Giu 25 2020

IL PROFILO PSICOLOGICO DI UN NARCISISTA MANIPOLATORE

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dott. Marco Salerno psicologo psicoterapeuta a Roma

Quando si parla di manipolazione di intende la capacita’ di influenzare le decisioni e le scelte di una persona, inducendola ad adottare comportamenti, che  molto probabilmente non ha scelto di agire liberamente, attraverso il ricorso alla seduzione e facendo leva sulla sua sensibilita’ e vulnerabilita’. Ogni manipolazione e’ una aggressione piu’ o meno esplicita, chi vi e’ soggetto si riconosce poiche’ perde la capacita’ di opporsi a decisioni prese dal manipolatore, di riflettere e di scegliere in piena autonomia. Il paradosso di una relazione con un narcisista manipolatore e’ che la vittima pur riconoscendo l’abuso che subisce presenta enormi difficolta’ per liberarsene. L’incastro relazionale tra narcisista manipolatore e la sua vittima e’ determinato dal fatto che entrambi sono segnati da esperienze traumatiche relazionali precoci a cui hanno reagito in modo differente, rendendo apparentemente impossibile reagire alla seduzione, al senso di colpa e alle false promesse che la vittima subisce. E’ fondamentale ricordare che il narcisista manipolatore puo’ essere sia un uomo che una donna, per convenzione in questo articolo si usera’ il genere maschile quando si parlera’ di narcisista manipolatore ma giova sempre ricordare che e’ una modalita’ di comportamento e puo’ essere rintracciata in entrambi i generi.

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Giu 16 2020

GLI ALBERI LUNGO LE STRADE: UNA QUESTIONE STORICA E AMBIENTALE

Category: Geografia e ambientegiorgio @ 00:20

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di Rossano PAZZAGLI.  

L’aumento del traffico automobilistico, conseguenza anche del mancato potenziamento dei trasporti pubblici che anzi stanno subendo politiche di tagli e ridimensionamenti, sta riproponendo in misura crescente il problema della sicurezza stradale. Spesso sotto la spinta emotiva di gravi incidenti, dimenticando la responsabilità di errate strategie gestionali della mobilità, come quella delle numerose privatizzazioni e della progressiva introduzione dei pedaggi sulle strade a scorrimento veloce, sono le tradizionali alberature lungo le strade d’Italia a finire sotto accusa. Qualcuno arriva così a proporre l’abbattimento indiscriminato di interi filari di piante, ignorando le funzioni che questi hanno a lungo svolto e che almeno in parte potrebbero ancora svolgere. Lo stesso codice della strada, approvato nel 1992, prevede nei successivi regolamenti di attuazione il divieto della presenza di alberi entro una distanza minima di sei metri dal bordo stradale [1].

Si tratta di un tema molto ampio e ricco di significati, che inevitabilmente tocca diversi ambiti – dalla storia dell’architettura all’agronomia, dalle scienze forestali all’ingegneria – e che ci consegna non pochi interrogativi sul nostro modo di intendere il rapporto tra società, infrastrutture e paesaggio. La prospettiva storica può aiutare a porre correttamente il problema, al di fuori di scorciatoie o soluzioni irrazionali.

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Apr 23 2020

GRAZIE MAMMA LUIGINA

Category: Veja migiorgio @ 12:21

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“Santa Maria, donna dell’ultima ora, disponici al grande viaggio.

Aiutaci ad allentare gli ormeggi senza paura.

Sbriga tu stessa le pratiche del nostro  passaporto.  Se ci sarà il tuo visto, non avremo più nulla da temere sulla frontiera.

Aiutaci a saldare, con i segni del pentimento e con la richiesta di perdono, le ultime pendenze nei confronti della giustizia di Dio.

Procuraci tu stessa i benefici dell’amnistia, di cui Egli largheggia con regolare misericordia.

Mettici in regola le carte, insomma, perché giunti alla porta del paradiso,  essa si spalanchi al  nostro bussare”

D.T.B.

Valentini Luigina vedova Battocchio Ernesto (Verona 25 settembre 1932- H. Marzana 23 aprile 2020)

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Papa Ernesto...

