Ago 11 2017

GARIBALDI, BEZZECCA. QUELLA VITTORIA PATRIOTTARDA DECANTATA DAGLI ITALIANI

Giuseppe Garibaldi a cavallo, campagna del trentino (Giulio Carlin)

 

 

La retorica patriottarda italiota pretende di far passare come una vittoria strepitosa quanto è accaduto a Bezzecca (Tn) il 21/7/1866 protagonista il “nostro”, anzi il “loro” Giuseppe Garibaldi. 
Sentiamo come descrive l’episodio Gilberto Oneto sul suo “L’iperitaliano”, pagina 212 :  
“Il 13 luglio Garibaldi è a Storo, diretto alla Val Chiese. Il 16 viene respinto da Cimego. Occupa il forte di Ampola e, poi, il paese di Bezzecca. Qui il 21 luglio viene attaccato da Kuhn (generale austriaco n.d.a.), che mette in fuga i garibaldini. Garibaldi riesce a fatica a riorganizzare i suoi reparti, evitando una rotta disastrosa grazie soprattutto al fatto che gli avversari sono a corto di uomini e che si contentano dell’obiettivo raggiunto di rallentare l’avanzata nemica.
Quella che viene descritta come la sola vittoria italiana della guerra, in realtà è stata una beffa giocata da 4.000 austriaci discesi arditamente da alcuni passaggi scoscesi a 8-10.000 garibaldini. Garibaldi ha pagato questa vittoria mediatica con la perdita di 2.382 uomini contro 188 austriaci.
Il 10 agosto La Marmora lo toglie d’impaccio inviandogli l’ordine di rientrare. Garibaldi risponde con un laconico telegramma che è diventato un sacro orpello del patriottismo italiano. “Ho ricevuto il dispaccio n. 1073. Obbedisco”. Avrebbe fatto meglio ad aggiungere. “Meno male!”. A Trento non sarebbe mai arrivato: sono troppe le sue perdite, troppe forte è la difesa guidata dal generale Kuhn.”

 

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Ago 10 2017

C’È UN PRECISO MOMENTO DELLA SERA…

Category: Pensieri e parolegiorgio @ 00:05

 

 

C’è un preciso momento della sera,

quando l’acqua diventa dello stesso colore dell’aria,

in cui tutto sembra poter accadere.

 

Un desiderio espresso in quell’istante sulla terra

non potrebbe che salire verso il cielo.

 


Ago 09 2017

LE RIFLESSIONI DI DON MARCO BELLERI SULLE VACCINAZIONI DELLA LORENZIN

Category: Salute e benesseregiorgio @ 08:40

Don Marco Belleri, un prete della diocesi di Siena, ha scritto a Mons. Pietro Parolin, Segretario di Stato, questa interessante riflessione, riguardante le vaccinazioni della Lorenzin.

 

La ministra della Salute, Beatrice Lorenzin

 

 

Caro fratello,

 

sono un prete della diocesi di Siena. Le scrivo in merito al decreto-legge n° 73 del 7 giugno 2017 sulle nuove norme per le vaccinazioni.

Scrivo a lei in quanto Segretario di Stato, un ruolo che credo la porti a occuparsi sia delle questioni più concrete nella gestione di uno Stato, sia delle relazioni con gli altri Stati.

Conosco il suo impegno contro l’ingiustizia; e qui ci troviamo di fronte auna chiara ingiustizia. Ho sentito della scomunica a mafiosi e corrotti; e qui ci troviamo di fronte a una realtà di corruzione economico-ideologica che rispetto alle mafie ha la pretesa di essere onesta, rispettosa della legge.

Le scrivo dopo la visita del Papa ai luoghi di d. Mazzolari e d. Milani; le sue parole sempre forti e profonde richiamano un dramma perenne nella Chiesa: arrivare sempre non solo sette, ma cinquant’anni dopo, parlando poi, senza vergogna, di saggia e necessaria sedimentazione.

