Set 07 2016

IL SUFFISSOIDE CHE PORTA DECISAMENTE SFIGA

Category: Monade satira e rattatujegiorgio @ 06:57

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di GILBERTO ONETO

 

Qualche tempo fa Bankitalia se ne è uscita con la novità che l’evasione fiscale sarebbe concentrata principalmente a Nord contraddicendo tutti gli studi precedenti, compresi quelli dell’Agenzia delle Entrate. É inutile entrare nel merito della boutade, visto che l’ente di provenienza appartiene alla nobile schiera dei sodalizi che devono per vocazione e impegno statutario affermare a ogni costo la sacra unità della patria e – si sa – ogni accenno e ammissione dello sfruttamento delle regioni padane mette in pericolo la già scarsa graniticità del dogma dell’indivisibilità tricolore.

 

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Set 06 2016

LA LINGUA EGIZIANA

Category: Bibbia ed Egitto,Cultura e dintornigiorgio @ 06:44

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Pietra di Roseta esposta al British Museum

 

LA NASCITA

 

L’invenzione della scrittura egiziana, è avvenuta intorno al 3200 a.C. fu uno degli eventi più importanti nella storia dell’antico Egitto.

La lingua egiziana ha avuto, nel corso del tempo, tre modi differenti di scrittura:  geroglifica, ieratica, demotica. A questi tre modi di scrivere si deve aggiungere quello utilizzato per esprimere la lingua copta, che era la lingua egiziana al tempo del cristianesimo.

 

GEROGLIFICA

 

 GEROGLIFICA

 

E’ la scrittura egiziana per eccellenza, quella che tutti conosciamo. Il suo nome è derivato dal greco e significa “sacri segni incisi”.

I primi geroglifici risalgono all’era predinastica, mentre gli ultimi sono stati tracciati a File nel 394 d.C. in piena epoca cristiana.

Probabilmente all’inizio si trattava di una forma di scrittura ideografica.

I segni e i disegni erano comunque poco adatti per indicare cose o concetti astratti: come verità, libertà, inganno, fede, vita, grandezza, infedeltà, pensiero, in genere molti concetti erano difficili da esprimere.

Per rimediare a ciò, nel corso di parecchi secoli, gli egiziani modificarono la loro scrittura  dando anche ad ogni figura il valore di un suono, come noi ne diamo uno alle lettere dell’alfabeto.

Questo tipo di scrittura era usata soprattutto per uso ufficiale e monumentale e quindi la troviamo diffusamente su templi e tombe.

 

IERATICA

 

 Scrittura ieratica su papiro

 

Accanto alla scrittura geroglifica ne esisteva un’altra, chiamata dai greci ieratica (= sacra); questa però aveva nulla di sacro.

Questo tipo di scrittura è stato introdotto per semplificare il modo di scrivere dei geroglifici. Si può considerare lo ieratico il corsivo della scrittura geroglifica.  Non differisce dalla scrittura classica se non per il fatto che viene sacrificato l’aspetto pittografico alla velocità di scrittura. Ad ogni segno geroglifico corrisponde un segno ieratico e viceversa ed è quindi facile passare da un testo all’altro.

Lo ieratico, essendo più sbrigativo, era quindi usato in tutti i testi, per tutto ciò che non doveva esser inciso su pietra, né avere carattere ufficiale mentre la scrittura geroglifica era usata, come detto, per scopi epigrafici e monumentali.

Lo ieratico, infine, era il tipo di scrittura che si imparava per prima nelle scuole degli scribi: i caratteri geroglifici veniva insegnati solo dopo che gli alunni si erano impadroniti dello ieratico.

 

 DEMOTICA

 

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Questo tipo di scrittura, che significa “popolare”, fu introdotto da Psammetico I (26esima dinastia, VII seccolo a.C. ) per semplificare ulteriormente la scrittura ieratica: si tratta del corsivo del corsivo e fu  in uso fino alla fine dell’impero romano

A differenza dello ieratico, però, non ha un rapporto uno ad uno con i geroglifici: i singoli segni demotici corrispondono a più geroglifici legati insieme per essere scritti con un solo tratto di penna.

