Lug 12 2014

CITAZIONI DI PERSONE CHE SI RITENGONO LE PIÙ GRANDI INTELLIGENZE AL MONDO


 

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Dal sito: http://monabaker.com/quotes.htm

 

 

DAVID BEN GURION 
PRIMO MINISTRO D’ISRAELE, 1949 – 1954, 1955 – 1963

 

“Noi dobbiamo espellere gli arabi e prenderci i loro posti.” 
— David Ben Gurion, 1937, Ben Gurion and the Palestine Arabs, Oxford University Press, 1985.

 

”Dobbiamo usare il terrore, l’assassinio, l’intimidazione, la confisca delle terre e l’eliminazione di ogni servizio sociale per liberare la Galilea dalla sua popolazione araba”. 
— David Ben-Gurion, Maggio 1948, agli ufficiali dello Stato Maggiore.  Da: Ben-Gurion, A Biography, by Michael Ben-Zohar, Delacorte, New York 1978.

 

 

“Ci sono stati l’anti-semitismo, i nazisti, Hitler, Auschwitz, ma loro in questo cosa centravano?  Essi vedono una sola cosa: siamo venuti e abbiamo rubato il loro paese. Perché dovrebbero accettarlo?” 
– Riportato da Nahum Goldmann in Le Paraddoxe Juif (The Jewish Paradox), pp. 121-122.

 

“I villaggi ebraici sono stati costruiti al posto dei villaggi arabi. Voi non li conoscete neanche i nomi di questi villaggi arabi, e io non vi biasimo perché i libri di geografia non esistono più. Non soltanto non esistono i libri, ma neanche i villaggi arabi non ci sono più. Nahlal è sorto al posto di Mahlul, il kibbutz di Gvat al posto di Jibta; il kibbutz Sarid al posto di Huneifis; e Kefar Yehushua al posto di Tal al-Shuman. Non c’è un solo posto costruito in questo paese che non avesse prima una popolazione araba.” 
— David Ben Gurion, citato in The Jewish Paradox, di Nahum Goldmann, Weidenfeld and Nicolson, 1978, p. 99.

 

“Tra di noi non possiamo ignorare la verità … politicamente noi siamo gli aggressori e loro si difendono … Il paese è loro, perché essi lo abitavano, dato che noi siamo voluti venire e stabilirci qui, e dal loro punto di vista gli vogliamo cacciare dal loro paese.”
— David Ben Gurion, riportato a pp 91-2 di Fateful Triangle di Chomsky, che apparve in “Zionism and the Palestinians pp 141-2 di Simha Flapan che citava un discorso del 1938.

 

“Se avessi saputo che era possibile salvare tutti i bambini della Germania trasportandoli in Inghilterra, e soltanto la metà trasferendoli nella terra d’Israele, avrei scelto la seconda soluzione, a noi non interessa soltanto il numero di questi bambini ma il calcolo storico del popolo d’Israele”. 
— David Ben-Gurion (Citato a pp 855-56 in Ben-Gurion di Shabtai Teveth).

 

GOLDA MEIR
PRIMO MINISTRO D’ISRAELE, 1969 – 1974

 

“Non esiste una cosa come il popolo palestinese … Non è come se noi siamo venuti e li abbiamo cacciati e preso il oro paese. Essi non esistono.” 
–Golda Meir, dichiarazione al The Sunday Times, 15 giugno 1969.

 

“Come possiamo restituire i territori occupati? Non c’è nessuno a cui restituirli.” 
— Golda Meir, 8 marzo 1969.

 

“A tutti quelli che parlano in favore di riportare indietro i rifugiati arabi devo anche dirgli come pensa di prendersi questa responsabilità, se è interessato allo stato d’Israele. E bene che le cose vengano dette chiaramente e liberamente: noi non lasceremo che questo accada.” 
— Golda Meir, 1961, in un discorso alla Knesset, riportato su Ner, ottobre 1961

 

“Questo paese esiste come il compimento della promessa fatta da Dio stesso. Sarebbe ridicolo chiedere conto della sua legittimità.”
— Golda Meir, Le Monde, 15 ottobre 1971

 

YITZHAK RABIN 
PRIMO MINISTRO D’ISRAELE, 1974 – 1977, 1992 – 1995

 

“Uscimmo fuori, Ben-Gurion ci accompagnava. Allon rifece la sua domanda, ‘Che cosa si doveva fare con la popolazione palestinese?’  Ben-Gurion ondeggiò la mano in un gesto che diceva ‘cacciateli fuori!” 
— Yitzhak Rabin,versione censurata delle memorie di Rabin, pubblicata sul New York Times, 23 ottobre 1979.