 

Cosa c’entra tutto questo con le vaccinazioni? Semplice: ci troviamo di fronte a una profonda quanto plateale corruzione di Stato, venduto alle multinazionali del farmaco, e vorrei capire quali sono i pensieri e le intenzioni delle istituzioni ecclesiastiche.

 

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Ago 08 2017

QUANDO I VACCINI DIVENTANO RIFIUTI

Category: Monolandia,Salute e benesseregiorgio @ 09:10

 

 

Sapete cosa succede ai faccini contro l’influenza non utilizzati, nel Wisconsin?

 

Devono essere trattati in siti per rifiuti pericolosi a causa dell’enorme quantità di mercurio che contengono, 250 volte superiore a quello classificato come rifiuto tossico

 

Michael Wagnitz Rettore della Facoltà di Farmaceutica dell’Università del Wisconsin

 

 

PENSA …È… GRATIS

 


Ago 06 2017

«CHEMIO NATURALE» SOSPESO PER 6 MESI IL MEDICO DI BADIA CLAUDIO SAURO

Per non dimenticare

 

Il dottor Sauro in una foto tratta dal profilo Facebook

 

 

A un mese dal processo avvenuto lo scorso 6 giugno, la commissione dell’Albo dei medici di Verona ha deciso una sospensione di sei mesi dall’attività professionale per il medico di Medicina generale e di famiglia Claudio Sauro, ritenendo che non potesse non sapere che altri, esplorando il suo profilo Facebook e il gruppo chiuso denominato «Chemioterapia naturale», avrebbero potuto diffondere in rete informazioni ambigue e non supportate da prove scientifiche in materia di cura dei tumori con l’utilizzo della vitamina D.

 

«Si addebita al dottor Sauro una imprudente e ambigua divulgazione via web di contenuti a carattere medico non adeguatamente supportati da dati scientifici», spiega l’avvocato Enrico Querena, che lo ha difeso davanti alla commissione dell’Albo dei medici di Verona e che ha già annunciato ricorso alla Commissione esercenti le professioni sanitarie del ministero della Salute.

 

«Per noi la decisione di Verona è già un successo», osserva l’avvocato Querena, «perché quanto meno esclude la radiazione dell’albo, che era stata minacciata dal presidente dell’Ordine al dottor Sauro, anticipando i tempi di una decisione che poi si è rivelata diversa».

V.Z.

 

Fonte: da L’Arena di Verona del 6 luglio 2017

Link: http://www.larena.it/territori/città/chemio-naturale-sospeso-per-6-mesi-il-medico-di-badia-1.5816092


Ago 04 2017

VACCINAZIONI PEDIATRICHE: LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELL’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ

Category: Salute e benesseregiorgio @ 00:09

 

di Roberto Gava, Eugenio Serravalle

 

Vaccinazione in età pediatrica

 

 

Ill.mo Prof. Ricciardi,

 

le Sue recenti prese di posizione pubbliche in merito alle vaccinazioni pediatriche ci inducono a scriverLe per chiarirLe alcuni aspetti che meritano un approfondimento e una riflessione serena.

 


Oggigiorno, un qualsiasi medico dotato di buon senso e di un minimo di conoscenza scientifica non può essere contro le vaccinazioni pediatriche e infatti conosciamo tutti l’utilità di questa pratica sanitaria.

 

Molti anni di studio quotidiano della letteratura scientifica, con la quale abbiamo sempre documentato le nostre affermazioni e pubblicazioni sia scientifiche sia divulgative, ci hanno permesso di conoscere a fondo l’utilità ma anche i limiti delle vaccinazioni, che all’inizio noi sostenevamo e che molto frequentemente anche praticavamo. Però, questi 35-40 anni di pratica medica specialistica accanto al bambino malato, non frettolosa ma fatta di osservazione e di ascolto, di considerazione di quello che lui ci comunica e subliminale e di quello che i genitori raccontano, ci ha aperto gli occhi sulla realtà delle reazioni avverse causate dalle vaccinazioni pediatriche.

