Mag 31 2009

I verdi sono come le angurie

Category: Monade satira e rattatujegiorgio @ 08:19

E’ mai possibile che i verdi siano come le angurie: verdi di fuori, rossi di dentro, e con tanti  s…emi


Mag 29 2009

A breve esploderà una crisi…

Category: Monolandiagiorgio @ 10:41

A breve esploderà una crisi economica di tali proporzioni al confronto della quale la crisi attuale verrà definita benessere.

Intanto facciamo un piccolo bilancio dal 2007, anno della prima crisi delle borse, ad oggi.

Fra crisi di borsa, bancarotte bancarie, iniezioni di banconote create dal nulla, crisi industriali e ci aggiungiamo la “scoperta” di derivati e titoli spazzatura la cifra della attuale “crisi” oscilla fra i 3000 e i 5000 miliardi di Dollari.

Responsabile di tutto questo sono gli Stati che hanno sanato i falsi in bilancio, le banche centrali che stampano moneta dal nulla senza pagare le tasse, salvataggi bancari che vengono pagati dallo Stato e addebitati ai cittadini.

Governo e finta opposizione parlano già di ripresa o minimizzano la gravità della situazione, ma la realtà scientificamente misurata nei numeri è completamente diversa.

Il 19 febbraio è comparso un articolo su Milano Finanza, che parlava di una gigantesca voragine che si sta per aprire. Per intenderci, Milano Finanza è il quotidiano finanziario fra i più letti assieme al Sole 24 ore.

MF ha raccontato dei risultati di uno studio del Governo Europeo (la Commissione) che faceva luce sulla reale situazione delle Banche europee.

Il risultato è sconvolgente: le banche Europee (non quelle americane) hanno nel loro portafoglio, cioè in contabilità, una media del 40% di titoli che sono cartastraccia, ossia i cosiddetti “titoli tossici” che sarebbe il caso di chiamare “mortali”.

Si tratta di 18000 (diciottomila) miliardi di Euro (cioè 24 miliardi di dollari al cambio attuale) di titoli tossici.

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Mag 28 2009

La sindrome di Commodo

Category: Monolandiagiorgio @ 13:26

 

L’ONU ci fa sapere che in Africa ci sono 11 milioni di profughi a causa di guerre, carestie e inondazioni (1). Oltre al solito immancabile numero undici ci informa che alcuni stati ospitano fino a 250mila di questi disperati.

Il tono dell’articolo è propedeutico a una nuova campagna di falsificazione sulla necessità di accogliere milioni di “migranti” in Europa attraverso il suo ventre molle che è, manco a dirlo, l’italia.

Mentre Maroni si batte come un leone per inserire l’immeritevole italia nel consesso dei paesi civili, il sistema globalista è sempre vigile affinché nessuna frontiera europea sia chiusa. 

Indicativo il fatto che l’ONU se la prenda con l’ex belpaese sul problema immigrazione e non con Malta, perché quello un paese anglosassone, inoltre l’amministrazione Obama sta iniziando un giro di vite sui clandestini di stampo prettamente “leghista” ma con la significativa differenza che non incasserà le critiche feroci di Repubblica, Unità, Manifesto e gli altri giornali “progressisti” (2). 

L’Australia, uno degli stati meno densamente abitati del globo, ha una legislazione in materia talmente rigida che se un paese europeo intendesse copiarla pari pari rischierebbe di fare la fine di Serbia e Irak: bombardato dalla Nato, con la “benedizione” dell’Onu, da armi illegali come l’uranio impoverito o vietate dlla Convenzione di Ginevra come il fosforo bianco!

Fino a qui niente di nuovo.

