Mese: Novembre 2016
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L’IMMIGRAZIONE E IL DISEGNO DI CANCELLARE LA NOSTRA IDENTITÀ
di GILBERTO ONETO Lo striscione della fotografia è comparso tempo fa allo stadio di Roma e sembra sia riferito a un allenatore che proviene dalla Repubblica Ceka. Niente di male. Ma si provi a immaginare se ci fosse stato scritto roba come “Via il ghaniano”, e che magari lo stadio fosse stato –…
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LA GRANDE GUERRA DEL 15-18: SU 5,5 MILIONI DI SOLDATI SOLO 8MILA VOLONTARI
di GILBERTO ONETO La guerra del 1915-’18 – sintomaticamente ricordata come la Grande Guerra – ha rifinito l’unità italiana: qualcuno la ricorda anche come la quarta guerra di indipendenza, con la quale si è concluso il grande e sfolgorante disegno di unificazione sotto un unico paterno Stato di tutte le parti di mondo che si trovano all’interno dei…
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CINQUE SPUNTI DI RIFLESSIONE PER FOTOGRAFI INSODDISFATTI DEL PROPRIO CORREDO
Bisogna avere il fuoco dentro Quanto sto per scrivere potrebbe apparire crudo, antipatico, fin anche scostante, ma – ahimè – come si suol dire: la realtà dei fatti non sempre è gradevole. Ma quel che conta, alla fine della lettura, è se quest’ultima possa o meno essere stata utile. …
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IL BAMBINO E L’AVVOLTOIO: LA VERA STORIA DI UNA FOTOGRAFIA CHE CAMBIÒ IL MONDO
Kevin Carter fu un reporter Sudafricano che documentò per il Johannesburg Star diverse circostanze in cui le condizioni di vita in Africa erano terrificanti, immortalando pratiche come il Necklacing ma anche esecuzioni sommarie tipiche di quegli anni di guerra. Durante la sua breve vita scattò un’immagine che avrebbe cambiato, probabilmente per sempre, la percezione dell’occidente…
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DOVE C’È LIBERTÀ C’È LA MIA PATRIA
Fiume Po, 15 settembre 1996 di GILBERTO ONETO – «La mia patria è ovunque si combatta la mia battaglia», sia che lo si faccia con gli strumenti pacifici della democrazia, o che ci sia bisogno di lotte molto più energiche. La battaglia per la libertà e per l’indipendenza dei popoli si combatte oggi un po’ dappertutto, dal Quebéc…