Era la lingua tardo-egizia adottata dai cristiani abitanti in Egitto che non amavano usare il greco perché da essi considerata “lingua dei pagani”. In scrittura demotica si conservano moltissime traduzioni di testi sacri.

 

COPTA

 

 Coptic writing

 

Questo tipo di scrittura fu introdotta probabilmente tra il II e il III secolo dopo Cristo per potere scrivere in egiziano le Sacre Scritture dopo la diffusione in Egitto del Cristianesimo. Essa è basata sull’alfabeto greco con l’aggiunta di sette segni speciali derivati dal demotico, necessari per rendere i suoni dell’antico egiziano. Particolare importante la scrittura copta comprende anche le vocali che invece erano assenti nella lingua geroglifica. Tale lingua e scrittura è stata utilizzata fino a qualche decennio fa nelle cerimonie religiose della Chiesa Monofisista etiopica.

Il termine Copto deriva dalla corruzione del nome “Egitto” che deriva a sua volta dalle parole egiziane “HT KA PTAH” (tempio dello spirito di Ptah), uno dei nomi della città di Menfi. Gli antichi egizi chiamavano invece la loro Terra con vari nomi tra cui il più comune era “KHMT” (Terra nera).

 


Set 05 2016

BARDOLINO – CHIESA DI SAN PIETRO: UN LONGOBARDO CON LE SUE ARMI NELLA NECROPOLI SOTTO LA ROCCA

Category: Verona archeologia e paleontologiagiorgio @ 13:00

bardolino i bambini visitano sito archeologici a chiesa san pietro

La sepoltura con all’interno i resti dell’uomo longobardo

 

Oggi la presentazione della scoperta avvenuta durante i lavori per il restauro della chiesa di San Pietro. Otto le sepolture già individuate oltre a una serie di reperti di notevole interesse: finora li hanno visti solo gli studenti

 

I resti di una necropoli romana sono stati rinvenuti nei pressi della chiesa di San Pietro, ai piedi della Rocca, sulla strada che conduce a Garda.

L’inattesa scoperta è avvenuta, casualmente, durante i lavori di restauro della chiesetta, che è documentata a partire dal 1281. Nel liberare dalla terra la base esterna della parete dall’edificio, con l’intento di costruire un cunicolo areato per salvaguardare lo stabile, ci si è imbattuti infatti in una serie di tombe risalenti al periodo tardo romano.

Immediatamente l’architetto Massimiliano Valdinoci, responsabile con gli architetti Michele Ruffino e Laura Musso di Torino del progetto di recupero dell’antico oratorio, ha avvisato la Soprintendenza Archeologica del Veneto.

 

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Set 04 2016

SONO NATA PER AMORE, SONO VISSUTA PER AMARE E MORIRÒ PER AMORE

Category: Pensieri e parole,Veja migiorgio @ 06:32

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Ho capito che è l’amore quella forza superiore che alcuni chiamano dio…

Io sono nata per amore, sono vissuta per amare e morirò per amore,

solo che non avrei voluto morire così giovane, ma forse è meglio così…

 

Dicono che il tempo cancella ogni ricordo,

ma niente cancellerà il tuo volto dal mio cuore,

le tue labbra che non sono mai riuscito a sfiorare,

perchè non ho mai avuto il coraggio di farlo…

 

Voglio che gli ultimi pensieri siano per quella  persona che ho amato,

e che amerò per sempre…

sarò tua per sempre, quando riderai e quando piangerai,

e vorrò stringerti al petto in un dolcissimo abbraccio,

ma non potrò farlo…

addio per sempre…

 

Rosabianca   1980

 

 


