Feb 04 2017

VERONA VIA PESCETTI: RINVENUTO L’OSSO CHE PUÒ RISOLVERE IL GIALLO DELLO SCHELETRO

Girava l’anno 2010

 

Verona 11/08/2010 cronaca nera vedute di via Pescetti photo Giorgio Marchiori foto per Pignatti

Uno scorcio di via Pescetti, in Valdonega (FOTO MARCHORI)

 

 

Il  ritrovamento in Borgo Tento. Il ricordo di un ingegnere della Valdonega: negli anni Sessanta, all’epoca ragazzino, giocava tra i resti di guerrieri longobardi Rinvenuto l’osso che può risolvere il giallo. Durante un nuovo sopralluogo rinvenuta un’altra parte dello scheletro. Ora la Sovrintendenza attende l’esame del medico legale

 

Un altro sopralluogo, alla ricerca del famoso osso lungo, che è spuntato ieri dalla cantina di via Pescetti e così ci si può finalmente mettere l’animo in pace e cercare di datare lo scheletro della Valdonega, che resta l’argomento prediletto dell’estate.

 

Il pm Francesco Rombaldoni, titolare dell’inchiesta ha sottolineato al dirigente della squadra Mobile Gian Paolo Trevisi, che il fascicolo resta aperto fino a quando medicina legale non avrà datato il reperto. Ma se si confermasse il sospetto di un osso storico, probabilmente di epoca longobarda, la procura e la squadra mobile uscirebbero dalla vicenda.

 

Il ritrovamento di qualche giorno fa ha riportato alla memoria di un ex abitante della zona un avvenimento che potrebbe essere ricondotto agli anni Sessanta.

 

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Feb 01 2017

SANT’AMBROGIO DI VERONA. I RESTI DI «DOMUS» ROMANE

Category: Verona archeologia e paleontologiagiorgio @ 00:13
santambrogio valpolicella sito archeologico

I resti dell’antica «domus» venuti alla luce a Sant’Ambrogio e destinati a tornare sotto terra (FOTO AMATO)

 

 

L’importante ritrovamento archeologico in una zona abitata da sempre: e sotto c’erano insediamenti retici dell’età del ferro. Ma ritorneranno sotto terra coperti dalla nuova via Roma Impossibile prelevare i mosaici: intervento troppo caro.

 

Sono venuti alla luce a testimoniare l’antica storia di Sant’Ambrogio e della Valpolicella, ma il loro destino è di ritornare presto sotto terra. I resti di un’ampia domus romana e di un nucleo abitativo dell’età del ferro hanno la “colpa” di trovarsi nel luogo sbagliato: cioè nella lottizzazione Ca’ di Rossi, a fianco della chiesa parrocchiale di Sant’Ambrogio.

 

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Gen 28 2017

VERONA. IL MURO VISCONTEO CHE HA BLOCCATO I GARAGE IN LUNGADIGE CAPULETI

scavi lungadige capuleti

Il muro visconteo in Lungadige Capuleti

 

 

VERONA, 1 AGOSTO 2010

 

Giunto al termine l’intervento sull’antico reperto emerso oltre due anni fa dopo i primi scavi per realizzare il parcheggio pertinenziale: Oggi sopralluogo delle due Soprintendenze insieme al Comune e ai responsabili dell’impresa: i tempi sono molto stretti

 

Correva l’anno 2008, era l’11 febbraio, quando il cantiere di lungadige Capuleti, per la costruzione di un parcheggio pertinenziale sotterraneo di 250 posti, apriva i battenti. Appena una settimana più tardi, i lavori venivano però stoppati a causa della scoperta delle fondazioni di un muro che delimitava lungo il fiume la cittadella viscontea.

Ora, a distanza di oltre due anni, nel cantiere si procede ancora con scalpello e paletta, anziché con le ruspe. Ma questa situazione ha finalmente e, sembra una volta per tutte, i giorni contati.

