Gen 11 2017

INTERVISTA ALL’ARCHEOLOGA PREISTORICA VERONESE LAURA LONGO

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Laura Longo durante una campagna di scavo

 

 

La Dottoressa Laura Longo  (nata a Verona nel 1961)    è qualificata come archeologo preistorico e svolge la professione di Conservatore di Preistoria presso il Museo di Storia Naturale di Verona. La abbiamo intervistata per voi.

 

Qual’è stato il suo percorso formativo?

 

Laurea in Scienze Naturali presso l’Università di Ferrara, Master in Archeologia all’University College di Londra, un primo Dottorato in Antropologia presso l’Università di Bologna, Master in Tecnologia Preistorica e Archeologia Sperimentale, presso l’Accademia delle Scienze di S. Pietroburgo, un secondo Dottorato in Sc. Della Terra e Preistoria presso l’Università di Siena.

 

E il suo percorso professionale?

 

Post-doc all’Università di Milano e presso la Southern Methodist University di Dallas; Borsista UE progetti FP3 e FP4 per 3 anni (in varie sedi europee, Valbonne, Tarragona, Atene, Lisbona), e dal 1998 Conservatore di Preistoria al Museo di Storia Naturale di Verona.

 

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Nov 09 2016

VERONA: LÀ DOVE LE SELCI PREISTORICHE DIVENTANO BLU

Verona 17/05/2010 monumenti ed edifici storici arsenale arla adibita a deposito del museo di storia naturale photo Giorgio Marchiori foto per Pignatti

L’ala dell’Arsenale dove sono stati depositati i reperti del museo di Storia Naturale (FOTO MARCHIORI)

 

 

Arsenale, danneggiati i reperti preistorici.  I manufatti di selce del Paleolitico hanno assunto un colore bluastro, forse per il cambio di ambiente.

 

IL CASO. Potrebbero essere rovinate per sempre preziose collezioni provenienti da palazzo Gobetti. Oggi commissione in visita

 

La preistoria veronese si tinge di blu. Parlando di preistoria bisognerebbe usare il passato remoto. Ma il tempo presente, in questo caso, è più che giustificato. Già, perché i manufatti di selce, cioè di pietra, risalenti al paleolitico e conservati sino a qualche mese fa dal Museo di storia naturale a palazzo Gobetti, in corso Cavour (venduto), da quando sono stati depositati all’ex Arsenale dopo il trasloco sono diventati di colore blu. Un blu intenso, diffusosi anche su altri pezzi delle preziosissime e uniche collezioni del museo — come uno scheletro — che, almeno pro tempore dopo il trasloco, dovranno essere conservate in una sala al primo piano dell’ex caserma militare austriaca. Ma ora rischiano seriamente di essere rovinati per sempre.

 

COLLEZIONI. Gli oggetti di pietra, come asce e altri strumenti per tagliare, collocabili in un arco temporale amplissimo che va da due milioni a 10mila anni fa, costituiscono una documentazione di straordinario valore, come del resto tutto quanto fa parte del Museo di storia naturale. Sia nella sede principale di palazzo Pompei, in lungadige Porta Vittoria vicino all’ex questura, cioè il vero e proprio museo visitabile, sia del Gobetti, comprato nell’ottobre scorso da una ditta di costruzioni di San Martino Buon Albergo che l’ha pagato sei milioni 400mila euro.

 

All’ex Arsenale, precisamente in un locale al primo piano della palazzina di Comando, che dà sul parco esterno, sono state trasportate le collezioni del Gobetti, che non venivano esposte al pubblico. Cioè quelle di preistoria, botanica, zoologia e poi il museo della Romagna Pietro Zangheri, cioè rettili, pesci, anfibi, uccelli e mammiferi imbalsamati e altro materiale preistorico, compresi i fossili, donati nel 1968 al museo scaligero dallo Zangheri, il naturalista forlivese che mise insieme la più ricca e variegata raccolta della flora e della fauna della sua regione. Completano il materiale i laboratori di restauro e gli uffici per la conservazione dei reperti. I reperti, al Gobetti, erano conservati nei circa 2.000 metri quadrati del palazzo, di tre piani da 600 metri quadrati l’uno, più in un cortile da 160, un sottotetto da 446 e uno scantinato.

 

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Ott 08 2016

FUMANE DI VERONA – GROTTA SOLINAS: IL NOSTRO SCIAMANO È IL PRIMO EUROPEO

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Lo Sciamano di Fumane, grotta Solinas

 

 

Alberto Broglio, scopritore della figura antropomorfa tracciata con l’ocra, ricorda vent’anni di ricerche archeologiche e spiega i più recenti sviluppi

 

Nel 1988, grazie alla Soprintendenza archeologica del Veneto e al Museo civico di storia naturale di Verona, iniziavano le ricerche sistematiche alla grotta Solinas di Fumane.  Il sito, segnalato da Giovanni Solinas nel 1964, era stato oggetto di una prima indagine di Angelo Pasa e di Franco Mezzena, ma a più riprese era stato poi devastato da clandestini.

