Dic 17 2009

Herxheim – Germania meridionale: Un cannibalismo di massa

Category: Archeologia e paleontologiagiorgio @ 01:28

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F. Haak, GDKE Rheinland-Pfalz, Direktion Archaologie, Speyer

F. Haak, GDKE Rheinland-Pfalz, Direktion Archaologie, Speyer

Secondo uno studio condotto da Bruno Boulestin e pubblicato su Antiquity, nell’insediamento Herxheim (Germania meridionale), in pochi decenni centinaia di persone vennero macellate come animali e mangiate prima che se ne buttassero i resti in fosse ovali.

Il sacrificio rituale sarebbe avvenuto durante (presunte) cerimonie che interessavano schiavi, prigionieri di guerra o altri. I ricercatori sospettano che una crisi sociale o politica abbia innescato varie forme di violenza, tra cui questa.

Gli archeologi Jorg Orschiedt e Miriam Haidle, che hanno studiato le ossa umane in questione una decina d’anni fa, rigettano però l’ipotesi del cannibalismo. Secondo loro si tratterebbe di un riseppellimento a Herxheim in seguito ad un dismembramento e alla rimozione di carne dalle ossa: lo suggerirebbero la mancanza di mandibole e delle basi dei teschi (che venivano tolti prima della sepoltura). Tracce di pratiche di risepoltura cerimoniali sono note in molte altre società.

All’inizio anche Boulestin la pensava così. Ha cambiato idea dopo le analisi di 217 ossa umane riassemblate di almeno 10 individui trovati in un deposito: su di esse appaiono infatti danni tipici della macellazione animale; ci sarebbero segni di masticazione, teste spellate, lingue tagliate, midollo rimosso e ossa rotte intenzionalmente e arrostite.

Boulestin sostiene che fino ad ora le uniche prove convincenti di cannibalismo neolitico arrivano dalle ossa di sei persone di 6000 anni in una grotta francese. Per Orschiedt e Haidle anche anche questo caso sarebbe una risepoltura.

Herxheim presenta i resti di una grande struttura e ciò che sembrano due fossati paralleli che circondano l’insediamento. I fossati sono stati creati sovrapponendo buche scavate nei secoli – apparentemente non per tenere esclusivamente i morti né per motivi di difesa. Erano piene di ossa (alcune con incisioni) di circa 500 persone – inclusi bambini e nascituri – e di cani.

Le ceramiche trovate fra le ossa vennero accumulate in non più di pochi decenni; alcuni pezzi arrivano da siti lontani 400 km. Risalgono al Neolitico, verso i 7500-7000 anni fa, e appartengono alla cultura della ceramica lineare.

A quell’epoca sono documentati massacri di dozzine di persone in tre siti dell’Europa centrale, mentre altri insediamenti (incluso Herxheim) vennero abbandonati. Tuttavia ciò non è sufficiente a dire che la crisi fosse diffusa, come fa notare l’archeologo Nick Thorpe.

Qualunque cosa successe, le ossa facciali vennero fracassate in modo irriconoscibile, “dando un’impressione della distruzione dell’identità individuale, una sorta di violenza psichica contro la persona”, conclude Thorpe.  (6 Dicembre 2009)

Fonte. La porte del Tempo

Link: http://www.laportadeltempo.com/libri.asp?ID=319

link: http://ilfattostorico.com/2009/12/06/un-cannibalis…

link: http://news.discovery.com/archaeology/mass-cannibalism-german-village.html

(VR 17 dicembre 2009)

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