 

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Ago 03 2017

DECRETO VACCINI. UNA LETTERA INVIATA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA.

 

 

Ill.mo Sig. Presidente della Repubblica Italiana Dr. Sergio Mattarella,
in rappresentanza dei sentimenti e della volontà delle famiglie e dei cittadini che da mesi manifestano in molte città d’Italia, le chiediamo di non promulgare la legge sull’obbligo vaccinale per i seguenti motivi: 

 

– innanzitutto il Decreto Legge sull’obbligo vaccinale, ieri convertito in legge con voto di fiducia e senza che i parlamentari abbiano potuto svolgere appieno il proprio ruolo affidatogli con mandato elettorale, non doveva essere promulgato dal governo perché del tutto inesistenti i motivi di necessità ed urgenza previsti dalla Costituzione (articoli 72, 76 e 77 ) e dall’ordinamento giuridico italiano;
– che il Governo abbia strumentalmente fatto ricorso al principio di decretazione d’urgenza, è stato ampiamente dimostrato anche nel dibattito che è seguito al suo iter parlamentare, come ad esempio nella lucida e articolata ricostruzione di merito scientifico-sanitaria fatta dal medico Senatore Maurizio Romani, così come da altri Parlamentari dell’opposizione; che, viceversa, si sia trattato di una smaccata e sprezzante violazione della Carta Costituzione –oltretutto su un tema socialmente molto sensibile e controverso sotto il profilo scientifico- è stato acclarato dalle clamorose contraddizioni interne della norma decretata; infatti, sostenendo la gravissima imposizione di pesanti quanto inutili e dannose vaccinazioni di massa, attraverso l’alibi del rischio di inesistenti epidemie infettive, il Governo avrebbe dovuto prevedere la vaccinazione della totalità della popolazione, per coerenza con la sbandierata esigenza di raggiungere quel 95% di copertura vaccinale necessario –a suo dire- per garantire la cosiddetta “immunità di gregge”, non certo raggiungibile vaccinando solamente il segmento “agnellini”!
Le inaccettabili violazioni della Carta costituzionale (e dell’etica) non si fermano però, per numero e gravità, a questi primi due vulnus esposti.

 

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Ago 02 2017

IL PRIMO CAPITOLO DEL VANGELO PERDUTO: MATTEO EBRAICO

 

 

La moderna esegesi dà ormai per scontata la inesistenza di quello che fino al 19mo sec. era ritenuto il più antico dei Vangeli: il testo ebraico del Vangelo di Matteo, tanto che quell’antico e perduto documento è ritenuto, oggi, poco meno di una legenda.

 

Il problema é in gran parte connesso alla comparazione filologica e linguistica, tra i Vangeli di Matteo e Marco che, a giudizio degli studiosi, non lascia dubbi sulla dipendenza del primo dal secondo e non viceversa. Abbiamo avuto occasione di mostrare, con uno studio comparativo puntuale e controcorrente, la discutibilità di questa tesi illustrando svariati elementi che portano a pensare esattamente il contrario.

 

In questo articolo affronteremo il problema da un diverso punto di vista: quali sono gli elementi documentali a sostegno della vetustità del Vangelo di Matteo e soprattutto della esistenza di un antico testo di questo Vangelo in ebraico? Esistono elementi che ci consentono di ricostruire qualche parte di questo perduto Vangelo?

 

Avremo occasione di mostrare che le prove documentali a sostegno della esistenza di questo testo sono talmente limpide e numerose che non si può non restare allibiti di fronte alla unanimità dello scetticismo dei moderni studiosi.

 

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Ago 01 2017

TETANO UN VACCINO INUTILE

Category: Salute e benesseregiorgio @ 13:44

La vaccinazione migliore, come sempre, è usare il cervello!

 

 

 

 

Clostridium tetani è l’agente eziologico del tetano e ha una diffusione ubiquitaria nel terreno, negli escrementi dei cavalli e di altri animali. Diversi tipi di Clostridium tetani possono essere distinti in base a specifici antigeni flagellari. Tutti i tipi hanno in comune un antigene somatico [O], che può essere mascherato, e tutti producono lo stesso tipo antigenico di neurotossina, la tetanospasmina.