 

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Ott 07 2016

L’ORIENTAMENTO ASTRONOMICO DELLA CITTÀ ROMANA DI VERONA

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Al  solstizio d’inverno,  il sole filtra da Portoni Borsari  e illumina in asse tutta la via Postumia fino alla chiesa di Santa Anastasia

 

Lo storico veronese  Alberto Solinas fa notare che i cardi della città di Verona, sono orientati al tramonto del sole, nel solstizio d’inverno. Infatti, utilizzando una tavoletta IGM, si ricava che l’orientamento del cardo massimo è circa 55,89° ovest, partendo dal sud.

Tenuto conto che la latitudine del Foro romano, che corrisponde all’attuale piazza Erbe, è di 45,43°, si trova con il programma di “Ferrari” che l’azimut del tramonto al solstizio invernale è 55,46°, praticamente identico.

 


Set 05 2016

BARDOLINO – CHIESA DI SAN PIETRO: UN LONGOBARDO CON LE SUE ARMI NELLA NECROPOLI SOTTO LA ROCCA

Category: Verona archeologia e paleontologiagiorgio @ 13:00

bardolino i bambini visitano sito archeologici a chiesa san pietro

La sepoltura con all’interno i resti dell’uomo longobardo

 

Oggi la presentazione della scoperta avvenuta durante i lavori per il restauro della chiesa di San Pietro. Otto le sepolture già individuate oltre a una serie di reperti di notevole interesse: finora li hanno visti solo gli studenti

 

I resti di una necropoli romana sono stati rinvenuti nei pressi della chiesa di San Pietro, ai piedi della Rocca, sulla strada che conduce a Garda.

L’inattesa scoperta è avvenuta, casualmente, durante i lavori di restauro della chiesetta, che è documentata a partire dal 1281. Nel liberare dalla terra la base esterna della parete dall’edificio, con l’intento di costruire un cunicolo areato per salvaguardare lo stabile, ci si è imbattuti infatti in una serie di tombe risalenti al periodo tardo romano.

Immediatamente l’architetto Massimiliano Valdinoci, responsabile con gli architetti Michele Ruffino e Laura Musso di Torino del progetto di recupero dell’antico oratorio, ha avvisato la Soprintendenza Archeologica del Veneto.

 

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Ago 20 2016

VERONA-PIAZZA CORRUBBIO: LA NECROPOLI «SARÀ (SOLO) NEI LIBRI DI ARCHEOLOGIA»

Category: Verona archeologia e paleontologiagiorgio @ 00:32

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PARCHEGGIO E REPERTI. Dagli scavi è affiorato un eccezionale cimitero cristiano medievale

 

Correva l’anno 2010

 

Un enorme cimitero cristiano risalente all’alto Medioevo: il più significativo mai emerso a Verona. Ecco cosa c’è sotto piazza Corrubbio. Tombe di foggia diversa, sia a «cappuccina», ovvero con coperture di tegole, sia a cassone, cioè simili a bare di pietra: le ultime, queste, affiorate dal terreno. Almeno una novantina le sepolture rinvenute dagli archeologi in questi mesi di scavi: e molte di esse contengono i resti di più persone, talvolta anche una decina ciascuna. Potrebbero essercene ancora altrettante.

 

«Prezioso materiale di studio per approfondire la conoscenza della storia veronese», dicono gli esperti al lavoro.  Se si continua di questo passo, si prospetta una mole di reperti eccezionale: un evento che «entrerà nei libri di archeologia».

 

Ma questo non basta a fermare il parcheggio sotterraneo che nessuno, a San Zeno, vuole.

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Ago 04 2016

VERONA. A SANTO STEFANO RIAFFIORA UNA STRADA ROMANA

Category: Verona archeologia e paleontologiagiorgio @ 09:10

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Basolati romani

 

I lavori stradali mettono in luce il selciato romano: potrebbe essere la via Claudia Augusta Padana.

 

Un ritrovamento segnalato dai nostri lettori dopo l’appello: «Occhio al cantiere».

 

Un tratto di strada romana è stato portato alla luce dai lavori stradali in corso allo sbocco di via Santo Stefano su lungadige San Giorgio, vicino al Ponte Pietra. Si vede un basolato, il selciato di pietre nere vulcaniche delle strade romane, emerso sotto vecchie tubature metalliche a qualche metro di profondità. Potrebbe essere la via Claudia Augusta Padana, la strada che dalla Verona romana portava verso Trento e di cui gli archeologi non hanno ancora potuto documentare il tracciato urbano.

