Gen 07 2026

SCUSA SE HO MESSO IL MIO PIEDE SOTTO IL TUO !

 Roberto Pecchioli  1 Gennaio 2026 

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Da bambini, a ricreazione, noi maschietti facevamo qualche gioco poco pacifico, di quelli che oggi psicologhe, maestre ed assistenti sociali vietano con orrore. In uno ci alternavamo nel ruolo di prepotente e di vittima. Finiva con il gradasso che schiacciava il piede dell’avversario, il quale doveva gemere, umiliato: scusa se ho messo il mio piede sotto il tuo. In questo trapasso tra il vecchio e il nuovo anno ci è parso di essere tornati all’infanzia, ma non si tratta di un gioco che termina con la campanella del rientro in classe. Il presidente della repubblica ha graziato uno scafista condannato a trent’anni di carcere per la sua attività che ha causato decine di morti, oltreché l’invasione del territorio. Un benemerito, così la pensa una parte, piccola ma significativa, dell’opinione pubblica e buona parte della Chiesa. Un commerciante che nel corso di una violenta rapina ai suoi danni uccise dei criminali è stato condannato in via definitiva a quindici anni di carcere. Siamo certi che per lui non ci sarà grazia, esattamente come non c’è stata giustizia. Al danno si aggiunge la beffa, giacché dovrà pagare mezzo milione di risarcimento alle famiglie dei gentiluomini che hanno assaltato la sua attività.

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Gen 02 2026

LA PROFEZIA DI SHUMPETER E LA FINE DEL CAPITALISMO

Category: Dominio Potere e Violenza,Economia e lavorogiorgio @ 07:30

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Joseph Schumpeter (1883-1950) fu un economista austriaco noto soprattutto per la teoria della“distruzione creatrice”, che spiega perché le recessioni, se gestite correttamente, possono essere fasi vitali di ristrutturazione per un’economia, spingendo verso una maggiore efficienza e competitività.

Meno note, però, sono le sue inquietanti riflessioni sul destino del sistema capitalistico.  Nel suo celebre saggio del 1942 “Capitalismo, socialismo e democrazia”, arrivò alla conclusione paradossale che il capitalismo è destinato a morire non per i suoi fallimenti, ma per i suoi successi.

Sebbene Schumpeter non usasse esattamente il termine “capitalismo di Stato” nell’accezione moderna (di regola, associata a regimi autoritari che controllano il mercato), predisse una transizione inevitabile verso una forma di socialismo burocratico o di corporativismo. A differenza di Marx, che vedeva la fine del capitalismo causata da rivolte violente e crisi economiche, Schumpeter individuò cause sociologiche e culturali interne al sistema:

  • – L’obsolescenza della funzione imprenditoriale: con il successo delle grandi imprese, l’innovazione (la “distruzione creatrice”) diventa un processo meccanizzato e routinario gestito da specialisti e burocrati. L’imprenditore “eroico” scompare, sostituito dal manager.
     – La distruzione degli strati protettivi: il capitalismo distrugge le vecchie istituzioni (come la piccola proprietà o le strutture feudali) che paradossalmente fungevano da scudo politico per la borghesia.
     – L’ostilità degli intellettuali: i
    l sistema capitalistico, garantendo istruzione e benessere, crea una classe di intellettuali che non trova posto nel processo produttivo e che, per giustificare il proprio ruolo, attacca i valori e le istituzioni del capitalismo stesso.
     – La burocratizzazi
    one e lo Stato: l’economia finisce per essere dominata da strutture giganti che necessitano di una regolamentazione pubblica sempre più pervasiva, portando a una gestione statalizzata dell’economia.
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Schumpeter riteneva che l’esito finale sarebbe stato un socialismo di tipo amministrativo. Egli immaginava un sistema in cui:

  • 1. Il controllo dei mezzi di produzione fosse trasferito a un’autorità centrale.
     2. La gestione economica fosse affidata a tecnici e burocrati, simile a quella di una grande corporation pubblica.
     3. La democrazia rimanesse solo come un metodo politico (una
     competizione per il voto) piuttosto che come un valore di partecipazione ideale.
  •  

Vi dice qualcosa della situazione attuale?

