandola sistematicamente, stagione dopo stagione. Dove questo non viene fatto, la mala pianta
occupa e distrugge tutto: ci sono colline, edifici e paesaggi interi che ne vengono ricoperti e desertificati. Sparisce ogni differenza, ogni colore, ogni segno di vita e di vitalità.

 

Dove arriva l’Islam fa lo stesso: distrugge ogni altra religione, cultura e identità, e ricopre tutto con il manto grigio e uniforme della mortifera osservanza coranica. In 14 secoli ha annientato civiltà antiche, ricche che erano stati straordinari capitoli della storia del mondo.

Il paradigma del suo atteggiamento nei confronti della cultura e della libertà intellettuale (e della libertà tout court) si trova nella vicenda delle biblioteca di Alessandria, la più vasta raccolta di opere dell’antichità, completamente distrutta nel 646 dal califfo ’Amr ibn al-’Âs, sostenendo che dovessero essere eliminati tutti i libri, sia che dicessero cose diverse dal Corano (e perciò dannosi) o che contenessero cose coerenti col Corano (e perciò superflue). Se ne sono andati in fumo migliaia di volumi provocando il più grande danno mai fatto alla cultura universale.

 

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Mar 06 2016

EGITTO: L’UNIVERSITA’ AL AZHAR DEL CAIRO PUBBLICA UN LIBRO CHE INCITA AL LINCIAGGIO DEI CRISTIANI

Category: Islamgiorgio @ 00:12

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Moschea di Al-Azhar

 

Si chiama “shirk”, idolatria, il peccato che l’islamismo considera il più imperdonabile da parte di Allah. E’ questa l’accusa terribile che un eminente accademico e teologo dell’Università di al Azhar ha appena scagliato contro il cristianesimo.

Secondo la visione islamica fondamentalista, anche solo affermare che “Gesù Cristo è figlio di Dio” è politeismo passibile della pena di morte.

Il libro Contro i cristiani, pamphlet inquisitorio dietro alla pretesa di essere un “Rapporto scientifico”, porta la firma di Muhammad Imarah, membro del comitato scientifico di Al Azhar e dell’Islamic Research Academy dell’ateneo, il più prestigioso dell’intero mondo islamico.

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Mar 05 2016

DONNE CRISTIANE EGIZIANE COSTRETTE A SPOSARSI E A CONVERTIRSI ALL’ISLAM

Category: Cristiani e Cristianesimo,Islamgiorgio @ 08:50

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Questa e’ una storia che va avanti da molto tempo. Abbiamo gia’ dedicato spazio in passato ad episodi del genere; notare come questo sia “facilitato dal governo Egiziano”.

 

Donne Cristiane Egiziane costrette a sposarsi e a convertirsi all’Islam“, di Cindy Ortiz per Baptist Press, 14 Dicembre:

 

WASHINGTON (BP) — Secondo due recenti rapporti, diverse donne Cristiano-Copte in Egitto stanno venendo costrette a sposarsi e a convertirsi all’Islam e tutto questo farebbe parte di un vasto schema di persecuzione contro i Cristiani facilitato dal governo Egiziano.

 

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Apr 06 2015

L’ICONOCLASTIA NEL MONDO ANTICO, NELL’ISLAM E NELL’EGITTO.

Category: Bibbia ed Egitto,Islam,Religioni e rasiegiorgio @ 00:04

 

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Un esempio di iconoclastia nella cattedrale di San Martino ad Utrecht

 

 

Gli iconoclasti riconoscevano la completa e piena figura religiosa del simbolo, ma non quella dell’immagine, in quanto si rifiutavano di identificare nell’immagine stessa la rappresentazione e, nello stesso tempo, il rappresentato, ovvero identificavano come illecita la rappresentazione di Dio sotto forma visibile.

Nel 726 dopo Cristo, su pressione dei vescovi iconoclasti dell’Asia Minore e in seguito a un terremoto, interpretato come punizione divina, l’Imperatore d’Oriente Leone III Isaurico iniziò a battersi contro le immagini religiose.

Con l’editto del 730 Leone ordinò la distruzione di tutte le icone religiose. Contemporaneamente convocò un’assemblea a cui impose la promulgazione dell’editto.

Di fronte all’insubordinazione del patriarca Germano, contrario all’iconoclastia, Leone III lo destituì e pose al suo posto un patriarca a lui fedele, tal Anastasio.

Il decreto venne respinto dalla Chiesa di Roma e il nuovo Papa Gregorio III nel novembre 731 riunì un sinodo apposito per condannarne il comportamento. Il Concilio stabilì la scomunica per chi avesse osato distruggere le icone.

