Nov 24 2013

TABELLA INDICATIVA PER L’INSERIMENTO DEGLI ALIMENTI NELLA DIETA DEL BAMBINO*

Category: Alimentazione e gastronomia,Società e politicagiorgio @ 20:02

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da Giulia Fulghesu, Alimentazione naturale dallo svezzamento all’adolescenza, Milano, Tecniche Nuove, 2001

 

 

Alimento Età
Cereali e derivati
Avena crema 8 mesi
Avena fiocchiAvena integrale chicchi 10 mesi36 mesi
Frumento fiocchi 10 mesi
Frumento glutine o seitan 10 mesi
Frumento pastina 8 mesi
Frumento semolino 8 mesi
Grano saraceno cremaGrano saraceno decorticato chicchi 7 mesi12 mesi
Grano saraceno fiocchi 9 mesi
Grano saraceno pasta 12 mesi
Mais chicchi 24 mesi
Mais cremaMais fiocchi 6 mesi9 mesi
Miglio chicchi 12 mesi
Miglio crema 6 mesi
Miglio fiocchi 9 mesi
Orzo crema 8 mesi
Orzo decorticato 18 mesi
Orzo fiocchi 10 mesi
Orzo mondo 36 mesi
Orzo perlato 12 mesi
Riso crema 6 mesi
Riso fiocchi 9 mesi
Riso graffiato (o sbiancato) chicchi 12 mesi
Riso integrale chicchi 36 mesi
Riso semintegraie chicchi 18 mesi
Segale crema 8 mesi
Segale fiocchi 9 mesi
Segale pasta 12 mesi
 Frutta
Albicocca frutto maturoAlbicocca succo naturale 12 mesi10 mesi
Arancia succo naturale 7
Arancia succo 8 mesi
Banana purea 7 mesi
Mandarino succo naturale 7 mesi
Mela pureaMela succo naturale 6 mesi6 mesi
Mela tagliata a fettine 12 mesi
Pera purea 6 mesi
Pera succo naturale 8 mesi
Pera tagliata a fettine 12 mesi
Prugna polpa 18 mesi
Prugna purea 12 mesi
Prugna succo naturale 12 mesi
Frutta intera 18 mesi
Tutte le varietà di frutta 18-24 mesi
Verdura
Carciofo 12 mesi
Cardo 12 mesi
Carota 6 mesi
Cavolo 12 mesi
Cetriolo 18 mesi
Cicoria 24 mesi
Cipolle 9 mesi
Coste 8 mesi
Erbe aromatiche 12 mesi
Erbette 8 mesi
Fagiolini verdi 10 mesi
Finocchio 10 mesi
Funghi 36 mesi
Lattuga 7 mesi
Melanzane 24 mesi
Patate 6 mesi
Peperoni 36 mesi
Piselli freschi 24 mesi
Pomodori interi 30 mesi
Pomodori privati di semi e buccia 18 mesi
Porri 8 mesi
Sedano 8 mesi
Spinaci 9 mesi
Zucca 7 mesi
Zucchine 6 mesi
Tutte le varietà di verdura 18-24 mesi
Legumi  
Borlotti interi 24 mesi
Borlotti purea 9 mesi
Borlotti schiacciati con la forchetta 18 mesi
Ceci interi 24 mesi
Ceci purea 12 mesi
Ceci schiacciati 18 mesi
Fagioli altri tipi come i borlotti
Fagioli dall’occhio come i borlotti
Lenticchie decorticate (in purea aggiunta alla pappa) 7 mesi
Lenticchie decorticate intere 9 mesi
Lenticchie di Rodi (o rosse) decorticate (solo nei brodo) 6-7 mesi
Lenticchie di Rodi intere (solo nel brodo) 8 mesi
Lenticchie di Rodi intere 18-24 mesi
Lenticchie di Rodi intere in purea 9 mesi
Lenticchie verdi intere come lenticchie di Rodi
Piselli decorticati 30 mesi
Piselli interi 36 mesi
Soia fiocchi 9 mesi
Soia formaggio (tofu) 7 mesi
Soia gialla fagioli interi 24 mesi
Soia latte 4 mesi
Soia tempeh 12 mesi
Latte e latticini
Formaggi grassi stagionati 36 mesi
Formaggi magri freschi dopo i 7 mesi
Formaggi semigrassi freschi dopo i 7 mesi
Formaggi semigrassi stagionati 12 mesi
Latte caprino dopo i 10 mesi
Latte vaccino dopo i 12 mesi
Parmigiano reggiano dopo i 6 mesi
Ricotta caprina dopo i 7 mesi
Ricotta vaccina dopo i 7 mesi
Yogurt naturale intero dopo gli 8 mesi
Yogurt naturale magro dopo i 7 mesi
Pesce
Acciuga fresca 12 mesi
Aragosta 48 mesi
Calamaro 48 mesi
Carpa 12 mesi
Cefalo 18 mesi
Dentice 12 mesi
Merluzzo 9 mesi
Nasello 9 mesi
Orata 10 mesi
Palombo 12 mesi
Pesce spada 48 mesi
Sardina (pesce azzurro) 12 mesi
Seppia 48 mesi
Sogliola 9 mesi
Spigola 10 mesi
Tonno 36 mesi
Triglia 12 mesi
Trota 9 mesi
Uovo
Intero fine degli 8 mesi
Tuorlo fine dei 7 mesi
Carne e derivati
Carne bianca 12 mesi
Carne rossa 36 mesi
Bresaola 24 mesi
Prosciutto cotto 18 mesi
Prosciutto crudo 24 mesi
Salumi altri tipi 5 anni
Condimenti e integratori alimentari  
Aceto di mele o di vino 3 anni
Burro 8 mesi
Burro di sesamo (tahin) 12 mesi
Cioccolata 4 anni
Germe di grano polvere e fiocchi 12 mesi
Lecitina di soia fiocchi e granuli 36 mesi
Lievito di birra polvere e fiocchi 12 mesi
Miele d’acacia 7 mesi
Olio extravergine d’oliva 5 mesi
Olio di semi di girasole di prima spremitura a freddo 6 mesi
Altri tipi di olio di semi di prima spremitura a freddo 6 mesi
Salsa di soia (tamari) 12 mesi
Sesamo al sale (gomasio) 18 mesi
Zucchero di canna integrale 7 mesi

