Ott 12 2013

SPECIALE – TASSE, IMPOSTE, PRESE IN GIRO E SACRIFICI UMANI

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Letta – Nuove Tasse in tutti i settori, Debito alle stelle e suicidi indotti record: come annullare una Nazione. Gli impatti reali dell’innalzamento dell’Iva.

 

Il Video che ha fatto il giro del web, per non dimenticare.

 

 

Mario Monti: “Abbiamo bisogno della Crisi”

 

 

di C. Alessandro Mauceri e Sergio Basile

 

 

DA DON ABBONDIO A SUPER SILVIO

 

Letta Enrico… Letta Enrico, ma chi è costui? Avrebbe blaterato così, tra se, Don Abbondio allorché, risalendo verso casa, intento a scansare i familiari sassi ed immerso tra le consuete ansie,  gli fosse capitato per sventura di rivivere in questi giorni bui. Tempi caratterizzati da altri tipi di “pesti”, ma non meno distruttive di quelle dell’epoca dei monatti, poiché ben più subdole e mistificate, sapientemente occultate dietro “debiti agli estrogeni” pompati all’inverosimile come in nessun altro luogo del pianeta. Ma andiamo ai fatti, facendo qualche passo indietro nel tempo! Ricordate quando qualche anno fa, per essere eletto, l’aspirante reuccio di Arcore promise che avrebbe ridotto le tasse? Ebbene, per dimostrar la sua “serietà” fece di tutto per far eliminare l’ICI. Alla fine ci riuscì, ma dimenticò di dire ai suoi elettori (e a tutti gli altri Italiani) che contemporaneamente aveva introdotto un’altra tassa, molto più onerosa per le tasche dei contribuenti. Ovviamente, per evitare rivolte  fece in modo che l’entrata in vigore della misura fosse differita…

 

 DON RODRIGO MONTI – L’UOMO DELLA YALE

 

Poi venne il flagello Don Rodrigo Monti, che fece sostanzialmente la stessa cosa. Promise di salvare l’Italia – lasciando ovviamente intatti i privilegi delle caste bancarie e dell’usurocrazia – giocando con le parole e inventando il “Salva Italia“.

Il bocconiano promise di eliminare il sommerso (sguinzagliando la Guardia di Finanza a effettuare controlli fiscali nei locali delle più rinomate piazze italiane e non solo) e di costringere le Fondazioni bancarie e assicurative (per tacere sui partiti) al pagamento delle imposte dovute per gli immobili.

L’ex studente della Yale University, poi, promise di  recuperare le imposte dovute (e mai pagate) da chi aveva riempito di macchinette da gioco tutto il Paese. In realtà non fece altro che aumentare il carico fiscale sugli Italiani e attivare misure sempre più restrittive e distruttive. E di tutte le cosiddette “buone intenzioni” si perse traccia. Anzi, paradossalmente, costrinse gli Italiani al pagamento delle sanzioni imposte dall’UE al nostro Paese per non aver fatto quello che il governo tecnico “avrebbe dovuto fare” come da copione, e per dare una sia pur minima parvenza di “Democrazia” a questa asfissiante dittatura.

 

L’INNOMINABILE ENRICO LETTA

 

Poi arrivò Letta (non Gianni, ma il nipote Enrico) e molti pensarono che, forse, gli Italiani avrebbero avuta una “boccata d’ossigeno”…. grazie alla sua esperienza (n.b.: il “giovane capo del governo” risiede in Parlamento ormai da decenni e vanta un curriculum di prim’ordine, in cui spicca il primato di “più giovane ministro dal dopoguerra”, nonché le sue straripanti presenze in diverse super-logge mondialiste). Confondendo evidentemente, ancora una volta, la canna dell’ossigeno con quella del gas. Tra mille palesi disastri (vedi allegati) la “sospensione” dell’IMU (badate bene) “sulla prima casa”, sarebbe dovuta essere la sua ultima “mossa” di riconciliazione nazionale.

 

SERVICE TAX E MATRIMONIO A SORPRESA

 

La realtà, però, è ben diversa. A parte il fatto che:

1) l’abolizione dell’imposta sulla prima casa è già stata abbondantemente compensata dall’aumento che le famiglie italiane e le imprese dovranno pagare per l’aumento della, per altro recessiva, IVA (che, è bene ricordarlo, è tra le più alte in Europa, a fronte di praticamente zero servizi, come da patto di bilancio Ue);

2) che lo stesso Presidente del Consiglio, non più tardi di agosto scorso, aveva promesso che lo stesso aumento dell’aliquota sull’imposta sarebbe stata evitata. Fatto sta che, a breve, le tasche degli Italiani verranno svuotate ancor più anche grazie alla Service Tax.