Battocchio Ernesto, 1975; (Fellette di Romano d’Ezzelino, 13 maggio 1922 – H. Negrar, 26 settembre 1993 )


Apr 22 2020

RISCHIO PANDEMIA PER I NAVAJO

Category: Popoli e nazioni,Salute e benesseregiorgio @ 14:25

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Covid-19 nella lingua Navajo si dice così: Dikos Ntsaaígíínáhást’éíts’áadah. Il termine è stato tradotto presto, perché la Nazione Navajo teme d’essere spazzata via dal virus. Da quando il 7 marzo sono stati segnalati i primi casi, i morti sono arrivati a 7 e i contagi a 214 nella riserva di 180mila persone che si estende su vasti deserti e altipiani coperti di pinete in Arizona, New Mexico e Utah.


La paura è legata al fatto che i servizi sanitari sono insufficienti, paragonati da professionisti che ci hanno lavorato a quelli dei Paesi più poveri del mondo. Uno su tre abitanti non ha l’acqua corrente, soprattutto nelle parti più remote della riserva, il che rende difficile lavarsi spesso le mani. I nativi americani, primi cittadini del continente, sono oggi gli ultimi. Cancro, diabete e problemi cardiaci sono superiori alla media nazionale. I leader della comunità hanno cominciato a diffondere bollettini radio a febbraio, da metà marzo vige lo stato di emergenza, con il coprifuoco dalle 8 di sera alle 5 del mattino, e sono stati chiusi i quattro casinò. Da settimane i Navajo chiedevano la chiusura ai turisti del parco nazionale del Grand Canyon, adiacente alle loro terre; sono stati ascoltati soltanto mercoledì scorso. Ma non sono ancora arrivati i fondi del pacchetto di aiuti approvato dal Congresso.

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Apr 20 2020

CONTE, L’OLOGRAMMA DI UNA FIGURA INESISTENTE.

Category: Persone e personaggi,Società e politicagiorgio @ 14:43

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(articolo di Marcello Veneziani tratto da “Panorama” )

Giuseppe Conte non è. Non è un leader, non è un eletto, non è un politico, non è un tecnico, non è nulla. È il Nulla fatto premier. E lo conferma ogni giorno adattandosi come acqua corrente alle superfici che incontra. È la plastica rappresentazione che la Politica, dopo lo Scarso, lo Storto, il Pessimo, ha raggiunto lo Zero, la rappresentazione compiuta del Vuoto.

Luogotenente del Niente, Conte è oggi il fenomeno più avanzato della politica dopo i partiti, i movimenti, le ideologie, la politica e l’antipolitica, i tecnici e i populisti, le élite e le plebi. È la svolta avvocatizia della politica che pure è da sempre popolata di avvocati: ma Conte non scende in politica, assume solo da avvocato l’incarico di difendere una causa per ragioni professionali; ma i clienti cambiano e così le cause. Andrebbe studiato nelle università del mondo perché segna un nuovo stadio, anonimo e postumo della politica. Non si può esprimere consenso né dissenso nei suoi confronti perché non c’è un argomento su cui dividersi; lui segna la fine del discorso politico, la fine della decisione, la fine di ogni idea, di ogni fatto. È la somma di tante parole usate nel gergo istituzionale, captate e assemblate in un costrutto artificiale. È lo stadio frattale del moroteismo, il suo dissolversi. Ogni suo discorso è un preambolo a ciò che non accadrà, il suo eloquio è uno starnuto mancato, di cui si avverte lo sforzo fonico e il birignao istituzionale ma non il significato reale. Altri semmai decideranno, lui si limita al preannuncio.

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Apr 18 2020

LUC MONTAGNIER: IL CORONAVIRUS È STATO MANIPOLATO PER UN VACCINO ANTI-AIDS

Category: Natura e scienza,Salute e benesseregiorgio @ 13:15

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Le rivelazioni del premio Nobel sul podcast francese ‘Pourquoi Doctor’: “Intervenire su un genoma è un lavoro da apprendisti stregoni ma la natura non accetta queste manipolazioni e, con il tempo, le elimina”.

