Feb 13 2018

ATTI IMPURI

Category: Enzo Monti Raccontigiorgio @ 01:03

 

 

Mio fratello diceva che Beppe, un ventiquattrenne che giocava al calcio con noi ragazzi di tredici  anni all’oratorio di San Luca a Cremona, era un “salen”. Tradotto in lingua italiana un “salino”.

 

  Il termine  indicava, nel nostro dialetto, chi segue i ragazzini nei gabinetti e gli va a menar il pisello.(1) E su Beppe non si sbagliava. Lo verificai da una sua confessione fattami il giorno quando venne da me, invece d’andar io da lui, per scusarmi d’averlo accusato ingiustamente.

 

 Le nozioni sul sesso le avevo apprese dagli animali in campagna quando ero dai nonni. Per di più, tra i cinque e i sei anni giocavo, come tutti i bambini della mia età, al dottore con le mie amichette. Vivevo seguendo i semplici istinti naturali senza problemi né inibizioni finché, arrivato in città, frequentai l’oratorio. E come tutti i miei coetanei di quell’epoca, subii l’oppressione, la violenza, la ferocia e la brutalità dei preti contro il sesso, e di conseguenza contro le donne: uniche fonti di peccato, di perversione e dannazione. Come se al mondo non ci fosse abbastanza cattiveria e malignità da combattere.

 

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