Gen 16 2013

NICOLAS SARKOZY HA ORDINATO L’ASSASSINIO DI HUGO CHAVEZ

Category: Società e politica internazionalegiorgio @ 00:21

 

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Rete Voltaire  Caracas (Venezuela) 1 gennaio 2013

 

Il Ministro dei servizi correzionali venezuelano, Iris Varela, ha annunciato sul suo account Twitter l’espulsione di un cittadino francese noto come Frédéric Laurent Bouquet, il 29 dicembre 2012.

Bouquet  è stato arrestato a Caracas il 18 giugno 2009, assieme a tre cittadini dominicani in possesso di un arsenale. La polizia scientifica aveva sequestrato nell’appartamento che aveva acquistato: 500 grammi di esplosivo C4, 14 fucili d’assalto di cui 5 con mirino telescopico, 5 con puntatore laser e uno con silenziatore, cavi speciali, 11 detonatori elettronici, 19.721 cartucce di diversi calibri, 3 pistole, 4 fucili di calibro diverso, 11 apparecchi radio, tre walkie talkie e una radio base, 5 fucili da caccia calibro 12, due giubbotti antiproiettile, 7 divise militari, 8 granate, una maschera antigas, 1 coltello da combattimento e 9 bossoli d’artiglieria.
 Durante il processo, Bouquet ha ammesso di essersi addestrato in Israele e di essere un agente del servizio d’intelligence militare francese (DGSE).

 

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Gen 15 2013

BERLUSCONI SU LIBIA: NON ERA PRIMAVERA, GHEDDAFI ERA AMATO DAL SUO POPOLO, LA GUERRA LA SCATENÒ SARKOZY

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Libia. Manifesti Berlusconi-Gheddafi

 

ROMA (RADIO ITALIA IRIB) – Dichiarazioni sconcertanti di Silvio Berlusconi sulla Libia che confermano che fu la Francia e soprattutto il presidente Sarkozy a scatenare la guerra in Libia.

Secondo i media italiani, raccontando la verità sulla Libia a distanza di mesi dal crollo del regime di Gheddafi e dall’assassinio del rais, Berlusconi ha spiegato:

“Non era primavera araba, non era una rivoluzione della gente, Gheddafi era amato dal suo popolo”, perché mancava la libertà ma il popolo aveva il pane e la casa gratis. E’ stata ”una decisione del governo francese di andare a intromettersi in una disputa interna, fatta passare come una rivoluzione”.

“Sarkozy ce l’aveva con me – ha raccontato Berlusconi – perché, andato in Libia, vedendo tutti quei grandi manifesti trenta metri per quindici, con Gheddafi che mi abbracciava e diceva:  il giorno della vendetta trasformato nel giorno dell’amicizia.

È tornato a casa e ha detto ai suoi: “l’Italia, Berlusconi ci ha fregato tutto il gas e il petrolio libico”.

Le dichiarazioni di Berlusconi confermano rapporti di intelligence diffusi negli ultimi mesi ed anche le dichiarazioni di fonti vicine all’ex presidente francese che spiegano che Sarkozy aveva ricevuto soldi per la sua campagna elettorale da Gheddafi e che decise di eliminarlo perché  “sapeva troppo su di lui”.  Secondo alcuni resoconti furono proprio le forze speciali francesi ad assassinare Muammar Gheddafi.

 

Fonte: da Italian.irib.ir si sabato  12 gennaio 2013

Link: http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/119515-berlusconi-su-libia-non-era-primavera,-gheddafi-era-amato-dal-suo-popolo,-la-guerra-la-scatenò-sarkozy

 


Gen 14 2013

PERCHÉ VOTERETE UN GOVERNO SOLO VIRTUALE. SE NON CAPITE QUESTO SIETE FINITI.

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Articolo di Paolo Barnard | Link

 

Da oltre dieci anni pubblico le prove della progressiva perdita di qualsiasi sovranità politica e costituzionale degli Stati occidentali (WTO, GATS, ecc.). Oggi, nel caso dell’Eurozona, quella perdita è totale. Ciò significa che nessuno degli uomini o delle donne che oggi si azzuffano nelle liste elettorali, premier o parlamentari, vi potrà governare nei prossimi 5 anni.