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Mag 27 2009

Usa/ Giro di vite di Obama contro gli immigrati clandestini

Category: Società e politica internazionalegiorgio @ 04:41

Maggiori controlli su quelli detenuti nelle prigioni locali

– Roma, 19 mag. (Apcom) –

L’amministrazione Obama sta ampliando un programma avviato dalla precedente amministrazione Bush per identificare gli immigrati clandestini detenuti nelle carceri locali, al fine di allontanarli dagli Stati Uniti. Lo riporta oggi il Washington Post, che cita fonti dell’amministrazione. I detenuti nelle carceri federali sono già sottoposti a scrupolosi accertamenti da parte delle autorità, ma nelle prigioni locali non è sempre possibile fare lo stesso per mancanza di tempo e di personale. L’amministrazione Obama intende invece dare un giro di vite nei confronti degli immigrati clandestini che hanno commesso reati, che saranno identificati attraverso le impronte digitali ed espulsi dal Paese. David Venturella, il funzionario dell’Immigrazione Usa che dirige questo programma, ha ricordato che il segretario per la Sicurezza Interna Janet Napolitano è stata “molto chiara” nell’affermare che la priorità dell’amministrazione è quella di allontanare dal Paese i clandestini che hanno commesso reati. Il programma è stato attivato in via sperimentale lo scorso ottobre in 48 contee nel Paese, inclusa la contea di Fairfax. Nel corso del 2009 saranno prese in esame le impronte digitali contenute nei registri di un milione di prigioni locali. Il programma è attivo anche in città come Los Angeles, Dallas, Houston, Miami, Boston e Phoenix, e le autorità ritengono che entro il 2012 coprirà quasi tutte le prigioni locali degli Stati Uniti.

Fonte: peppecaridi su 19, Maggio, 2009


Mag 26 2009

6 luglio del 1941: la mancata invasione dell’Europa da parte di Stalin


Viktor SUVOROV    


La storia non è quella dei vincitori

Il 22 giugno 1941 le truppe tedesche di Hitler, in un’estrema reazione per prevenire l’attacco di Stalin,  invadono  l’Unione Sovietica, e bloccano l’invasione dell’Europa.

Intervista di M. Quadri a Viktor SUVOROV al secolo Vladimir Rezun agente del Servizio Segreto Militare (GRU) dell’Unione Sovietica.

Tratta da: La Nuova Europa, n. 1,  2001.

SECONDA GUERRA MONDIALE STORIA E BATTAGLIE

Stalin e l’invasione di Hitler

2001- Nel giugno di quest’anno si compiranno sessant’anni da quel drammatico 22 giugno 1941 in cui le truppe tedesche invasero l’Unione Sovietica, dando alla guerra una svolta fatale per il nazismo, e creando involontariamente il cliché della “lotta antifascista” guidata dal socialismo.

Su questa guerra non è stato ancora scritto tutto: troppe reputazioni da difendere, da una parte e dall’altra, hanno contribuito a tenere nascosti molti fatti anche essenziali.

L’interpretazione della guerra di cui disponiamo è quella manichea dei vincitori; per questo, a sessant’anni di distanza, siamo ancora intenti a scavare negli avvenimenti nascosti, grazie al fatto che poco alla volta cadono alcuni divieti.

Un contributo originale in questo senso è stato dato da uno scrittore russo, Viktor Suvorov, ex funzionario dei servizi segreti militari sovietici e storico autodidatta, è uscito anche in Italia il suo primo libro su Stalin e la seconda guerra mondiale, “Stalin, Hitler. La rivoluzione bolscevica mondiale”.

Il libro sostiene una tesi a dir poco rivoluzionaria: l’attacco a sorpresa di Hitler all’Unione Sovietica nel 1941 fu in realtà un’estrema reazione per prevenire l’attacco di Stalin.

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Mag 25 2009

Discorso di Capriolo Zoppo Capo Aealth Il Manifesto dei Diritti della Terra

Category: Popoli e nazionigiorgio @ 09:08

 

 

Lettera scritta dal capo dei Pellirossa Capriolo Zoppo nel 1854 al Presidente degli Stati Uniti d’America Franklin Pirce.  