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Fonte: srs di LUCA MARIA BLASI, da Miglioverde del 26 dicembre 2025

Link: https://www.miglioverde.eu/la-profezia-di-shumpeter-e-la-fine-del-capitalismo/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_source_platform=mailpoet


Dic 31 2025

IL TRAMONTO DELLA LIBERTÀ (E IL NATALE DEI “PROTETTI”)

Category: Dominio Potere e Violenza,Società e politicagiorgio @ 00:02

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La maggior parte degli italiani sembra aver smarrito il concetto di Libertà. In questo Paese, la parola “Libertà” è diventata ormai un guscio vuoto, un simulacro privo di sostanza.

Forse solo pochi individui – appartenenti a quella generazione che oggi chiamiamo “boomer” (comprende le persone nate approssimativamente tra il 1946 e il 1964) – ne conservano ancora il vero ricordo. Loro hanno avuto il privilegio di assaporarla da giovani; ne conoscono il gusto aspro, il profumo inebriante e, soprattutto, il prezzo.

Perché queste amare riflessioni proprio durante le vacanze di Natale? Per un motivo apparentemente piccolo, ma tragicamente emblematico: l’Italia è l’unico Paese al mondo (forse in compagnia della sola Corea del Nord) ad aver reso obbligatorio per tutti, anche per gli adulti, l’uso del casco per sciare. Il punto non è la sicurezza, ma la sovranità sull’individuo. Praticamente, chiunque riconosce l’indubbia utilità di uno strumento di protezione, ma la massa oggi plaude a questo provvedimento confondendo l’utilità del mezzo con la legittimazione dello Stato a imporlo.

Abbiamo accettato, quasi con sollievo, l’idea di uno Stato Etico che decide per noi, trattandoci come figli minorenni o come soggetti incapaci sotto tutela. Pare che nessuno comprenda più un pilastro fondamentale della dignità umana: ogni essere umano maggiorenne deve essere libero di compiere le proprie scelte. Anche quelle sbagliate. Senza che un ente sovraordinato lo comandi a bacchetta, scegliendo per lui cosa sia giusto o sbagliato, lecito o illecito.

Siamo tornati ai secoli bui in cui pochi individui, in nome di Dio, imponevano a tutti come vivere. Oggi quel Dio è lo Stato e gli italiani gli delegano la propria vita, le proprie scelte e la propria Libertà. 

Io no. Io sono nato libero e non è certo un politico o un burocrate che può “concedermi” (e ogni riferimento a Giuseppe Conte è assolutamente voluto) di fare quello che è mio diritto naturale fare.

Sarò costretto a subire queste imposizioni, ma lotterò fino alla fine per difendere quello che resta e per riconquistare le Libertà perdute.

Buon Natale a chi non ha ancora dimenticato cosa significa essere un uomo libero.

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Fonte:   srs di di FABIO BERTAZZOLI, da migloverde del 25 dicembre 2025

Link: https://www.miglioverde.eu/il-tramonto-della-liberta-e-il-natale-dei-protetti/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_source_platform=mailpoet


Nov 27 2025

EMPRE PIÙ INIZIANO A CAPIRE PERCHÈ PRIMA DI TUTTO E DI TUTTI, DA SEMPRE, LI CHIAMIAMO NAZISTI!

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Questo distinto signore, Walter Hallstein, definito “il giurista di Hitler” cui era stato affidato il compito di istituire il Grosse Reich nazista, ha redatto dopo la fine della seconda guerra mondiale  il documento istituzionale dell’Unione Europea della quale è stato il primo presidente per due mandati successivi. 

