Nov 09 2012

PAOLO VILLAGGIO: CARI GIOVANI DOVE ERAVATE NEGLI ULTIMI 10 ANNI?”

Category: Società e politicaLuca Spedo @ 09:29

 

“NOI CI SIAMO RIALZATI DALLA GUERRA E ABBIAMO RESO L’ITALIA UNO DEI PAESI PIÙ RICCHI DELLA TERRA” – “VOI CHE INCOLPATE GLI ‘ALTRI’, CHE VI LAMENTATE SEMPRE IN UN ITALIANO PERFETTO, CHE ORGANIZZATE TUTTI I SABATI CORTEI SIMILI AL TRISTE CARNEVALE DI RIO, DOVE CAZZO ERAVATE NEGLI ULTIMI 10 ANNI?”..

 

L’ho detto varie volte e continuo a dirlo alle massaie del mercato rionale, dove vado tutte le mattine: “C’avete ragione, tutti i telegiornali, nei primi venti minuti vi torturano in una lingua sconosciuta, che sembra turco, i giornali poi fate bene a non comprarli perché scrivono addirittura in lingua cuneiforme e gli ospiti di Porta a Porta parlano in sanscrito!”. Però voglio spiegare a tutti i vostri lettori anziani, in maniera chiara quale sarà il vostro futuro: userò il mio italiano rozzo, poco brillante, ma spero comprensibile.

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Nov 09 2012

IL FALLIMENTO DELLE RIVOLUZIONI SOCIALI….OVVERO PERCHÉ LE RIVOLUZIONI FALLISCONO E SONO DESTINATE A FALLIRE

 

Le rivoluzioni falliscono innanzitutto perché non sono rivoluzioni. La rivoluzione è possibile solo nell’anima individuale. La rivoluzione sociale è uno pseudo-fenomeno, non avendo la società un’anima propria. La rivoluzione è un fenomeno spirituale. Non ci può essere una rivoluzione sociale né una rivoluzione politica né una rivoluzione economica. L’unica rivoluzione è quella dello spirito, è individuale.

Se milioni di individui cambiassero se stessi, la società cambierebbe di conseguenza e non viceversa. Non puoi cambiare prima la società e sperare che, in seguito, cambino gli individui.

 

Ecco perché tutte le rivoluzioni sono fallite: poiché le abbiamo iniziate dalla direzione errata. Abbiamo pensato che se avessimo cambiato la società, la struttura economica e politica, un giorno sarebbero cambiati anche gli individui, che sono gli elementi costitutivi della società. È una stupidaggine! Una simile rivoluzione cosa produrrebbe?

 

Per esempio nel 1917 in Russia accadde una cosiddetta grande rivoluzione. Chi poteva prendere l’iniziativa di fare questa rivoluzione? Chi avrebbe assunto il potere? Stalin arrivò al potere! Stalin non aveva vissuto alcuna rivoluzione interiore a livello personale; era un prodotto della stessa società che aveva cambiato o che stava tentando di cambiare.  Ha dimostrato di essere un capo assai più pericoloso degli zar che aveva distrutto; di fatto aveva vissuto sotto quegli zar, era un sottoprodotto di quella società feudale.

 

Ha tentato di cambiare la società, però egli stesso aveva una mentalità da dittatore. Impose la sua dittatura alla Nazione e la rivoluzione diventò una controrivoluzione. Questa è stata la sfortuna di tutte le rivoluzioni accadute nel mondo, perché il rivoluzionario è sempre [nel senso di “ finora è sempre stato] lo stesso tipo di persona creata dal passato, non è una persona nuova. Cosa potrebbe fare se non ripetere il passato mettendogli solo etichette nuove? Chiamandolo comunismo, socialismo, fascismo [democrazia]; il nome non è importante, sono tutti nomi di fantasia. I nomi di fantasia turlupinano la gente [la bilingua di orwelliana memoria ne è un perfetto esempio].

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