 

Gli indiani d’America, vivevano riuniti in tribù lungo i fiumi e i laghi: erano spesso nomadi e dediti alla caccia e alla pesca. Ebbero i primi contatti con gli Europei dopo che iniziarono le migrazioni di inglesi nel continente americano. A poco a poco il numero dei bianchi aumentò sempre più costringendoli a ritirarsi in zone sempre più ristrette, per i massacri che subivano ad opera degli invasori, fino ad essere confinati nelle riserve. Ma questo non impedì all’uomo bianco di continuare a sterminarli fino alla quasi estinzione. Difatti attualmente i nativi d’ America sono circa 500 mila.

 

Il documento qui integralmente riprodotto è senz’altro una delle più elevate espressioni di sintonia dell’uomo col creato ed esprime la ricchezza universale dei “popoli nativi”, dei veri “indigeni” di ogni luogo della terra ed è la risposta che il Capo Tribù di Duwamish inviò al Presidente degli Stati Uniti che chiedeva di acquistare la terra dei Pellerossa.

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Mag 24 2009

Scherzi della lingua italiana.

Category: Monade satira e rattatujegiorgio @ 09:06

Cortigiano: gentiluomo di corte

Cortigiana: una  Militta Afrodite

Massaggiatore: chi per professione pratica massaggi, kinesiterapista

Massaggiatrice:  una Militta Afrodite

Il cubista: artista seguace del cubismo

La cubista:  una Militta Afrodite

Uomo disponibile: tipo gentile e premuroso

Donna disponibile:  una Militta Afrodite

Segretario particolare: portaborse

Segretaria particolare:  una Militta Afrodite

Uomo di strada: uomo duro

Donna di strada:  una Militta Afrodite

Passeggiatore: chi passeggia, chi ama camminare

Passeggiatrice:  una Militta Afrodite

Mondano: chi fa vita di società

Mondana:  una Militta Afrodite

Uomo facile: con cui è facile vivere

Donna facile:  una  Militta Afrodite

Zoccolo: calzatura in cui la suola è costituita da un unico pezzo di legno

Zoccola: una Militta Afrodite

Peripatetico: seguace delle dottrine di Aristotele

Peripatetica: una Militta Afrodite

Omaccio: uomo dal fisico robusto e dall’aspetto minaccioso

Donnaccia: una Militta Afrodite

Un professionista: uno che conosce bene il suo lavoro

Una professionista: una Militta Afrodite

Uomo pubblico: personaggio famoso, in vista

Donna pubblica: una Militta Afrodite

Intrattenitore: uomo socievole, che tiene la scena, affabulatore

Intrattenitrice: una Militta Afrodite

Adescatore: uno che coglie al volo persone e situazioni

Adescatrice: una Militta Afrodite

Uomo senza morale: tipo dissoluto, asociale, spregiudicato

Donna senza morale: una Militta Afrodite

Uomo molto sportivo: che pratica numerosi sport

Donna molto sportiva: una Militta Afrodite

Uomo d’alto bordo: tipo che possiede uno scafo d’altura

Donna d’alto bordo: una Militta Afrodite (di lusso, però)

Tenutario: proprietario terriero con una tenuta in campagna

Tenutaria:  una Militta Afrodite (che ha fatto carriera)

Stewart: cameriere sull’aereo

Hostess: una Militta Afrodite

Uomo con un passato: chi ha avuto una vita, magari sconsiderata, ma degna di essere raccontata.