 

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Gen 21 2017

VERONA: NEL GIALLO DELLE SELCI BLU ORA ENTRA ANCHE IL RIS

 

Girava sempre l’estate 2010 e a Verona si “vendeva tutto” e tutti  i “sassi diventavano blu”

 

Bardolino 06/07/2010 mostre e musei deposito del museo di storia naturale all'arsenale con assessore Mimma Perbellini e Angelo Brugnoli photo Giorgio Marchiori foto per Pignatti

All’assessore Erminia Perbellini vengono mostrate le selci che hanno preso il colore blu. (FOTO MARCHIORI) 

 

 

L’assessore alla Cultura Perbellini, in sopralluogo all’Arsenale, replica alle accuse di incuria:  «I reperti conservati in modo ottimale».  Ma a chiarire il mistero sono stati chiamati i carabinieri del nucleo scientifico

 

Reperti archeologici accatastati ad ammuffire in scantinati semidiroccati? «Falsità che offendono prima di tutto chi lavora alla conservazione di un patrimonio di enorme valore». L’assessore alla Cultura Erminia Perbellini replica piccata alle accuse piovute dal maggiore quotidiano italiano. E nel pomeriggio, a sorpresa, apre le porte a giornalisti e fotografi dei locali dell’ex palazzina comando dell’Arsenale, dove sono depositati centinaia di migliaia di resti.

 

«Non mi arrabbio quasi mai, ma di fronte a certe affermazioni non posso non indignarmi» esclama l’assessore. Sulla sua scrivania è aperto a pagina 23 il Corriere della Sera, con un articolo di fuoco, a firma Gian Antonio Stella, iniziato in prima pagina.

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Gen 20 2017

VERONA: A PIAZZA CORRUBIO DOPO LE TOMBE ORA SPUNTA UN’ABSIDE

Girava l’estate 2010

 

piazza-corrubio-apside-chiesa-san-zeno-

L’abside di  Piazza Corrubio

(p.s.g.: che sarebbe quello della prima chiesa di Verona, quella di San Zeno)

 

 

VERONA – Nuove cartucce da sparare per il comitato di San Zeno che controlla costantemente gli scavi di piazza Corrubbio.

In superficie è emerso un nuovo ritrovamento sul quale gli archeologici hanno già a lungo lavorato, mettendo ora completamente in luce i resti di una struttura absidata, in muri di grossi ciottoli di fiume, probabilmente la base di una tomba monumentale o di una piccola chiesa, nella parte dello scavo vicina alla pasticceria sotto la quale era già stata trovata  un’altra struttura simile. Le mura sono circondate da altre sepolture non in semplici coppi di cotto, come tante altre ritrovate (sono circa duecento le tombe emerse fino a questo momento), ma in pietra di Prun.

 

Si tratta; come in tutti gli altri ritrovamenti di piazza Corrubbio di una struttura di cui resta appunto solo la base  perché  come in altre occasioni ha spiegato la Soprintendenza ai Beni Archeologici, tutta la necropoli si trova ad un livello molto superficiale tanto da essere stata in passato profondamente danneggiata e completamente tagliata in superficie.  Ma se questo è visibile ad occhio nudo, ciò che il comitato contesta, sostenuto da Alberto Solinas, appassionato conoscitore di archeologia e di storia veronese, è appunto la decisione di fermare gli scavi ad un livello così superficiale.

 

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Gen 11 2017

INTERVISTA ALL’ARCHEOLOGA PREISTORICA VERONESE LAURA LONGO

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Laura Longo durante una campagna di scavo

 

 

La Dottoressa Laura Longo  (nata a Verona nel 1961)    è qualificata come archeologo preistorico e svolge la professione di Conservatore di Preistoria presso il Museo di Storia Naturale di Verona. La abbiamo intervistata per voi.

 

Qual’è stato il suo percorso formativo?

 

Laurea in Scienze Naturali presso l’Università di Ferrara, Master in Archeologia all’University College di Londra, un primo Dottorato in Antropologia presso l’Università di Bologna, Master in Tecnologia Preistorica e Archeologia Sperimentale, presso l’Accademia delle Scienze di S. Pietroburgo, un secondo Dottorato in Sc. Della Terra e Preistoria presso l’Università di Siena.

 

E il suo percorso professionale?