Ovviamente il governo ha pensato bene di scaricare la patata bollente nelle mani dei comuni (gli stessi ai quali, con l’abolizione dell’IMU, il Parlamento ha tolto una delle principali, sia pur inique, entrate) che dovranno decidere quanto far pagare ai propri cittadini. E cosa pensate che faranno le amministrazioni comunali, la maggior parte delle quali è in condizioni fallimentari? Aumenteranno il carico fiscale, ovvio! Insomma questi tecnici con tasse e imposte ci vanno proprio a nozze. Nuovi matrimoni fiscali a sorpresa che i media continuano, in maniera criminale e disonesta, a spacciare come soluzioni ideali e “cure inevitabili” al pagamento del mitico (ed illegale) “debito pubblico”.

 

 NUOVE TASSE IN TUTTI I SETTORI

 

Insomma, sei mesi di governo caratterizzati da tasse di ogni genere e in tutti i settori. A partire dall’aumento del costo dei bolli.

Quelli che prima costavano 1,81 euro sono stati aumentati a 2 Euro e quelli che prima costavano 14,62 adesso costano 16.

Anche l’IVA sui prodotti alimentari venduti dai distributori automatici – imposta che in molti, in Parlamento, in questi giorni hanno tenuto a sottolineare non essere aumentata – in realtà era già stata più che raddoppiata dal 4 al 10%. Ed essendosi ridotto il consumo di tabacchi (che ricordiamo bene “uccidono”, come lo stesso Stato impone di riportare sulle confezioni, salvo poi continuare a venderli per godere delle imposte che derivano dalla loro vendita) il Parlamento ha deciso di tassare le sigarette elettroniche con un’imposta superiore al 58%, pur sapendo che non contengono tabacco!

 

 EDITORIA, IVA, ACCISE, PASSAGGI DI PROPRIETÀ

 

Anche l’editoria è stata colpita dalle decisioni prese dal governo Letta e ratificate dai Partiti di governo: da giugno (casualmente proprio quando, statisticamente, cresce la domanda di questi beni da parte dei consumatori) l’IVA sui prodotti allegati alle riviste è aumentata, anzi, per essere più esatti, è quintuplicata, passando dal 4 al 21%. E non potevano mancare gli aumenti delle accise sui carburanti, vanto di ogni “governo che si rispetti”.

Governo e Parlamento se ne sono fregati di ascoltare il parere di tutti gli esperti – economisti e giuristi – che da anni, anzi da decenni ormai, non fanno altro che ripetere che alcune accise sono a dir poco obsolete e che tassare le tasse (calcolando l’IVA sulle accise) non è legittimo. Le accise sui carburanti sono aumentate! Punto e a capo! E, di conseguenza, le tasse su queste tasse…

Anche altre imposte, come quella di registro su molti atti pubblici (compresi quelli riguardanti il passaggio di proprietà degli immobili, fatta eccezione per la prima casa), sono state aumentate passando da 168  a 200 Euro.

E sono aumentate anche le tasse sugli alcolici, giustificando questa e altre misure con la scusa che le entrate che ne sarebbero derivate sarebbero servite per compensare le maggiori spese per la scuola.  Spese che, però, dai bilanci sembrano essere diminuite. Anzi secondo il rapporto “Education budgets under pressure in Member States” della Commissione Europea, in Italia le spese per l’istruzione sarebbero diminuite e tornate ai livelli di dieci anni fa.

 

 CHE FINE HANNO FATTO LE TASSE SULLE SLOT MACHINE?

 

Ovviamente, dopo quanto fatto dal suo predecessore, anche il governo Letta si è guardato bene dal far riscuotere allo Stato le tasse da chi non le ha mai pagate e continua a non pagarle.

Ad esempio, non è stato fatto nulla per incassare i 98 miliardi, 456 milioni e 756 mila euro derivanti di mancato collegamento delle slot machine (tale somma deriva dalle indagini di Umberto Rapetto, ex colonnello della Guardia di Finanza, dimessosi dopo aver visto che il frutto del suo lavoro veniva lasciato a marcire).

Anzi, nel corso del procedimento giudiziario, la somma dovuta è stata ridotta a 2 miliardi di euro, rinunciando in tal modo ad un incasso pari non a una ma ad una decina di manovre finanziarie. Ma nelle casse dello Stato probabilmente non entreranno neanche questi 2 miliardi di euro: i concessionari potranno sanare la propria posizione pagando solo il 25% della quota da versare. Un sorta di condono.

Anzi dato che una sentenza del Consiglio di Stato ha dato ragione ad uno dei colossi del gioco d’azzardo, autorizzandolo a non rispettare i requisiti richiesti dalle norme inserite per le concessioni (previste dalla legge 220 del 2010), questo potrà evitare di pagare anche le somme che gli spettavano e creare un precedente per permettere a tutti i gestori di slot machine di non pagare nemmeno un euro di quelli che avrebbero dovuto versare.

 

 IL LOGICO CROLLO DELLE POLIZZE VITA

 

E, per “favorire” la crescita delle imprese, governo e Parlamento hanno deciso di tagliare sconti fiscali come quelli sulle polizze vita (che, infatti, stanno subendo un crollo). Poco importa che lo statuto del contribuente imponga di non cambiare le regole fiscali retroattivamente. Per questo siamo sicuri che nessun Aventino si materializzerà all’orizzonte.