 

Clostridium tetani non è un microrganismo invasivo. L’infezione rimane strettamente localizzata nella sede di un tessuto devitalizzato [ferita, ustione, lesione traumatica, cordone ombelicale, sutura chirurgica] nel quale sono state introdotte le spore. La massa di tessuto infetto è piccola e la malattia consiste quasi sempre in una tossiemia. La germinazione delle spore e lo sviluppo di forme vegetative che producono la tossina sono favoriti dalla presenza di:

  1. tessuto necrotico
  2. sali di calcio
  3. associazione con infezioni da piogeni

 

tutti fattori che contribuiscono allo stabilirsi di un basso potenziale di ossido-riduzione.

 

I tessuti suscettibili di albergare la tossina tetanica sono dunque necessariamente dei tessuti non ossigenati [anaerobiosi], dei tessuti danneggiati, non vascolarizzati, vale a dire dei tessuti ischemici [privi di sangue] o necrotici [tessuti morti]. Quando i batteri secernono la loro tossina tetanica, i tessuti sono obbligatoriamente fin dall’inizio in una situazione rigorosamente anaerobica, in quanto i batteri del tetano derivano dalle spore tetaniche che si attivano a seguito dei fattori che contribuiscono allo stabilirsi di un basso potenziale di ossido-riduzione.

 

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Lug 31 2017

TERRA PIATTA? IUS PRIMAE NOCTIS? FALSITÀ CONTRO IL MEDIOEVO

Category: Storia e dintorni,Storia moderna e revisionismogiorgio @ 00:09

 

 

Lentamente tutte le bufale sui cosiddetti “secoli bui”, ovvero il Medioevo, stanno crollando grazie all’onestà intellettuale di molti storici.

 

Per quanto riguarda l‘”Inquisizione medioevale“, ad esempio, è stato dimostrato che in realtà il fenomeno si diffuse nel Rinascimento e maggiormente in ambito protestante anzi, lo storico Christopher Black ha osservato che quella romana era decisamente “meno oscura di quanto si pensi”, anzi fu più umana e con poche condanne.

 

In questi giorni ha voluto smontare ancora una volta la leggenda dei “secoli bui” lo storico Alessandro Barbero, ordinario di Storia Medievale presso l’Università degli Studi del Piemonte Orientale.

 Scrivendo su “La Stampa” ha osservato accennando a George Orwell: «Al popolo si insegna che nel brutto, lontano passato esistevano creature malvage chiamate i capitalisti, che opprimevano il popolo con le pretese più infami. Il procedimento immaginato da Orwell, creare un’immagine tenebrosa del passato allo scopo di esaltare il presente, è stato praticato davvero in Europa, dal Rinascimento fino all’Ottocento: vittima designata, il Medioevo. Umanisti e artisti rinascimentali orgogliosi della loro nuova cultura, riformatori del XVIII secolo in lotta contro il feudalesimo, positivisti dell’Ottocento intenti a celebrare il progresso e combattere la superstizione, si sono trovati tutti d’accordo a dipingere con le tinte più nere il millennio medievale. Sono nate così alcune istantanee, chiamiamole così, che tutti visualizziamo facilmente, tanto sono inseparabili dall’immagine popolare del Medioevo».

 

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Lug 29 2017

A BRESCIA SPARISCE VIA CADORNA, AL SUO POSTO QUELLA DEDICATA DODDORE MELONI

 

 

di REDAZIONE

 

Si tratta di un gesto certo, ma estremamente simbolico anche se illegale.

Questa notte qualcuno ha apposto sopra la targa intitolata a Luigi Cadorna, nella omonima via a Brescia, una altra insegna con scritto Via Doddore Salvatore Meloni. Patriota sardo.

In pratica, al posto di un assassino si ricorda un assassinato dallo Stato.