 

“[Israele vorrà] creare nel corso dei prossimi 10 o 20 anni le condizioni per attrarre naturalmente e volontariamente una migrazione dei rifugiati dalla striscia di Gaza e dalla Cisgiordania verso la Giordania. Per ottenere questo dobbiamo arrivare ad un accordo con Re Hussein e non con Yasser Arafat.”— Yitzhak Rabin (un “Principe di Pace” secondo Clinton), spiega il suo metodo di pulizia etnica dei territori occupati senza sollevare scalpore nel mondo. (Riportato da David Shipler sul The New York Times, 04/04/1983 citando i commenti di Meir Cohen al comitato affari esteri e difesa della Knesset del 16 marzo.)

 

MENACHEM BEGIN
PRIMO MINISTRO D’ISRAELE, 1977 – 1983

 

“[I palestinesi] sono bestie che camminano su due gambe.”Discorso alla Knesset di Menachem Begin Primo Ministro israeliano, riportato da Amnon Kapeliouk, “Begin and the ‘Beasts’,” su  New Statesman, 25 giugno 1982.


 

“La divisione della Palestina è illegale. Non sarà mai riconosciuta … Gerusalemme è e sarà per sempre la nostra capitale. Eretz Israel verrà ricostruito per il popolo d’Israele. Tutta quanto. E per sempre.” 
— Menachem Begin, il giorno dopo il voto all’ONU sulla divisione della Palestina.

 

YIZHAK SHAMIR
PRIMO MINISTRO D’ISRAELE, 1983 – 1984, 1986 – 1992

 

“I vecchi dirigenti del nostro movimento ci hanno lasciato un chiaro messaggio di prendere Eretz Israel dal mare al fiume Giordano per le future generazioni, per un’aliya di massa (=immigrazione ebraica), e per il popolo ebraico, che tutto quanto sarà radunato in questo paese.”— Dichiarazione dell’ex primo Ministro Yitzhak Shamir al ricordo funebre dei primi dirigenti del Likud,  novembre 1990. Servizio locale di Radio Gerusalemme. 

 

“Determinare la terra d’Israele è l’essenza del sionismo. Senza determinazione, noi non realizziamo il sionismo. E’ semplice.” 
— Yitzhak Shamir,su Maariv, 02/21/1997

 

“(I palestinesi) saranno schiacciati come cavallette… con le teste sfracellate contro i massi e le mura.” 
— Yitzhak Shamir a quel tempo Primo Ministro d’Israele in un discorso ai coloni ebrei,  New York Times, 1 aprile 1988

 

BENJAMIN NETANYAHU
PRIMO MINISTRO D’ISRAELE, 1996 – 1999

 

“Israele avrebbe dovuto approfittare dell’attenzione del mondo sulla repressione delle dimostrazioni in Cina, quando l’attenzione del mondo era focalizzata su quel paese, per portare a termine una massiccia espulsione degli arabi dei territori.”— Benyamin Netanyahu, allora vice ministro degli esteri, ex Primo Ministro d’Israele, in un discorso algi studenti della Bar Ilan University, dal giornale israeliano Hotam, 24 novembre 1989.

 

EHUD BARAK
PRIMO MINISTRO D’ISRAELE, 1999 – 2001

 

” I palestinesi sono come coccodrilli, più gli date carne, più ne vogliono”…. 
— Ehud Barak, a quel tempo Primo Ministro d’Israele – 28 agosto 2000. Apparso su Jerusalem Post, 30 agosto, 2000

 

“Se pensassimo che invece di 200 vittime palestinesi, 2.000 morti metterebbero fine agli scontri in un colpo, dovremmo usare più forza….” 
— Il Primo Ministro israeliano Ehud Barak, citato dall’Associated Press, 16 novembre 2000.