 

* Il libro di Giulia Fulghesu è molto ben fatto e si presenta come uno strumento validissimo per lo svezzamento vegetariano (con consigli, approfondimenti sugli alimenti e i nutrienti, ricette, ecc.); pur non essendo, infatti, in modo specifico un libro di alimentazione vegetariana, in esso si caldeggia la svezzamento e la nutrizione vegetariana nell’infanzia. Come risulta evidente dai miei interventi sullo svezzamento, non concordo completamente con l’età di introduzione di alcuni cibi. Combinando le indicazioni di medici come il dr. Proietti con la mia esperienza personale, mi pare più corretto introdurre come prima fonte di proteine legumi quali lenticchie rosse, piselli spezzati, azuki e miso, piuttosto che il seitan (glutine del frumento); inoltre posticiperei l’introduzione del grano in tutte le sue forme, ma soprattutto dei latticini (anche del parmigiano) che rendono più difficoltoso l’assorbimento del ferro e contengono proteine di difficile digestione per il neonato (consiglio per entrambi l’introduzione al compimento dell’anno, per i latticini è meglio cominciare comunque con ricotte o ancora meglio cagliate fresche fatte in casa -vedi ricette-, piuttosto che con il parmigiano, formaggio troppo saporito e stagionato). [n.d.c.]

 

 

 

Fonte:  da Giulia Fulghesu, Alimentazione naturale dallo svezzamento all’adolescenza, Milano, Tecniche Nuove, 2001


Nov 24 2013

HANNO ABBATTUTO BERLUSCONI PER LASCIARE L’ITALIA INCATENATA ALL’EURO. ORA, NESSUNO PIANGA. SARANNO I GIORNI DELL’IRA.