Set 03 2016

VERONA 16 APRILE 1909. MORIVA SUICIDA RICCARDO LOTZE IL MENTORE DEI FOTOGRAFI VERONESI

Category: Fotografie e immagini,Verona storia e artegiorgio @ 15:08

 

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Riccardo  Lotze

 

Riccardo  Lotze nel ricordo di Giancarlo Beltrame da L’Arena di Verona del 14 aprile 2008

 

Verona 16 aprile 2008: Riccardo  Lotze    99 anni fa il suicidio. E c’è un giallo

 

STORIA VERONESE. Il 16 aprile l’anniversario della fine del «mentore dei fotografi veronesi», come scrisse all’epoca il cronista de L’Arena. Al quale sfuggì qualcosa

 

Ci sono informazioni che anche al cronista più attento alla notizia possono sfuggire. Spesso, come nel caso della Lettera rubata di Edgar Allan Poe, sono proprio lì, sotto il naso, in bella evidenza, eppure passano inosservate e non vengono colte.  Poi, a distanza di tempo, di molto tempo, una coincidenza colpisce uno studioso, uno storico o un appassionato dilettante, e allora riemergono con tutta la loro forza.

 

16 APRILE 1909. La storia che stiamo per raccontare succede a Verona quasi un secolo fa, 99 anni per la precisione, la sera del 16 aprile 1909.

 

È la storia di un suicidio, che oggi non comparirebbe nemmeno sulle pagine dei giornali, benché siano molte di più rispetto alle quattro dell’epoca del fatto, ma che allora si guadagnò un titolo su due colonne (quasi mezza pagina!) e un lunghissimo e dettagliato resoconto dell’anonimo giornalista (allora si usava così, non c’era la fregola della firma).

Chi scrive il resoconto dimostra di conoscere bene l’autore del gesto estremo e ne traccia un profilo ricco di particolari.

 

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Set 02 2016

LA DITTATURA È UNA COSA SERIA

Category: Monolandiagiorgio @ 00:11

 

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Breve riepilogo per presunti o aspiranti dittatori

 

Il dittatore controlla tutta l’informazione. La nutre di veline (absit iniuria verbis) che in nessun modo possono essere ignorate o contraddette, pena il confino immediato e inappellabile, se non territoriale, come minimo dai mezzi di informazione

 

Il dittatore ama le intercettazioni ed è l’unico autorizzato a promuoverle ed attuarle (si consiglia, per verifica, un colpo d’occhio all’Archivio centrale dello Stato)

 

Il dittatore ha ottimi rapporti con la magistratura (vedere in proposito la sentenza 15 giugno 1938 nella quale le sezioni  Unite della Cassazione affermarono che l’interpretazione della legge data dal Capo del Governo dovesse considerarsi autentica “per la posizione del Capo del Governo Fascista da cui essa promana”)

 

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Set 01 2016

ERO COMUNISTA….

Category: Società e politica,Veja migiorgio @ 05:07

ero comunista mi sono lavato e sono guarito

 

 

ERO COMUNISTA…

MI SONO LAVATO…

E SONO GUARITO!

 

 


Ago 31 2016

SOVIETLANDIA: DA SIBILLA ALERAMO A CALVINO GLI ITALIANI STREGATI DAIL’URSS

Category: Società e politica,Storia moderna e revisionismogiorgio @ 00:54

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Italo Calvino nel 1954. Due anni prima pubblicò i pezzi dall’Urss sull’Unità

 

Di Carlo Sala

 

Giorgio Nicolai raccoglie in un’antologia gli scritti di romanzieri e cronisti in viaggio in Russia. Spesso incapaci di vedere le mostruosità del regime

 

Quale paradiso in terra per gli operai avesse realizzato il  comunismo si intuiva fin dall’inizio, appena la Rivoluzione d’ottobre in Russia mise in pratica le sue promesse.

Come aveva capito il futuro Nobel Bertrand Russell, il  comunismo non aveva fatto altro che creare una nuova casta di privilegiati, quasi una sorta di nuova aristocrazia, con la scusa dell’ egualitarismo e del trionfo del proletariato.