 

“Sarei entrato in un’organizzazione terroristica.”–risposta di  Ehud Barak a Gideon Levy, giornalista del quotidiano Ha’aretzr, quando chiese a Barak che cosa avrebbe fatto se fosse nato palestinese.

 

ARIEL SHARON
PRIMO MINISTRO D’ISRAELE, 2001 – AD OGGI

 

“E’ dovere dei dirigenti d’Israele spiegare all’opinione pubblica, chiaramente e coraggiosamente, un certo numero di fatti che col tempo sono stati dimenticati. Il primo di questi è che non c’è sionismo, colonizzazione, o Stato Ebraico senza lo sradicamento degli arabi e l’espropriazione delle loro terre.” 
— Ariel Sharon, Ministro degli esteri d’Israele, parlando ad una riunione di militanti del partito di estrema destra Tsomet, Agenzia France Presse, 15 novembre 1998.

 

“Tutti devono muoversi, correre e prendere quante più cime di colline (palestinesi) possibile in modo da allargare gli insediamenti (ebraici) perché tutto quello che prenderemo ora sarà nostro… Tutto quello che non prenderemo andrà a loro.”— Ariel Sharon, Ministro degli esteri d’Israele, aprendo un incontro del partito Tsomet Party, Agenzia France Presse, 15 novembre 1998.

 

“Ogni volta che facciamo qualcosa tu mi dici che l’America farà questo o quello…devo dirti qualcosa molto chiaramente: Non preoccuparti della pressione americana su Israele. Noi, il popolo ebraico, controlliamo l’America, e gli americani lo sanno.” 
— Ariel Sharon, Primo Ministro d’Israele, 31 ottobre 2001, risposta a Shimon Peres, come riportato in un programma della radio Kol Yisrael.

 

“Israele può avere il diritto di mettere altri sotto processo, ma certamente nessuno ha il diritto di mettere sotto processo il popolo ebraico e lo Stato d’Israele.”
— Ariel Sharon, Primo Ministro d’Israele, 25 marzo 2001 citato dalla BBC News Ondine.

 

Dal sito: http://monabaker.com/quotes.htm

 

Fonte: visto su DISINFORMAZIONE.IT

Link: http://www.disinformazione.it/citazionipalestina.htm

 

 

 

 

SUSCITARE L’ODIO PER MEZZO DELLE FALSE CITAZIONI

 

 

agosto 24, 2012

 

Ovviamente attribuire false dichiarazioni a scopo diffamatorio è un metodo molto praticato e che continua ad avere un discreto successo. In una discussione con chi “odia non gli ebrei ma i sionisti” ve le sentirete ripetere più e più volte. Sono utili per avvalorare la tesi dei “sionisti assetati di terra e sangue”. Ci sono delle pagine che detengono il record delle false citazioni. Una è Miftah.

 

Le citazioni “storiche”

 

Tra le “frasi memorabili” disponibili sul sito Web del MIFTAH una è attribuita al Presidente Heilbrun :

 

Dobbiamo uccidere tutti i palestinesi a meno che non si rassegnino a vivere qui come schiavi”.

Fonte : Heilbrun Presidente del Comitato per la rielezione del generale Shlomo Lahat, il sindaco di Tel Aviv, ottobre 1983

 

Indagine: La citazione si trova su numerosi siti anti-israeliani, oltre a MIFTAH, ma i fatti non hanno fondamento. Mentre Shlomo Lahat è stato effettivamente rieletto sindaco di Tel Aviv nel 1983, non  c’ è mai stato un qualsiasi “Heilbrun presidente.” La citazione è stata fatta risalire a un libro del 1988, “La storia nascosta del sionismo”, del radicale marxista Ralph Schoenman (respinto dai più autorevoli storici come un teorico della cospirazione folle), ed è una delle tante citazioni fittizie che si trovano nel libro, attribuite a  leader israeliani. Secondo Schoenman, la citazione di Heilbrun era stata ascoltata ed era arrivata a lui tramite “conversazioni privatee:

 

