Nov 04 2009

Custozza e Lissa malgrado due sconfitte il regno d’Italia si accaparra il Veneto

Category: Italia storia e dintorni,Veneto e dintornigiorgio @ 21:56

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RISORGIMENTO. L’ALTRA  VERITA’

La terza guerra d’indipendenza, 1866, preceduta da trattative tra  Italia e  Austria: prima Vittorio Emanuele II vuole acquistare le terre orientali pagando  un miliardo di lire – che non ha – e poi offrendo il figlio Umberto per sposare un’arciduchessa che porti in dote Venezia

 

Francesco Giuseppe, quando si rende conto della possibilità di un’alleanza anti – austriaca tra i Savoia e la Prussia, offre al Governo italiano la cessione del Veneto a Napoleone III, che a sua volta l’avrebbe poi “girato” a Vittorio  Emanuele:  ma questo rifiuta e sceglie la guerra

 

Il Veneto finirà nelle mani dei Savoia, nonostante la doppia sconfitta, solo grazie alla vittoria ottenuta dagli alleati  prussiani a Sadowa: e il  meccanismo sarà esattamente quello  previsto in  origine, cioè la cessione alla Fancia e il successivo trasferimento al Governo del regno d’Italia

 

L’Italia era “fatta” per dichiarazione unilaterale del Governo sabaudo. In realtà, precisare che lo era “quasi” non sarebbe, stato inopportuno.

I patrioti credevano che gli sforzi compiuti fino a quel  momento non fossero sufficienti: occorreva impegnarsi ancora un po’ per prendersi anche Venezia (con l’hinterland veneto e istriano) e Roma (con il Lazio che faceva ancora parte dello Stato pontificio).

Vittorio Emanuele II con le strategie diplomatiche che credeva di padroneggiare, tentò dapprima di  “comprarsi” la fetta orientale che gli mancava, offrendo un miliardo di lire di allora. Si trattava di una cifra spropositata che – con le debite proporzioni – nemmeno il cancelliere della Germania Federale, Helmut Koll, alla fine degli Anni 80 del  XX secolo, spese per acquisire la  Germania (sedicente) Democratica che era stata governata fino ad allora dai comunisti dell’Unione Sovietica.

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