Mar 28 2013

GLI INCAPACI AL GOVERNO CHE STANNO UCCIDENDO LA NAZIONE

Category: Monolandia,Roba da Italia,Società e politicagiorgio @ 21:22

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Giuliano Amato

 

di MARCO CHIERICI

 

Gli italiani si sono recati al voto oltre un mese fa, dopo oltre un anno di lacrime e sangue ad opera di un governo che ha dimostrato solo la banale capacità irritante di aumentare tutte le tasse possibili. E siamo ancora qui ad aspettare una soluzione che non arriva.

Fra tre mesi un altro aumento dell’IVA si mostrerà un ennesimo boomerang per le stupide e mal gestite casse del fisco. Sarà un boomerang molto simile all’applicazione del superbollo auto. Per questo dispettoso balzello, il mercato, con il suo enorme indotto che esisteva attorno alle auto di una certa cilindrata, considerata da ricchi, è crollato, causando un grave danno allo stesso Stato che decise di punire i proprietari di vetture di classe alta.  Hanno così subito una frenata tragica i passaggi di proprietà, gli acquisti di autovetture, i fatturati delle case automobilistiche, il commercio di pneumatici, i volumi d’affari di officine specializzate, di compagnie assicurative, ecc.

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Mar 28 2013

PERCHÉ L’EUROPA È DESTINATA A NON SOPRAVVIVERE ALLE TENTAZIONI STATALISTE DEI SUOI TECNOCRATI

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Crescita. Questa è la parola d’ordine che campeggia da anni nel dibattito pubblico. Eppure, più se ne parla e meno si propongono soluzioni coerenti a riguardo.

Da destra a sinistra si tuona contro l’austerity, ma solo per poter scialacquare quel po’ di denaro che lo stato italiano riesce a estorcere ai propri cittadini e indebitare ancor più Stato, famiglie e imprese. E chi predica il rigore (Monti), predica bene e razzola malissimo, perché si guarda bene dall’applicarlo al settore pubblico, salvo massacrare di tasse il privato. E per un paese che ha il suo maggior problema nell’eccesso di presenza pubblica nell’economia, non mi sembra la soluzione migliore per far ripartire le cose. Insomma, sia gli spendaccioni, sia i tecnocrati pro-austerity sono accomunati da un unico proposito: non diminuire il perimetro d’azione dello Stato e degli enti pubblici.

Come mai? Certo, per un politico è sempre più vantaggioso spendere a favore alcuni, piuttosto che diminuire le imposte per tutti, perché a lui interessa il voto del 50% più 1 degli elettori per vincere le elezioni. Infatti, lo strumento della spesa pubblica consente di spendere a favore di alcuni i denari di tutti, che sono tanti in assoluto e ancor di più se ripartiti tra pochi (il 50% più 1), che ne traggono perciò un vantaggio sufficientemente grande da spingerli a essere riconoscenti al momento del voto.

Ma a preservare lo Stato così com’è, oltre a queste motivazioni già da tempo note alla scienza politica, ce ne è un’altra legata al Trattato di Maastricht e ai famosi parametri basati sui rapporti deficit/pil e debito/pil.  Parametri che hanno il difetto di alterarsi fortemente non appena il Pil, posto al denominatore del rapporto, non cresce o diminuisce. Infatti, se il Pil cala, i rapporti deficit/pil e debito/Pil tendono ad aumentare, a meno che le voci presenti al numeratore non arrivino a zero, cosa possibile (e auspicabile), almeno in linea teorica, solo nel rapporto deficit/Pil.

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Mar 28 2013

IL MINISTERO DEL SOTTOSVILUPPO. MENO AEROPORTI, MENO TASSE PER CHI VIAGGIA. UNA STRATEGIA DI RARA, ANZI DI NULLA INTELLIGENZA.

Category: Economia e lavoro,Monolandia,Società e politicagiorgio @ 18:51

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Il quotidiano “Le Monde” recita il de profundis per il Prof.: “Monti per l’Europa è politicamente morto”.  Anche se ancora una volta si è  dovuto attendere il giudizio dall’estero per prendere atto di una  realtà che solo le ideologie e le caponaggini italiche riuscivano ad oscurare, ma il risultato finale è sotto gli occhi di tutti: un fallimento senza se e senza su tutti i parametri economici.

Andiamo  a caso, ho acquistato il mensile Volare, editoriale di apertura:

 

IL MINISTERO  DEL SOTTOSVILUPPO. MENO AEROPORTI, MENO TASSE PER CHI VIAGGIA.  UNA STRATEGIA DI RARA,   ANZI DI NULLA INTELLIGENZA.

Ho qui davanti a me il “Piano Nazionale per lo Sviluppo Aeroportuale” in Italia. Il Piano è stato presentato e sostenuto dal ministro dello Sviluppo dell’ ex Governo Monti.

Il ministro (ex) dello Sviluppo economico, Corrado Passera, ha annunciato per lo “Sviluppo” e per la soluzione dei gravi problemi dell’aviazione civile la chiusura di cinquanta dei centotre aeroporti italiani. Il ministro (ex) dello Sviluppo economico ha dichiarato che la chiusura è necessaria perché la gestione di queste “infrastrutture” è in passivo.

