Categoria: Storia di Venezia e del Veneto
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STORIA VENETA – 117: 1647 – INIZIANO I PRIMI SCONTRI NAVALI PER CANDIA. SI COMBATTE DURAMENTE
Dal testo di Francesco Zanotto “L’invitto Tommaso, lunghi dal timore che tale disperato cimento fosse per trarlo all’ultimo fine, giocondo anzi mostrossi, mirando alla gloria che ne verrebbe al suo nome, se per la patria, avesse in quel rischio possente cimentata la vita. Spiegò tosto il vessillo di guerra, distribuì i posti, confortò…
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STORIA VENETA – 116: 1645 – IL DRAMMA FAMILIARE DI UN MILITARE VENEZIANO. A CANDIA NON C’E’ SCAMPO!
Dal testo di Francesco Zanotto “Al primo assalire che fecero i Turchi di quel forte, per lo sterminato lor numero, non potè resistere il Giuliani; per cui osservando egli irrompere da tutte parti l’abborrito nemico, pensò sottrarsi, con atto magnanimo, alla servitù miserabile che lo attendeva; dare uno splendido esempio da imitare a’…
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STORIA VENETA – 115: 1645 – PER AFFRONTARE UN ALTRO FRONTE DI GUERRA. IL CARDINALE MOROSINI OFFRE I SUOI AVERI
Dal testo di Francesco Zanotto “Primo fra tutti, diede esempio nobilissimo e splendidissimo il patriarca Giovan-Francesco Morosini, il quale recavasi davanti alla maestà del Senato, donando, innanzi tratto, il suo vasellame prezioso, indi offerendo l’annua somma di ducati cinquemila per tutto il tempo che durava la guerra. La quale azione magnanima trasse seco…
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STORIA VENETA – 114: 1631 – ARRIVA UNA NUOVA, TREMENDA EPIDEMIA. SI COSTRUISCE IL TEMPIO DELLA SALUTE
Dal testo di Francesco Zanotto “La mattina del dì 25 marzo 1631 era stata stabilita per collocare la prima pietra; ma ciò non potè mandarsi ad effetto, attesa la grave indisposizione del Doge, che dovea in principalità compier quell’ atto. Ebbe luogo, in questa vece, il primo giorno dell’ aprile susseguente. Ne compì il…
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STORIA VENETA – 113: 1622 – ANTONIO FOSCARINI VITTIMA DEL “TERRORE” . IL SENATORE PREFERISCE TACERE
Dal testo di Francesco Zanotto “A tali strette ridotto, e ben vedendo il Foscarini esser divenuta necessità il sottoporsi volontario alla morte, piegava la fronte, generoso, a tanta necessità, anzichè palesare il nome della donna visitata da lui ogni notte. Quindi tradotto innanzi agli inquisitori di Stato, negava risolutamente di essere reo dell’imputatogli…