Il sogno hitlero – nazista – ashkenazita (sono termini equivalenti) non è morto,  come dimostrano gli attuali vertici UE quasi tutti figli e nipoti di SS,  e come tocchiamo con mano ogni giorno in questo quarto reich distopico e soffocante che si sta rapidamente riarmando. Per la pace ovviamente e che altro…

https://en.wikipedia.org/wiki/Walter_Hallstein
https://www.dr-rath-foundation.org/…/the-hidden-nazi…
https://en.wikipedia.org/wiki/Walter_Hallstein?fbclid=IwY2xjawOU53BleHRuA2FlbQIxMABicmlkETBIOGNlSHRtNGtpQldHcXM2c3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHqX3YaWi1UHwfFou7w


Nov 21 2025

DOMINIO DEL PENSIERO 

Category: Dominio Potere e Violenza,Pensieri e parolegiorgio @ 08:19

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Il vero capolavoro delle operazioni psicologiche moderne è aver convinto le masse che chi fa domande scomode è il nemico della società. 

Hanno trasformato il pensiero critico in patologia sociale, il dubbio in eresia.

Hanno creato una popolazione  che non solo accetta passivamente le narrative  ufficiali, ma attacca ferocemente chi osa metterle in discussione.


Ott 23 2025

ATLETI  RUSSI E BIELORUSSI  FUORI DA OLIMPIADI DI MILANO CORTINA 2026

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L’ERRORE DI PUNIRE I POPOLI PER LE COLPE DEI GOVERNI

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Negli ultimi anni si è diffusa una tendenza che dovrebbe far riflettere chiunque creda ancora nella dignità della cultura: quella di punire individui, artisti e atleti per le decisioni politiche dei loro governi. Musicisti esclusi dai teatri, sportivi banditi dalle competizioni, animali persino eliminati dai concorsi per la sola colpa di provenire da un certo Paese. Un atteggiamento che tradisce l’idea di civiltà su cui l’Europa moderna ha fondato sé stessa, perché confonde deliberatamente le persone con i regimi sotto cui vivono.

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Ott 05 2025

IL PUNTO NON È CREDERE A MOSCA, MA NON CREDERE ALLA PROPAGANDA

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di FABIO BERTAZZOLI

Perché continuiamo a credere a ciò che si rivela falso e soprattutto a chi ci continua ad ingannare?  La guerra russo-ucraina non è solo un conflitto militare. È anche un laboratorio psicologico, dove i nostri cervelli mostrano i loro limiti più profondi.

  • – Leon Festinger (1957) parlava di dissonanza cognitiva: quando i fatti smentiscono le nostre convinzioni, invece di cambiare idea, le difendiamo con spiegazioni creative.
    – Daniel Kahneman e Amos Tversky hanno documentato il bias di conferma: tendiamo a selezionare solo le notizie che ci danno ragione, scartando le altre.

È così che funziona la propaganda*: anche quando una bugia viene smentita, una menzogna viene scoperta, anche in quel caso la narrazione resta intatta. Alcuni esempi concreti di narrazione occidentale rivelatasi falsa o gravemente distorta:

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Ago 14 2025

CLAUDIO SAURO. LA MIA SOSPENSIONE

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E’ ora che lo dica perché troppi mi chiedono il numero di telefono. Allora dovete sapere che i telefoni li ho staccati per quello che mi è successo nel 2017. Lo ripeto, anche se ormai lo sa tutta l’Italia. Nel 2017 ricevo una convocazione dall’Ordine dei Medici di Verona, vado ed il Dott. Mora, presidente dell’Ordine, mi mostra un articolo che aveva trovato su Google e mi dice “Io per questo articolo posso radiarla”. Si trattava di un articolo che parlava della Vit. D come antitumorale, in sostanza le stesse cose che dice Debora Rasio. L’articolo su Google mica ce l’avevo messo io, era mio, ma era un articolo che avevo posto su un sito chiuso di Facebook, ed un naturopata l’aveva estrapolato, dove si parlava delle sostanze naturali e dove intervenivano anche medici e professori. Dissi a Mora: “Guardi che sono cose che ormai la scienza ha convalidato, perfino l’oncologa Debora Rasio ha un filmato su YouTube dove parla delle proprietà antitumorali della Vit. D.