 

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Mar 09 2015

LE AGGRESSIONI ISLAMICHE E LA PRIMA CROCIATA.

Category: Islam,Italia storia e dintorni,Storia e dintornigiorgio @ 08:53

BREVE CRONOLOGIA DEGLI EVENTI BELLICI CONNESSI ALL’ESPANSIONE ISLAMICA

 

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La caduta di Siracusa in mano araba, dal Madrid Skylitzes

 

 

 

632 d.C. ……. Morte di Maometto (8 giugno).

 

632-634 ……..Conquista araba della Mesopotamia e della Palestina.

 

635 …………….Conquista araba di Damasco.

 

638 …………… Conquista araba di Gerusalemme.

 

642 …………… Conquista araba di Alessandria di Egitto.

 

647 …………… Conquista araba della Tripolitania.

 

649 …………… Inizio delle guerre sul mare e conquista di Cipro.

 

652 …………… Prima spedizione contro la Sicilia.

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Mar 09 2015

INCURSIONE MUSULMANA CONTRO ROMA (846)

Category: Chiesa Cattolica,Cristiani e Cristianesimo,Islamgiorgio @ 08:51

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La Battaglia di Ostia, Raffaello Sanzio e allievi (1515)

 

 

Già nell’830 pirati saraceni avevano devastato le aree abitate della campagna romana, giungendo fino alle basiliche di San Pietro e San Paolo e penetrando fino a Subiaco dove venne distrutto l’abitato e il Cenobio. Analogamente a questi eventi, nella notte tra il 24 e il 25 agosto dell’846 i pirati saraceni, dopo aver attaccato e saccheggiato Centumcellae, Civitavecchia, Porto e Ostia, si spinsero fino a Roma.

 

Questo è l’antefatto di una guerra che fu il jihad, con una sua lunga e terribile contabilità fatta di centinaia di attacchi, raids e scorrerie, sul mare come all’interno che interessano non solo il Sud Italia, ma tutta la costa e le isole tirreniche, dalla Calabria al Lazio fino alla Lunigiana, a Genova, alla Sardegna, alla Corsica. E l’Adriatico: la Puglia, con tutte le sue città, Ancona, le foci del Po, Grado, la Dalmazia. E i saraceni penetrano anche nell’interno, dal nord della Puglia fino agli Abruzzi e al ducato di Spoleto. Con incursioni che raggiungono il Piemonte, la Val di Susa, Asti. Ingaggiando numerose battaglie di terra e di mare, importanti o meno, tra cui Ostia e Milazzo.

 

«Nel mese di agosto 846 – scrive Prudenzio di Troyes – i saraceni e i mauri investirono Roma devastando la basilica del beato Pietro principe degli Apostoli, asportando insieme all’altare che sovrastava la sua tomba tutti gli ornamenti e i tesori. Alcuni duchi dell’imperatore Lotario furono empiamente tagliati a pezzi».

 

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Mar 05 2015

CIA E SAUDITI, LA PREMIATA DITTA DEI TAGLIATORI DI TESTE

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Zacarias Moussau

 

 

Non fanatici, ma mercenari. Dirottati in mezzo mondo – Afghanistan, Balcani, Medio Oriente – per scatenare il terrore, fornendo l’alibi per la “guerra infinita” degli Usa.

 

Al-Qaeda e Isis sono due maschere dello stesso network, organizzato dai sauditi sotto la regia di Washington.

 

«Dalle viscere del carcere di massima sicurezza statunitense di Florence (Colorado), il componente di Al-Qaeda Zacarias Moussaui, condannato all’ergastolo, fa luce su quello che certamente è il segreto più sporco della “guerra al terrore”», scrive Pepe Escobar.

«In più di 100 pagine di testimonianze rese nei giorni scorsi in una corte federale di New York, Moussaui fa “esplodere” delle autentiche bombe legate alla “Casa di Saud”».

Tra i più importanti finanziatori di Al-Qaeda prima dell’11 Settembre compaiono i principali esponenti del potere saudita, alleato di Washington. Le prime avvisaglie dello scandalo esplodono adesso, spiega Escobar, perché gli Usa ricattano l’Arabia Saudita: guai se Riyadh si sfilasse dall’alleanza, cessando di sostenere sottobanco il network del terrore, che oggi si chiama Califfato, o a scelta Isis, Isil o semplicemente Daesh. E guai se smettono di pompare petrolio, facendone crollare il prezzo per colpire Putin.

