Set 06 2009

CASTEL SAN PIETRO: IL CASTELLO DI CANGRANDE DA VERONA

L’anno scorso abbiamo scritto la storia di Castel San Pietro partendo dalla preistoria. Su questo argomento alcuni amici mi hanno contestato dicendomi che Can Grande non costruì mai il suo Castello sul colle di San Pietro, infatti tutti gli studiosi antichi e moderni sostengono che sia opera di Giangaleazzo Visconti. Inoltre mi hanno chiesto dove fossero le prove di quanto andavo sostenendo.

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Mag 19 2009

Verona Alto San Nazzaro: Dietro le case popolari spunta il muro di Teodorico

Restauro ad Alto San Nazaro

 

Di Camilla Bertoni

 

La scoperta Alto San Nazaro, durante i lavori al complesso per trasformarlo in residenze di lusso

 

Le ruspe sono al lavoro da gennaio nel borgo di Alto San Nazaro, nato nel 1887 per conto della Società Anonima Cooperativa Edificatrice di Case Operaie, come borgo popolare destinato agli operai al lavoro nelle fabbriche di Veronetta.

Il complesso è destinato ora a diventare nucleo residenziale di lusso. Da molti anni in abbandono, abitato abusivamente e in rovina, il borgo, originariamente chiamato Quartiere XVI ottobre, è collocato a ridosso delle mura scaligere, in alto sulla collina che domina via San Nazaro, dalla quale è raggiungibile attraverso una lunga e scenografica scalinata concepita contestualmente alla sua realizzazione. Oltre alla vista mozzafiato sulla città, l’area edificata nasconde anche altro un gioiello: un tratto di mura di cinta della città, in conci di tufo, di età precomunale, forse addirittura risalente al regno di Teodorico, che chiude sul retro il terreno di pertinenza. 

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Apr 19 2009

Verona: La cava romana di Veronetta e il suo garage

 

Eccomi appoggiato al bancone della pasticceria Scapini di Porta Vescovo, costretto, dopo aver letto le notizie  scodellate dal giornale, assumere,  malgrado il parere sempre negativo del mio medico, la migliore brioches  alla crema di Verona per potermi  addolcire la giornata.

A rovinarmi la degustazione, ci ha pensato comunque il mio amico Gianni che, per ringraziami del caffe’ che gli avevo offerto, mi “stimola” sulle questioni politiche ed economiche  di  «come la pensi tu su … ecc ecc ». Date tutte le risposte del caso, Gianni  termina con un: «Ho capito! Ma perché ce  l’hai anche con il garage del seminario?». «Io? Ma stai parlando del garage sotterraneo del seminario dei Verona? Santa patata! Ma guarda che io non ce l’ho con nessun garage. E che a volte  ho la netta impressione che siano i  “garage”  ad avercela   con Verona».

«Esempio? » 

A poche centinaia di metri  dal seminario di Verona, in via Damiano Chiesa, vi è la presenza di uno dei piu’  interessanti  esempi di archeologia industriale di Verona, l’ultima traccia  di  cava romana  di pietra giallina esistente dentro le mura di  Verona, cava che i romani  usarono per la costruzione del teatro e di parte delle case e degli edifici della città del primo periodo. 

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Apr 18 2009

VERONA INAUGURAZIONE PARCHEGGIO NELLA ROCCIA A VERONETTA

Category: Verona architettura e urbanistica,Verona lavoragiorgio @ 08:09

Verona: 14/12/2007

Mercoledì 12 Dicembre ore 18.00 in Via Damiano Chiesa taglio del nastro alla nuova autorimessa moderna con sistemi di parcheggio meccanici e sovrastante giardino moderno. 

Lo studio di Architettura ABW in collaborazione con Idealpark srl e Del Miglio Comunicazione e con l’intervento delle autorità del Comune di Verona, inaugura il parcheggio nella roccia, magnifico esempio di riqualificazione di area in abbandono e creazione di posti auto tramite tecnologia di parcheggio.

In questo progetto è stato risolto il problema del posto auto tramite sistemi innovativi, creata un’autorimessa moderna e migliorata la zona residenziale con un giardino contemplativo moderno: un perfetto esempio di miglioramento della vivibilità delle città.

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Mar 23 2009

VERONA. IL CASTEGGION O CASTEJON O DI COLOGNOLA AI COLLI: PRIMA E DOPO.

Prima

E dopo  la cura edilizia

Ecco com’ è  la condizione attuale del Castejon di Colognola ai Colli prima e dopo  la “cura” edilizia.

Un vero esempio di misfatto culturale. Il più bell’ abitato di origine protostorica  esistente nel Nord  Italia, praticamente devastato.

Ai naviganti… l’arduo  giudizio.


