Apr 20 2026

IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA

Category: Giustizia Legula e Leguleigiorgio @ 16:45

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Ancora una volta abbiamo assistito   allo spettacolo di chi festeggia l’immobilismo intonando cori partigiani invece di interrogarsi sul perché l’Italia resti ostaggio di un sistema che non vuole cambiare mai. 

Vincere un referendum per “lasciare tutto com’è” non è un trionfo della democrazia, ma la vittoria della conservazione di quelle correnti che hanno trasformato le aule di tribunale in succursali della politica.

​Il punto centrale resta la separazione delle carriere: finché giudice e accusatore siederanno dalla stessa parte del tavolo, non avremo mai quella parità tra accusa e difesa che è alla base di un processo giusto. Mi fa sorridere chi oggi punta il dito sulla moralità altrui con la memoria corta, dimenticando i legami opachi tra certi vertici della magistratura e i centri di potere che hanno sporcato la storia recente.

​Come ricorda  Luca Zaia, i cittadini non chiedono bandiere, ma una giustizia che funzioni e che sia rapida. 

Ma ha ragione anche Francesco Verderami: d’ora in avanti, davanti a ogni disservizio, a ogni processo infinito o a ogni ingiustizia palese, la risposta sarà una sola: “L’avete voluta voi, ora non lamentatevi”. 

Se la politica abdica e il cittadino si gira dall’altra parte, il “Bella Ciao” cantato per blindare i privilegi di casta diventa il requiem per la modernizzazione di questo Paese. Noi restiamo dalla parte di chi vuole riformare, gli altri si tengano pure le macerie.

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Fonte: srs di Paola Cristina Miola. 23 marzo 2026


Apr 06 2026

SE LA LEGGE NON E’ UGUALE PER TUTTI…QUESTO È FASCISMO

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Quando una novantenne viene trascinata per terra da uno scippatore e i residenti scendono dai palazzi per fermarlo, la sinistra italiana ha un nome per questo: fascismo. Quando un commerciante napoletano spiega a un branco di maranza che nel suo quartiere si porta rispetto, è fascismo.

Quando i pendolari della metro di Roma cacciano le borseggiatrici dal vagone perché lo Stato non è in grado di farlo, è fascismo. Quando un cittadino filma una ladra recidiva con il telefonino, è violenza. Quando uno youtuber documenta quello che accade ogni giorno nelle stazioni metropolitane, la CGIL scrive al Prefetto.

Si chiama controllo sociale. In ogni società funzionante opera su due livelli: lo Stato, con il monopolio della forza; la comunità, con il monopolio della disapprovazione. In Germania funzionano entrambi: il cittadino chiama la polizia, la polizia arriva, il magistrato condanna. Nessuno scende in strada. Perché non serve.

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Mar 30 2026

NATALIA CECCARELLI SI DIMETTE DAL DIRETTIVO ANM:  “L’ASSOCIAZIONE HA SMARRITO IL SENSO DELLA SUA FINALITA’ RAPPRESENTATIVA”

Category: Giustizia Legula e Leguleigiorgio @ 00:57

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Ecco il suo intervento:

«Preannuncio oggi la mia volontà di rassegnare le dimissoni dal comitato direttivo centrale dell’Anm. Formalizzerò nei prossimi giorni tale decisone. È diventata per me intollerabile la permanenza in un’associazione che ha smarrito il senso della sua finalità rappresentativa, di tutte le idealità che ispirano l’essere magistrato. Il danno di immagine prodotta da questa campagna referendaria nella eterogenesi dei fini di questa riforma è ormai irreversibile e di esso pagheranno le spese le generazioni future di magistrati.

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Mar 05 2026

IL GULAG INGLESE: VIETATO PARLARE! PIÙ ARRESTI CHE IN CINA E .. IL PUNTO A CUI È ARRIVATA L’INGHILTERRA FA SPAVENTO! 