 

Doddore Meloni indipendentista sardo scomparso 3 settimane fa, dopo un lungo sciopero della fame e della sete.

Perchè a Brescia?

Probabilmente, perchè proprio nella città  della Leonessa Meloni era stato rinviato a giudizio insieme a oltre 40 persone per il processo “Tanko 2” ovvero per aver attentato all’’Unità d’ Italia.

 

Doddore Meloni è stato tumulato a Terralba, dove hanno partecipato decine di persone, provenienti da ogni parte della penisola.

Applausi, “Libertà” e “Indipendentzia” urlate tenendo alta la bandiere dei quattro Mori, quella di Malu Entu e anche quella col Leone di San Marco.

I funerali si sono svolti il 9 luglio scorso a Terralba (Oristano), dove viveva con la famiglia, nella Cattedrale di San Pietro gremita di gente arrivata un da tutta la Sardegna.

 

Fonte: da il miglioverde del 28 luglio 2017-07-28

Link: https://www.miglioverde.eu/a-brescia-sparisce-via-cadorna-al-suo-posto-quella-dedicata-doddore-meloni/

 


Lug 28 2017

NELLA DE PIERI. ERA INCINTA, LA GRAZIARONO…POI LA UCCISERO UGUALMENTE

Category: Storia moderna e revisionismogiorgio @ 00:14

Nella De Pieri

 

La donna gettata nel Bus de la Lum non è un’invenzione. C’è: è mia madre“.

 

Dopo quarantacinque anni di silenzio Gian Aldo De Pieri, figlio di Nella, fucilata dai partigiani sul Cansiglio, ha deciso di uscire allo scoperto per raccontare la sua verità. Quella di cui è stato testimone diretto in quella mattina del settembre ’44 quando, a sei anni di età, si vide portar via la madre sotto gli occhi.

 

Gian Aldo De Pieri ha scelto di parlare, e di mostrare tutte le carte che ha raccolto, dopo aver letto la smentita dei partigiani a proposito dei cadaveri gettati nel Bus de la Lum, e la controversione da loro fornita. “Una serie di falsità e di inesattezze”, contesta. E replica: “La presero per vendicarsi di mio padre, volontario della Guardia nazionale repubblicana.

 

L’accusarono di essere una spia, era innocente. Un loro medico chiese loro di non ucciderla, perchè era incinta. In un primo tempo le concessero la grazia, poi la fucilarono ugualmente. E infine la gettarono nel Bus de la Lum: lo dice lo stesso certificato di morte¯.

 

Nella De Pieri aveva 36 anni quando venne uccisa. Era sposata con Lino, ricevitore del dazio a Ponte nelle Alpi. Dal matrimonio erano nati due figli: Gian Aldo e Gabriella. Nel settembre del ’44, Lino militava nella Guardia nazionale repubblicana. A Ponte era rimasta Nella con i bambini. Una mattina, mentre stava andando in bicicletta a Soccher con Gian Aldo per comprargli un maglione, venne fermata da alcuni partigiani, che la condussero dapprima in un albergo, e poi con una moto su in Cansiglio. Il bimbo venne affidato a un uomo del posto, Olindo Pierobon.

 

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Lug 27 2017

I 15 NOMI DI DONNA PIÙ RICORRENTI NELLE CLINICHE PSICHIATRICHE

Category: Monade satira e rattatujegiorgio @ 02:02

 

 

1 – Giulia

2 – Chiara

3 – Francesca

4 – Federica

5 – Sara

6 – Martina

7 – Valentina

8 – Alessia

9 – Silvia

10 – Elisa

11 – Ilaria

12 – Eleonora

13 – Giorgia

14 – Elena

15 – Laura

 


Lug 25 2017

NAPOLI – IL GIGANTE CHE DERIDEVA I POTENTI

 

 

Ci fu un tempo in cui Largo di Palazzo, l’attuale piazza Plebiscito, era sorvegliata da una immensa statua di Giove proveniente dalla rube euboica di Cuma, la prima città della Magna Grecia e anello di congiunzione tra Napoli e l’Ellade.