 

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Mag 21 2016

PERCHE’ GLI ARCHEOLOGI SONO CONSIDERATI UNA CASTA? COMUNICARE L’ARCHEOLOGIA

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Lo scavo archeologico al Seminario di Verona

 

Mentre come comune cittadino di Verona riflettevo sulle varie tematiche storiche e “morali” dello scavo archeologico del seminario di Verona, sembra nemmeno a farlo apposta, mi è capitato di leggere, in un blog, questo articolo di una giovane archeologa che, con una fredda capacita’ critica ed un’ elevata lungimiranza di pensiero, che solo le persone giovani riescono ad avere, centra e chiarisce alla perfezione uno dei massimi problemi dell’archeologia italiana: l’incompetenza, e a volte la “voluta” incapacità di comunicazione nei confronti dei cittadini, che sono i soli referenti e destinatari di tutti i lavori e le opere pubbliche che si eseguono sul territorio italiano, cio’ che molti funzionari pubblici spesso dimenticano o non vogliono ricordare.

 

PERCHE’ GLI ARCHEOLOGI SONO CONSIDERATI UNA CASTA

 

Questo articolo nasce da una discussione svoltasi qui, sulle pagine di Archeoblog, che è andata a toccare un tasto particolare dell’archeologia, ovvero la percezione che il pubblico ha degli archeologi.

 

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Mag 19 2016

VERONA. LO SCAVO ARCHEOLOGICO NEL SEMINARIO DI VERONA: LA FOTO DA GOOGLE EARTH

Category: Verona archeologia e paleontologiagiorgio @ 00:24

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Lo scavo archeologico nel Seminario di Verona visto da Google  Earth (2008)

 

Lo scavo archeologico al seminario di Verona è stato una delle più importanti ricerche archeologiche effettuate nell’ ultimo decennio, non solo a Verona, ma in tutto il nord Italia.

I veronesi, di quest’ avvenimento, non hanno saputo e visto, praticamente “nulla”, se non un piccolo articolo, quasi un incidente di percorso, apparso su L’Arena di Verona, il 17 maggio 2008.

http://laveja.blogspot.com/2009/04/verona-scavi-archeologici-dal-seminario.html

Di tutte le strutture murarie romane riportate in luce, qualcuno ha chiamato il cortile del seminario “la Piccola Pompei di Verona”, ora, che non esistono più, i veronesi in futuro potranno solo vedere quelle riportate da questa foto, che “santo Google” ci ha permesso di avere.

Forse, in prossimo avvenire, dalle soprintendenze… anche qualche altra foto…

Miserevole presupposto però!

 

 

 

 


Mag 14 2016

BARDOLINO DI VERONA: RESTI ROMANI TRA GLI SCAVI
MA I PARCHEGGI NON SI FERMANO

Category: Verona archeologia e paleontologiagiorgio @ 00:27

RESTI ROMANI BARDOLINO

 

 

In Consiglio l’indicazione della Soprintendenza di proteggere l’area e ricoprire. Dietro l’ex chiesa della Disciplina possono proseguire i lavori Verranno ricavati 80 box auto sotterranei da mettere in vendita

La conferma arriva dalla Soprintendenza per i Beni archeologici del Veneto. Nell’area alle spalle dell’ex chiesa della Disciplina, dove sono in corso lavori per la costruzione di una ottantina di box auto sotterranei, «è stato individuato un complesso di strutture abitative romane d’interesse archeologico». Il ritrovamento fa seguito a quello segnalato lo scorso agosto dalla stessa ditta proprietaria, in parte, dell’area: la Rio San Severo srl dei fratelli Gianfrancesco e Carlo Mantovani.

 

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MA I PARCHEGGI NON SI FERMANO”


Apr 16 2016

VERONA: SOTTO PIAZZA CORRUBIO LE TOMBE DEI PRIMI CRISTIANI

Category: Verona archeologia e paleontologiagiorgio @ 00:08

E’ passato più di un lustro da quando iniziarono i lavoro del parcheggio di Piazza Corrubio, lavori che portarono alla distruzione della probabile prima chiesa di San Zeno. Riporterò qualche post di allora per non dimenticare la lotta che fecero i san zenati e molti veronesi in difesa della loro storia.

 

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Alberto Solinas e Giorgio Vandelli

 

DUE LIBERI RICERCATORI SFIDANO LA VERSIONE UFFICIALE: « NON SI SCAVI»

 

VERONA – Una vecchia leggenda raffigurata anche sulle fornelle della facciata della chiesa di San Zeno, narra di come Teodorico il Grande abbia un giorno incrociato gli occhi di brace di un cervo mentre era ammollo nelle acque dell’Adige. Gli scagliò contro i suoi cani, invano. Così, prese a rincorrerlo, finche riuscì a salirvi in groppa. Ma il cervo era un emissario del Diavolo, e lo condusse all’inferno attraverso la bocca dello Stromboli, come punizione per aver violato alcunetombe paleocristiane.