Mar 20 2009

Verona Chiesa Santi Apostoli, il cantiere «sorvegliato speciale»

 

Lo scavo per il parcheggio pertinenziale davanti alla chiesa dei Santi Apostoli FOTO MARCHIORI

LA CHIESA DANNEGGIATA. Si alza l’attenzione del Comune. La Sovrintendenza sistemerà la tela del Brentana

Tosi: «Se a causare le crepe sono gli scavi, stop ai lavori» E Di Dio stanzia 35mila euro per restaurare tetto e volte

Enrico Giardini

 

Crepe sui muri del sacello della santa Teuteria e Tosca sotto la chiesa dei Santi Apostoli, il Comune eserciterà un monitoraggio costante con i propri tecnici sullo stato del tempietto (risalente al 751) e sugli scavi per il parcheggio interrato in fase di costruzione nella piazzetta Santi Apostoli, per verificare se dall’escavazione possano o meno dipendere danni alla struttura.

«L’intervento è di un privato ed è stato autorizzato dalla scorsa amministrazione», spiega il sindaco Flavio Tosi, «e comunque verificheremo se c’è una correlazione fra danni e lavori del parcheggio.  Se appureremo che ce ne sono dovremo fermare il cantiere».

Intanto, con un emendamento al bilancio, l’assessore ai lavori pubblici, Vittorio Di Dio, ha destinato 35mila euro al parroco dei Santi Apostoli, monsignor Ezio Falavegna, affinché possano partire in tempi rapidi i lavori per restaurare e consolidare la parte interna del tetto e le volte della chiesa, parzialmente ceduti da quasi tre anni. I danni sono stati causati dal fatto che le due strutture lignee di sostegno della copertura, cedendo, hanno gravato sulle volte, facendo quindi cadere calcinacci all’interno della chiesa. Per evitare che ne cadano ancora a terra sono già stati attaccati ai muri una rete e un telo.

Esiste già un progetto di restauro e consolidamento del tetto e delle volte approvato dalla Sovrintendenza ai Beni architettonici, a cui si è sensibilizzato anche Massimo Raccosta, amministratore della Technital, la società di costruzioni che assiste il parroco nell’iter di restauro.

Grazie al finanziamento stanziato dal Comune e a quanto verrà raccolto nella sottoscrizione pro restauri alla chiesa dei Santi Apostoli lanciata dal Comune, sarebbe quindi possibile intervenire con una certa celerità. Anche perché, preoccupato per l’agibilità della chiesa, il parroco don Falavegna non ha escluso di poterla chiudere alle celebrazioni.

«Ma chiudere la chiesa sarebbe una sconfitta», spiega Di Dio, «perché privare i fedeli della possibilità di entrare in una chiesa splendida e di visitare il sacello delle sante Teuteria e Tosca significa rinunciare a un pezzo di cultura e storia della città, che devono venire prima di qualsiasi nostra comodità, come un parcheggio. Faremo ogni sforzo quindi per evitare che sacello e chiesa subiscano ulteriori danni. Ora però, con il finanziamento, i restauri del tetto potranno partire». Intanto la Sovrintendenza ha già stanziato soldi per restaurare la tela del Brentana, sull’altar maggiore.

 

Fonte: srs di Enrico Giardini da L’Arena di Verona Venerdì 20 Marzo 2009, CRONACA, pagina 8


Mar 20 2009

Verona: Emergenza Santi Apostoli. può cedere anche il tetto

 

LA CHIESA DANNEGGIATA. Non sono solo le crepe del sacello a preoccupare. Don Falavegna: «Urgente trovare i fondi»

Il parroco deve affrontare il problema dell’agibilità, la copertura è a rischio dopo il cedimento del 2006

 

Non ci sono solo i problemi del sacello delle sante Teuteria e Tecla a far dormire sonni poco tranquilli al parroco dei Santi Apostoli don Ezio Falavegna. Oltre alle crepe che si sono aperte (o allargate, a seconda dei punti di vista) nel tempietto del 751, il più antico del Veneto secondo alcuni studiosi, il sacerdote si trova ad affrontare l’agibilità stessa della chiesa parrocchiale, messa a repentaglio da un cedimento strutturale del tetto, che in caso di eventi meteorologici straordinari (ma non troppo), come una abbondante nevicata o una tempesta estiva particolarmente forte, potrebbe cedere.

Ed era stato proprio il fortunale dell’estate 2006 a provocare il cedimento.

«La copertura della chiesa», ha spiegato il professor Franco Lollis, presidente della Società delle Belle Arti e curatore architettonico dei due attigui edifici sacri, «è stata attuata in due fasi. C’è un tetto più antico, con la classica struttura a capriate triangolari, tipica delle chiese romaniche, che si appoggiano trasversalmente sulle pareti laterali e reggono la copertura. Su queste capriate, in epoca successiva, sono stati agganciati, da sotto, due lunghi travi, con il compito di sostenere il nuovo soffitto decorato. L’usura del tempo sulla parte lignea ha ora fatto sì che le due strutture di sostegno, che erano distinte, venissero a contatto, gravando in tal modo con tutto il loro peso sulle volte, che nel 2006 hanno ceduto parzialmente, facendo cadere molti calcinacci dell’intonaco».

