Apr 16 2009

Neppure durante il fascismo un sistema così

Category: Società e politicagiorgio @ 13:17

Al confrontola tanto denigrata legge Acerbo del Ventennio appare come un esercizio  di democrazia. Un solo partito anche con il 10% dei voti avrebbe la maggioranza assoluta

Sciacallo in questo momento è chi specula sui morti, sugli sfollati e sulla tragedia dell’Abruzzo per ottenere un incostituzionale, e mai verificatosi prima, accorpamento di un referendum abrogativo con un’elezione a suffragio universale diretto.

Ma, lasciando da parte le sciocchezze dei professori di Agraria, sorprende che chi ha esaltato il ruolo ed il valore della Resistenza possa oggi sostenere una truffa costituzionale  per garantite così il quorum di un referendum che porterebbe ad una legge elettorale che probabilmente si è vista soltanto nel Cile e che fa apparire la tanto denigrata legge Acerbo del Ventennio come un esercizio di democrazia.

Una legge come questa, che consentirebbe ad una lista di maggioranza relativa, paradossalmente anche soltanto con il 10% dei consensi. di ottenere fino a155% dei seggi, è infatti una cosa che non si è vista neppure nel Ventennio.

E dal 55% arrivare ai due terzi, in caso di un forte successo elettorale o di alleanze successive alle elezioni, il passo è breve, così come altrettanto breve è il passo che porterebbe ad una modifica della Costituzione poi non sottoponibile ad un referendum popolare, senza contare anche l’impossibilità, magari, di modificare l’introduzione di un re o, perché no, di un dittatore con lo ius sanguinis.

Ricordiamoci che in molti sono morti per difendere la democrazia, una democrazia che oggi si tenta di svendere. Ma non esiste un prezzo per la democrazia, che ancora di più non può essere messa a rischio con una truffa costituzionale, una truffa ai danni della Costituzione stessa e della buona fede dei cittadini.

Fonte: lib. trat. da srs di R.C.


Apr 16 2009

LA DIDACHE’

Category: Chiesa Cattolica,Libri e fonti,Religioni e rasiegiorgio @ 00:16

 

 

La Didaché è uno scritto antichissimo: si tratta del primo testo in assoluto del Cristianesimo, ed è stata scritta verso il 50 d.C., in Oriente (Siria, Palestina o Egitto),l’autore è sconosciuto ma è certamente qualcuno che aveva seguito le predicazioni di Gesù Cristo ed è probabilmente antecedente agli stessi Vangeli di Matteo, Marco e Luca.

 

La si può ritenere “la regola della comunità”, un riassunto delle massime morali più importanti ad uso dei Catecumeni. E’ una sorta di compendio dei precetti insegnati da Cristo e contiene in sintesi tutti i principi trasmessi dall’Antico e dal Nuovo Testamento.

 

E’ l’esaltazione della semplicità: con un linguaggio estremamente lineare ed in pochissimi tratti passa dalla Genesi all’Apocalisse, cioè dall’inizio della vita caratterizzata dal dono di Dio che è la libertà al ritorno di Cristo che è misericordia e giustizia.

 

Ci fa vedere quale era il vero spirito dei cristiani delle primissime comunità, dandoci la possibilità di assimilarci ad esso, semplicemente seguendo i suoi essenziali insegnamenti.

 

La DIDACHE’ è citata da Erma nel Pastore, Clemente Alessandrino ed Origene che ritengono Scrittura Sacra. Sant’Atanasio la consiglia per istruire i catecumeni.

All’inizio del V secolo è incorporata nelle Costituzioni Apostoliche.

 

itenuta perduta da secoli, fu riscoperta  nel 1873 dal metropolita di Nicomedia, Filoteo Bryennios, a Costantinopoli in un codice greco, scritto nel 1056 contenente la DIDACHÉ, le due Lettere di San Clemente Romano e l’ Epistola di Barnaba.

 

Fu pubblicata nel 1883 in “L’editio princeps della DIDACHÉ”

In uno studio di Jean-Paul Audet si afferma che la DIDACHÉ è:

” Una raccolta d’istruzioni e di usanze della Chiesa primitiva, fatta da un ministro itinerante del Vangelo”, datandola nel 50 d.C., periodo in cui si iniziano a scrivere  i Vangeli e le Lettere di S. Paolo. Il luogo della sua composizione è indicato in Antiochia (Siria) e l’autore è un cristiano di provenienza giudaica

 

 

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