 

Essi eseguiranno solo ordini impartiti da tecnocrati europei, dai Trattati europei, e dai mercati finanziari, fine (le prove qui sotto). Fra Vendola e Monti lo spazio di manovra è non più dello 0,1%, se consideriamo le politiche nazionali che contano. Grillo ancora meno, perché il suo team è talmente scadente che neppure riuscirebbe a capire come si paga uno stipendio di un bidello, meno che meno cosa siano le Collective Action Clauses sui titoli del Tesoro o il Correcting Macroeconomic Imbalances.

 

Inutile votare sti politici, inutile leggerne i programmi, guardare i dibattiti tv. Essi sono figure virtuali, impotenti al 99,9%, sono morti viventi.

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Gen 13 2013

GUERRIGLIA DA UFFICIO: COME SMASCHERARE UN NULLAFACENTE

Category: Monade satira e rattatujegiorgio @ 02:30

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In questo saggio completo, troverete tutte le istruzioni per scovare e smascherare tutti i nullafacenti fancazzisti che nel vostro ufficio si spacciano per super manager e fanno finta di lavorare…

 

Se nel vostro ambiente di lavoro, guardando un vostro collega, vi siete posti la più che lecita domanda: “Ma quello, tutto il giorno, che cazzo fa?”, è molto probabile che la persona interessata appartenga alla figura mitologica dei nullafacenti, abbattitori di PIL, consumatori di ossigeno e termoregolatori di sedie.  Il “non fare tutto il giorno un’ emerita mazza” pone spesso l’interessato nella particolare condizione di “osservato speciale” da parte dei propri colleghi, se a questo poi si accompagna anche una certa dose di paranoia, è possibile che le sintomatologie più o meno evidenti diventino vere e proprie patologie comportamentali.

Questo breve saggio ha lo scopo di illustrarvi il dettaglio di queste sintomatologie, partendo dall’eziopatogenesi fino alle forme più conclamate di patologia manifesta di cui soffre il Nulla Facente (d’ora in poi NF)

 

SINTOMATOLOGIE

 

Logorrea  La logorrea è uno dei più comuni meccanismi di difesa, esso è basato su uno pseudo-ipotetico-aristotetico sillogismo “parlo, quindi sto facendo qualcosa di attinente al mio lavoro”, ma oltre sbriciolare i maroni ai propri ascoltatori e far cambiare aria al proprio cavo orale, il parlare del NF, non solo è inutile, ma anche deleterio. Chiunque parli di qualcosa che non ha mai fatto è solito dire immani minchiate, immediatamente riconosciute da quelle persone che conoscono l’argomento, il dover riempire poi una grande quantità di tempo con pochi concetti (per giunta sbagliati), costringe il NF ad una prolissità senza precedenti. Il NF ha in pratica la stessa difficoltà a comporre un romanzo delle dimensioni di “Guerra e Pace” partendo da un bagaglio culturale paragonabile ad un concetto sgrammaticato delle dimensioni di un messaggio da “Baci Perugina”.

 

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Gen 12 2013

DISCORSO DI AHMADINEJAD ALLE NAZIONI UNITE

Category: Società e politica internazionalegiorgio @ 00:16

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ONU: MAHMUD AHMADINEJAD PROPONE NUOVO RINASCIMENTO, ‘RICOLLOCATE AL CENTRO DELL’UNIVERSO L’UOMO E LA SUA DIGNITÀ’

(discorso completo)

 

NEW YORK  26 settembre 2012

– E’ l’ottavo discorso di Mahmoud Ahmadinejad all’Onu, il più bello, il più emozionante, il più completo. Il presidente dell’Iran non tralascia un solo problema del mondo senza averne parlato; parla di tutto quello che non va, in tutto il mondo ed in questo senso il suo discorso è realmente qualcosa di unico.  Ecco la traduzione della versione integrale del suo discorso, un’esclusiva di  Radio Italia IRIB.