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C’è una notizia – che non per caso abbiamo pubblicato – capace di riscrivere di botto gli ultimi due anni della politica italiana. Berlusconi nell’ottobre del 2011, da presidente del Consiglio in carica perchè legittimamente eletto dagli italiani in regolarissime e democraticissime elezioni politiche nazionali, andò in Europa, e precisamente a Bruxelles, a incontrare i vertici dell’Unione Europea, e quindi Barroso e i suoi sodali, per “trattare” l’uscita dell’italia dalla zona euro. 

 

La notizia non trapelò, e questo la rende – se fosse necessaria una conferma, ma non serve – assolutamente veritiera. Dico non serve, perchè la fonte che oggi l’ha resa pubblica è tedesca, non italiana. Un altissimo funzionario di una prestigiosa istituzione germanica l’ha comunicata alla platea di un convegno economico svoltosi a Berlino e organizzato da un autorevole quotidiano tedesco, il Sueddeutsche Zeitung. I tedeschi c’erano a quell’incontro. E capirono.

 

Capirono che bisognava in ogni modo e con qualsiasi mezzo abbattere Berlusconi e il suo governo, anche a costo di rimetterci dei soldi. Anche tantissimi soldi. Era un prezzo accettabile, se in cambio fossero riusciti a fermare l’italia in fuga dalla disastrosa valuta unica europea. Disastrosa per il Bel Paese, ovviamente, ma ottima, meravigliosa, eccezionale per l’economia della Germania.

 

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Nov 24 2013

IL PROFESSOR SAPELLI FA A PEZZI SACCOMANNI (UN INCAPACE) E LANCIA L’ALLARME: LA GERMANIA VUOLE DISTRUGGERE L’ITALIA

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Bruxelles – Doppia mossa del cavallo europeo. Prima si colpisce la Germania invocando un articolo dei trattati ultra-nascosto e dimenticato – eccesso di surplus commerciale, pensate un po’- e in tal modo ci si accoda obbedienti al diktat Usa che ha attaccato Berlino con una violenza inaudita mai resa manifesta da dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Poi si attacca l’Italia, tutta protesa a dar buon esempio di sé, e la si critica; non la si colpisce a morte, la si ferisce per la legge di stabilità, soprattutto per l’enormità degli emendamenti. È un imprevisto.

 

Vuol dire che gli Usa contano sino a un certo punto e un contentino alla Germania bisogna pur darlo. Del resto è Berlino che controlla e dirige la macchina tecno-burocratica. In primo luogo, per capacità e patriottismo nazionalistico dei suoi funzionari, che hanno via via egemonizzato attorno a sé i rappresentati dei paesi ex comunisti e quelli nordici dell’Europa scandinava che tutto è meno che europea, ossia è una formazione economico-sociale a sé stante come ricorda del resto la storia dei trattati economici post-bellici, Efta in testa. Ma lasciamo perdere, queste cose nel tempo dei reset non le ricorda più nessuno, anche se contano.

 

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Nov 24 2013

BANCOCRAZIA: DALLA REPUBBLICA DI VENEZIA A MARIO DRAGHI E GOLDMAN SACHS

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Dal dodicesimo secolo fino all’inizio del quattordicesimo secolo, l’Ordine dei Templari, presente in gran parte d’Europa, diventò il banchiere dei potenti. Contribuì a finanziare varie crociate. All’inizio del quattordicesimo secolo, era diventato il principale creditore del re di Francia Filippo il Bello. Di fronte al debito che gravava sulle sue risorse, Filippo il Bello si liberò dei suoi creditori e del suo debito, demonizzando l’Ordine dei Templari accusandolo di molteplici crimini (1). L’Ordine fu proibito, i suoi capi giustiziati e i suoi beni confiscati. All’Ordine dei Templari mancava uno stato e un territorio per affrontare il re di Francia. Il suo esercito, (15000 uomini di cui 1500 cavalieri), il suo patrimonio e i suoi crediti con i dirigenti non lo protessero dalla potenza di uno stato deciso ad eliminare i suoi creditori.