 

Dio non voglia che la stessa tremenda punizione inflitta al re barbaro tocchi in sorte a chi oggi scava in piazza Corrubbio per realizzare un garage sotterraneo.

 

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Feb 24 2016

CARPENEA, LA MISTERIOSA CITTÀ SCOMPARSA.

 

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LA LEGGENDA DEL BOSCO DELLA CARPENEA

 

Una grande città, circondata da sette ordini di mura merlate e difesa da cento torri altissime, tutta premuta dalle acque disordinate che i fiumi non ancora arginati riversavano intorno, sorgeva sopra una bassa ed appiattita collina. Maestosa ed opulenta la metropoli viveva indipendentemente, commerciando coi popoli vicini.

Fu tramandato che l’ultimo re di tale città, avendo oltraggiato il dio Appo, venne detronizzato dai sacerdoti e costretto a vivere in una bassa cantina, in solitaria prigionia.

Il dio Appo rappresentava l’onda incatenata a ricordo della titanica opera degli uomini i quali, costruito un grande bacino, erano riusciti a raccogliere le acque sovrabbondanti dei fiumi che, senza argini e impetuose, minacciavano di sgretolare la collina sulla quale sorgeva la città.

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Feb 15 2016

CAPRINO DI VERONESE LOCALITÀ PESINA: EMERGE UNA PAVIMENTAZIONE IN PIETRA DELL’ETÀ DEL BRONZO.

Category: Verona archeologia e paleontologiagiorgio @ 00:13

scavo a pesina

Gli scavi durante una delle campagne archeologiche a Pesina

 

Archeo sorpresa. Emerge una pavimentazione in pietra forse dell’Età del bronzo e così ripartono gli scavi. Salzani: «Se ci fosse la conferma sarebbe un evento eccezionale». La campagna ha avuto anche un consistente finanziamento da parte della Regione

 

Una scommessa vinta. È un rarissimo e raffinato esempio di dimora di pietra, forse della media e recente Età del Bronzo (1600-1100 a.C.), quella emersa dallo scavo di Castel di Pesina, a Caprino, che Comune e Regione hanno nuovamente finanziato visti gli incredibili risultati dell’anno scorso, quando il ritrovamento colse di sorpresa gli archeologi intenti a lavorare sulle testimonianze di un villaggio del IX secolo a.C., quindi meno antico.

 

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Feb 14 2016

VERONA: IL 19 FEBBRAIO 2008 MORIVA FRANCESCO TAGLIENTE, IL «PAPÀ» DEL RIPARO PREISTORICO DI STALLAVENA

 Francesco Tagliente

Francesco Zorzi, Franco Mezzena e Francesco Tagliente

 

VERONA: MORTO FRANCESCO TAGLIENTE, IL «PAPÀ» DEL RIPARO PREISTORICO DI STALLAVENA

  

LUTTO. È morto ieri (19 febbraio 2008) a 90 anni il professor Francesco TAGLIENTE, il cui nome è legato all’omonimo Riparo da lui scoperto a Stallavena di Grezzana nel 1958. Insegnò all’Università della terza età

 

Quella scoperta nacque da una grande passione per l’archeologia che TAGLIENTE condivise con Francesco Zorzi di cui fu entusiasta discepolo.

Proprio in occasione del centenario della nascita di Zorzi, celebrata al Museo di Storia naturale nel 2001, TAGLIENTE ricordava l’incontro con il grande naturalista veronese: «Lo incontrai per consegnargli ossa e cocci rinvenuti nella campagna romana dove mi ero recato con mio padre per una battuta di caccia alle allodole. Lui guardava il volo degli uccelli e io tenevo sempre gli occhi per terra alla ricerca dei fossili».

 

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Feb 13 2016

GREZZANA DI VERONA. DAL RIPARO TAGLIENTE SPUNTA
LA «VENERE DELLA VALPANTENA»

Category: Verona archeologia e paleontologiagiorgio @ 00:52

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Renato Fasolo mostra la tavoletta di argilla ritrovata. (foto Amato)|

 

VERONA 9 gennaio 2010

 

Una figura femminile abbozzata sull’argilla Scultura antichissima o scherzo di natura?

Il reperto misura pochi centimetri, lo ha trovato un bambino tra gli scarti degli scavi: ora la Soprintendenza ne valuterà l’autenticità

 

Una figura di donna, realizzata con impasto argilloso su una piastrina calcarea, potrebbe essere la più antica scultura finora rinvenuta nel Veronese, databile tra i 13 mila e i 10 anni fa.

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LA «VENERE DELLA VALPANTENA»”


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