UNIVERSITA’ ITALIANA: FUGA DAI BARONI

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Pubblicato il: 28 gennaio 2009

Paolo De Coppi

 

In un’intervista pubblicata sul quotidiano La Stampa, Paolo De Coppi, il ricercatore padovano che lavora allo studio sulle cellule staminali nel liquido amniotico, afferma che in Italia non avrebbe mai avuto la possibilità di portare avanti le sue ricerche. Per quali motivi? Per diverse ragioni. 

In breve: 

1) Da noi non si crede nei trentenni, anche se sono loro ad avere le idee migliori.

2) All’estero vi sono Università in cui si incontrano grandi scienziati a cui interessa scambiare davvero idee e fare vera ricerca, mentre in Italia questa è una logica difficile da trovare, poiché ognuno pensa e lavora soltanto per fare i propri interessi. E questo nel nostro paese accade in tutti i settori, dalla politica alla cultura, passando per la magistratura, la ricerca, l’università etc…, con il tipico paludismo baronale del Sistema Italia. 

3) Infine, negli Stati Uniti si può investire anche negli studi più rischiosi. Proprio come capitò a lui quando nel 2000, il prof. Anthony Atala, autentico luminare della genetica dei tessuti, offrì a Paolo De Coppi piena fiducia e massimo appoggio per la sua ricerca, dicendogli letteralmente: “Caro Paolo, spendi pure tutti i soldi che vuoi!” 

E a un certo punto Paolo ci ha pensato per davvero, e così ha preso il primo volo e se ne è andato.

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