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La dea del popolo veneto, Reitia, governava il ciclo della vita, le acque curative, ma soprattutto possedeva la cosiddetta chiave del destino. Considerata una vera dea madre, decideva dove portare l’uomo, secondo ciò che voleva insegnargli, ma è sempre rappresentata come benevola: non giudica e, se impone sacrifici, lo fa per elevare, non per condannare.
Questa divinità arcaica paleo-veneta era considerata dagli abitanti dell’antico Veneto come protettrice delle acque e del parto, delle piante e degli animali, ma anche una dea clavigera. Probabilmente di origine indigena, la divinità subì poi influenze celtiche e la colonizzazione romana; creatrice veneta, era vista come dea misericordiosa e benevola, dea del matriarcato che sopravvisse anche durante il patriarcato.