 

Post-doc all’Università di Milano e presso la Southern Methodist University di Dallas; Borsista UE progetti FP3 e FP4 per 3 anni (in varie sedi europee, Valbonne, Tarragona, Atene, Lisbona), e dal 1998 Conservatore di Preistoria al Museo di Storia Naturale di Verona.

 

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Nov 09 2016

VERONA: LÀ DOVE LE SELCI PREISTORICHE DIVENTANO BLU

Verona 17/05/2010 monumenti ed edifici storici arsenale arla adibita a deposito del museo di storia naturale photo Giorgio Marchiori foto per Pignatti

L’ala dell’Arsenale dove sono stati depositati i reperti del museo di Storia Naturale (FOTO MARCHIORI)

 

 

Arsenale, danneggiati i reperti preistorici.  I manufatti di selce del Paleolitico hanno assunto un colore bluastro, forse per il cambio di ambiente.

 

IL CASO. Potrebbero essere rovinate per sempre preziose collezioni provenienti da palazzo Gobetti. Oggi commissione in visita

 

La preistoria veronese si tinge di blu. Parlando di preistoria bisognerebbe usare il passato remoto. Ma il tempo presente, in questo caso, è più che giustificato. Già, perché i manufatti di selce, cioè di pietra, risalenti al paleolitico e conservati sino a qualche mese fa dal Museo di storia naturale a palazzo Gobetti, in corso Cavour (venduto), da quando sono stati depositati all’ex Arsenale dopo il trasloco sono diventati di colore blu. Un blu intenso, diffusosi anche su altri pezzi delle preziosissime e uniche collezioni del museo — come uno scheletro — che, almeno pro tempore dopo il trasloco, dovranno essere conservate in una sala al primo piano dell’ex caserma militare austriaca. Ma ora rischiano seriamente di essere rovinati per sempre.

 

COLLEZIONI. Gli oggetti di pietra, come asce e altri strumenti per tagliare, collocabili in un arco temporale amplissimo che va da due milioni a 10mila anni fa, costituiscono una documentazione di straordinario valore, come del resto tutto quanto fa parte del Museo di storia naturale. Sia nella sede principale di palazzo Pompei, in lungadige Porta Vittoria vicino all’ex questura, cioè il vero e proprio museo visitabile, sia del Gobetti, comprato nell’ottobre scorso da una ditta di costruzioni di San Martino Buon Albergo che l’ha pagato sei milioni 400mila euro.

 

All’ex Arsenale, precisamente in un locale al primo piano della palazzina di Comando, che dà sul parco esterno, sono state trasportate le collezioni del Gobetti, che non venivano esposte al pubblico. Cioè quelle di preistoria, botanica, zoologia e poi il museo della Romagna Pietro Zangheri, cioè rettili, pesci, anfibi, uccelli e mammiferi imbalsamati e altro materiale preistorico, compresi i fossili, donati nel 1968 al museo scaligero dallo Zangheri, il naturalista forlivese che mise insieme la più ricca e variegata raccolta della flora e della fauna della sua regione. Completano il materiale i laboratori di restauro e gli uffici per la conservazione dei reperti. I reperti, al Gobetti, erano conservati nei circa 2.000 metri quadrati del palazzo, di tre piani da 600 metri quadrati l’uno, più in un cortile da 160, un sottotetto da 446 e uno scantinato.

 

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Ott 08 2016

FUMANE DI VERONA – GROTTA SOLINAS: IL NOSTRO SCIAMANO È IL PRIMO EUROPEO

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Lo Sciamano di Fumane, grotta Solinas

 

 

Alberto Broglio, scopritore della figura antropomorfa tracciata con l’ocra, ricorda vent’anni di ricerche archeologiche e spiega i più recenti sviluppi

 

Nel 1988, grazie alla Soprintendenza archeologica del Veneto e al Museo civico di storia naturale di Verona, iniziavano le ricerche sistematiche alla grotta Solinas di Fumane.  Il sito, segnalato da Giovanni Solinas nel 1964, era stato oggetto di una prima indagine di Angelo Pasa e di Franco Mezzena, ma a più riprese era stato poi devastato da clandestini.