” Non importa, mi disse Mora, lei consiglia dosi non convalidate dall’AIFA, lei consiglia di portare il valore a 250 ng/ml e non il massimo di 100 come previsto e questo è sicuramente pericoloso per la salute, per cui io la radio dall’Ordine. 

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Lug 08 2025

IN AUTUNNO FORSE VIRERANNO SULLA MOZZARELLA IN CARROZZA FRITTA NELL’OLIO DI PALMA

Category: Dominio Potere e Violenza,Media e informazionegiorgio @ 09:26

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“In autunno forse vireranno sulla mozzarella in carrozza fritta nell’olio di palma”. 

No, non hanno perso tempo.

Appoggiarsi su “studi” e “ricerche” (come se questo significasse di per sé serietà e attendibilità) per sparare cazzate allarmistiche – e al contempo per nascondere cause autentiche e pericoli veri di cui, in maniera perfidamente complementare,  bisogna tacere – equivale ad appellarsi all’ipse dixit, al principio di autorità. Ma è un’autorità sempre meno autorevole, sempre più debole e screditata, a causa dell’abuso che se ne fa e delle continue smentite  alle sue presunte affermazioni, smentite – si badi – attuate dalla realtà stessa, non da altre “opinioni”. Chi ha letto un po’ di fantascienza classica (penso ad esempio ad Isaac Asimov e Fritz Leiber) conosce bene il topos della scienza trasformata in religione, degli scienziati trasformati in sacerdoti e dei comuni cittadini diventati fedeli, ai quali si chiede di non pensare, men che meno di esercitare il senso critico (perocolosi per la tenuta del tessuto sociale), ma solo di credere ciecamente, con la minaccia di punizioni umane e divine, in caso contrario. Continua a leggere”IN AUTUNNO FORSE VIRERANNO SULLA MOZZARELLA IN CARROZZA FRITTA NELL’OLIO DI PALMA”


Lug 04 2025

IN MOSTRA LA BIBBIA DEGLI SCHIAVI

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Ci sono parti della Bibbia e dei Vangeli che è impensabile possano venire omesse. Eppure in passato è stato fatto e con lo scopo ben preciso di attenuare il desiderio di liberazione degli schiavi africani. Come illustra una mostra in corso negli Stati Uniti.

  Nel XIX secolo, ai tempi dell’impero britannico, le Bibbie che venivano utilizzate per predicare agli schiavi nelle colonie delle Indie Occidentali (le attuali Giamaica, Barbados e Antigua) avevano dei capitoli mancanti rispetto a quelle utilizzate dai bianchi. Com’è tristemente noto, gli schiavi venivano prelevati dall’Africa per essere trasportati nei possedimenti inglesi nei Caraibi. 

Al fine di evitare rivolte e ritorsioni, ai missionari venivano consegnate delle Bibbie senza i capitoli che più di tutti trasmettevano un messaggio di speranza di liberazione. Parliamo del Libro dell’Esodo, che narra la fuga degli ebrei dall’Egitto, il Libro dei Salmi e quello della Rivelazione. 

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Lug 03 2025

LA CULTURA PRIMORDIALE DELLO SCHIAVISMO

Category: Dominio Potere e Violenzagiorgio @ 23:23

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Jules Verne descrisse il metodo con cui una manciata di mercanti di schiavi riuscì a trasportare migliaia di prigionieri attraverso mezza Africa. Sembrerebbe che questa massa potesse spazzarli via dalla faccia della terra in un colpo solo, eppure non lo fece. Paradosso. Perché?

Il metodo era il seguente: circa un quinto della colonna veniva separato e a questi prescelti veniva detto: “Ora siete voi le guardie. Mantenete l’ordine. Ecco le vostre fruste. Picchiate, uccidete, umiliate. Più crudeli siete, meglio è. Otterrete cibo in cambio”.

E così gli schiavi facevano praticamente tutto da soli. I mercanti camminavano semplicemente al loro fianco. Tra le guardie e il resto dei prigionieri si sviluppò rapidamente un rapporto di profondo odio, che portò al terrore interno e a una disciplina brutale.

