Feb 12 2009

Il protocollo di Wannsee (20 gennaio 1942)

Martin Luther

“Nel corso della soluzione finale gli ebrei saranno instradati, sotto appropriata sorveglianza, verso l’Est, al fine di utilizzare il loro lavoro. Saranno separati in base al sesso. Quelli in grado di lavorare saranno condotti in grosse colonne nelle regioni di grandi lavori per costruire strade, e senza dubbio un grande numero morirà per selezione naturale. Coloro che resteranno, che certo saranno gli elementi più forti, dovranno essere trattati di conseguenza, perchè rappresentano una selezione naturale, la cui liberazione dovrà essere considerata come la cellula germinale di un nuovo sviluppo ebraico (come mostra l’esperienza della storia)” .

Fonte: ministero degli Esteri tedesco, documenti di Dr. Martin Luther, sottosegretario del Ministero degli Esteri.

PS

Della serie: Le cause delle morti  saranno compatibili con il protocollo


Feb 12 2009

Eluana, morte compatibile con protocollo, Lo ha detto il procuratore di Trieste Deidda.

Category: Giustizia Legula e Legulei,Società e politicagiorgio @ 22:18

 

Il procuratore chiama la morte assistita  “applicazione del protocollo”. 

Sono parole che mi evocano le inquietanti memorie e orrori del secolo  appena trascorso.

Se non sbaglio Rudolph Hess chiamava il campo di sterminio  Auschwitz: “campo di lavoro correzionale”, Lenin chiamava la pena di morte: “misura di difesa sociale”. Se non altro, è, una alterazione  del linguaggio


Feb 12 2009

L’ECONOMIA È MESSA DAVVERO MALE.

Category: Monade satira e rattatujegiorgio @ 19:28

 

La crisi è tale che oggi, a Central Park, ho visto un piccione che dava da mangiare a una vecchietta


Feb 12 2009

Esempi di Vita – Steve Paul Jobs agli studenti di Stanford: “Non accontentatevi mai”

Category: Cultura e dintorni,Informatica,Scuola e universitàgiorgio @ 17:02

Il 12 giugno 2005 è stata la giornata speciale per i laureandi di Stanford, una delle più famose università al mondo, con sede nel cuore della Silicony Valley. Ma è stata anche la  giornata speciale di Steve Jobs, invitato a tenere il commencement address, il discorso augurale per i neo-laureati.

Il vostro dovere è “non accontentarvi e pensare l’impossibile”. Questo il consiglio di Steve Jobs ai laureati di Stanford ai quali ha parlato nei giorni scorsi. 

Ecco,  l’intervento del fondatore Apple che è un sunto della sua filosofia  per il lavoro e per la vita. 

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Feb 12 2009

L’identità del padre di Tutankhamon è scritta nella Pietra

Category: Bibbia ed Egittogiorgio @ 13:17

 

Una iscrizione su un blocco  di calcare potrebbe risolvere finalmente uno dei più grandi  misteri della storia: l’identità del padre del giovane  faraone Tutankhamon.

Un enigma dell’Egittologia, su cui storici e semplici appassionati si sono concentrati invano in passato, dovrebbe verosimilmente aver trovato soluzione, alla luce di un ritrovamento casuale, ma non per questo meno prezioso. 

Zahi Hawass, Direttore del Supremo Consiglio delle Antichità del Cairo, ha recentemente rinvenuto nel magazzino del sito archeologico di El Ashmunein (250 km a sud della capitale), la parte mancante di una lunga epigrafe, che, combinata con quella già nota, rivela un dato di portata storica straordinaria: Akhenaton, il faraone cosiddetto “eretico”, il primo monoteista della storia, fu il padre naturale di Tut Ankh Amon.

I due blocchi, trovati separatamente in tempi diversi, giacciono in un deposito di antichità adiacente alla zona archeologica, esterna al villaggio di El Ashmunein e provengono come molti altri dal locale tempio fatto erigere 100 dopo il periodo di Akhenaton, da Ramses II (attorno al 1250 a. C.). 

Costui, instancabile costruttore di edifici religiosi, volti a celebrarne le gesta, utilizzò nell’erezione di questo santuario parecchi blocchi della vicina Amarna, città, dove Akhenaton concentrò il proprio potere e che ai tempi di Ramses era semiabbandonata e aveva perso ogni centralità.

Ebbene sulla nuova epigrafe è gravato che Tutankhamon fu figlio di Akhenaton, così come è specificato che anche Ankhesenamon, sposa di Tut, fu figlia del medesimo padre (diverse furono invece le madri: Nefertiti per la giovane sposa, mentre a questo punto quella del faraone-bambino potrebbe essere proprio Kiya). 

Viene poi precisato che i due prossimi regnanti si sposarono giovanissimi ancora ad Amarna, quindi nel periodo oscuro e drammatico della fine del monoteismo amarniano e della successiva restaurazione del politeismo tebano.
Sembrerebbe di arguire, se la scoperta di Hawass fosse – come pare – confermata, che Tutankhamon, generato da una sposa successiva a Nefertiti, sia stato dunque più giovane della propria consorte Ankhesenamon, nata invece dal connubio Akhenaton-Nefertiti: ma sono tutti dati genealogici su cui riflettere, magari con il contributo di future scoperte.


“In ogni caso un simile, importante ritrovamento rende giustizia a una parentela ad oggi accettata da pochi: si era sempre pensato, quale genitore di Tutankhamon, o ad Amenophis III sulla base di un’altra stele, che dunque va corretta (costui in realtà fu il nonno) o a Smenkhkhara, probabile faraone tra Akhenaton e lo stesso Tut”, precisa Hawass.



Fu quel periodo (II metà del XIV sec. a. C.) contrassegnato dal monoteismo amarniano, i cui precisi contorni sfuggono: fu introdotto da Amenophis IV, che in virtù del nuovo credo religioso in onore del dio Sole Aton, assunse appunto il nome di Akhenaton. Egli spostò il centro del regno 500 km più a nord della precedente capitale (Tebe, oggi Luxor), destituendo le potenti classi sacerdotali tebane, legate alle numerose divinità del pantheon egizio, di ogni loro funzione; in questo fu aiutato dalla bellissima sposa Nefertiti, valida consigliera politica e splendida madre di sei figlie. 

Al declinare della fortuna di Nefertiti, Akhenaton si risposò e mantenne saldo il potere per altri anni, fino a quando il precedente “status quo” fu ripristinato per precisa volontà cospiratoria della potente casta sacerdotale tebana (anche se i particolari del declino di Amarna sfuggono). L’azione di restaurazione fu pilotata dall’abile consigliere Ay, che affidò proprio a Tutankhamon il primo trono di nuovo a Tebe: insomma fu Tut strumento della controrivoluzione, che cancellava il sogno di Amarna e di Akhenaton; di quell’Akhenaton, che ora la storia ha rivelato essere stato suo padre.

 

Fonte: Il  Sole 24 ore, del 21 Novembre 2008/Discovery Channel – 17 Dicembre 2008