 

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Ott 07 2016

L’ORIENTAMENTO ASTRONOMICO DELLA CITTÀ ROMANA DI VERONA

porta-borsari-al-sostizio-inverno

Al  solstizio d’inverno,  il sole filtra da Portoni Borsari  e illumina in asse tutta la via Postumia fino alla chiesa di Santa Anastasia

 

Lo storico veronese  Alberto Solinas fa notare che i cardi della città di Verona, sono orientati al tramonto del sole, nel solstizio d’inverno. Infatti, utilizzando una tavoletta IGM, si ricava che l’orientamento del cardo massimo è circa 55,89° ovest, partendo dal sud.

Tenuto conto che la latitudine del Foro romano, che corrisponde all’attuale piazza Erbe, è di 45,43°, si trova con il programma di “Ferrari” che l’azimut del tramonto al solstizio invernale è 55,46°, praticamente identico.

 


Set 05 2016

BARDOLINO – CHIESA DI SAN PIETRO: UN LONGOBARDO CON LE SUE ARMI NELLA NECROPOLI SOTTO LA ROCCA

Category: Verona archeologia e paleontologiagiorgio @ 13:00

bardolino i bambini visitano sito archeologici a chiesa san pietro

La sepoltura con all’interno i resti dell’uomo longobardo

 

Oggi la presentazione della scoperta avvenuta durante i lavori per il restauro della chiesa di San Pietro. Otto le sepolture già individuate oltre a una serie di reperti di notevole interesse: finora li hanno visti solo gli studenti

 

I resti di una necropoli romana sono stati rinvenuti nei pressi della chiesa di San Pietro, ai piedi della Rocca, sulla strada che conduce a Garda.

L’inattesa scoperta è avvenuta, casualmente, durante i lavori di restauro della chiesetta, che è documentata a partire dal 1281. Nel liberare dalla terra la base esterna della parete dall’edificio, con l’intento di costruire un cunicolo areato per salvaguardare lo stabile, ci si è imbattuti infatti in una serie di tombe risalenti al periodo tardo romano.

Immediatamente l’architetto Massimiliano Valdinoci, responsabile con gli architetti Michele Ruffino e Laura Musso di Torino del progetto di recupero dell’antico oratorio, ha avvisato la Soprintendenza Archeologica del Veneto.

 

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Ago 20 2016

VERONA-PIAZZA CORRUBBIO: LA NECROPOLI «SARÀ (SOLO) NEI LIBRI DI ARCHEOLOGIA»

Category: Verona archeologia e paleontologiagiorgio @ 00:32

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PARCHEGGIO E REPERTI. Dagli scavi è affiorato un eccezionale cimitero cristiano medievale

 

Correva l’anno 2010

 

Un enorme cimitero cristiano risalente all’alto Medioevo: il più significativo mai emerso a Verona. Ecco cosa c’è sotto piazza Corrubbio. Tombe di foggia diversa, sia a «cappuccina», ovvero con coperture di tegole, sia a cassone, cioè simili a bare di pietra: le ultime, queste, affiorate dal terreno. Almeno una novantina le sepolture rinvenute dagli archeologi in questi mesi di scavi: e molte di esse contengono i resti di più persone, talvolta anche una decina ciascuna. Potrebbero essercene ancora altrettante.

 

«Prezioso materiale di studio per approfondire la conoscenza della storia veronese», dicono gli esperti al lavoro.  Se si continua di questo passo, si prospetta una mole di reperti eccezionale: un evento che «entrerà nei libri di archeologia».

 

Ma questo non basta a fermare il parcheggio sotterraneo che nessuno, a San Zeno, vuole.

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Ago 04 2016

VERONA. A SANTO STEFANO RIAFFIORA UNA STRADA ROMANA

Category: Verona archeologia e paleontologiagiorgio @ 09:10

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Basolati romani

 

I lavori stradali mettono in luce il selciato romano: potrebbe essere la via Claudia Augusta Padana.

 

Un ritrovamento segnalato dai nostri lettori dopo l’appello: «Occhio al cantiere».