Il coronavirus sarebbe un virus manipolato, uscito accidentalmente da un laboratorio cinese a Wuhan dove si studiava il vaccino per l’Aids. Lo afferma il professore Luc Montagnier, Nobel per la Medicina 2008, ai microfoni del podcast francese, specializzato in medicina e salute, “Pourquoi Doctor”.

Secondo il professor Montagnier, che nel 2008 ha scoperto scoperto l’Hiv come causa dell’epidemia di Aids insieme a Francois Barré-Sinoussi, la Sars-CoV-2 è un virus che è stato lavorato e rilasciato accidentalmente da un laboratorio di Wuhan, specializzato per la ricerca sui coronavirus, nell’ultimo trimestre del 2019.

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Apr 17 2020

L’AVVOCATO TEDESCO BAHNER CONTRO LA QUARANTENA RINCHIUSA IN MANICOMIO

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di Cesare Sacchetti

Aveva denunciato l’incostituzionalità delle misure di quarantena in Germania e la scorsa domenica notte è stata portata via dalle autorità in un istituto psichiatrico.

Non è un film dell’orrore nè la trama di un film distopico. E’ quanto accaduto all’avvocato Beate Bahner di Heidelberg.

La notizia è stata riportata nella serata di ieri dal quotidiano Rhein-Neicker-Zeitung (RNZ) della regione tedesca del Baden-Württemberg.

La battaglia dell’avvocato Bahner contro la quarantena

La Bahner aveva lanciato una battaglia lo scorso 3 aprile contro le autorità tedesche per chiedere l’immediata fine dei provvedimenti imposti dal governo federale che ha imposto la chiusura di ogni attività e il bando alle manifestazioni pubbliche in seguito alla crisi da coronavirus.

L’avvocato tedesco aveva redatto un rapporto di 19 pagine nel quale spiegava dettagliatamente perchè le misure restrittive fossero completamente incompatibili con la Costituzione tedesca e in flagrante violazione della legge sul controllo delle epidemie.

L’avvocato Bahner ha un suo sito ed è un’esperta riconosciuta nel campo del diritto sanitario. Negli anni passati aveva ricevuto anche un’onorificenza per il suo impegno professionale.

Esiste una voce dedicata a lei anche su Wikipedia, la nota enciclopedia online che riporta le sue pubblicazioni e le battaglie legali condotte dalla legale di Heidelberg nel corso della sua carriera.

Non si tratta quindi di una “squilibrata” ma di una giurista riconosciuta e rispettata.

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Apr 13 2020

VERONA. PALAZZO VOGHERA – BERTOLDI VIA PONTE PIETRA .

Palazzo Voghera -Bertoldi in via Ponte Pietra

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Qualcuno si ricorda di aver visto foto od immagini dell’ affresco di San Cristoforo , oramai praticamente scomparso presente sulla facciata cieca come da ricostruzione allegata ?

Inquadramento storico artistico 

Il complesso edilizio denominato Palazzo Bertoldi-Voghera prima del 1600 era costituito da un insieme di edifici che una volta ristrutturati ed unificati , anche formalmente , assunsero una conformazione a palazzo più consona al nuovo proprietario che voleva ostentare il suo livello sociale ed economico raggiunto .
Il tutto infatti accadde agli inizi del XVII secolo quando un certo Pasqualino Zignoni, priore della corporazione dei formaggiai veronesi, volle celebrare questa professione e la sua posizione facendo dipingere sulla sua nuova casa al ponte della Pietra un ciclo di affreschi dove fossero rappresentate le diverse fasi della lavorazione di latticini e salumi (la corporazione si occupava anche di questi, potendo così lavorare sia nei periodi «di magro» sia «di grasso»). 

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Apr 10 2020

VERONA. LE GALLERIE SOTTO LE TORRICELLE … LE MINIERE DI “TERRA GIALLA”

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Le miniere di “Terra gialla” delle Torricelle sono state tra le più importanti d’Europa. Sono cavità naturali riescavate in epoca romana per l’estrazione di ocre gialle e rosse, utilizzate come terre coloranti. 