Non ci dice le ragioni di questi passivi e non ci dice se, nella sua veste di ministro, ha mai pensato o fatto qualcosa per “lo sviluppo” di queste infrastrutture. Del resto, in Italia è in passivo tutto il settore aeronautico, a cominciare da Alitalia, voluta e finanziata proprio dall’ ex ministro.

Il Presidente di Enac si è subito dichiarato pubblicamente contento della decisione del Governo perché, con la chiusura di questi cinquanta aeroporti, “si risparmieranno soldi che potranno consentire una riduzione delle tasse di atterraggio a beneficio dei cittadini viaggiatori”.

Come ognuno di noi legge sui giornali o sente e vede in televisione, per favorire “lo Sviluppo” del nostro Paese, chiudono per  fallimento più di mille (l.000) aziende al giorno. Immagino che  questi fallimenti rendano felici sia il ministro per lo Sviluppo sia  i dirigenti degli Enti statali che gestiscono amminìstrativamente i vari settori; più fallimenti, meno spese per lo Stato. Queste mille aziende che chiudono ogni giorno fanno risparmiare un sacco  di soldi di energia, di trasporto merci e di consumi vari, al nostro sistema produttivo e tengono a casa migliaia (milioni) di disoccupati … che stando fermi consumano poco, si riposano, respirano meno e hanno bisogno di cibo meno calorico.

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Mar 28 2013

LA PICCOLA STORIA DI GIANNA, MICHELE E, PURTROPPO, ANCHE DEGLI ALTRI

Category: Monade satira e rattatuje,Mondo animalegiorgio @ 13:37
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(di Alessandra di Galbiati)

Avevo scritto questa storia per me, per ricordare nel tempo l’emozione che ho provato oggi, per essere sicura che il tempo non diluisse e scolorisse il mio ricordo. Poi ho pensato che questa storia poteva essere raccontata anche ad altri, che le nostre parole possono essere un veicolo di trasporto di esperienze. Anche nel caso, come questo, in cui si sa che il tentativo di comunicare veramente, di entrare in contatto con le coscienze degli altri è già fallito in partenza, che non c’è modo sicuro di squarciare quel velo che copre gli occhi dell’abitante umano medio di questo squallido pianeta. Raccontare diventa un modo per non sentirsi troppo soli, per cementare la propria convinzione, per continuare a ribadire a se stessi che non si può far altro che continuare così, indipendentemente dal fatto che la lotta per la libertà degli animali avrà successo o avrà fine solo con la fine definitiva (e per fortuna certa) della specie umana.Gianna aveva 14 mesi quando l’ho conosciuta. Era una scrofa di un piccolo allevamento, di quelli che si trovano in campagna un po’ dappertutto, dove la gente di città va a comperare i salumi perchè sono ancora caserecci, saporiti, fatti artigianalmente. Gianna era stata coperta dal gigantesco verro in un momento sbagliato, non programmato e aveva partorito 11 maialini.Dal parto e per due terribili, lunghissimi mesi, era stata segregata in uno stanzino buio e puzzolente, in una di quelle gabbie che immobilizzano le scrofe per tutto il periodo dell’allattamento (e che la gente non vuole credere che esistano) e aveva uno sguardo terribile, tristissimo, uno sguardo che era di nostalgia e di distanza astrale rispetto a questo mondo. Non che la vita prima fosse stata particolarmente bella per lei ma almeno viveva con altri maiali e poteva fare qualche passo, anche se merdoso, in un locale (anche se di merdoso cemento e sempre semibuio). Continua a leggere”LA PICCOLA STORIA DI GIANNA, MICHELE E, PURTROPPO, ANCHE DEGLI ALTRI”


Mar 28 2013

DIETRO A CIPRO, LA GUERRA: MA PUTIN SVENTA IL COMPLOTTO

Category: Società e politica internazionalegiorgio @ 00:14

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In apparenza la posta in gioco è quella dei miliardi degli “oligarchi”, ma il vero obiettivo di Putin – nei panni di “salvatore” di Cipro – sarebbe ben più serio: salvare la pace nel Mediterraneo e allontanare la guerra che, attraverso la Siria, l’Occidente sta armando contro l’Iran.

Lo sostiene un attento osservatore della politica russa, John Helmer:

«Usa, Germania, Turchia e Nato pensano di avere quasi tutte le munizioni che servono per rovesciare il regime in Siria, come avevano già fatto in Libia, ma sembra che non trovino i 5 miliardi di euro necessari». Soldi indispensabili per «ripetere il trucco» finanziando la guerra coi depositi russi confiscati a Cipro. In attesa contromossa di Putin: rifinanziare interamente le banche cipriote, emarginando l’Unione Europea e piazzando la Russia al centro del Mediterraneo. Con buona pace di Londra, che ha anch’essa manovrato per provocare il collasso di Cipro, cioè del maggior concorrente europeo dei paradisi fiscali britannici.

Con un’imperizia clamorosa, l’alleanza occidentale ha offerto a Putin «l’opportunità per mettere in atto una strategia di potere nel Mediterraneo  con un costo minimo e con un rischio controllato», sostiene Helmer su “Atimes”: «E’ una lezione obiettiva su quanto possa influire il denaro nella grande strategia degli armamenti».

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