 

Nella stessa epoca (XV e XVI secolo), i banchieri veneziani finanziavano anche loro le crociate e prestavano soldi ai potenti d’Europa, però si mossero molto più abilmente rispetto all’Ordine dei Templari.

 

A Venezia, si appropriarono della testa dello Stato, dandogli forma di una repubblica. Finanziarono la trasformazione di Venezia, città-stato, in un vero impero che comprendeva Cipro, Eubea (Negroponte) e Creta. Adottarono una strategia inarrestabile per arricchirsi in maniera duratura e assicurare il rimborso dei loro crediti: furono loro a decidere di far indebitare lo stato veneziano con le banche che possedevano. I termini dei contratti di prestito furono definiti da loro stessi dato che erano allo stesso tempo proprietari delle banche e dirigenti dello Stato.

 

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Nov 24 2013

IL BAMBINO CRESCE NELLA DECRESCITA

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In quaranta anni di carriera mi sono dedicato alla scuola e all’animazione sociale per i primi 25.   Poi, visto le vicissitudini del mio paese, l’Italia, ho dovuto ri-inventarmi nel settore privato.  Sono stato pubblicitario e da una dozzina d’anni sono un pubblicitario disertore, uno a cui non piace condizionare la gente al consumismo, ma che per mestiere ha conosciuto molte tecnicuzze che vi convincono a desiderare quello che non vi serve.

 

La cosa più sconvolgente, vi assicuro, è scoprire concretamente l’entità dei budget spesi nell’advertisement (quasi tutto televisivo) in questi ultimi decenni.

Un minuto sulle sei principali reti italiane costa quanto lo stipendio di tutta la vita di una maestra; ciascun italiano, al termine di una vita ha pagato indirettamente (nascosto nel prezzo delle merci) il costo di una discreta casa.

 

Oggi, per mestiere, aiuto le organizzazioni della decrescita (enti, associazioni, movimenti ed aziende dell’altra economia come contadini bio, artigiani del riciclo, installatori solari…) a comunicare senza marketing. Questi imprenditori scommettono la vita per sviluppare forme sostenibili di economia. Li conosco bene, li stimo, vedo che fanno molto sul serio; sono forme di economia che reggono discretamente alla crisi e, tra tutte le forme di investimento per creare un posto di lavoro, quasi sempre sono la più economica in rapporto ai risultati.

 

Tuttavia occorre restare guardinghi: «economia» e «sostenibilità» sono parole trabocchetto, ci sta dentro tutto e il contrario di tutto.

 

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Nov 24 2013

QUELLI DELLA LETTERA…..(QUELLI DELLA FAMOSA LETTERA DEL 2011 A FIRMA DI JEAN CLAUDE TRICHET E MARIO DRAGHI)

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Sembra notizia di oggi la proposta di un piano di privatizzazioni parziali per la generazione di nuove risorse da destinare all’abbattimento del debito e al contenimento del deficit di bilancio: si parla di cessioni di quote non rilevanti in aziende strategiche, quel tanto che basta per non perdere il controllo sulle rispettive società. Abbiamo nomi eccellenti:  Sace, Enav, Fincantieri, Grandi Stazioni e per finire ENI. Il Governo Letta si appresta a svendere per battere cassa nella speranza di realizzare almeno 10 miliardi. Ormai ci siamo: si tratta a farla grande di aspettare ancora 18 mesi, dopo il destino di contribuenti, pensionati, e risparmiatori italiani sarà presto delineato. Questa volta non ci saranno mezze misure o mezze interpretazioni, il declino del paese si trasformerà nella dipartita della nazione. Quelli che sospirano confidando nell’avvento del Regno di Renzi tra qualche mese sono dei poveri illusi: il Sindaco di Firenze ha come punti chiave all’interno del suo programma una massiva ed imponente opere di alienazioni e dismissioni di patrimonio pubblico e partecipazioni strategiche.