 

LA TERRA D’IRAN

 

“Io vengo dall’Iran, dalla terra della bellezza e dell’imponenza, dalla terra della scienza e della cultura, la terra della saggezza e delle virtù, dalla culla della filosofia e dello gnosticismo, dalla patria del sole e della luce, la terra degli scienziati, dei saggi, dei filosofi, degli gnostici, dei letterati, la terra di Avicenna, Ferdowsi, Rumi, Hafez, Attar, Khayyam e Shahriar; sono qui in veste di rappresentante di un popolo grande e dignitoso, tra i fondatori della cultura umana e tra gli eredi di essa; sono il rappresentante di gente saggia, innamorata della libertà e della pace, affettuosa, che ha assaggiato il sapore amaro delle guerre e delle aggressioni e che ama la pace e la serenità.

 

IL MESSAGGIO DELL’IRAN

 

Oggi sono qui con voi fratelli e sorelle provenienti da tutto il mondo per parlare per l’ottava volta in otto anni di servizio al popolo del mio paese, e dimostrare al mondo intero che il dignitoso popolo dell’Iran, proprio come il suo passato splendente, ha ancora oggi un pensiero rivolto a tutto il mondo e non rinuncerà a qualsiasi sforzo per lo sviluppo ed il rafforzamento della pace, della sicurezza e della stabilità nel mondo; e l’Iran sa che questo non sarà possibile se non con la cooperazione e l’aiuto degli altri.

Sono quì per riferire a voi rispettabili presenti il messaggio divino degli uomini e delle donne del mio paese. Un messaggio che il maestro dell’orazione della terra d’Iran, Saadi di Shiraz, ha reso immortale in questi due versi:

I figli di Adamo sono uno parte dell’altro, dato che sono creati da un unico gioiello quando la vita reca male ad una di queste parti, le altre parti perdono la propria quiete

Nei sette anni precedenti ho parlato delle sfide e delle soluzioni e dell’orizzonte dinanzi al mondo ed oggi voglio osservare questo argomento da un’altra angolatura. Passano migliaia di anni dalla diffusione sulla terra dei figli di Adamo, figli che con colori, gusti, lingue e tradizioni differenti hanno tutti sognato la costruzione di una società piena di amore, per raggiungere una vita più bella e stabilire il benessere, la pace e la sicurezza.

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Gen 10 2013

GIUSEPPE VERDI: L’UNITÀ SARÀ LA NOSTRA ROVINA!!!

Category: Italia storia e dintorni,Regno delle Due Siciliegiorgio @ 00:11

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Mai furono più attuali le parole di Giuseppe Verdi, appena 7 anni dopo l’Unità d’Italia.

 

Una lettera,  pochissimo  conosciuta  e  diffusa,  scritta da Giuseppe Verdi il 16 giugno 1867,  sette anni dopo l’Unità d’Italia,  all’on. mantovano  Opprandino Arrivabene.   Entrambi erano stati eletti parlamentari nel primo parlamento del Regno.

 

«Cosa fanno i nostri uomini di Stato? Coglionerie sopra coglionerie!

Ci vuol altro che mettere delle imposte sul sale e sul macinato e rendere ancora più misera la condizione dei poveri.  Quando i padroni dei fondi non potranno,  per troppe imposte, far più lavorare, allora moriremo tutti di fame.

Cosa singolare!

Quando l’ Italia era divisa in tanti piccoli Stati, le finanze di tutti erano fiorenti!

Ora che tutti siamo uniti, siamo rovinati.

Ma dove sono le ricchezze d’ una volta? Addio, addio»

 

Lettera  che fa il paio con un’altra datata 2 settembre 1899 del sen. potentino  Giustino Fortunato al sen. napoletano  Pasquale Villari.

 

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Sen. Giustino Fortunato

 

« L’unità d’Italia è stata e sarà – ne ho fede invitta – la nostra redenzione morale.

Ma è stata, purtroppo, la nostra rovina economica.

Noi eravamo, il 1860, in floridissime condizioni per un risveglio economico, sano e profittevole.

L’Unità ci ha perduti.

E come se questo non bastasse, è provato, contrariamente all’opinione di tutti, che lo Stato italiano profonde i suoi benefici finanziari nelle province settentrionali in misura ben maggiore che nelle meridionali.»

 

 

Della serie: stavamo meglio quando eravamo…. single!