Donna con un passato: una Militta Afrodite

Maiale: animale da fattoria

Maiala: una Militta Afrodite

Uno squillo: suono del telefono o della tromba

Una squillo: una Militta Afrodite

Uomo da poco: miserabile, da compatire

Donna da poco: una Militta Afrodite

Un torello: un uomo molto forte

Una vacca:  una Militta Afrodite

Accompagnatore: pianista che suona la base musicale

Accompagnatrice: una Militta Afrodite

Uomo di malaffare: birbante, disonesto

Donna di malaffare:  una Militta Afrodite

Prezzolato: sicario

Prezzolata:  una Militta Afrodite

Buon uomo: probo, onesto

Buona donna:  una Militta Afrodite

Uomo allegro: un buontempone

Donna allegra:  una Militta Afrodite

Ometto: piccoletto, sgorbio inoffensivo

Donnina:  una Militta Afrodite

 

MORALE: O C’E’ QUALCHE PROBLEMA NELLA LINGUA ITALIANA, OPPURE CI SONO TANTE MILITTA AFRODITE IN GIRO!!!!

 

Gli Assiri chiamano infatti Militta Afrodite (…) La donna segue il primo che le abbia gettato del denaro e non lo respinge.


Mag 23 2009

…ma non riesco a trovare nella storia dell’umanità

Category: Monolandia,Società e politicagiorgio @ 11:56

…ma non riesco a trovare nella storia dell’umanità un solo esempio di  società complessa che sia sopravvissuta qualche mese alla più banale delle  libere autogestioni.


Mag 23 2009

Veneto: La crisi che uccide

Category: Economia e lavorogiorgio @ 08:37

Non volevano rinunciare. Gli imprenditori (tre casi in pochi mesi) non se la sentivano di licenziare i dipendenti

 

Da ottobre ad oggi, in Veneto, tre imprenditori si sono tolti la vita. Le loro aziende erano in crisi e per questo stavano per licenziare i loro dipendenti e questo, forse, per loro era qualcosa che non riuscivano ad accettare. Il primo ad uccidersi è stato un imprenditore edile, che si è sparato. Qualche giorno fa si è impiccato il titolare di una piccola impresa del legno. L’ultimo a uccidersi è stato un manager che si è gettato sotto un treno.

 

Un dirigente d’azienda di 43 anni di Villorba (Treviso) si è ucciso giovedì gettandosi contro un treno in viaggio sulla linea Venezia-Bassano del Grappa, a Castello di Godego, in provincia di Treviso. L’uomo, dirigente di un’azienda del luogo in procinto di avviare un’operazione di cassa integrazione per una parte del personale, da alcuni tempi era incaricato di mantenere le relazioni con le organizzazioni sindacali. Il dirigente non avrebbe lasciato alcuno scritto per spiegare il suo gesto. Sull’episodio indaga la Polizia Ferroviaria.

Mercoledì scorso, sempre nel trevigiano, si è ucciso invece il titolare di una piccola azienda del legno in forte difficoltà finanziaria a causa della crisi. L’uomo, 58 anni, si è tolto la vita impiccandosi a Fontanelle (Treviso), all’interno della ditta. Il 58enne era ossessionato dall’idea che la crisi che aveva colpito anche il suo settore di attività lo costringesse a dover lasciare a casa alcuni dei suoi otto dipendenti. 

La depressione per motivi familiari sommata alla crisi economica aveva gettato nel baratro anche l’imprenditore edile padovano di 60 anni che si è ucciso il 13 ottobre scorso con un colpo di pistola al petto. Era preoccupato che qualcuno, con cui aveva contratto debiti, potesse far del male ai suoi familiari.

 

Fonte:  TGCOM del 22 maggio 2009


Mag 22 2009

E’ IL MONTE SUMMANO CIMA DELL’ALTO VICENTINO IL MONTE SACRO AGLI DEI

Category: Storia e dintorni,Veneto e dintornigiorgio @ 09:44

Un’oasi montana di sacralità, un centro di ritrovo collettivo per le genti della Padania in epoca romana, tutto questo e altre cose fanno parte della leggenda del Monte Summano, ormai diventato un simbolo per la provincia vicentina. Si aggiunga al tutto il giallo storico dell’esistenza del tempio pagano e dell’idolo d’oro dalla testa di capro e il successo popolare nel tempo è sicuro. L’unico cruccio degli studiosi sono le famose prove certe, ma se ci si mette di mezzo l’archeologia…