Il Gigante del Largo di Palazzo, così come venne chiamato dai napoletani, fu collocato nel 1668 sul margine meridionale della piazza dal viceré don Pedro Antonio d’Aragona, e rappresentò per ben 138 anni il veicolo attraverso il quale i napoletani, con la propria straripante ironia, si prendevano gioco dei potenti.

 

Da simbolo del potere autoritario, dal forte impatto evocativo, la statua del Giove Cumano divenne per il popolo il Gigante parlante, l’improbabile portavoce di lazzari e intellettuali che con sberleffi e componimenti satirici schernivano le cariche istituzionali che si succedevano nell’adiacente Palazzo Reale. Un’usanza dilagante e profondamente oltraggiosa capace di mandare su tutte le furie i governati di Napoli, che a più riprese tentarono di estirpare questa umiliante condanna con ogni mezzo.

Si racconta che il viceré Luis de la Cerda, duca di Medinaceli, sul finire del XVII secolo provò a scoraggiare i napoletani promettendo una taglia di 8.000 scudi d’oro a chiunque fosse stato capace di cogliere sul fatto gli irriverenti burloni. Un tentativo che, ahilui, si dissolse nell’inquietante controproposta dei lazzari napoletani, che nella notte affissero sulla base della statua una taglia di 80.000 Ducati d’oro per chiunque fosse stato in grado di decollare l’ardito governante ed esporre la testa mozzata in piazza Mercato.

 

Durate i burrascosi moti rivoluzionari del 1799, il popolo fasciò il Gigante cumano con i colori della Repubblica Napoletana, e sul capo riccioluto di Giove fu riposto il simbolo della rivoluzione francese, un enorme berretto frigio che fu poi strappato via qualche tempo dopo dai sanfedisti Napolitani capeggiati dal Cardinale Ruffo.

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Lug 23 2017

LETTERA APERTA ALLA PRESIDENTE BOLDRINI, CHE A QUANTO PARE DISPREZZA IL FASCISMO MA USUFRUISCE DEI BENEFICI.

Category: Società e politica,Storia moderna e revisionismogiorgio @ 16:10

Arturo Scalia

 

 

L’altro giorno la signora Boldrini  ( la signora tiene tanto al genere femminile ed io non  sentendomi di violentare la lingua Italiana, come fanno tanti giornalisti leccaculo storpiando il termine Presidente con Presidenta o peggio ancora Sindaco con Sindaca, preferisco femminilizzare il suo cognome con Boldrina) dicevo, la signora ha dichiarato in un’intervista

“C’è chi, come lei, non si sente a proprio agio passando davanti ai monumenti fascisti”
Suggerirei al Presidente Boldrina di cambiare itinerario per evitare il “disagio” che gli procura passare davanti a certi monumenti e sarebbe ancora più valido per gli italiani, se il suo giro per evitarli fosse molto largo abbracciando anche nazioni extracomunitarie che lei tanto ama.

 

Vorrei fare notare alla Presidente Boldrina, se la sua dichiarazione corrispondesse al vero ( cioè che tutto quello che riguarda il fascismo la mette a disagio), che dovrebbe non usufruire di tutti i miglioramenti sociali accaduti nel tanto odiato ventennio;

ne elenco solo 39 per comodità e per mancanza di spazio, ma sono oltre 100:

 

** 1. Assicurazione invalidità e vecchiaia, R.D. 30 dicembre 1923, n. 3184 
**2. Assicurazione contro la disoccupazione, R.D. 30 dicembre 1926 n. 3158 
** 3. Assistenza ospedaliera ai poveri R.D. 30 dicembre 1923 n. 2841 
**4. Tutela del lavoratore di donne e fanciulli R.D 26 aprile 1923 n. 653 
**5. Opera nazionale maternità ed infanzia (O.N.M.I.) R.D. 10 dicembre 1925 n. 2277 
**6. Assistenza illegittimi e abbandonati o esposti, R.D. 8 maggio 1925, n. 798 
**7. Assistenza obbligatoria contro la TBC, R.D. 27 ottobre 1927 n. 2055 
**8. Esenzione tributaria per le famiglie numerose R.D. 14 maggio 1928 n. 1312 
**9. Assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali, R.D. 13 maggio 1928 n. 928 
**10. Opera nazionale orfani di guerra, R.D.26 luglio 1929 n.1397