 


Gen 09 2013

QUANDO LA GIUSTIZIA ERRA MARCHIANDO IN MODO INDELEBILE UN ESSERE UMANO: BEPPE NON PUÒ PIÙ VIVERE IN UNA CASA

Category: Giustizia Legula e Legulei,Gli ultimi,Monolandiagiorgio @ 00:07

 

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Beppe e la minestra di piazza San Babila

 

Beppe non può più vivere in una casa. Beppe è morto a 89 anni il 31-12-2012.

Leggetela è un pezzo di storia Italiana.

 

Beppe è morto in silenzio su una panchina di Via Marina in pieno centro di Milano, nel quadrilatero della Moda. Io avevo scritto questa nota circa 3 anni fa, oggi la ripropongo, mi sembra giusto rendergli questo ultimo omaggio ad un’uomo onestò che ha pagato ingiustamente un debito non suo.

(Pubblicata da Guglielmo Ludovico Sinigaglia)

 

QUANDO LA GIUSTIZIA ERRA MARCHIANDO IN MODO INDELEBILE UN ESSERE UMANO. 

QUESTA È LA STORIA DI BEPPE, DI ANNI 86.

 

Questa è la storia di Beppe, di anni 86.  Iniziare a narrarla non è facile, non è facile perché è una storia che ho vissuto da vicino. Siamo stati compagni di viaggio per circa tre mesi. Quando dico compagni di viaggio, non intendo dire che ci recavamo in giro per le Città viaggiando realmente. Ma essere compagni di viaggio, per chi non ha nulla, vuol dire condividere tutte le ore della propria vita con un’ altra persona, e dura finché dura:  ha un inizio e può interrompersi in qualunque momento.

 

Beppe l’ho incontrato una sera mentre cucinavo in piazza San Babila, con un fornelletto da campeggio: “In quel periodo sopravvivevo ancora vivendo in strada”, e mi disse se poteva avere un piattino di quel cibo e che me lo avrebbe pagato. Gli sorrisi come mio solito rispondendogli che non doveva darmi nulla e che ero felice di condividere con lui quel cibo. Mi chiese una sigaretta che gli offrii volentieri, quando l’ebbe finita mi disse che si sarebbe allontanato per qualche minuto, gli risposi che era libero di fare quello che voleva, la strada era tutto meno che una prigione con le sbarre:  vidi il suo volto rabbuiarsi e si allontanò.

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Gen 08 2013

IL GIUDICE EDOARDO MORI: PERCHÈ HO ABBANDONATO LA TOGA DOPO 42 ANNI

Category: Giustizia Legula e Leguleigiorgio @ 00:05

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Edoardo Mori

 

Per 42 anni al servizio dello Stato, 80mila sentenze e mai un giorno
 d’assenza. Sei volte davanti al Csm per le critiche alla corporazione:  Sempre prosciolto

 

“Questa sconvolgente intervista ce l’ha fatta conoscere il nostro Pasquale De Feo.  E la sua importanza è tale che l’ho tolta dal suo diario per farne un  post apposito.

 

E’ un clamoroso atto di denuncia del sistema giudiziario italiano, fatto da chi -Edoardo Mori, magistrato lo è stato -in modo instancabile e apprezzatissimo- per 42 anni.  Quello che racconta è lo sfacelo totale.

 

Una delle sue dichiarazioni..

 

«Il sistema di polizia, il trattamento dell’imputato e il rapporto fra pubblici ministeri e giudice sono ancora fermi al 1930. Le forze dell’ordine considerano delinquenti tutti gli indagati, i cittadini sono trattati alla stregua di pezze da piedi, spesso gli interrogatori degenerano in violenza. Il Pm gioca a fare il commissario e non si preoccupa di garantire i diritti dell’inquisito. E il Gip pensa che sia suo dovere sostenere l’azione del Pm».

 

Ed eccone un’altra…

 

«La categoria s’è autoapplicata la regola che viene attribuita all’imputato Stefano Ricucci: “È facile fare il frocio col sedere degli altri”. Le risulta che il Consiglio superiore della magistratura abbia mai condannato i giudici che distrussero Enzo Tortora? E non parliamo delle centinaia di casi, sconosciuti ai più, conclusi per l’inadeguatezza delle toghe con un errore giudiziario mai riparato: un innocente condannato o un colpevole assolto. In compenso il Csm è sempre solerte a bastonare chi si arrischia a denunciare le manchevolezze delle Procure».

 

E ancora un’altra..