 

Di ALVARO BONOLLO

 

Familiare piramide, il Monte Summano si erge isolato nella piana alto vicentina: si alza pigramente al cielo sdoppiandosi in due gobbe. Lo anima la notte e le sue folgori, le piogge ne alimentano la rara, variegata vegetazione, il sole non trova ostacoli e lo riscalda di petto. Come evitare un pizzico di poesia su questa montagna che ha affascinato gli uomini e gli storici per millenni ed ha scritto una immensa pagina sulla religiosità pagana e cristiana.  Il Summano è stato investito, a ragione, od a torto, da uno stratificarsi di culti  dedicati vuoi alle divinità indigene, come la dea Reithia, notizia supportata dalle abbondanti prove archeologiche del vicino Monte di Magre, da culti orientali od etruschi (il dio Summano dovrebbe essere di origine etrusca), da culti preromani e romani. Le varie sovrapposizioni portarono ad un “imbrogliato groviglio” religioso, come spiega lo storico Mantese. “Troppo forzato e difficile l’inserimento od agganciamento di una tradizione cristiana nella precedente tradizione pagana; la veneta Reithia svolse così, in epoca romana il ruolo di Diana, mentre il dio etrusco, Summano, dovette assumere le forme di Giove o di Plutone”. 

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Mag 21 2009

IL SUMMANO: IL MONTE SACRO AGLI DEI. IL MISTERO DEI FIORI

 

Tra i mille segreti e curiosità del Summano, non va scordata l’enorme varietà di fiori, [a tal punto eccezionale che ha mosso e stimolato centinaia di studiosi italiani e stranieri, dal Rinascimento, sino ai giorni nostri. Un solo esempio: in una radura a 600 metri sono state trovate 21 varietà di orchidea, sulle 30 presenti in tutto l’arco alpino. 

La ricchezza della flora potrebbe essere collegata con i pellegrinaggi per adorare il sacro idolo. La festa del dio Summano (ed esistono confusioni non ancora chiarite con Giove e Plutone) era il 20 di Giugno. Secondo gli storici romani, in quella data, si sacrificava un montone nero, si offrivano libagioni con focacce di farina in forma di ruota e si spandevano semi esotici nel terreno. Queste feste erano le “summanalia”. 

Probabilmente queste sementi sparse dai pellegrini nel loro sacro viaggio verso la cima, trovando un clima estremamente diversificato, si sono riprodotte, perpetrandosi sino ad oggi. I botanici hanno infatti accertato la coesistenza di varie situazioni micro-climatiche nella stesso monte: privo di contrafforti collinari, il Summano è investito dalle correnti calde provenienti da sud, ma anche da quelle fredde da nord che investono la cima. Nello spazio di poche centinaia di metri, si passa dal clima mediterraneo di certe radure, al clima alpino.

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Mag 20 2009

Pensate che la vostra vita non sia bella? Gli archeologi ci mostrano di peggio

Category: Archeologia e paleontologia,Storia e dintornigiorgio @ 08:49

Tra l’influenza suina, la crisi economica ed altri mali e dolori del mondo moderno, si perde facilmente la traccia di quando la vita era davvero dura. Fortunatamente per noi, gli archeologi hanno rimesso un po’ di cose in prospettiva giusta.

Considerate la vita sulle alte steppe dell’Asia centrale, i Monti Altai, intorno al 500 a.C., nell’attuale Mongolia, Lì abitava il popolo dei Pazyryk, nomadi che vivevano a cavallo, vicini dei non tanti amichevoli Sciti. 

In realtà, l’antico storico greco Erodoto, nelle Storie, ha descritto gli Sciti come guerrieri che vivevano in simbiosi con tribù di Amazzoni, praticavano sacrifici umani, tagliavano lo scalpo e praticavano il cannibalismo sui loro nemici. Molto peggio rispetto al tuo vicino che prende in prestito il tuo tosaerba, in altre parole.