Citato da Fouzi El-Asmar e Salih Baransi durante le discussioni con l’autore, ottobre 1983

 

Inutile dire che le referenze di  Schoenman, delle quali si nutrono molti siti web anti-israeliani, lasciano molto a desiderare. CAMERA ha contattato l’ex sindaco Lahat che attesta non esserci mai stato un impiegato, del quale abbia sentito parlare o che abbia conosciuto, denominato “Presidente Heilbrun,” e che quanto segnalato non ha mai avuto luogo. Lahat ha inoltre sottolineato che non avrebbe mai permesso a nessuno dei suoi dipendenti di fare tali dichiarazioni, in quanto contraddicono completamente i propri sentimenti verso i palestinesi.

 

Anche qui

 

Il Rev. Alex Awad ha accettato di rimuovere una falsa citazione, attribuita al primo ministro israeliano, David Ben Gurion, da un DVD intitolato “Una prospettiva palestinese del conflitto arabo-israeliano.”

 

Questo DVD, che era disponibile a $ 10 al negozio di souvenir del Bethlehem Bible Collage nel corso dell’incontro ” Cristo al Checkpoint” nel marzo 2012, faceva parte degli “articoli in promozione” del  Rev. Awad, come il racconto della storia di sua madre, Huda Awad, che allevo’ da sola sette figli, dopo che suo marito fu tragicamente ucciso in un fuoco incrociato,  durante la guerra del 1948. Awad forniva anche una cronologia malamente distorta del conflitto arabo-israeliano. Uno dei momenti più eclatanti della sua presentazione  fu il suo uso di una citazione falsamente attribuita al primo ministro israeliano, David Ben Gurion. Durante il suo discorso, il Rev. Alex cita Ben Gurion che avrebbe detto

 

“Dobbiamo usare il terrore, l’assassinio, l’intimidazione, la confisca delle terre, e il taglio di tutti i servizi sociali per liberare la Galilea della sua popolazione araba”.

 

La citazione è attribuita a Ben-Gurion in  “A Biography”, di Michael Ben-Zohard (Delactore, New York 1978). La citazione non compare in questo testo, né sembra essere nell’altro documento regolarmente citato come fonte – il memorandum Koenig,  su come trattare con i cittadini arabi di Israele, pubblicato nel 1976. La citazione, come altre falsamente attribuite a Ben Gurion, appare regolarmente su siti web anti-israeliani.

 

CAMERA ha  informato il Rev. Awad che la citazione è falsa. In risposta, il Rev. Awad ha ringraziato per averlo avvisato  e ha assicurato che  sarà rimossa dalle edizioni future del DVD.

 

Il Rev. Awad è decano a tempo pieno e istruttore al Betlemme Bible College di Betlemme, ed è un partner della Commissioned Mission dei ministeri globali della Chiesa Metodista Unita. E’ stato un sostenitore di spicco della risoluzione che chiede all’UMC di cedere tre società in affari con Israele. La risoluzione non è stata accettata.

 

“Ogni volta che facciamo qualcosa tu mi dici: l’America farà questo e farà quello. . . Voglio dirti una cosa molto chiara: Non preoccuparti della pressione americana su Israele. Noi, il popolo ebraico, abbiamo il controllo America, e gli americani lo sanno.”

 

Fonte, attribuiti nelle versioni internet: Il primo ministro israeliano, Ariel Sharon, 3 ottobre 2001, a Shimon Peres, riportata dalla Radio Kol Israel. La dichiarazione appare anche come: “controlliamo l’America.”

 

Si tratta di una bufala. Né Sharon ha mai fatto questa dichiarazione, né Kol Yisrael l’ha mai riportata.  Eppure il columnist Georgie Anne Geyer,  ha scritto il 10 MAGGIO 2002, nel Chicago Tribune, San Diego Tribune e altri giornali:

 

“In realtà, [il sostegno americano alle azioni di  Israele ] ha portato il Primo Ministro Sharon a raccontare di recente, “Io controllo l’America.”

 

Dove ha origine questa citazione e come si è inserita nei media mainstream?