 

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Ago 30 2016

LE METAMORFOSI DELLA BELLA GIOVENTÙ. IERI ERANO TUTTI FASCISTI, OGGI SONO TUTTI ANTIFASCISTI

Category: Società e politica,Storia moderna e revisionismogiorgio @ 00:03

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Quanta bella gioventù

 

 

Il 24 settembre 1942, il settimanale “Roma Fascista” pubblica un articolo di Eugenio Scalfari: «Gli imperi moderni quali noi li concepiamo – scrive – sono basati sul cardine “razza”, escludendo pertanto l’estensione della cittadinanza da parte dello stato nucleo alle altre genti».

 

Il 4 agosto 1942 “La Provincia Granda” pubblica a firma di Giorgio Bocca: «Questo odio degli ebrei contro il fascismo è la causa prima della guerra attuale. La vittoria degli avversari solo in apparenza infatti, sarebbe una vittoria degli ebrei. A quale ariano, fascista o non fascista, può sorridere l’idea di dovere, in un tempo non lontano, essere lo schiavo degli ebrei?».

 

Erano entrambi giovanissimi, forgiati dalla propaganda del Ventennio, insieme al giovanissimo Giovanni Spadolini, privi della scelta che solo la libertà garantisce.

Tuttavia, nessuno di loro fu costretto a scrivere sotto minaccia.

 

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Ago 29 2016

IL ROMAN WARMING: IL FATTORE CLIMA TRA LE CAUSE DELLA PROSPERITÀ E DELLA CADUTA DI ROMA

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L’abbigliamento romano lascia pensare a stagioni particolarmente miti durante i fasti dell’Impero

 

Alla grandezza di Roma ha contribuito anche il clima mite,  e per la sua decadenza un probabile raffreddamento climatico.

 

L’abbigliamento romano lascia pensare a stagioni particolarmente miti durante i fasti dell’Impero. Avrete senza dubbio osservato l’abbigliamento degli antichi romani in centinaia di film. Tutto si può dire fuorché fossero molto coperti o temessero il freddo. Eppure le stagioni si avvicendavano anche allora.

 

Le temperature però erano mediamente più elevate rispetto ad oggi, anche di 2.5°C. Questo ovviamente si traduceva in inverni particolarmente miti e in periodi molto caldi nelle stagioni primaverili ed estive.

 

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Ago 28 2016

LAGER E DEPORTAZIONE – LA TESTIMONIANZE DI MILO NAVASA

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(Milo Navasa. Nato a Venezia il 12.05.1925; morto a Verona il 14.02.2009)

 

Arresto: 13 dicembre 1944 a casa

Carcerazione:  Verona: al comando SS, al Forte di San Leonardo e al Forte di San Mattia

Deportazione: Bolzano,

Liberazione: 01.05.1945 a Bolzano

 

R: Buongiorno. Mi chiamo Milo Navasa, sono nato a Venezia il 27 maggio  1925. Figlio unico e abitavamo a Verona da parecchi anni. Mio papà lavorava  alla Telve e io ero studente, scuole normali, liceo ecc.

 

Il 13 dicembre 1944 di notte abbiamo sentito un fracasso infernale giù alla  porta d’ingresso della casa, hanno mezzo sfondato una porta ed era una  pattuglia di SS. Sono venuti dentro, hanno beccato mio papà subito e  stavano per portarlo via, quando girando per l’appartamento, sono capitati  anche in camera mia che stavo dormendo, mi ero svegliato un po’ di  soprassalto. Hanno chiesto a mio padre, il quale parlava tedesco tra l’altro e  capiva, gli hanno chiesto chi ero e lui ha detto: “E’ mio figlio”. Hanno detto:   “Komm” e mi hanno preso, anch’io.

