Dic 09 2013

VERONA STORIA NATURALE. FINALMENTE L´ATLANTE DELLE SELCI PREISTORICHE (FALSI INCLUSI). DOPO 130 ANNI STAMPATO L´INVENTARIO DI STEFANO DE STEFANI: I MONTANARI, PAGATI A COTTIMO, FABBRICARONO PER LUI REPERTI FASULLI

Scavi al riparo Scalucce, foto Dal Fabbro del 15 settembre 188

Scavi al riparo Scalucce, foto Dal Fabbro del 15 settembre 188

 

STORIA NATURALE. Domani al Museo l´archeologo Luciano Salzani presenta il volume su «Ricerche e scoperte litiche a Breonio», opera dello scienziato ottocentesco

Si avvera dopo 130 anni un desiderio di Stefano De Stefani, appassionato scienziato ottocentesco, pioniere degli studi preistorici nel Veronese: per primo segnalò decine e decine di nuovi siti archeologici dalla Lessinia a Peschiera, a Rivoli e Bovolone, ed è annoverato tra i benefattori del Museo civico di storia naturale, di cui arricchì le collezioni con i suoi ritrovamenti e per il quale si adoperò dopo la rovinosa alluvione dell´Adige nel 1882.

 

STEFANO DE STEFANI

STEFANO DE STEFANI

 

De Stefani sognava di pubblicare l´Atlante delle ricerche e scoperte nelle stazioni litiche di Breonio. Lo aveva curato in ogni dettaglio e terminato nel 1884, ma poi aveva rinunciato a darlo alle stampe. Dopo tanto tempo lo hanno esaudito Luciano Salzani, archeologo, direttore in pensione della Sovrintendenza, e il discendente Rocco De Stefani, che domani presentano al Museo civico di storia naturale l´Atlante insieme a disegni, mappe, elenchi di reperti, fotografie e soprattutto una serie di scritti inediti — recuperati nell´archivio privato della famiglia grazie a un riordino di carte sparse tra vari parenti — materiale dall´alto valore storico e documentaristico. Testimonia un periodo, infatti, compreso tra il 1870 e il 1890, «che fu tra i più intensi di fervore archeologico nella provincia di Verona», come spiega Salzani. Nel volume, che entra nella collana Memorie del Museo di storia naturale, ci sono le basi per futuri e ulteriori approfondimenti di carattere storico. Come nel caso dell´inventario generale delle raccolte preistoriche provenienti da Breonio, messe in vendita per il Museo nazionale preistorico di Roma, catalogo stilato da Pompeo Castelfranco, il massimo archeologo dell´epoca. «Le sue valutazioni dei pezzi sono molto interessanti e aprono a nuove ricerche», dice Salzani.

 

Selci lessiniche in una tavola del libro-la croce è una dei falsi

Selci lessiniche in una tavola del libro: la croce è una dei falsi

 

«La pubblicazione dell´Atlante», continua Salzani, «stava particolarmente a cuore a De Stefani, soprattutto per la parte relativa alle scoperte sui Lessini, come testimoniano le continue richieste a Luigi Pigorini e l´invio di disegni e tavole dei reperti a molti studiosi affinché venissero annotati e confrontati magari con altri ritrovamenti. Lo stesso Pigorini, nel 1885, pareva entusiasta all´idea di pubblicare tali studi». Alla fine, però, non se ne fece nulla. «Per motivi economici», continua Salzani, «dato anche l´alto costo della riproduzione delle tavole esplicative e dei disegni a china».

 

Ma c´è di più. In quegli anni montavano le polemiche per le «strane selci» rinvenute sul monte Loffa, a Sant´Anna d´Alfaedo, riprodotte e visibili in molte tavole dell´Atlante. Erano dei falsi, che operai del luogo avevano fatto trovare a De Stefani nei siti di scavo. «Venivano pagati a pezzo, così tali Pippo e Titon si erano ingegnati per racimolare qualche lira in più», spiega Salzani. «Sapevano in anticipo dove si sarebbe andati a scavare e così vi portavano prima le selci fasulle, lavorate con la tenaglia e fatte bollire nella scorza di castagne perché avessero una patina di antico».

 

L´inganno ai danni del De Stefani, e dello stesso Pigorini che al suo arrivo sul monte Loffa esclamò «veni vidi vici», scatenò una querelle internazionale che vide contrapporsi soprattutto studiosi francesi e italiani. Non c´erano dubbi sulla falsità, per gli scienziati d´oltralpe. Gli italiani, invece, mossi da patriottismo e dall´orgoglio, ne difendevano l´autenticità. La vicenda andò avanti fino agli anni Trenta del Novecento. E anche oggi, comunque, ogni volta che vengono rinvenuti nuovi reperti archeologici, il dubbio serpeggia: saranno veri o no?

 

 

Fonte: srs di Camilla Madinelli, da L’ARENA DI VERONA di  mercoledì 04 dicembre 2013 CULTURA, pagina 45

 

 

DOMANI  GIOVEDÌ 5 DICEMBRE 2013,  ALLE 17, AL MUSEO CIVICO DI STORIA NATURALE IL VOLUME ATLANTE DELLE RICERCHE E SCOPERTE NELLE STAZIONI LITICHE DI BREONIO E ALTRI SCRITTI INEDITI DI STEFANO DE STEFANI

 

 

DOMANI alle 17, al Museo civico di storia naturale il volume Atlante delle ricerche e scoperte nelle stazioni litiche di Breonio e altri scritti inediti di Stefano De Stefani, a cura di Luciano Salzani e Rocco De Stefani, sarà presentato dai due curatori, con il direttore del Museo, Giuseppe Minciotti, e il consigliere comunale incaricato alla Cultura, Antonia Pavesi.

Interventi di Alessandra Aspes, già direttore del Museo, Ettore Curi (Accademia di agricoltura scienze e lettere), Massimo Tarantini (Università di Siena, studioso di ricerche archeologiche nell´Ottocento) e Franco Nicolis, Ufficio Beni Archeologici della Provincia di Trento. Atteso anche il soprintendente ai Beni Archeologici del Veneto, Vincenzo Tinè. (C.M.)

 

 

Fonte: srs di Camilla Madinelli, da L’ARENA DI VERONA di  mercoledì 04 dicembre 2013 CULTURA, pagina 45

Link: http://www.larena.it/stories/Cultura/602362_finalmente_latlante_delle_selci_preistoriche_falsi_inclusi/

 

 

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