La svendita del paese ricordate che è sempre stata una prerogative dei governi di sinistra (Amato, D’Alema e Prodi): si vende come si suol dire l’argenteria per pagare i debiti contratti per giocare alle slot machine.

 

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Nov 24 2013

LA GENTE STA SCOMPARENDO

Category: Economia e lavoro,Monolandia,Società e politicagiorgio @ 12:22

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DI  MARCO CANESTRARI

 

Tutti stiamo perdendo progressivamente qualcosa: Chi la casa, chi il lavoro, chi l’auto, chi solo qualche comodità… E con grande sofferenza ci riadattiamo a questa fase di paura reagendo chiudendoci a riccio, aspettando che qualcuno faccia finalmente qualcosa per noi e che la crisi passi da sola. Ognuno passivo, senza energie, sotto shock, tira fuori una buona giustificazione per cui lui non può fare nulla data la sua situazione di emergenza personale. É proprio questa chiusura e mancanza di azione di tutti quelli che hanno più del necessario che porta tutta la popolazione a non avere più il necessario.

 

Non aspettatevi le vecchie rivoluzioni fatte da una marea umana che non ha realmente da mangiare, perché non ci daranno questa facile soluzione. Nessuno vedrà questa marea umana e la televisione non ci fornirà la visione d’insieme della situazione reale del paese. Si uccideranno imprenditori che fino al giorno prima guadagnavano più di noi, sarà o tutto o niente. La gente semplicemente scomparirà, i tuoi vicini cambieranno casa, mentre la tv continuerà a farci vedere tenori di vita da 20 mila euro al mese.

O vivi con l’iPhone o il giorno dopo, per legge!, per legge devi morire di tagli, di tasse e debiti.

Scomparirai come tutti gli altri, non esisterai più, a livello sociale non conterai più, non avrai più peso né valore né diritti né tutele.

La ragione sarà: mancanza di fondi. Tutti gli altri continueranno a decidere per te, e la legge continuerà ad essere uguale per tutti promulgando incessantemente nuovi divieti: Divieto di dormire sotto i ponti sia per i ricchi che per i poveri.

E tutti noi giustificheremo questo sistema economico, questa legge e quindi l’ennesima morte e l’ennesima famiglia spaccata. Figli nasceranno dalla sofferenza e la porteranno con sé alle prossime generazioni e noi staremo fermi a guardare.

 

La crisi passerà, ma non ora, e non per mano dei banchieri. Passerà solo quando tutti capiremo che chiudersi senza cooperare per uno scopo comune é l’ultima cosa che dobbiamo fare, ma che siamo stati addestrati ben benino a fare.

 

Fonte: visto su ECCO COSA VEDO del  27 ottobre 2013

Link: http://eccocosavedo.blogspot.it/2013/10/la-gente-sta-scomparendo.html

 


Nov 24 2013

ITALIA, ANNO ZERO. ALLARME DELLA LONDON SCHOOL OF ECONOMICS: “NON RIMARRÀ NULLA DELL’ITALIA”

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Nel giro di 10 anni, l’Italia involverà allo stadio di economia di sussistenza, è’ la conclusione catastrofica cui giunge nella sua analisi il professore ROBERTO ORSI  della London School of Economics and Political Science (LSE):

 

“Gli storici del futuro probabilmente guarderanno all’Italia come un caso perfetto di un Paese che è riuscito a passare da una condizione di nazione prospera e leader industriale in soli vent’anni in una condizione di desertificazione economica, di incapacità di gestione demografica, di rampate terzomondializzazione, di caduta verticale della produzione culturale e di un completo caos politico istituzionale. Lo scenario di un serio crollo delle finanze dello Stato italiano sta crescendo, con i ricavi dalla tassazione diretta diminuiti del 7% in luglio, un rapporto deficit/Pil maggiore del 3% e un debito pubblico ben al di sopra del 130%. Peggiorerà.

 

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Nov 24 2013

PREOCCUPATI PIÙ DELLA TUA COSCIENZA CHE DELLA REPUTAZIONE…?