 

E’ iniziata a girare il 3 ottobre 2001, in  comunicato stampa del gruppo pro-Hamas, IAP – Associazione Islamica per la Palestina, che attribuiva la citazione in una relazione sul tema “la radio israeliana ebraica, Kol [sic] Yisrael.”  In realtà, Kol Yisrael, attraverso il suo corrispondente politico, Yoni Ben-Menachem, che riferisce delle riunioni del Gabinetto, ha confermato di non aver mai fatto una tale trasmissione e che Sharon non ha mai fatto una tale dichiarazione. Né è stata riportato da qualsiasi servizio di altre notizie.

 

Messo a confronto, Geyer ha detto che si era basata su due fonti anonime israeliane. Secondo Geyer, una seconda citazione proveniva da un presunto articolo presunto di Ha’aretz, mai trovato. Un altro editor  del  United Press Syndicate ha confermato che la falsa citazione era stata ampiamente riportata dalla stampa palestinese (cioè da IAP, che cita la falsa fonte Kol Yisrael ), ma non poteva essere confermata da fonti indipendenti. QUI

 

Dobbiamo espellere gli arabi e prendere il loro posto.

 

Fonte, attribuita nelle versioni internet: David Ben Gurion, futuro primo ministro di Israele, 1937, “Ben Gurion e gli arabi della Palestina”, Oxford University Press, 1985.

 

Ben Gurion ha scritto il contrario:

 

“Non dobbiamo espellere gli arabi”.

 

Il documento originale negli archivi israeliani si è scoperto essere stato manomesso. Benny Morris, lo storico che ha avuto la responsabilità di aver fatto conoscere la versione falsificata, ha ritrattato la sua relazione. Ecco un buon resoconto dell’incidente, scritto per un pubblico di livello accademico: (vedi a: Tentativo di falsificazione degli archivi da parte di coloro che hanno accesso ai documenti)

 

“La mappa della Palestina è stata elaborata dal mandato britannico. Il popolo ebraico ha un’altra mappa che i nostri giovani e gli adulti dovrebbero cercare di soddisfare – Dal Nilo all’Eufrate”.

 

Fonte, attribuita nelle versioni internet: Ben Gurion

 

Il “Dal Nilo all’Eufratedelirio paranoico a volte divertente (vedi le “rivelazioni” di Arafat  circa un messaggio segreto sul conflitto, inciso su una moneta da 10 agorot). Nessun “taglia e incollatore” internauta  è riuscito ancora  a trovare o ad inventare un contesto in cui collocare questa frase di David Ben Gurion, il primo ministro israeliano, che vorrebbe indicare un disegno “occulto” degli Ebrei per impossessarsi delle terre “dal Nilo all’Eufrate”, appunto. QUI  e QUI In realtà, e questa volta ben documentata, è la campagna mediatica araba e sprattutto palestinese a invocare la scomparsa di Israele, affinché tutto il territorio sia Palestina. QUI e QUI e QUI

 

“E’ il popolo che deve prepararsi per la guerra, ma al momento è all’esercito israeliano il compito di portare avanti la lotta contro l’ ultimo ostacolo, prima di erigere l’impero israeliano.”

 

Fonte, attribuita nelle versioni internet: Moshe Dayan (Ministro della Difesa e ministro degli Esteri), il 12 febbraio 1952. Radio “Israele”.

 

Primo indizio: la cosiddetta Radio  “Israele”. Dayan non è diventato ministro della Difesa fino al 1967. Non è stato nemmeno Capo di Stato Maggiore fino al 1953. Descriverlo vantarsi di erigere “l’impero israeliano” è solo stupido, ma pretendere che lo abbia esternato alla radio nazionale, nel momento in cui era un giovane ufficiale, è particolarmente goffo.

 

“Villaggi ebraici sono stati costruiti al posto dei villaggi arabi. Non sapete nemmeno i nomi di questi villaggi arabi, e  non vi biasimo perché i libri di geografia non esistono più. Non solo i libri non esistono, i villaggi arabi non ci sono neanche più.  Nahlal è sorto nel luogo di Mahlul; il Kibbutz Gvat al posto di Jibta; il Kibbutz Sarid al posto di Huneifis e Kefar Yehushua al posto di Tal al-Shuman. Non c’è un solo posto costruito in questo paese che non ha avuto una popolazione araba.”