La cosa più sorprendente fu che, all’arrivo al mercato degli schiavi, anche queste guardie venivano respinte senza pietà “alla linea” e vendute come le altre.

Non voglio insinuare nulla, ma questo meccanismo funziona straordinariamente bene anche nel XXI secolo.

I.S.


Giu 03 2025

REFERENDUM DEL 1946, QUANDO STAVA PER VINCERE LA MONARCHIA

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Dopo la fine della guerra, per la prima volta uomini e donne potevano esprimersi sul futuro della nazione. Domani tutta l’Italia si ferma per la festa della Repubblica

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Nella giornata del 2 e nella mattinata del 3 giugno 1946, si tenne in Italia il referendumper scegliere tra la Monarchia e la Repubblica. L’Italia era ancora piena di macerie e questo referendum era stato previsto con un decreto luogotenenziale sin dal giugno del 1944 dal governo Bonomi appena succeduto al governo Badoglio. Nella genesi del Referendum, nel quale votarono per la prima volta anche le donne, secondo quanto scrive Alessandro Mola nel libro ”Declino e crollo della Monarchia in Italia” fondamentale fu l’apporto del progetto americano di cambiare in maniera “soft” tutte le strutture della società italiana e volto ad esportare la loro particolare forma di democrazia configurata sulla struttura repubblicana dello Stato. 

Premessa indispensabile di tale progetto politico fu la resa incondizionata delle truppe italiane voluto dalla sinistra progressista americana di cui Roosevelt era esponente. Nonostante il diffuso attaccamento degli italiani alla dinastia sabauda, gli alleati cercarono di porre le premesse affinchè il responso dei votanti fosse quello “giusto”, con opportuni provvedimenti. 

Furono esclusi dal voto coloro che erano prigionieri di guerra e si trovavano ancora all’estero, gli internati, e gli epurati.Un computo dell’Istituto Centrale di Statistica indica in oltre un milione e mezzo gli esclusi dal voto e lo furono anche gli abitanti delle province orientali e di Bolzano, del Friuli Venezia GiuliaTrieste e dell’Istria, in totale un milione e seicentomila che a ragione della loro vicinanza alla Jugoslavia di Tito, si sarebbero aggrappati alla Monarchia per il timore di non essere restituiti alla sovranità italiana.

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Mag 11 2025

MILANO 6 MAGGIO  1898 ..LA GENTE DOMANDAVA IL PANE  BECCARIS RISPONDEVA   A CANNONATE..QUESTA È L’ITALIA 

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Generale Fiorenzo Bava Beccaris

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A Monza intanto si tiravano le somme della tragica serata: alla farmacia Predari erano stati medicati quindici feriti; in ospedale tra i feriti più gravi decedevano poche ore dopo il ricovero la casalinga Teresa Meroni, di 49 anni, che era stata raccolta davanti all’osteria del Moro, con la spina dorsale attraversata da un proiettile; il meccanico ventenne Piatti Carlo, ferito all’ombelico e colle gambe fracassate, e l’imbiancatore Assi Gerardo, di 27 anni, cui una palla aveva asportato la parete addominale. Degli altri che morirono poi, agonizzavano ancora, all’Ospedale, Villa Carlo d’anni 18, e Vergani Pasquale, di 29 anni, ferito al basso ventre, entrambi cappellai. Altri ancora aspettavano laggiù la guarigione per passare, dall’Ospedale, alle carceri: Caccianiga Carlo, un cappellaio che quel sabato stesso aveva estratto il numero per la coscrizione, e a cui una palla aveva attraversato il polpaccio; Vannin Valentino, cappellaio, di 24 anni, ferito alla testa, e a cui il tribunale di guerra regalava poi, a titolo di indennizzo, 2 anni e mezzo di reclusione; Remoti Silvio, cappellaio, ferito a una gamba; Figini Domenico, altro cappellaio, ferito ad una mano; l’apprettatore Derenti Eligio, ferito pure alle gambe; il cappellaio Erba Natale, ferito alle mani; Ferrerio Pompeo, commesso, che, attraversando la piazza, era stato raggiunto da una palla e ferito ad un braccio; Del Corno Giovanni, meccanico, che chinatosi per rialzare ed aiutare la povera Meroni, s’era buscato una palla nel deretano; il meccanico Ratti Edoardo, ferito a un polpaccio; Pastori Giovanni, ferito al naso da una sciabolata; Mauri Carlo, ferito ad un polpaccio; Camesasca Vincenzo, ferito al capo e tradotto alle carceri la sera stessa …». A questo elenco vanno aggiunti i primi due caduti in piazza San Michele: Giacomo Castoldi, di 44 anni, fornaio e il quattordicenne Antonio Sala, figlio del proprietario dell’osteria del Moro, ucciso da una fucilata al cuore”

