Mar 02 2009

Pasquale Forte: il comasco che fa il pane con la farina del 1400

Category: Alimentazione e gastronomiagiorgio @ 20:02

Nel suo podere in Val d’Orcia di Siena, Pasquale Forte è riuscito a far germogliare i chicchi custoditi nella Banca dei semi.

Montezemolo l’ha insignito del «Ferrari Technology Award», ma lui sta lavorando per ripopolare un borgo medioevale

Nella sua azienda, in quel di Orsenigo, la Eldor Corporation, 35 anni di storia e 250 dipendenti, hanno inventato le “bobine intelligenti” che sono riuscite a risolvere il più grande cruccio di Luca Cordero di Montezemolo: la “detonazione” nei motori delle sue Ferrari.

Il colpo di genio è valso all’azienda comasca il «Ferrari Technology Award» che nelle motivazioni scrive: «…per l’innovativo progetto correnti ionizzanti che ha contribuito al miglioramento delle performance delle vetture Ferrari».

Lui, il premio è andato a ritirarlo, ma il giorno successivo è tornato in Val d’Orcia di Siena, perché lì, dove i motori delle Ferrari non si sentono, sta facendo crescere un granoturco spuntato da una manciata di semi del 1400, scovata alla Banca dei semi di Foggia.

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Mar 02 2009

SCRITTE TROVATE IN GIRO PER NAPOLI

Category: Monade satira e rattatuje,Regno delle Due Siciliegiorgio @ 16:09

(Panettiere)  – “QUANDO VI DIVENTA DURO VE LO GRATTUGIAMO GRATIS, MA META’ CE LO TRATTENIAMO”

 

(Vendite immobiliari) (in una palazzina in vendita con officina artigianale sul retro)  – “SI VENDE SOLO IL DAVANTI, IL DIDIETRO SERVE A MIO MARITO”

 

(Mobiliere)  –  “SI VENDONO LETTI A CASTELLO PER BAMBINI DI LEGNO”

 

(Mobiliere)  –   “SI VENDONO MOBILI DEL SETTECENTO NUOVI”

 

(Macelleria)  – “DA ROSALIA, TACCHINI E POLLI, A RICHIESTA SI APRONO LE COSCE”

 

(Macelleria) – “CARNE BOVINA, OVINA, CAPRINA, SUINA, POLLINA E CONIGLINA”

 

(Polleria)  –     “POLLI ARROSTO ANCHE VIVI”

 

(Polleria)  –    “SI AMMAZZANO GALLINE IN FACCIA”

 

(Polleria)  –    “SI VENDONO UOVA FRESCHE PER BAMBINI DA SUCCHIARE”

 

(Sfasciacarrozze)  – “QUI SI VENDO AUTOMOBILI INCIDENTATE MA NON RUBATE”

 

(Fioraio)  –  “SE MI CERCATE SONO AL CIMITERO … VIVO”

 

(Fioraio)  –  “SI INVIANO FIORI IN TUTTO IL MONDO, ANCHE VIA FAX”

 

(Abbigliamento)  –  “NUOVI ARRIVI DI MUTANDE, SE LE PROVATE NN LE TOGLIETE PIU’ “

 

(Abbigliamento)  –  “NON ANDATE ALTROVE A FARVI RUBARE, PROVATE DA NOI”

 

(Abbigliamento)  –  “IN QUESTO NEGOZIO DI QUELLO CHE C’E’ NON MANCA NIENTE”

 

(Abbigliamento bambini)  – “SI VENDONO IMPERMEABILI PER BAMBINI DI GOMMA”

 

(Autofficina)  – “VENITE UNA VOLTA DA NOI E NON ANDRETE MAI PIU’ DA NESSUNA PARTE”

 

(Autofficina)  –  “SI RIPARANO BICICLETTE ANCHE ROTTE”

 

(Ferramenta)  –  “SEGA ADUE MANI E A DENTI STRETTI:  5O EURO”

 

(Lavanderia)  –  “QUI SI SMACCHIANO ANTILOPI”

 

(Sul citofono caserma Carabinieri)  –  “ATTENZIONE PER SUONARE PREMERE, SE NON   RISPONDE NESSUNO RIPREMERE”

 

(Negozio di mangimi)  –  “TUTTO PER IL VOSTRO UCCELLO”

 

 

… MA COME FAREMMO SENZA I NAPOLETANI !!!!!