 

«i periti offrono ai Pm le risposte desiderate, gli forniscono le pezze d’appoggio per confermare le loro tesi preconcette. I Pm non tollerano un perito critico, lo vogliono disponibile a sostenere l’accusa a occhi chiusi. E siccome i periti sanno che per lavorare devono far contenti i Pm, si adeguano».

 

Edoardo Mori – uno di quegli uomini precisi, scrupolosi e dallo stile impeccabile che sembrano appartenere a un secolo precedente- se ne è andato dalla magistratura con un senso di disgusto. Racconta di come troppe volte si è fatto e viene fatto totalmente carta straccia del diritto.

E’ davvero estremamente raro che un Magistrato, specie se ha svolto ruoli importanti, faccia dichiarazioni di questo livello. Ecco perché crediamo che questa intervista vada letta.”

 

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Gen 07 2013

QUANDO GLI SCHIAVI ERAVAMO NOI. PER SECOLI I CACCIATORI DI SCHIAVI NORD AFRICANI HANNO SEMINATO TERRORE IN ITALIA.

Category: Economia e lavoro,Islam,Storia e dintornigiorgio @ 00:09

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Per  l’harem. Acquisto di una donna bianca in una ricostruzione di fantasia.

 

Ecco la loro storia. Nel 1500 i cacciatori di schiavi fecero “furti di cristiani”   lungo tutte le coste italiane: li catturarono a migliaia e arrivarono indisturbati fino a 20 km dal Vaticano.

 

 

Due navi slanciate si avvicinano da poppa alla Francis.  Emergono dai flutti con una virata ardita.  Gli uomini a bordo della  Francis, una piccola nave da carico che nel 1716 è sulla via del ritorno da Genova verso l’Inghilterra, sono impietriti dalla paura: quelle navi sono sciabecchi,  le navi dei cacciatori di uomini nordafricani. E i marinai sanno fin troppo bene quale destino incomba su di loro: la schiavitù.

 

Arrembaggio. Perderanno la libertà e molti anche la vita.  Verranno stipati in segrete putride, saranno torturati e umiliati, maltrattati fino alla morte.  Solo pochi di loro rivedranno la patria.  Ma ecco che  un’altra nave inglese, la Southwark, li incrocia.  È più grande delle 4 imbarcazioni e fornita di 16 bocche da fuoco. Ma con abili manovre, gli agili sciabecchi raggiungono la fiancata della Southwark, fuori dal tiro dei cannoni sulla murata.  I nordafricani gettano i rampini d’arrembaggio e, con grida infernali, saltano a bordo. I corsari trionfano e fanno bottino di 2 navi e tonnellate di carico: tessuti e vino, coralli e porcellane. Ma il vero tesoro sono i 52 uomini caduti nelle loro mani: merce fresca per i mercati di schiavi del Nord Africa.

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Gen 06 2013

IL MANIFESTO PER IL CONTANTE LIBERO

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«Fino a che non diventeranno coscienti del loro potere, non saranno mai capaci di ribellarsi, e fino a che non si saranno liberati, non diventeranno mai coscienti del loro potere».

(George Orwell, 1984)

 

La tecnologia come mezzo di controllo sociale per imporre, attraverso una continua induzione di paure ed ansie, moduli di pensiero e comportamenti umani totalmente spersonalizzati, asserviti e ideologizzati. Obbiettivo finale: annichilire qualsiasi sentire, agire e pensare che possa essere veramente alternativo e concorrente. In sintesi, annichilire la libertà.

 

Questo è il pericolo su cui ci ammonisce il celebre romanzo 1984 di George Orwell. Ciò nondimeno, in questi anni di crisi tale pericolo non è lontano da un suo pieno concretizzarsi. Buona parte della società civile e dell’opinione pubblica sembra non voler vedere questo mostro che cresce; lentamente e apaticamente essa sta lasciando la propria libertà nelle mani di un’entità manipolatrice dai tratti allo stesso tempo oligarchici e collettivistici.

 

Se vogliamo difendere la libertà (la nostra libertà) dobbiamo innanzitutto scrollarci di dosso l’apatia e prendere coscienza del nostro potere. Per far questo è necessario “educarci alla libertà” processo che in primo luogo implica il comprendere e il saper confutare rigorosamente la logica antirazionale propugnata dai nemici della libertà.