 

Fonte, attribuita nelle versioni internet: ancora a Moshe Dayan,  al Technion, Haifa, riportato su Haaretz, 4 aprile 1969.

 

Chiunque abbia scelto questa citazione per propaganda, ha tagliato le parole di Dayan :

 

“abbiamo acquistato la terra dagli arabi e eretto villaggi ebraici dove un tempo erano villaggi arabi”. Dayan sollecitava la coesistenza come  soluzione a lungo termine al conflitto della zona. QUI

 

“C’è un enorme divario tra noi (ebrei) e i nostri nemici. Non solo nella capacità, ma nella morale, la cultura, la santità della vita, e della coscienza. Sono i nostri vicini di casa qui, ma sebbene siano a una distanza di poche centinaia di metri da noi,  sono persone che non appartengono al nostro continente, al nostro mondo, in realtà appartengono a un’altra galassia.”

 

Fonte, attribuiti nelle versioni internet: Presidente israeliano Moshe Katsav. Jerusalem Post, 10 MAGGIO 2001

 

Katsav parlava di terroristi della Jihad islamica e di una banda che si fa chiamare “Hezbullah-Palestina” che si era  vantata dell’omicidio di due tredicenni . I ragazzi avevano giocato a hooky a scuola e stavano facendo  trekking in un wadi vicino. I terroristi li misero con le spalle al muro, in una grotta, e fracassarono loro la testa con delle rocce. I mistificatori cercarono di far credere che Katsav parlasse di tutti i palestinesi nel loro complesso. QUI

 

“[I Palestinesi sono] bestie che camminano su due gambe”.

 

Fonte, attribuiti nelle versioni internet: Menahim Begin, discorso alla Knesset, citato in Amnon Kapeliouk, “Begin e le bestie”. New Statesman, 25 giugno 1982. Begin parla di terroristi che prendono di mira i bambini israeliani, chiamandoli “bestie”. La propaganda mistificatoria ha preso la frase e l’ha fatta apparire come se Begin si riferisse a tutti i palestinesi. QUI

 

Ci sono poi le false citazioni “complottiste”, quelle che si trovano sui siti che “trattano” del New World Order e che tendono tutte a illustrare gli ebrei come banchieri che si girano il mondo sulla punta delle dita.

 

“Avremo un governo mondiale, che vi piaccia o no. L’unica domanda è se questo governo sarà raggiunto con la conquista o il consenso.” (Ebreo banchiere Paul Warburg, 17 febbraio 1950, testimoniando davanti al Senato degli Stati Uniti).

 

Warburg stava testimoniando come cittadino americano e sostenitore della pace, non come un sionista, un Ebreo o  un banchiere. Ha testimoniato a sostegno di una risoluzione del Congresso che avrebbe ampliato i poteri delle Nazioni Unite – una visione ingenua e utopistica forse, piuttosto che un sinistro complotto della congiura di banchieri ebrei, dicendo questo:

 

“Gli ultimi 15 anni della mia vita sono stati dedicati quasi esclusivamente allo studio del problema della pace nel mondo e, in particolare, al rapporto degli Stati Uniti con questo problema. Questi studi mi hanno portato, 10 anni fa, alla conclusione che la grande questione del nostro tempo non è se un mondo può essere o non essere realizzato, ma se possa essere realizzato con mezzi pacifici.”  La testimonianza completa qui.

 

Questa citazione è apparsa in molti siti web antisemiti:

 

“In tutto, siamo distruttori – anche negli strumenti di distruzione dei quali ci serviamo … Noi ebrei, noi, i distruttori, rimarranno i distruttori per sempre. Niente di ciò che farete soddisferà le nostre esigenze e richieste. . noi distruggeremo, perché abbiamo bisogno di un mondo tutto nostro. “– Maurice Samuels, Voi Gentili, pagina 155.