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Mar 02 2009

Ritrovati i frammenti mancanti del “Papiro Reale” di Torino

Category: Bibbia ed Egittogiorgio @ 13:20

Trovati i pezzi mancanti del Canone (o Papiro) Reale di Torino, conservato nel Museo Egizio a Torino. I frammenti non inseriti nella ricostruzione del papiro sono stati ritrovati nei sotterranei del Museo, dove giacevano dimenticati da oltre mezzo secolo. Una nuova ricomposizione dei frammenti sarà forse operata a Londra, a cura di specialisti del British Museum

Il Canone (o Papiro) Reale di Torino è un elenco di sovrano defunti dell’antico Egitto in onore dei quali si continuava a officiare i riti funerari in determinati templi e santuari. Elenchi analoghi sono la Lista di Abydos, la Lista di Karnak e la Lista di Saqqara. Tutte queste fonti risalgono al Nuovo Regno (XVIII-XX dinastia, circa 1551-1306 a.C.).

La più importante è la Lista di Abydos. E’ incisa sulle pareti del grande tempio di Sethi I (circa 1304-1290 a.C.), secondo sovrano della XIX dinastia, ad Abydos, e raffigura questo re, accompagnato dal figlio maggiore Ramesse, futuro Ramesse II, in atto di fare offerte a 76 re che considera come suoi antenati, ognuno rappresentato da un cartiglio. I cartigli vanno dalla I alla XIX dinastia e iniziano con quello di Meni, fondatore della I dinastia.

La Lista di Karnak è incisa nel grande tempio di Amon a Karnak (Luxor) e risale al regno di Tuthmosis III (circa 1490-1436 a.C.), sesto sovrano della XVIII dinastia. In origine conteneva 61 nomi reali, dalla III dinastia al Tuthmosi citato, una cinquantina dei quali sono ancor oggi leggibili in parte o per intero. Questo elenco, poiché cita sovrani omessi dalle altre Liste, è molto interessante, ma ha il difetto di non collocare i re nell’esatto ordine cronologico.

La Lista di Saqqara fu scoperta nel 1861 nella tomba di un costruttore di Menfi e in origine recava i cartigli di 57 sovrani, ai quali Ramesse II, (circa 1290-1224 a.C.), loro discendente, rendeva onore. A causa di guasti alla parete si é però ridotta a 47 cartigli, che vanno da quello di Semerkhet, sesto sovrano della I dinastia, a quello di Ramesse II.

Il Canone Reale di Torino, conservato nel Museo Egizio a Torino, è la più importante fra le fonti scritte di cui disponiamo per delineare le cronologie del Periodo Protodinastico, dell’Antico Regno e del Primo Periodo Intermedio. E’ stato redatto in Ieratico sul retro di un papiro giù usato, sotto il regno di Ramesse II (circa 1297-1212 a.C.); e contiene i nomi di numerosi dèi e semidèi che avrebbero regnato in Egitto prima della fondazione dello Stato Faraonico, e numerosi altri nomi di re, appartenenti a tutte le dinastie comprese fra la I e la XVIII. Per ogni re, indica la durata del regno e distribuisce i re nelle dinastie. In origine andava a ritroso fin oltre la I dinastia, pertanto fino all’epoca dei Seguaci di Horus. Alcuni nomi di re predinastici dell’Alto o del Basso Egitto si sono conservati: Ptah, Ra, Shu, Geb, Osiride, Seth (sovrano al quale vengono attribuiti 200 anni di regno), Horus (300 anni di regno), Thoth (3.126 anni di regno), Maat (regina dell’Alto e del Basso Egitto, sposa del dio Thot). La sua importanza consiste nel fatto che non è stato redatto per celebrare un determinato sovrano, ma per elencare tutti i sovrani di tutte le dinastie, compresi quelli poco importanti e i presunti usurpatori. Sfortunatamente é mal conservato e presenta gravi lacune. Inoltre, le sue indicazioni non coincidono con quelle delle altre Liste, nè con la compilazione di Manetone. Talvolta vi sono indicati i nomi dei re, ma non la durata del loro regno, e viceversa.

Ritrovato intatto a Tebe nel 1822 dal diplomatico piemontese Bernardino Drovetti, il Canone Reale di Torino si è frammentato in centinaia di pezzi durante il suo trasporto in Italia ed è stato faticosamente ricostruito solo in parte nel 1938 dall’egittologo Giulio Farina. Alcuni dei frammenti che non sono stati inseriti nella ricostruzione sono minuziosamente riprodotti nella Tavola IX del volume Royal Canon of Turin, scritto nel 1959 dall’egittologo Alan Henderson Gardiner per l’Oxford Griffith Institute.