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Gen 05 2013

ASSOGGETTAMENTO E DECADENZA DELLE SOVRANITÀ DEMOCRATICHE

 

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La “innovativa” presa in conto da parte del diritto penale contemporaneo dell’intenzione puramente soggettiva (movente ultimo, arrière-pensée, foro interiore, o coscienza intima che sia), per la definizione strutturale stessa dei crimini e dei reati, ha una fonte internazionale (1).

 

Questa fonte storica essenziale risiede nello statuto del Tribunale Militare Internazionale, incluso nell’Accordo di Londra dell’8 agosto 1945, così come nella giurisprudenza che ne è seguita. Ma ciò che ben merita di essere chiamata la decadenza dei sistemi giuridici europei ha altre fonti estere, che emanano da convenzioni e trattati dal contenuto moraleggiante, che mirano a fondare anzi un nuovo ordine morale universale. Sotto la copertura dell’ordine morale occidentale e mondialista è stato edificato il sistema che ha fatto uscire dai confini religiosi la cattiva coscienza secolarizzata. Questo fenomeno, come vedremo, è in gran parte il frutto dell’unione che le circostanze hanno creato tra la plutocrazia puritana e l’”antifascismo”.

 

Le convenzioni e i trattati internazionali, fondati su una «morale di unanimità ed ortodossia» (vedi Robert Munchenbled) dalle pretese universali, pullulano, e strumentalizzano un “dovere alla virtù”. Sono atti multilaterali tramite cui i paesi europei partecipanti, in nome dell’”etica” rivelata dalle Nazioni Unite, non cessano di abdicare a grandi passi alla sovranità “democratica” nazionale.

 

Prima, questa sovranità veniva fondata, specie in Francia, sull’imperativo della “salute pubblica” della Nazione, cara ai rivoluzionari del 1793; ma poteva anche richiamarsi alla tradizione nazionale precedentemente incarnata dal Re, che, da parte sua, si riteneva ricevesse la sua sovranità da Dio; ed ancora nella prima parte del ventesimo secolo la sovranità sfuggiva alla metafisica mondialista debilitante dei Diritti dell’Uomo, cui essa è ora invece strettamente assoggettata. Così che ogni reticenza, ogni ribellione a questo nuovo ordine morale è giudicata oscena, e non può costituire altro che il fatto di “estremisti” indifendibili, dediti al vizio ed alla fornicazione spirituale con idee impure e peccaminose.

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Gen 04 2013

IN ITALIA LA DEMOCRAZIA È MORTA. QUELLA CONGIURA DEI POTERI FORTI CHE HA UCCISO LA DEMOCRAZIA

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di Magdi Cristiano Allam

 

La denuncia di Berlusconi è la fotografia della realtà: l’esecutivo Monti fu calato dall’alto per ordine dei colossi finanziari di cui il Prof è espressione

 

 

(Il Giornale) – La Storia ricorderà il primo anno del governo Monti per aver perpetrato tre crimini ai danni della democrazia, dello Stato e degli italiani. La denuncia di Berlusconi, fatta tardivamente, di essere stato vittima di una congiura che lo costrinse a rassegnare le dimissioni, è un dato di fatto oggettivo e documentabile.

 

In Italia la democrazia sostanziale è morta. La Costituzione che recita che siamo una Repubblica parlamentare è stata stravolta da un capo dello Stato che si comporta come se fossimo una Repubblica presidenziale auto-attribuendosi il potere esecutivo, commissariando il Parlamento e riducendo il governo a esecutore di direttive presidenziali arbitrarie.  Così come Berlusconi si dimise senza un voto di sfiducia del Parlamento, ugualmente Monti si è dimesso senza un voto di sfiducia del Parlamento. Napolitano ha annunciato la data delle elezioni anticipate quando il Parlamento non era ancora dissolto e il governo era ancora in carica. Il fatto che le scelte politiche cruciali avvengano senza tener conto del Parlamento che dovrebbe esprimere la sovranità popolare, conferma che siamo già in un contesto estraneo alla democrazia sostanziale. L’insieme delle istituzioni non sono più rappresentative della volontà popolare. Il Parlamento è formato da deputati e senatori designati, non essendoci più il voto di preferenza, ciò che fa venir meno il fulcro della democrazia sostanziale, ovvero il rapporto fiduciario tra l’elettore e l’eletto. Il capo dello Stato è designato da un Parlamento di designati. E il capo del governo è stato calato dall’alto dai poteri finanziari globalizzati.