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Il Gulag inglese: vietato parlare! Più arresti che in Cina e .. Il punto a cui è arrivata l’Inghilterra fa spavento! “Nel 2025, la Gran Bretagna registra più arresti per commenti online di qualsiasi altro paese al mondo. I dati di World of Statistics suggeriscono che oltre 12.000 persone nel Regno Unito sono state arrestate per ciò che hanno scritto sui social media. Si tratta di un numero doppio rispetto alla Bielorussia, quattro volte superiore alla Germania e otto volte superiore alla Cina. La Russia, uno Stato costantemente denunciato per la sua repressione, registra solo circa 400 arresti. L’Arabia Saudita, nota per le sue leggi sulla blasfemia, ne registra solo 15”. A

Da miglioverde del 23 ottobre 2025

Link:https://www.miglioverde.eu/il-gulag-inglese-vietato-parlare-piu-arresti-che-in-cina-e-russia/


Feb 22 2026

REFERENDUM GIUSTIZIA:  VESCOVO GIOVANNI D’ERCOLE

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“Io, vescovo indagato e poi prosciolto, vi spiego perché la separazione è necessaria”

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I vescovi italiani non sono tutti come Francesco Savino, il numero due della Cei sceso in campo per il No con Magistratura democratica. Ce lo dimostra in quest’intervista monsignor Giovanni D’Ercole. Il vescovo emerito di Ascoli, già indagato e poi prosciolto al termine di una pesante campagna mediatica, sa bene come funziona il sistema della giustizia in Italia e ha deciso di dire la sua sulla riforma Nordio.

Eccellenza, sta seguendo la campagna per il referendum?

Sì e mi sono reso conto che molti parlano senza aver letto questa riforma. Questo mi ha spinto a informarmi e documentarmi seriamente.

Cosa ha scoperto?

Ad esempio è falso che il pm viene soggiogato dal potere politico, o che sparisce l’obbligatorietà dell’azione penale. Al contrario di quanto si dice, la riforma riconosce per la prima volta l’autonomia e l’indipendenza del pm con una norma di rango costituzionale. La dottrina sociale della Chiesa vuole che quest’indipendenza sia garantita non solo al cospetto del potere politico ma anche di qualsiasi altro condizionamento.

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Nov 15 2025

I MONTANARI DIVENTARONO CONTRABBANDIERI MA TONI SBERLARI STABILÌ IL SENSO DI GIUSTIZIA

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li ultimi tornanti del sentiero che sale la Valbona, le gambe si fanno sentire. Penso ai contrabbandieri camminare per questo sottobosco scosceso di notte, nella neve, portando sulle spalle carichi di trenta, quaranta chilogrammi. Quanta determinazione e quanta fatica. Da Ala fino ai pascoli delle Scorteghere sono più di mille metri di dislivello. Li percorrevano, questi eroi della sopravvivenza, senza scarponcini e indumenti tecnici, che fosse pioggia o neve, vento o gelo.

La Fontana della Veceta è asciutta, sebbene abbia piovuto molto in queste settimane. Che strade sotterranee avrà trovato l’acqua che un tempo sgorgava da questa sorgente a rifornire le borracce dei portatori che salivano al confine? L’alta Lessinia fu per secoli terra di demarcazione tra il Regno Lombardo Veneto e quel dei Cechi. Le chiamavano così i montanari le terre governate dall’imperatore Francesco Giuseppe I d’Austria: Ceco Bepe.

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Nov 12 2025

LECTIO MAGISTRALIS” DEL  PROF. AVV. AUGUSTO SINAGRA…

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Agosto 2025



LECTIO MAGISTRALIS” DEL  PROF. AVV. AUGUSTO SINAGRA…

LA “LECTIO MAGISTRALIS” CHE IL PROF. AVV. AUGUSTO SINAGRA, DOCENTE DI DIRITTO INTERNAZIONALE ALL’UNIVERSITÀ LA SAPIENZA DI ROMA, HA RIVOLTO ATTRAVERSO UNA LETTERA APERTA A SERGIO MATTARELLA !!!

UNA VERA LEZIONE DI GIURISPRUDENZA IN MATERIA DI DIRITTO INTERNAZIONALE.

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“Egregio Signore, per lungo tempo abbiamo assistito a sue firme di convalida di decreti-legge o di promulgazione di leggi di dubbia costituzionalità a parere di molti. Prescindo dalle sue conoscenze del diritto costituzionale ma molti hanno pure nutrito il dubbio in ordine alla sua consapevolezza.

Ora accade che dopo la gravità delle sue dichiarazioni a Marsiglia lei, pensando di giustificarsi, ha aggravato la situazione affermando a Cettigne (Montenegro) che la Russia deve rispettare la Carta dell’ONU e astenersi per il futuro dall’aggredire altri Stati.