 

Un tratto di strada romana è stato portato alla luce dai lavori stradali in corso allo sbocco di via Santo Stefano su lungadige San Giorgio, vicino al Ponte Pietra. Si vede un basolato, il selciato di pietre nere vulcaniche delle strade romane, emerso sotto vecchie tubature metalliche a qualche metro di profondità. Potrebbe essere la via Claudia Augusta Padana, la strada che dalla Verona romana portava verso Trento e di cui gli archeologi non hanno ancora potuto documentare il tracciato urbano.

 

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Mag 21 2016

PERCHE’ GLI ARCHEOLOGI SONO CONSIDERATI UNA CASTA? COMUNICARE L’ARCHEOLOGIA

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Lo scavo archeologico al Seminario di Verona

 

Mentre come comune cittadino di Verona riflettevo sulle varie tematiche storiche e “morali” dello scavo archeologico del seminario di Verona, sembra nemmeno a farlo apposta, mi è capitato di leggere, in un blog, questo articolo di una giovane archeologa che, con una fredda capacita’ critica ed un’ elevata lungimiranza di pensiero, che solo le persone giovani riescono ad avere, centra e chiarisce alla perfezione uno dei massimi problemi dell’archeologia italiana: l’incompetenza, e a volte la “voluta” incapacità di comunicazione nei confronti dei cittadini, che sono i soli referenti e destinatari di tutti i lavori e le opere pubbliche che si eseguono sul territorio italiano, cio’ che molti funzionari pubblici spesso dimenticano o non vogliono ricordare.

 

PERCHE’ GLI ARCHEOLOGI SONO CONSIDERATI UNA CASTA

 

Questo articolo nasce da una discussione svoltasi qui, sulle pagine di Archeoblog, che è andata a toccare un tasto particolare dell’archeologia, ovvero la percezione che il pubblico ha degli archeologi.

 

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Mag 19 2016

VERONA. LO SCAVO ARCHEOLOGICO NEL SEMINARIO DI VERONA: LA FOTO DA GOOGLE EARTH

Category: Verona archeologia e paleontologiagiorgio @ 00:24

scavi-seminario-2008

Lo scavo archeologico nel Seminario di Verona visto da Google  Earth (2008)

 

Lo scavo archeologico al seminario di Verona è stato una delle più importanti ricerche archeologiche effettuate nell’ ultimo decennio, non solo a Verona, ma in tutto il nord Italia.

I veronesi, di quest’ avvenimento, non hanno saputo e visto, praticamente “nulla”, se non un piccolo articolo, quasi un incidente di percorso, apparso su L’Arena di Verona, il 17 maggio 2008.

http://laveja.blogspot.com/2009/04/verona-scavi-archeologici-dal-seminario.html

Di tutte le strutture murarie romane riportate in luce, qualcuno ha chiamato il cortile del seminario “la Piccola Pompei di Verona”, ora, che non esistono più, i veronesi in futuro potranno solo vedere quelle riportate da questa foto, che “santo Google” ci ha permesso di avere.

Forse, in prossimo avvenire, dalle soprintendenze… anche qualche altra foto…

Miserevole presupposto però!

 

 

 

 


Mag 14 2016

BARDOLINO DI VERONA: RESTI ROMANI TRA GLI SCAVI
MA I PARCHEGGI NON SI FERMANO

Category: Verona archeologia e paleontologiagiorgio @ 00:27

RESTI ROMANI BARDOLINO

 

 

In Consiglio l’indicazione della Soprintendenza di proteggere l’area e ricoprire. Dietro l’ex chiesa della Disciplina possono proseguire i lavori Verranno ricavati 80 box auto sotterranei da mettere in vendita

La conferma arriva dalla Soprintendenza per i Beni archeologici del Veneto. Nell’area alle spalle dell’ex chiesa della Disciplina, dove sono in corso lavori per la costruzione di una ottantina di box auto sotterranei, «è stato individuato un complesso di strutture abitative romane d’interesse archeologico». Il ritrovamento fa seguito a quello segnalato lo scorso agosto dalla stessa ditta proprietaria, in parte, dell’area: la Rio San Severo srl dei fratelli Gianfrancesco e Carlo Mantovani.

 

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MA I PARCHEGGI NON SI FERMANO”


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