Non è il resoconto di una battaglia. Era il conto delle vittime del maggio 1898, quando avvennero i massacri compiuti dalle truppe agli ordini del generale Bava Baccaris, a Milano. A chi chiedeva pane, a chi chiedeva una vita dignitosa, i soldati italiani risposero a fucilate e colpi di cannone. Cannonate contro una folla inerme. Si tratto solo dell’inizio di una repressione che colpi duramente socialisti ed anarchici. 

Tale repressione portò Bresci a scaricare la sua rivoltella contro Umberto I, nel 1900, reo d’aver premiato Baccaris, meritevole di una medaglia per aver cannoneggiato una folla inerme.

I nomi di – alcuni – di quei morti vogliamo ricordarli in questo anniversario. Che non si parli solo di Umberto il Re. Ma anche del cappellaio Natale, del meccanico Edoardo, dell’imbiancatore Gerardo. Che hanno pagato col sangue la loro unica, semplice richiesta: il pane.


Mar 30 2025

C’È  SCIENZA E $CIENZAH

Category: Cultura e dintorni,Dominio Potere e Violenzagiorgio @ 09:40

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Il termine Scienzah o $cienzah è un neologismo introdotto dal blogger Stefano Re per indicare un utilizzo della scienza in senso autoritario, dogmatico e caratterizzato da grossi conflitti di interesse. 

SCIENZA

Qualunque teoria scientifica non è mai considerata definitiva, bensì  suscettibile di essere falsificata (si sa che potrebbe venire  confutata  o superata da nuove scoperte).

Aborre  il principio di autorità e proghredisce attraverso il confronto  di idee diverse e anche opposte: In questo senso puo dirsi democratica

Possibilità di verificare i dati di una ricerca

Opera per lo sviluppo della conoscenza a vantaggio di tutti.

$CIENZAH…

Le teorie/congetture   che fanno comodo vengono presentate  come verità inoppugnabili e chi le mette in dubbio viene considerato alla stregua di un eretico

Si richiama spesso al principio di autorità, rifiuta il dibattito, non è democratica.

Non consente di verificare dati e procedure (ci si deve fidare degli scienziati)

Opera per il profitto (o la supremazia    di pochi)


Mar 20 2025

L’ITALIA CAPOFILA PER LE STRATEGIE VACCINALI A LIVELLO MONDIALE

Category: Dominio Potere e Violenza,Medicina,Monolandiagiorgio @ 08:54

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29/09/2014

Nell’ambito del Global Health Security Agenda, lo scorso venerdì l’Italia è stata designata quale capofila per i prossimi cinque anni delle strategie e campagne vaccinali nel mondo. 

A ricevere questo prestigioso incarico alla Casa Bianca a Washington, alla presenza di Barack Obama, il Ministro Lorenzin e il Presidente dell’AIFA Pecorelli che commentano: “Un importante riconoscimento scientifico e culturale internazionale per il nostro Paese”.

L’Italia guiderà nei prossimi cinque anni le strategie e le campagne vaccinali nel mondo. È quanto deciso al Global Health Security Agenda (GHSA) che si è svolto venerdì scorso alla Casa Bianca. Il nostro Paese, rappresentato dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, accompagnata dal Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) prof. Sergio Pecorelli, ha ricevuto l’incarico dal Summit di 40 Paesi cui è intervenuto anche il Presidente USA Barack Obama.

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