La rete di condotti si sviluppa su circa 2 kmq ed è estesa per oltre 20 km con gallerie lunghe centinaia di metri e larghe appena 50cm, comunicanti con l’esterno attraverso una serie di pozzi artificiali profondi 5-30 metri. Il pozzo artificiale più profondo (-72 m) è all’interno dei terreni del “Santuario Nostra Signora di Lourdes”. 

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Apr 07 2020

IL RIMEDIO È LA POVERTÀ

Category: Cultura e dintorni,Società e politicagiorgio @ 21:51

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Questo articolo apparve il 30 giugno 1974, ed è straordinario. Una meraviglia di stile e di pensiero di Goffredo Parise.

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Mar 31 2020

QUANDO GLI ALBANESI SALVARONO VERONA DALL’INCENDIO

Category: Verona storia e arte,Verona storia e dintornigiorgio @ 00:08

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Nell’anno della terribile peste di Verona (1630) un gravissimo incendio scoppiato presso il Monte di Pietà rischiò di aggravare la situazione. Il 3 luglio bruciarono mobili e suppellettili per un valore di 189.800 ducati.


Tutti pensarono ad un’aggressione delle truppe tedesche. Ad impedire che l’incendio, dalla sede del Monte di Pietà, si propagasse alle case vicine intervenne una compagnia di albanesi.

Erano i cosiddetti Stradioti, unità militari di cavalleria della Repubblica di Venezia il cui nome deriva dal greco ‘stratiotis’, “soldato, guerriero”. Erano chiamati anche “cappelletti” a causa dei piccoli cappelli rossi che indossavano (identici a quello raffigurato nel cortile della Casa di Giulietta: Cappelletti, Dal Cappello, Capuleti).


A Verona, che era una delle maggiori aree di acquartieramento permanente in Terraferma, i mercenari trovavano alloggio all’interno dell’area fortificata, affittando case. 

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Mar 29 2020

MENO DI UNA SIGARETTA… GESÙ CRISTO AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

Category: Giustizia Legula e Legulei,Società e politicagiorgio @ 13:49

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Di Domenico Airoma

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Non fumo. La sigaretta non mi ha mai attirato, forse perché mio padre è morto per il troppo fumo. Ma da quando lo Stato ha dettato restrizioni alla libertà di culto, con l’accettazione ultrarestrittiva della Chiesa, comincio a riconsiderare la cosa.

Accade, infatti, che, domenica mattina, nel mentre mi reco nella chiesa vicino casa mia, venga fermato per il controllo da due agenti di polizia. Avevo il foglio del permesso debitamente compilato e alla voce «lo spostamento è determinato da» avevo scritto: «Accesso a luogo di culto». Lo consegno all’agente, il quale strabuzza gli occhi e mi fa: «Sono basito. Che significa?». Rispondo: «Che sto andando in Chiesa». E lui, di rimando: «Ma le Messe sono proibite». E qui il primo colpo al cuore. E la sensazione di essere osservato quasi fossi un pericoloso criminale; peggio, uno che non si rende conto della gravità del momento.

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Mar 28 2020

LA PERDITA DEL RICCORDO

Category: Cultura e dintorni,Scuola e universitàgiorgio @ 10:28

La migliore scuola del mondo

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Ricordo quando mio nonno veniva a mangiare la domenica da noi, e io lo portavo alla finestra del balcone per mostrargli le nuvole all’orizzonte:

“Nonno pioverà”?

“None. Non sono nuvole di pioggia, quelle!”

Non ricordo una sola volta in cui il nonno mi abbia risposto che sì, sarebbe piovuto. E non si è mai sbagliato, perché la memoria di 70 anni passati a rompersi la schiena nelle campagne arse dal sole, in attesa di una pioggia che non arrivava mai, non lascia spazio a facili ottimismi. Nemmeno a 80 anni. E non si smette mai di essere contadini, nemmeno da pensionati.