Monti docet: il governo fa quello che vuole e il Parlamento appoggia incondizionatamente le sue scelte.

 

 ROBIN TAX E TOBIN TAX: COME FAR MIGRARE I CAPITALI ALL’ESTERO      

 

Il governo Letta ha anche esteso la “Robin tax” alle imprese energetiche che fatturano più di 3 milioni, che pagheranno un’aliquota IRES del 38% invece del precedente 27,5%. E dato che le imprese non potranno che rivalersi sui consumatori, tale misura avrà effetti devastanti su un settore già caratterizzato da consumi in calo (sono già scesi al livello degli anni ’90…). E poi ha introdotto un’altra tassa, la Tobin tax, che ha nome è simile, ma – come visto: vedi allegati – si rivolge  alle transazioni finanziarie. Anche in questo Letta non ha fatto altro che copiare quanto fatto da Monti.

 

 RECORD AL MONDO DI TASSE E DEBITO ALLE STELLE: CHI FERMA QUESTA FOLLIA?  

 

Qualche tempo  fa, poco prima di ricever il suo mandato dal Presidente Napolitano, Mario Monti in un’intervista ebbe il coraggio – barbaro – di affermare: “è necessario generare crisi economiche per far sì che parti  di un Stato venissero “cedute” a terzi... e per costringere i cittadini ad accettare delle condizioni…” (vedi video in allegato).

 

Non sorprende, quindi, che Letta, lo stesso che si era “messo a disposizione” di Monti per aiutarlo, dopo aver ricevuto il proprio mandato dallo stesso Giorgio Napolitano (alcuni hanno anche avanzato l’ipotesi che la rielezione del Presidente servisse a questo) non stia facendo altro che seguire le orme del suo predecessore.

Non è un caso che il carico fiscale reale sugli Italiani, dopo il passaggio di consegne, non è diminuito, anzi è aumentato ed è tra i più alti al mondo (quello ufficiale ha già superato il 54%, ma, nel caso di piccole imprese, questo fardello supera il 68%. Dati Sole24Ore, Banca d’Italia).

E poco importa se nel frattempo il rapporto Deficit/PIl  ha sforato la soglia del 3% (con le gravi conseguenze economiche che avranno le misure comunitarie ratificate durante il governo Monti).

Poco importa se sotto il profilo economico e sociale l’Italia è regredita ai livelli di alcuni decenni fa (mentre altri Paesi continuano a crescere).

Poco importa se un numero sempre maggiore di grandi imprese vengono cedute ad acquirenti stranieri.

 

 LA SVENDITA DEFINITIVA DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE

 

Poco importa se buona parte del patrimonio immobiliare italiano non è più nelle mani dei nostri connazionali, ma di banche (che non sanno più cosa farne) e di imprese multinazionali.

Poco importa se, tra frodi fiscali e recessione, dalle casse dello Stato mancano 36,1 miliardi di Euro (almeno secondo i dati di uno studio della Commissione Europea che avvierà una procedura nei confronti del Belpaese).

Poco importa se, nonostante tutto, l’Italia si ostinerà a spendere miliardi di Euro per comprare dall’America F35  o satelliti spia da Israele. 

E visto che i soldi non bastano mai (e come potrebbero bastare se le maggiori spese per cui vengono strappati dalle tasche degli Italiani non diminuiscono e il signoraggio bancario rimane un argomento tabù), poco importa se già a Novembre sarà necessario varare una “manovrina” per recuperare altri fondi … e uccidere altre famiglie.

 

 TASSE E SACRIFICI UMANI

 

Tempo fa, visto l’aumentare dei suicidi dovuti alle precarie condizioni economiche (per usare un eufemismo) causate dalle politiche adottate dal suo governo, fu chiesto a Monti cosa ne pensasse (n.b.: negli ultimi 4 anni il numero di suicidi dovuto alla crisi-truffa sarebbe aumentato del 30% minimo – c’è chi dice che sia raddoppiato – e ancora di più è aumentato il consumo di antidepressivi. Dati Osservatorio sulla salute nelle Regioni italiane). La risposta fu molto, troppo diplomatica. In Grecia non si contano più ormai i casi di persone che si sono uccise dandosi fuoco davanti alla porta del Parlamento a causa della medesima crisi-truffa in atto nell’Eurozona (complici le misure di austerità staliniste imposte dall’Unione Europea).

Forse però chi governa – se non volesse correre il rischio di essere scambiato per un criminale comune e/o un mafioso, o ancor peggio per un satanico sacerdote, propiziatore di sacrifici umani – farebbe bene a leggere queste statistiche e, prima di decidere nuove tasse o “manovrine”, farebbe bene a pensare a quanto cambierà la percentuale dei suicidi dopo che loro avranno imposto nuove tasse ai cittadini. Intanto sindacati, antipolitica e salvatori della patria stanno a guardare…

 

C. Alessandro Mauceri e Sergio Basile 

 

Fonte: visto su QUIEUROPA del 8 ottobre 2013

Fonte: http://www.quieuropa.it/speciale-tasse-imposte-prese-in-giro-e-sacrifici-umani/

 

 

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