Per oltre 70 anni, nessuno ha mai osato mettere in discussione la ricostruzione di Farina e la sequenza dei regni da essa derivante.

Nel febbraio 2009, Richard Parkinson, inviato del “British Museum” presso il Museo Egizio a Torino, e la sua collega Bridget Leach, restauratrice di papiri, hanno chiesto di potere vedere i frammenti mancanti. E’ stata questa l’occasione per cercare quei frammenti, i quali, grazie all’intuizione di Elvira D’Amicone, egittologa del ministero italiano dei beni culturali, sotto stati infine rinvenuti in un armadio nei sotterranei del Museo, dove giacevano dimenticati da più di mezzo secolo. Alcuni erano stati inseriti tra due lastre di vetro affinchè potessero conservarsi meglio.

Dopo un primo esame dei frammenti rinvenuti è emerso che la ricostruzione del papiro fatta da Farina potrebbe essere erronea, con la conseguenza che la sequenza dei regni, in buona parte, potrebbe non essere quella che dovrebbe essere. E’ dunque possibile che i pezzi siano da ricollocare in un modo diverso e che all’elenco dei re conosciuti si debbano aggiungere nuovi nomi.

Secondo le notizie di stampa, inoltre, è possibile che un incarico per una nuova ricomposizione dei frammenti sia affidato agli specialisti del British Museum.

(19 Febbraio 2009)

 

Fonte: http://www.lastampa.it/la porta del tempo


Mar 02 2009

Angiolo Poli – EL ROARON DE BIOLCA

Category: Verona pensieri e parolegiorgio @ 12:57

La farnia della Carpanea

 

Vecio Roaron che te si nato in Biolca

vecio guardian de tuta la me vale,

chi è sta piantarte,là me bel gigante?

Maraveja de Vila,

co’ i rami grandi che te pende a ombrela,

te ghè la frasca che la ciapa on campo

e par sbrazarte ghe vol siè vilani.

Vecio Roaron de Biolca,

i me paesani tuti,

co’ i te ‘minzona pare chi s’ingrassa

e se i te guarda ghe se slarga el core.

Mi co torno da i campi a seretina

e che i to’ rami vedo spuntar fora

fra i salgari e le piope di stradèei,

gigante paronzon de la me vale,

mi te domando alora:

-qua gh’era la cità de Carpanèa?-

Carpanèa, Carpanèa…

Me lo disea me Barba

ch’el gera on vecio ch’el savea la storia,

ch’el gera on vecio ch’el gavèa del sale.

Roaron, vardete a torno:

fin che te po’ rivarghe,

chi ti te vedi campi, che te po’ vedar scoli

par tuti quanti i dossi,

par tuti quanti i loghi

che qua se ciama: Peagnon, Venezia Nova,

el Banco, e Lodeta e la Bepina

e passà via el Misserio

de là del Dugalòn,

fin che te vedi insoma, el me Roaron

i racolti che cresse come el fumo,

fin là ghe gera tuta Carpanèa.

No’ te lo se Roaron? epur l’è vera.

Me lo disea me Barba

che Carpanèa la gera piantà qua

al tempo dei Romani.

Ma scoltema Roaron,

la gera Carpanèa ‘na gran cità

e tuta a torno la gavèa i so muri

par salvarse co’ sucedea ‘na guera,

forti e giganti, come ti, roaron.

 

Angiolo Poli

 

 

Fonte:pellini/Upnews.it


Mar 02 2009

Angiolo Poli – TERA E VILANI

Category: Verona pensieri e parolegiorgio @ 09:32

Ecco come Angiolo Poli  descrive  i contadini del suo amato paese.

Un’immagine viva e vera di vita e lavoro agricolo di un mondo oramai scomparso e perduto, sottomesso dal potere di una tecnologia asettica  e priva di sentimento, che spazza via l’uomo e ogni convivialità 

 

Eviva i campi, eviva le staion!

le vache more e i vedelini in late,

i fiori, i pre, le case col veron,

le tortorine bionde apena nate.

 

Eviva le boarie e i bo’ a timon,

i mussi duri e le cavale mate

e tuti i osei ch’è nato col roaron

e tuti i rati che a sbrincà le gate.

 

Eviva i campi messi a la costiera

le bietole, le zuche, el formenton,

el fresco che se gode verso sera.

 

Eviva tuti quuei che ga passion

e che se gode de ruspar la tera.

Viva i vilani che no ga paron!

 

Angiolo Poli

 

 

Fonte: Luigi Pellini