Premesso che la Russia storicamente non ha mai aggredito nessuno e, viceversa, è stata sempre aggredita (anche dall’Italia nel 1941) e premesso anche che la veste da “vecchio saggio” non le si addice quanto alla saggezza, le ricordo che, secondo la Costituzione, non appartiene alle competenze del Capo dello Stato la gestione o l’orientamento della politica estera della Nazione, che è prerogativa del governo e del parlamento.

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Mag 06 2025

LA GIUSTIZIA VENETA

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Nella società VENETA storica (dei nostri padri) lo stato (il leone) è rappresentato a livello del pavimento…

La GIUSTIZIA invece sta sul piedistallo!…Al di sopra di tutti e di tutto!!!

La GIUSTIZIA indossa l’abito DORATO segno di regalità e divinità

Perchè la GIUSTIZIA è il motore di tutte le azioni!!!


Mar 26 2025

PORTA ESTERNA DEL VESCOVADO DI VERONA…PROBIS IMPROBISQ. PAR ADITVS DISPAR EXITVS.

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Vescovado di Vverona

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Porta di entrata sterna del vescovado di Verona, sede del Tribunale Ecclesiale di Verona la quale sul piedestallo della colonna a destra di chi entra vi è incisa la  celebre scritta:

PROBIS IMPROBISQ. PAR ADITVS DISPAR EXITVS”.

 “ L’ENTRATA È UGUALE PER I BUONI E PER I CATTIVI, MA DIFFERENTE È L’USCITA”

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Mar 07 2025

LA RIVOLUZIONE SESSUALE DEL’68 E LO SCANDALO PEDOFILO DEL FORTETO

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di Cesare Sacchetti

Dopo la infausta rivoluzione liberal-marxista del 1968, in Italia hanno iniziato a moltiplicarsi tutta una serie di comuni e comunità ispirate molto alla filosofia dei cosiddetti hippie, i famosi “capelloni” che praticavano l”amore libero” negli anni’60 e ‘70.

Erano gli anni di Woodstock, e gli anni nei quali si stava affermando in tutto il mondo Occidentale uno stile di vita molto diverso dalle generazioni del passato.

Si credeva che la vita valesse la pena essere vissuta soltanto in nome delle passioni più sfrenate tanto è vero che in quel tempo a dominare la cosiddetta cultura della generazione beat era lo slogan “sesso, droga e rock & roll”.

Non era quella una sorta di moda passeggera dovuta ad uno spontaneo senso di ribellione delle giovani generazioni dell’epoca, ma il risultato di un qualcosa di molto più raffinato e sofisticato.

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Feb 03 2025

PRIMA LA SENTENZA, POI IL PROCESSO

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Filippo Facci

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Ripetere una tesi all’infinito non la rende più credibile: a meno che la gente abbia una gran voglia di crederla. Vale per i politici e vale per i magistrati, perchè l’aria che tira non risparmia neanche loro, anzi, lo spazio mediatico calante delle loro sparate dice già molto. Però, ecco, al quarto o quinto giorno in cui tocca leggere degli slogan sospesi nel nulla («i magistrati italiani lavorano di più», «i magistrati italiani sbagliano pochissimo», roba così) viene da chiederselo: scusate, ma pensate davvero che qualcuno vi creda? Pensate forse che chi tace acconsenta?

E allora raccontiamo una vicenda accaduta a Bologna a settembre, e resa nota – si fa per dire – nei giorni scorsi. Seguite lo schema di quello che è accaduto, e che è documentalmente provato: un pm chiede un arresto, il gip gli respinge la richiesta, il pm allora fa appello al Tribunale del riesame che convoca l’udienza per decidere: ma, forse per errore, il tribunale notifica all’avvocato l’accoglimento della richiesta del pm (mettere il tizio in galera) il giorno prima che si tenga l’udienza per deciderlo. E’ come se a un imputato fosse consegnata la sentenza di condanna prima ancora che inizi il processo. 

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Nov 27 2024

LA MAPPA DEI PAESI DOVE È REATO DISCUTERE LA NARRATIVA UFFICIALE DELL’OLOCAUSTO.

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Da Wikipedia.