 

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Gen 03 2013

BCE, LA FABBRICA DEL DEBITO CHE STA ROVINANDO L’EUROPA

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di Magdi Cristiano Allam

Se tutti i giorni i Merkel, Monti, Barroso, Draghi scendono in campo per rassicurarci che «l’euro è irreversibile», vuol dire che stiamo assistendo a un rito scaramantico per allungare il più possibile la vita del moribondo. Tutti gli indicatori dell’economia reale attestano in modo inequivocabile che giorno dopo giorno siamo prossimi al funerale. Il nostro funerale. La recessione sempre più profonda, l’indebitamento pubblico che cresce, il Pil che si riduce, la produzione, le esportazioni e i consumi in calo, le tasse più alte al mondo, le imprese strangolate che chiudono, i disoccupati e i poveri che aumentano, i giovani senza prospettive.

 

Ebbene, come è possibile che, da un lato, la crisi è causata dall’euro e, dall’altro, siamo noi italiani, noi europei, a pagarne le conseguenze? La risposta è nella recente dichiarazione del governatore della Bce (Banca centrale europea) Mario Draghi a Le Monde: «Il nostro mandato non è di risolvere i problemi finanziari degli Stati, ma di garantire la stabilità dei prezzi e mantenere la stabilità del sistema finanziario in tutta indipendenza».

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Gen 02 2013

L’IPOTESI STEGOCRATICA

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Articolo di Antonella Randazzo *  http://antonellarandazzo.blogspot.com

 

Per indicare l’attuale sistema di potere molti studiosi utilizzano la parola “oligarchia” o la definizione “élite egemone”.  In realtà la parola esatta sarebbe il neologismo “stegocrazia”, parola che deriva dal greco stégos, che significa “tetto, coperchio” (che nasconde) o stèganos (nascosto), e kratos (da kratéo, comandare, governare). Ossia “mi nascondo ma esercito il potere”.

 

Stegocrazia significa dunque “Potere esercitato da chi si nasconde, da chi non appare”.

 

Le persone che attualmente dominano su tutti i settori importanti dell’esistenza umana, basano il loro potere sul nascondersi, e non risultano nemmeno nella lista dei più ricchi, pubblicata da riviste come “Forbes”.  La segretezza risulta essere dunque una delle caratteristiche essenziali dell’attuale gruppo al potere, insieme all’uso dell’inganno e del crimine.

L’ipotesi stegocratica può spiegare molte cose altrimenti inspiegabili, come le guerre, la morte misteriosa di personaggi importanti, il controllo viscerale della popolazione, e altri aspetti dell’attuale sistema, apparentemente assurdi.

Gli stegocrati sono ai vertici delle banche e delle grandi società, ed esercitano un potere immenso pur non essendo mai stati eletti.  Essi non temono affatto di poter essere controllati, poiché hanno realizzato un sistema di dominio molto forte, basato proprio sulla loro non-esistenza.  Nella realtà appaiono le caratteristiche del sistema (i crimini, i paradisi fiscali, il controllo dei popoli, il potere quasi assoluto delle banche e delle grandi società, ecc.) ma non appaiono i responsabili di tutto questo,  ovvero coloro che hanno progettato una realtà con le attuali caratteristiche.

Questo gruppo di persone, insieme a coloro che li sostengono consapevolmente, costituirebbe meno del 5% della popolazione del pianeta, eppure essi producono effetti su tutti i settori importanti dell’esistenza umana: istruzione,  mass media,  governi,  servizi,  lavoro,  istituzioni militari,  religiose, ecc.

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Gen 01 2013

HIC EST ITALIA. BUON ANNO 2013

Category: Veja migiorgio @ 00:23

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Hic est Italia

 

Per il 2013

vi auguro a tutti di avere il meglio dalla vita  e

di avere la libertà di trasformare tutto quello che non vi piace

in ciò che vi possa rendere felice!

Buon Anno 2013


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