Category: Monade satira e rattatuje,Pensieri e parolegiorgio @ 11:36

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“Preoccupati più della tua coscienza che della reputazione. Perché la tua coscienza è quello che tu sei, la tua reputazione è ciò che gli altri pensano di te. E quello che gli altri pensano di te è problema loro.”

Charlie Chaplin

 

 

 

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“Preoccupati più del tuo carattere che della tua reputazione. Perché il carattere è ciò che tu sei, la reputazione ciò che gli altri pensano tu sia.”

John Wooden

 

 

Nell’era del Social e del Word of Mouth queste storiche e moralissime affermazioni rischiano di diventare decisamente controproducenti. Spesso le aziende danno per scontato che i loro valori, i loro prodotti e i loro servizi vengano recepiti correttamente all’esterno. La percezione che i clienti hanno dell’azienda non sempre corrisponde con quanto essa tenta di comunicare. A volte perchè nel processo di comunicazione, ovvero codifica, trasmissione e decodifica del messaggio, si commette qualche errore di valutazione. Altre volte il piano strategico di comunicazione è completamente assente e si fanno delle scelte in contrasto con la mission e i valori annunciati.

 

In un mondo in cui tutti viene scritto, filmato, fotografato, condiviso, postato e diffuso è rischiosissimo affidarsi alle massime citate sopra. Niente viene perdonato. In media comunichiamo a 3 persone qualcosa di bello che ci è successo e a 11 persone le cose negative. Il rapporto è decisamente sbilanciato ed esprime correttamente quanta attenzione ci deve essere per evitare danni alla Brand Reputation.

 

Gestire la Reputazione on line è per questo motivo di particolare importanza. Perchè questo sia possibile è essenziale mettersi in una posizione di ascolto: sviluppare quindi engagement in base a ciò che abbiamo ascoltato e rielaborato.

 

 

Fonte: da Parole di Pollon

 

 


Nov 24 2013

L’ITALIA MORIRÀ COI CONTI IN ORDINE ED IL PLAUSO DELLA UE

Category: Economia e lavoro,Monolandia,Società e politicagiorgio @ 05:48

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Paolo Turati

 

In Italia continuano le tensioni sulla legge di Stabilità. Il fuoco di fila proviene da tutti i fronti. La Voce della Russia ha chiesto all’illustre economista Paolo Turati, presidente della Fondazione Magna Carta Nord-Ovest e advisor di Istituzioni di art market & finance, di analizzare questa legge così discussa.

 

Le tasse sono camuffate, così l’Italia può morire, ha affermato l’esponente del centrodestra Sandro Bondi;  Noi del pubblico impiego siamo il bancomat del Governo, ora basta o sarà sciopero, ha tuonato Rossana Dettori, segretaria generale della Funzione Pubblica per Cgil; Legge condivisibile ma del tutto insufficiente con il rischio che il Parlamento la tramuti in una porcata, ha dichiarato seccamente Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria; Questa manovra non esiste, ha commentato asciutto Yoram Gutgeld, il consigliere economico di Matteo Renzi; Nessuna scossa per il sistema. Per la crescita è investito meno dello 0,5% del Pil, ha spiegato Sergio De Nardis, capo economista di Nomisma; Con questa legge il prelievo fiscale non è più legato ai servizi reali, ha infine chiosato Corrado Sforza Fogliani, presidente di Confedilizia. Insomma, è una manovra economica che non trova alleati né nelle parti sociali né paradossalmente tra chi ha contribuito a scriverla, cioè gli esponenti dei due partiti maggiori del governo Letta.

 

–  Dott. Turati, ci spieghi: questa legge di Stabilità è proprio da buttar via?

– Credo che se il Parlamento non interverrà per correggerla, assisteremo all’ennesima occasione mancata per il nostro Paese: con l’aggravante che ci avviciniamo a passi rapidi verso il nostro “shutdown”. La direzione intrapresa dal Governo su alcuni argomenti, tra i quali il cuneo fiscale, era giusta. Risultano però essere totalmente sproporzionate le risorse messe in campo, come se si somministrasse uno sciroppo a un malato terminale.

 

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