 

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Ago 27 2016

BEPI DE MARZI: È IL SIGNORE DELLE CIME «MA MI RENDE FELICE ESSERE L’AUTORE IGNOTO»

Category: Musica e spettacoli,Persone e personaggigiorgio @ 00:07
Bepi De Marzi

Bepi De Marzi

 

(Bepi De Marzi, girava l’anno 2010)

 

Bepi De Marzi, stasera sabato 20 marzo 2010 a Verona al teatro Stimate e lunedì 22 marzo  a Valgatara

 

Bepi De Marzi, classe 1935, aveva poco più di vent’anni quando, fresco di diploma di conservatorio e di naja, compose Signore delle cime.  Eseguì il canto in pubblico per la prima volta nel 1958 con il coro che sarebbe diventato famoso, i Crodaioli.

Da allora Arzignano, paese di De Marzi, ha continuato a essere fucina dei suoi canti d’ispirazione popolare, composti «tra il vociare di giocatori di tresette e il profumo del vino nero della vecchia osteria sotto casa».

Joska la rossa, Monte Pasubio, Laila oh: la montagna e la sua gente, le tradizioni sacre e profane, in centinaia di canti e una decina di dischi.

Il preferito, Cantare. «So dove i grilli accordano i violini, so dove il vento si ferma quando trema, so dove nasce la voglia di cantare».

Il più celebre, Signore delle cime, è tradotto in cento lingue.

 

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Ago 26 2016

PREVENZIONE SISMICA: COSA FARE PRIMA DOPO E DURANTE UN TERREMOTO!!!

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COSA FARE PRIMA DURANTE E DOPO UN TERREMOTO.

 

In caso di terremoto, il rispetto di alcune semplici norme rappresenta un fattore determinante per la diminuzione dei danni alle persone

 

PRIMA

 

Prima che arrivi un terremoto è importante:

– sapere se si è in zona a rischio

– sapere quali sono i punti più sicuri della propria abitazione ( dove sono i muri portanti, le travi di cemento armato) e del luogo di lavoro.

– sapere dove sono gli interruttori generali della luce, del gas e dell’acqua

– sapere se vi sono uscite di emergenza

– sapere dove sono gli spazi aperti sicuri vicino alla propria casa e del luogo di lavoro

– assicurarsi che tutte le persone che vivono con noi sappiano cosa fare

 

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Ago 25 2016

LE RISSE ALLO STADIO: NULLA DI NUOVO SOTTO IL SOLE

Category: Sport e tempo libero,Storia e artegiorgio @ 08:14

 

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Pompei: dipinto che ne riporta l’evento 

 

Corsi e ricorsi storici

 

Era il lontano 59 d.C. , quando durante uno spettacolo di gladiatori, nell’arena di Pompei, scoppiò una rissa. Prima cominciarono gli insulti tra i tifosi Pompeiani e quelli Nocerini, poi cominciarono i lanci di pietre ed in fine la mano passò alle armi. Ci furono diversi morti e molti feriti, in particolar modo nelle fila Nocerine.

 

L’imperatore Nerone, portò in senato l’accaduto e qui fu decisa la chiusura dell’anfiteatro per dieci anni e lo scioglimento delle squadre (collegia). Il senatore Regolo, organizzatore dell’evento e i fomentatori della rissa furono tutti esiliati.

 

Le cause di questo increscioso evento sono da ricercare in un episodio precedente. Con la deduzione di Nocera a colonia, era stata sottratta della terra (ager) ai Pompeiani, per ampliare la neo colonia. Tale decisione non fu presa bene da qualche eminenza grigia Pompeiana ed ad arte si creò lo scontro.

Il dipinto sopra riportato, raffigura l’accaduto e fu trovato in una casa negli scavi di Pompei. Ora è al Museo Archeologico di Napoli.

 

Fonte: liberamente tratto da RIFONDAZIONE BORBONICA

Link: http://rifondazioneborbonica.splinder.com/

 


Ago 24 2016

VERBA VOLANT, TASSAE MANENT

Category: Monade satira e rattatujegiorgio @ 00:48

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