Nov 25 2024

ELENCO DEI PRETI UCCISI DAI PARTIGIANI,  CELEBRATI IL 25 APRILE

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Elenco dei preti uccisi dai partigiani celebrati il 25 aprile, e non più ricordati neppure dagli uomini della chiesa italiana

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VALLE D’AOSTA

– Padre Fernando Ferrarotti – Champorcher, giugno 1944

– Don Luigi Border – Hòne, 5 marzo 1946 

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PIEMONTE

– Don Edmondo De Amicis – Torino, 27 aprile 1945

– Padre Angelico (Cesare) Romiti – Boschetto Montanaro (TO), 7 maggio 1945

– Padre Eugenio Squizzato – Corio Canadese (TO), 15-16 aprile 1944

– Don Giuseppe Amatesi – Coassolo Torinese (TO), 16 marzo 1944 

– Don Virginio Icardi – Squaneto (AL), 4 dicembre 1944

– Don Francesco Pellizzari – Tagliolo Monferrato (AL), 10 maggio 1945

– Don Enrico Percivalle – Variana (AL), 13 (15) marzo 1944 

– Don Sebastiano Caviglia – Asti, 27 aprile 1945

– Don Luigi Solaro – Bottigliera d’Asti (AT), 3 aprile 1945 

– Don Antonio Francesco Zali – Morra San Costanzo (CN), 8 giugno 1944 

– Don Leandro Sangiorgio – Sordevolo (BI), 30 aprile 1945 

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Nov 22 2024

LO STATO SERVE AI POVERI NON AI RICCHI. 

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Lo stato serve a proteggere l’ individuo dallo schiacciasassi rappresentato dal capitale finanziario: il welfare, le pensioni, il SSN servono a chi ha risorse limitate. 

Senza lo stato ed i confini di questo, l’essere umano è esposto come zattera nell’ oceano alle tempeste perpetue dei flussi finanziari in entrata ed in uscita. 

Granello di sabbia in mezzo al deserto, portato via al primo alito di vento verso destinazioni sconosciute. 

L’ odio dei ricchi verso lo stato fa parte della lotta di classe che i poveri hanno smesso di combattere convinti dall’accademia che, anche loro, un giorno averebbero potuto sedersi allo stesso tavolo da gioco. Ma per giocare allo stesso tavolo del capitale, non è sufficiente lo sgabello: serve il capitale. 

Far cooperare le vittime col carnefice fa parte del loro playbook, hanno vinto ovunque e stanno vincendo anche in Europa. 

Non c’è alcun argine culturale in posizione.

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Eric Packer


Apr 23 2024

TUTTI I MAGISTRATI DEL CASO TORTORA FECERO CARRIERA. TRANNE IL GIUDICE CHE LO ASSOLSE

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L’articolo che segue, a firma di Stefano Bargellini, fa da prologo alla ripubblicazione, che il Dubbio offrirà nel mese di agosto, di “Lettere a Francesca”, il volume con gli scritti inviati da Enzo Tortora alla compagna Francesca Scopelliti.

di Stefano Bargellini*

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Sono trascorsi quarant’anni dal 17 giugno 1983 quando, alle quattro di notte, i Carabinieri bussarono alla porta della stanza dell’hotel Plaza in cui Enzo Tortora stava dormendo, ignaro della sporcizia che stava per sommergerlo. Lo scorso 17 giugno, nell’anniversario, utilizzando i documenti originali, Aurelio Aversa ha raccontato su Radio Radicale la tragedia di un uomo onesto incarcerato senza aver fatto nulla di male.

Il pubblico ministero: “Il signor Enzo Tortora è un camorrista… Ma lo sapete voi signori che l’ultima persona che i giudici napoletani volevano portare in questa vicenda era Enzo Tortora? Sapete voi perché Enzo Tortora è in questo processo? Perché più si cercavano le prove della sua innocenza, più uscivano le prove della sua colpevolezza!”. Il presidente del Tribunale che consente la prosecuzione del confronto fra Tortora e Melluso “tanto per non dire che io non do spazio alla difesa”. Il coraggio dell’imputato prima della camera di consiglio in appello: “Io sono innocente, io spero, dal profondo del cuore, che lo siate anche voi”. Ascoltare l’accusa, rivivere la condizione d’impotenza di una persona irreprensibile costretta a difendersi da imputazioni più assurde che infondate, lascia un senso di vertigine.

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