 

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Gen 28 2015

I MUSULMANI HANNO MASSACRATO PAGANI, EBREI, CRISTIANI, BUDDISTI E INDUISTI. MA NOI LI GIUSTIFICHIAMO SOSTENENDO CHE ABBIAMO COMMESSO DELLE ATROCITÀ CON LE CROCIATE.

Category: Islam,Monolandia,Società e politica internazionalegiorgio @ 16:34

 

MUSULMANI

 

 

Silvana De Mari –

 

Dopo ogni bomba, dopo ogni massacro, mentre ancora i cadaveri sono caldi e le rovine fumano, qualcuno ricorda le crociate. L’idea sarebbe che i musulmani hanno ancora il diritto di essere furiosi per i torti subiti durante le crociate. Questa vulgata è ripetuta da molti perché è stata ossessivamente imparata sui libri di scuola.

 

Il mio amico Giancarlo Matta sottolinea giustamente i danni tragici del marxismo. La storiografia marxista ha da circa 60 anni il monopolio culturale dell’Europa. Ha creato una storiografia fantastica tesa a istillare nell’Occidente un tale odio di sé da spingerlo all’indispensabile suicidio. Le civiltà non muoiono per assassinio, muoiono per suicidio.

 

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Gen 24 2015

CHIUNQUE UCCIDA IN NOME DI CRISTO VA CONTRO IL VANGELO. CHI UCCIDE PER MAOMETTO SEGUE IL CORANO: NON SI FERMERÀ MAI, NON PUÒ FERMARSI, SE SI FERMA VA CONTRO I SUOI PRECETTI.

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Le religioni non si giudicano dal loro peggio, perché tutti hanno un peggio: la ferocia è una parte fondamentale del cervello umano, non c’è sistema ideologico per quanto compassionevole che non sarà infiltrato dalla ferocia. La religione cristiana si è diffusa in Europa, continente dove si sovrapponevano e si scontravano popolazioni feroci, romani e barbari e ovviamente è stata infiltrata di ferocia.

 

Le religioni si giudicano dal loro meglio: arte scienza, politica letteratura musica. L’idea di uguaglianza giuridica degli uomini è nata nell’Europa cristiana, non in Arabia e non in Cina, perché è figlia del cristianesimo.

 

La religione islamica vieta la filologia: dove non c’è pensiero filologico non c’è pensiero filosofico, dove non c’è pensiero non c’è pensiero scientifico, tecnologico, finanziario.

L’islam vieta il teatro (menzogna);

vieta le narrazioni (menzogna. Ci sono solo le Mille e una notte e sono vietate da Talebani e corti somale);

vieta la musica (Allah verserà piombo fuso nelle orecchie di coloro che l’hanno ascoltata);

vieta i diritti umani, che sono contrari al Corano;

vieta la democrazia che è blasfemia: il potere deve appartenere ad Allah e alla sue leggi, la sharia, non può appartenere al popolo.

 

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Gen 14 2015

CIVILTÀ SUPERIORE

 

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Una suora in piazza a Parigi per stare con Charlie Hebdo, per urlare grazie all’Occidente nonostante ospitasse le vignette contro il Papa. Convinta che senza la libertà di bestemmiare non c’è nemmeno quella di adorare Dio. Sta qui tutta la differenza con l’Islam

 

di Marco Respinti

 

 

Io sono a favore delle donne con il velo. Sono a favore del diritto di una donna a farsi suora, a coprirsi con un velo e a manifestare in pubblico. Io non so nemmeno chi sia suor Marie-Emmanuel, che domenica è scesa in piazza a Parigi contro il terrorismo. L’ho solo vista, come molti altri, in una foto d’agenzia pubblicata anche dalla stampa italiana. Non so come la pensi; se sia cioè “di destra” o “di sinistra”, progressista o conservatrice, papalina o antipapalina, e francamente me ne infischio.

Mi basta il suo velo che mi dice che un dì ha scelto di farsi suora, che a questo suo essere suora resta fedele e che di questo suo essere suora non si vergogna, tanto da portarlo in piazza a fianco di molti altri che su quell’abito sputerebbero volentieri; se poi caso mai suor Marie-Emmanuel nutrisse idee teologiche bislacche, il problema sarebbe suo e della Congregazione per la dottrina della fede, non mio e del mio apprezzare il suo velo portato orgogliosamente in piazza. L’abito non fa il monaco, lo so anch’io; ma so anche che il monaco porta l’abito (sennò non lo distinguerei), il prete sarebbe bello indossasse la talare e una suora veste l’abito velato che il suo ordine richiede, quello che velandola ne svela l’identità senza paura.

 

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