Ott 28 2009

Quel parlamento antidemocratico rifiutato solo da Carlo Cattaneo

Category: Italia storia e dintornigiorgio @ 22:23

torino parlamento

RISORGIMENTO.  L’ALTRA VERITA’

Quando si votò per le elezioni della prima Camera del regno d’Italia andò alle urne solo lo 0,9 per cento della popolazione.  In più, il Governo intervenne a sostegno dei propri candidati. Vennero cosi marginalizzati gli uomini della sinistra, i clericali e i sostenitori delle vecchie dinastie.

Il Mezzogiorno era una  terra a rischio per i moderati filo-sabaudi e non solo perché era stata conquistata troppo di recente ma, piuttosto perché  i nuovi padroni, visti all’opera, erano riusciti in pochissimi giorni a far rimpiangere i  vecchi.  C’era da chiedersi: meglio  quando si stava peggio?

La politica aveva bisogno di sancire l’avvenuta Unità d’Italia sotto il segno dei Savoia.  Dunque, occorrevano elezioni su scala nazionale e un Parlamento che rappresentasse tutte le regioni della corona.

Con buon anticipo, Cavour scrisse all’allora ministro della Giustizia,  Battista Cassinis, per incoraggiarlo «a fare ogni sforzo onde si acceleri la costituzione delle circoscrizioni elettorali».  Con quale obiettivo?  «Vedendo modo di darei il minor numero possibile  di deputati napoletani».  Il conte Camillo non lesinò spiegazioni  «Non conviene nasconderci che avremo in Parlamento a lottare contro una formidabile opposizione e che dalla nostra forza relativa dipende la salute d’Italia».  I pionieri della patria, perciò, divisero le province in modo da ricavare una mappa dei collegi sulla base di criteri esclusivamente partigiani e clientelari.

Continua a leggere”Quel parlamento antidemocratico rifiutato solo da Carlo Cattaneo”