Feb 11 2018

HAPPY HOURS

Category: Enzo Monti Raccontigiorgio @ 00:02

La galleria 25 aprile 

 

 

  A Cremona, nel Sessantatre, mio fratello aveva preso la buona abitudine d’andare con i suoi amici, un po’ prima delle venti, a bersi l’aperitivo sotto la Galleria XXV Aprile presso il caffè Moka.

 

 Nonostante il posto fosse solo un budello con un bancone sulla sinistra, con una lunga specchiera alla parete e con mensole che reggevano bottiglie, era diventato un locale alla moda. Sembrava che non ci fosse niente di meglio in tutta la città.

 

 In fondo a questo banco, a foggia di elle maiuscola, sul lato minore era disposta la macchina del caffè che non mostrava al pubblico, come avviene al giorno d’oggi,  beccucci e manovelle, ma il lato opposto, dove faceva bella mostra il designer del costruttore. 

 

 A quei tempi, il vino non era un gran che. Per noi Cremonesi non c’era altro che Malvasia piacentina, un bianco leggermente frizzante e un po’ amabile. Qualcosa di meglio era il Carpenè Malvolti e il Montelera della Martini, più pregiati di questi veniva solo lo champagne. Non servivano il bianco fermo oppure il vino rosso come s’usava nelle osterie, e non era ancora di moda lo spritz all’Aperol, anche se devo confessare che qualcuno prendeva già dello sprizzato semplice oppure corretto con Campari o Cynar. Quel locale poi era famoso per il bitter Campari con selz servito in bicchieri ghiacciati. Scusate se trascuro gli analcolici, ma con loro non ho mai avuto buoni rapporti.

 

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