 

Samuels era un eccentrico autore ebreo radicale. La citazione utilizza le sue idee fuori contesto:

 

“In tutto siamo distruttori – anche negli strumenti di distruzione dei quali ci serviamo.  Il socialismo e l’internazionalismo attraverso i quali il nostro spirito strozzato cerca espressione, che sembrano minacciare il vostro modo di vivere, sono estranei alle richieste del nostro spirito e delle sue esigenze. . i vostri socialisti e internazionalisti non sono seri. Il fascino di questi movimenti, l’attrazione che esercitano, è solo nella loro lotta:. che è la lotta che disegnano i vostri radicali gentili “. – Pg 152-3

 

Ecco la citazione reale. Il testo in grassetto è sempre omesso:

 

“Noi ebrei, noi i distruttori, rimarremo  distruttori per sempre. Nulla di ciò che si fa soddisferà le nostre esigenze e le richieste. Noi distruggeremo, perché abbiamo bisogno di un mondo tutto nostro, un Dio-mondo, che non è nella vostra natura di costruire. Oltre tutte le alleanze temporanee con questa o quella azione è la divisione massimo in termini di natura e  destino, l’inimicizia tra il Gioco e Dio “. – Pg 155

 

Ovviamente Samuels parlava per sé e non per i sionisti.

 

“Lettera” di Baruch Levy a Marx:

 

“Il popolo ebraico nel suo complesso sarà il suo stesso Messia. Si otterrà il dominio mondiale dalla dissoluzione di altre razze, con l’abolizione delle frontiere, l’annientamento della monarchia, e con l’istituzione di una repubblica mondiale, in cui gli ebrei ovunque eserciteranno il privilegio della cittadinanza. In questo “nuovo ordine mondiale” i figli di Israele forniranno tutti i leader senza incontrare opposizione. I governi dei diversi popoli che formano la repubblica mondiale cadranno senza difficoltà nelle mani degli ebrei. Sarà quindi possibile per i dirigenti ebrei di abolire la proprietà privata, e in tutto il mondo sfruttare le risorse dello Stato. Così  la promessa del Talmud sarà soddisfatta: quando il tempo messianico arriverà,  gli ebrei avranno tutte le proprietà del mondo nelle loro mani “(da` La Revue de Paris ‘, pag. 574, 1 giugno 1928).

 

Questa citazione, mascherata da  “anti-sionista” in numerosi siti web,  è in realtà ordinario  anti-semitismo, un’invenzione che non aveva attinenza con il sionismo. Israele non esisteva nel 1928 quando è stata inventata, quindi non è “legittima critica” alla politica israeliana. Su questo falso, ricercatori hanno scritto:

 

“I professionisti antisemiti continuamente scoprono i “complotti segreti ebraici”, con i quali infiammare le passioni dei loro seguaci ignoranti. Le menti semplici avidamente accettano semplici spiegazioni per tutti i problemi del mondo: sono causati dagli ebrei. C’è una attività regolare di produzione di documenti falsificati ebrei, ovvia per qualsiasi studioso serio che abbia in odio quei rivenduglioli che setacciano la terra in cerca di “documenti”, ponendoli in fila per utilizzarli al momento opportuno. Così troviamo che una rivista reazionaria, Revue De Paris, nel suo numero del 1 ° giugno 1928, pubblicava  un lungo articolo in francese, il cui titolo tradotto è “Le origini segrete del bolscevismo:. Enrico Heine e Karl Marx” Un vizioso articolo antisemita , che racconta la “cospirazione” di un ebreo per conquistare il mondo e lega poi questa cospirazione immaginaria al comunismo. Come parte della  “prova”,  cita una presunta lettera scritta da  Baruch Levy  a Karl Marx, il co-fondatore del . moderno movimento comunista. In nessuna parte in questo articolo c’è qualche vaga idea di chi Baruch Levy potrebbe essere, se non che  è indicato come un neo -. messianico (qualunque cosa volesse indicare) La “lettera” di Baruch Levy delinea un progetto ebraico per conquistare il mondo. In nessuna parte degli scritti di Karl Marx vi è alcuna menzione di Baruch Levy e / o della sua presunta lettera. In realtà, si può essere ragionevolmente certi che Marx l’avrebbe consegnata all’ inceneritore, se mai l’avesse ricevuta.  Revue De Paris non dice come ha ottenuto la presunta lettera. L’ovvia ragione  che si tratta di una frode, si può facilmente dedurre da evidenze del testo.  Il suo filo conduttore è quasi identico al tema centrale del falso su  Rabbi Rabinovich fabbricazione ( di cui abbiamo già discusso) e dei falsi Protocolli  dei Savi  di Sion (che presto potremo esaminare). In altre parole, qualsiasi persona sana di mente, che abbia una conoscenza della storia, puo’ facilmente riconoscere la lettera di Baruch Levy come una frode palpabile.