 

Gli archeologi conoscono i Pazyryk dai tumuli, dalle larice di legno con le punte di pietra, “i corpi dei guerrieri Pazyryk erano sepolti con i loro cavalli e le armi, come asce, pugnali, spade e archi e frecce”, secondo uno studio di Archaeological Science, che descrive sette di queste tombe.

 

“Queste persone hanno condotto una vita violenta”, afferma Xavier Jordana della Autonoma Universitat di Barcelona, che ha condotto studi su di loro per due anni. 

Nei siti di sepoltura, che egli descrive come “tipici”, un team internazionale ha scoperto i resti di 10 persone in tutto, sette uomini, una donna e due bambini. 

Come nelle altre tombe già scoperte dei Pazyryk, un cavallo era sepolto accanto a ciascuno, con vasi di terracotta, un coltello di ferro e ossa di pecora o di capra. “Anche piccole foglie d’oro sono sempre trovate accanto al cranio”, afferma lo studioso. Le armi includono “asce da combattimento con manici in legno, pugnali corti, sia di bronzo sia di ferro, e frecce trilobate di osso o di bronzo”. Inoltre, tipico, “Sette persone su un totale di 14 presentano lesioni traumatiche”. Due degli uomini hanno mostrato evidenza di ferite guarite, da colpi d’ascia di battaglia, sui loro teschi. Cinque delle persone, comprese donne e un bambino, sono state uccise o ferite da asce o pugnali. Un uomo è stato colpito alla testa con una freccia. “Questo non è un grande campione”, dice Jordana. “Ma la metà di loro è morto violentemente. Questo deve significare qualcosa.”

 

Erodoto aveva descritto la guerra e il sacrificio umano come comuni tra i nomadi ai suoi giorni, e Jordana e i suoi colleghi hanno analizzato le ferite, nel tentativo di capire esattamente il modo in cui tali persone sono morte.. “Erano morti in battaglie o sacrificati”, egli si chiede. “Erodoto è noto come il ‘ Padre della Storia ‘ ma egli è anche chiamato ‘ Padre dei Bugiardi ‘, così volevamo vedere. ”

Incursioni, non azioni di vera guerra, provocarono la morte di coloro che sono morti violentemente, conclude lo studio. “Molti dei traumi erano di schiena, e provengono da tutte le direzioni”, spiega Jordana. “Queste persone sono state colpite in attacchi a sorpresa”. 

Erodoto non mentiva nemmeno sugli scalpi, a giudicare dal taglio superficiale che segna il cranio di un uomo di mezza età. Simili prove per il taglio dello scalpo si trovano su un’altra mummia, trovata tra i ghiacci della regione.

“Queste sono le sepolture di un popolo di guerrieri”, dice Jordana, ma sono compatibili con il modello di vita vissuta nei tempi violenti in passato. “Hanno sepolto donne e bambini con le armi. Non è chiaro se fossero Amazzoni, ma hanno condotto certamente una vita molto difficile, rispetto ad oggi.”

 

 

 

Fonte: srs di Dan Vergano da  USAtoday.com del 10 maggio 2009-05-20;  

link: http://www.usatoday.com/tech/science/columnist/vergano/2009-05-09-Pazyryk-warriors_N.htm

La porta del tempo


Mag 19 2009

Questo è il mio ragazzo, il vento sotto le mie ali, l’amore, la luce della mia vita.

Category: Veja migiorgio @ 11:43

 

Mi sono imbattuto in  questa  immagine di  mio figlio minore,  Jedrek  (Jedrek Kryztof  Stolarczyk per essere precisi).

Ha sempre voluto poter volare,  era il suo sogno preferito, mi aveva  anche detto che pregava che Dio che gli desse la capacità di volare, di essere libero,  ma  io li ripetevo che erano  desideri non previsti per questa vita, che noi non siamo  fatti per volare, sono desideri impossibili per noi.