Ne stanno morendo tanti, di pensionati e di nonni, in questi maledetti giorni di pestilenza. Perché il coronavirus si accanisce soprattutto su di loro, lasciando illesi i più giovani e affidando la sorte di chi sta in mezzo ad una tragica riffa tra chi ha un sistema immunitario virtuoso, e chi invece si scopre improvvisamente fragile.

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Mar 27 2020

I GHIRI NELLA CUCINA VENETA

Category: Alimentazione e gastronomia,Veneto e dintornigiorgio @ 08:33

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Parlavo stamattina col mio dirimpettaio di bosco (lui ha la proprietà del bosco di fronte alla casa), e mi assicurava che il “gir in tecia” (ghiro in tegame, in umido), era considerato una prelibatezza da contendere al gatto di casa. Hanno gli ossicini piccoli (intendeva che finiva tutto sotto i denti) ma la carne delicatissima e tenera, a differenza dello scoiattolo, che ce l’ha legnosa. Oggi è un tipo di cucina non più praticato, almeno credo, con somma gioia dei simpatici animaletti che nutro io stesso con le mele del “pomaro” di casa, ma fino a una quarantina di anni fa tutto concorreva a placare la fame, e se era buono di sapore, era particolarmente gradito.

Come potete leggere sopra, oggi la caccia è vietata, e il povero ghiro può finire  come preda  solo di gatti domestici, volpi, faine. Chi  abita in mezzo al bosco deve stare però attento: è un animale infestante e se trova un pertugio si infilerà dentro casa vostra, specie in soffitta che diventerà un breve una nursery di simpatici ghiretti che vi lorderanno però con gli escrementi il pavimento e vi terranno svegli con tossicchiamenti vari e salti di contentezza (la loro) tutte le notti. Sono animali non molto veloci, per cui un gatto adulto ne può catturare anche più di due o tre per sera. Lo testimoniano le code che trovo intorno casa.

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Fonte : srs di  Millo  Bozzolan, da Veneto storia  del 1 dicembre 2015

Link: https://www.venetostoria.com/?p=5857&fbclid=IwAR37MG3a6togTEQg_KLzkW_EveGo6pGlVpw-4UHLBqqDUsS_Y95uomL2zkE


Mar 26 2020

FELTRE – MONUMENTO ALL’EMIGRANTE DI ANTONIO BOTTEGAL

Monumento all’emigrante di Antonio Bottegal.

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Quando andavo a Milano per lavoro, prima di entrare nella stazione di Feltre, mi voltavo a guardare oltre le vette in direzione di San Donato, mio paese natale. Ricordo che provavo una stretta al cuore perché in quel momento era come se tagliassi ogni legame con la mia gente. Io però andavo solo a Milano! Cosa avranno provato allora i nostri emigranti che partivano per l’estero, recandosi in Svizzera, Germania, America e Australia, sapendo che non sarebbero tornati, o solo dopo anni!


Uomini laboriosi, intraprendenti, rotti ad ogni fatica che sono riusciti a fare grande il nome dell’Italia nel mondo, a prezzo di enormi sacrifici e, talvolta, della loro vita. La loro è stata una fuga di forza-lavoro, che ha penalizzato il nostro Paese negli ultimi due secoli.
Ecco, allora, che il mio emigrante appare come un uomo imponente, massiccio, che nel modellato scabro rivela il carattere montanaro, simbolo di forza e prestanza fisica, fiero e consapevole delle sue capacità di cambiare il proprio destino in una vita migliore. Mentre si avvia al treno si volta a guardare il paese e il suo viso, pur nella fierezza del portamento, tradisce l’emozione del distacco. Le mani sono grandi, simili a strumenti di lavoro, la sinistra chiusa a pugno sottolinea rabbia e determinazione, grandi i piedi che hanno percorso le strade del mondo e la piccola valigia di cartone, contenente poche e povere cose, resta pur sempre un pesante fardello, inseparabile compagno di viaggio.

Fonte: di Ettore Beggiato; da Facebook di  Beggiato  del 26 marzo 2020

Link: https://www.facebook.com/ettore.beggiato


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