 

Trentasette anni dopo, Hal Hunt ha citato la lettera di Baruch Levy sulla prima pagina del suo foglio di odio, Cronaca Nazionale,  del 11 marzo 1965, insieme con la burla Kol Nidre e altri falsi.  Come ha fatto il direttore di un piccolo foglio ad ottenere un articolo da una rivista parigina e come ha fatto a ottenere una traduzione in inglese di questo saggio? Le risposte sono ovvie per chi fa ricerca sulle tecniche di propaganda delle pubblicazioni di odio: si tratta di un articolo di riserva, che viaggia da una pubblicazione d’odio a un’ altra, perché i membri di questa fratellanza  leggano e  si rimbecilliscano reciprocamente. La bufala Baruch Levy è apparsa periodicamente, e probabilmente continuerà ad essere utilizzata fino a quando non ci sarà più un mercato per questo tipo di merce. Abbiamo chiesto al Dr. Herbert Aptheker, direttore dell’Istituto americano per gli studi marxisti, di fare alcune ulteriori ricerche sulla presunta lettera di Baruch Levy a Karl Marx. In una lettera, datata 5 settembre 1967, il dottor Aptheker ha dichiarato:

 

Ho esaminato cinque delle biografie di Marx. . . comprese quelle di Mehring, Ruhle, Postgate, Eastman, Lewis. . . e non ho  trovato alcuna menzione di qualsiasi cosa in qualsiasi modo somigli al materiale che cita Baruch Levy. In tutta la mia lettura del marxismo … considerevole, 33 anni. . . Non ho mai visto nulla di lontanamente simile. Lasciatemi aggiungere che ho esaminato gli indici di tutti i 6 volumi. . . Volumi da 27 a 32. . . dell’Istituto Marx-Engels Werke (Dietz Verlag, Berlin, 1963-1965) e non ho trovare alcuna menzione di un Baruch Levy o di qualsiasi indicazione di una lettera in alcun modo simile a quella della quale si parla. Questi sono i volumi che contengono le lettere di Marx e di Engels, dall’inizio del 1842 e fino all’ 1870 (tutti finora pubblicati). Credo che si possa dire quindi con sicurezza che la lettera è una bufala, come si potrebbe dedurre, in ogni caso dal suo contenuto. ” Fonte citata:  “The Hoaxers – Plain Liars, Fancy Liars and Damned Liars ” di Morris Kominsky, Branden Press, Boston, 1970.

 

Più Informazioni QUI e QUI

 

Sono solo alcuni tra le migliaia di esempi delle false citazioni, le frase tagliate e estrapolate dal loro contesto, le falsificazioni di documenti usati per demonizzare Israele e gli Ebrei e formare un’opinione pubblica ostile. L’assalto contro Israele è gestito da esperti che sono spesso i migliori nel loro genere. Bisogna esserne consapevoli. E’ la tecnica utilizzata da Hitler, Stalin e Goebbels: riversare sull’opinione pubblica una quantità di falsi e ripeterli finché non ci sia la certezza che sono penetrati come “verità”. Alcune di queste costruzioni sono fantasiose e anche occulte: un Magen David che appare un attimo in un trailer sul “Nuovo Ordine Mondiale”, un accenno alle presunte origini ebraiche di un banchiere, una vignetta caricaturale. Altri sono veri e propri falsi, spesso rozzamente concepiti, ma che colpiscono comunque nel segno. Nell’epoca della “cultura” appresa su internet, mentire è diventato davvero semplice.

 

 

Fonte: visto su BUGIE DALLE GAMBE CORTE

Link: http://bugiedallegambelunghe.wordpress.com/2012/08/24/suscitare-lodio-per-mezzo-delle-false-citazioni/

 

 

 

 

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