Io non la capisco questa vita,  ma so che, in qualche oscuro modo, Dio ha risposto alle preghiere  di mio figlio, al fine di dargli quelle ali.

Questo è il mio ragazzo, il vento sotto le mie ali, l’amore, la luce  della mia vita.

Vedete, è ora un angelo.

L’abbiamo sepolto sotto un boschetto di querce, venerdì mattina  nel ranch dove sua madre vive ancora, … così da poter  essere vicino a lui.  E’ così difficile,  molto difficile dire addio.

Ha vissuto  solo 8 anni, ed è il secondo figlio che ho perso negli ultimi tre anni.

Era la mia roccia, mia forza, la mia pace.  Egli mi ha insegnato di più su come si deve vivere, di chiunque altro abbia mai conosciuto,  e mai conoscerò.

Jedrek mi manchi,  ma sono  stato il più fortunato e il più benedetto papà in tutto il mondo per avere avuto da Dio questa piccola anima affidata alle  mie  attenzioni,  perché egli è stato mio figlio, il mio bambino, il mio angelo.

Papà ti ama, Daddy  ti ama.

Pace a tutti.

Jerry

Nuovo Messico, Stati Uniti d’America


Mag 19 2009

Verona Alto San Nazzaro: Dietro le case popolari spunta il muro di Teodorico

Restauro ad Alto San Nazaro

 

Di Camilla Bertoni

 

La scoperta Alto San Nazaro, durante i lavori al complesso per trasformarlo in residenze di lusso

 

Le ruspe sono al lavoro da gennaio nel borgo di Alto San Nazaro, nato nel 1887 per conto della Società Anonima Cooperativa Edificatrice di Case Operaie, come borgo popolare destinato agli operai al lavoro nelle fabbriche di Veronetta.

Il complesso è destinato ora a diventare nucleo residenziale di lusso. Da molti anni in abbandono, abitato abusivamente e in rovina, il borgo, originariamente chiamato Quartiere XVI ottobre, è collocato a ridosso delle mura scaligere, in alto sulla collina che domina via San Nazaro, dalla quale è raggiungibile attraverso una lunga e scenografica scalinata concepita contestualmente alla sua realizzazione. Oltre alla vista mozzafiato sulla città, l’area edificata nasconde anche altro un gioiello: un tratto di mura di cinta della città, in conci di tufo, di età precomunale, forse addirittura risalente al regno di Teodorico, che chiude sul retro il terreno di pertinenza. 

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Mag 18 2009

Costalunga di Monteforte: 14 giugno 2009 presentazione del libro: Verona origini storiche ed astronomiche

Category: Libri e fontigiorgio @ 07:56

 

Invito tutti alla  presentazione del testo : “Verona origini storiche ed astronomiche”  di Adriano Gaspani .

L’incontro sarà alle ore 15,30 del 14 giugno 2009, presso l’azienda vinicola  

LA CAPPUCCINA 

http://www.lacappuccina.it/

Via San Brizio, 125

37032 Costalunga di Monteforte d’Alpone (Verona)

 045 6175036  

 045 6175755

 

Come raggiungere La Cappuccina

 

Uscita autostrada (A4 MI-VE) al casello SOAVE, girare a sinistra in direzione di Vicenza (SS 11) fino ad arrivare ad un cavalcavia, girare subito a destra per Monteforte d’Alpone. Arrivati ad un incrocio con al centro una chiesetta, girare subito a destra seguendo il cartello per Bolca  (si è nella circonvallazione di Monteforte d’Alpone).

 

Arrivati al semaforo, proseguire sempre diritto per circa 5 km direzione Bolca), costeggiando sulla sinistra il torrente Alpone. Dopodichè girare a sinistra, seguendo il cartello blu per Costalunga, su per una salita, si attraversa il ponte sull’Alpone, si gira al primo portone a destra e si è

arrivati. Dal casello dell’autostrada a Costalunga sono in tutto 8 km.

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