**11. Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (I.N.P.S.), R.D. 4 ottobre 1935 n. 1827 
**12. Settimana lavorativa di 40 ore, R.D. 29 maggio 1937 n.1768

**13. Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (I.N.A.I.L.), R.D. 23 marzo 1933, n. 264 
**14. Istituzione del sindacalismo integrale con l’unione delle rappresentanze sindacali dei datori di lavoro (Confindustria e Confagricoltura); 1923 
**15. Ente Comunale di Assistenza (E.C.A.), R.D. 3 giugno 1937, n. 817 
**16. Assegni familiari, R.D. 17 giugno 1937, n. 1048 
**17. I.N.A.M. (Istituto per l’Assistenza di malattia ai lavoratori), R.D. 11 gennaio 1943, n.138 
**18. Istituto Autonomo Case Popolari 19. Istituto Nazionale Case Impiegati Statali 
**19. Riforma della scuole “Gentile” del maggio 1923 (l’ultima era del 1859) 
**20. Opera Nazionale Dopolavoro (nel 1935 disponeva di 771 cinema, 1227 teatri, 2066 filodrammatiche, 2130 orchestre, 3787 bande, 1032 associazioni professionali e culturali, 6427 biblioteche, 994 scuole corali, 11159 sezioni sportive, 4427 di sport agonistico.). I comunisti la chiamarono casa del popolo 
**21. Guerra alla Mafia e alla Massoneria (vedi “Prefetto di ferro” Cesare Mori) 
**22. Carta del lavoro GIUSEPPE BOTTAI del 21 aprile 1927 
**23. Lotta contro l’analfabetismo: eravamo tra i primi in Europa, ma dal 1923 al 1936 siamo passati dai 3.981.000 a 5.187.000 alunni – studenti medi da 326.604 a 674.546 – universitari da 43.235 a 71.512 
**24. Fondò il doposcuola per il completamento degli alunni 
**25. Istituì l’educazione fisica obbligatoria nelle scuole 
**26. Abolizione della schiavitù in Etiopia 
**27. Lotta contro la malaria 
**28. Colonie marine, montane e solari 
**29. Refezione scolastica 
**30. Obbligo scolastico fino ai 14 anni 
**31. Scuole professionali 
**32. Magistratura del Lavoro 
**33. Carta della Scuola Opere architettoniche e infrastrutture

**34. Bonifiche paludi Pontine, Emilia, Sardegna, Bassa Padana, Coltano, Maremma Toscana, Sele ed appoderamento del latifondo siciliano. Con la fondazione delle città di Littoria, Sabaudia, Aprilia, Pomezia, Guidonia, Carbonia, Fertilia, Segezia, Alberese, Mussolinia (oggi Alborea), Tirrenia, Tor Viscosa, Arsia e Pozzo Littorio e di 64 borghi rurali, 1933 – 1939 
**35. Parchi nazionali del Gran Paradiso, dello Stelvio, dell’Abruzzo e del Circeo 
**36. Centrali Idroelettriche ed elettrificazione delle linee Ferroviarie 
**37. Roma: Viale della Conciliazione 
**38. Progetto della Metropolitana di Roma 
**39. Tutela paesaggistica ed idrologica 

 

Cara Presidente Boldrina, cosa ha fatto lei oltre a inorridirci con lo storpiamento della lingua italiana, con la falsa rivoluzione di rivalutazione della donna, con l’acquisto di centinaia di frigoriferi “ultranecessari”  per la Camera? Con il continuo disprezzo per gli italiani per il loro lavoro e la loro dignità?

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