L’allora parroco, monsignor Adriano Vincenzi, chiuse immediatamente la chiesa, riaprendola con molta prudenza dopo alcuni giorni. Successivamente fu stesa sopra l’intera navata dell’edificio una larga – e orrenda, a onor del vero – rete che sorregge un telo di plastica destinato a raccogliere eventuali calcinacci che dovessero ancora staccarsi, a protezione dei fedeli.

«Il problema», dice don Falavegna, «è reperire i fondi necessari a un lavoro più che mai necessario».

L’ingegner Massimo Raccosta, della Technital, la società che sta costruendo il parcheggio nell’attigua piazzetta, si è sensibilizzato al restauro, per il quale, ha riferito Lollis, c’è già un progetto approvato dalla Soprintendenza ai Beni architettonici, che potrebbe procedere abbastanza celermente una volta trovati i soldi per coprire le spese dell’intervento di sistemazione della chiesa consacrata nel 1194 dal vescovo Adelardo, dopo che la precedente era stata distrutta da un terremoto (altro evento che potrebbe avere conseguenze nefaste su un tetto così malmesso).

L’edificio, che ha subito vari rimaneggiamenti nel corso della storia, l’ultimo dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale, che l’avevano parzialmente danneggiata, contiene alcune opere d’arte assai pregevoli, come il «Sant’Agostino in meditazione» del periodo romano dell’Orbetto, l’«Adorazione dei Magi» di Felice Brusasorci, la «Pentecoste» di Simone Brentana o l’affresco «Cristo con la croce e san Rocco» del Giolfino, recentemente restaurato, assieme a quello della «Santissima Trinità» nell’altra cappella votiva ai lati dell’altare, per iniziativa del Lions Club Cangrande. (G.B.)

 

 

Fonte: L ’Arena di Verona di Giovedì 19 Marzo 2009,  CRONACA, pagina 9


Mar 08 2009

Verona: Villa But abbattuta, i vicini si ribellano

Category: Verona architettura e urbanisticagiorgio @ 19:05

 

Verona  Borgo Trento :Preoccupazione e interrogativi dopo lo smottamento della collina al Cesiolo

La zona ricca di edifici storici è tutelata, parte petizione a sindaco e Soprintendenza: «Vogliamo risposte chiare»

 

Dove un tempo c’era villa But, in salita Monte Grappa al civico 34, c’erano anche alberi e tanto verde.

Ora la villa è stata abbattuta e una fetta della collina è stata letteralmente mangiata. La terra prodotta dallo sbancamento collinare viene portata via dai mezzi pesanti che andando su è giù dal colle che porta a forte Santa Sofia hanno distrutto il selciato di via Coni Zugna. E villa Tosadori Fiorini Rossi che si trova poco più giù subisce gli effetti della modifica del terreno. Come se non bastasse, sempre in salita Monte Grappa una frana ha bloccato la strada lasciando i residenti isolati. Ambulanze o altri mezzi di emergenza non possono più arrivare. I civici 28, 29 e 30 sono in mezzo fra la collina «mangiata» e la frana.

Per la frana il Comune ha emesso un’ordinanza che obbliga il proprietario del tratto di muro a secco di rimetterlo a posto, ma così non è stato: pezzi di roccia, muro, terra, tronchi e parti di albero sono in mezzo alla strada. Dove invece un tempo c’era villa But c’è un buco enorme. I vicini di casa non hanno fatto in tempo ad accorgersi di nulla. «Hanno abbattuto villa But mentre pioveva, quasi avessero fretta di farlo», raccontano. E ora hanno dato il via a una raccolta di firme che invieranno al sindaco Tosi, alla Soprintendenza e al Corpo Forestale. Vogliono fare chiarezza sulla vicenda, sapere come e quando è stato dato il permesso alla ditta costruttrice del complesso residenziale che sorgerà al posto della villa. Vogliono sapere perché la soprintendenza per i Beni architettonici e ambientali non è intervenuta dal momento che questa zona è tutelata e i mezzi pesanti non possono accedervi. Chiedono quali studi sono stati eseguiti dal punto di vista idrogeologico: anche qui ci sono diversi vincoli. E in ultimo quale criterio è stato adottato e quale genere di permesso è in atto per sbancare la roccia calcarea della collina.

Al civico 1 di via Coni Zugna abita il consigliere comunale Ciro Maschio, capogruppo di An. «Non volevo usare la mia posizione politica per chiedere delucidazioni», dice. E assicura che «nè il progetto nè qualsiasi altro genere di richiesta per la realizzazione di un nuovo complesso residenziale in via Coni Zugna o in salita Monte Grappa sono stati mai discussi in Consiglio comunale». L’urbanizzazione della zona, come evidenzia lo storico dell’arte Riccardo Battiferro Bertocchi, risale agli anni Venti. «Inizialmente via Coni Zugna si chiamava strada privata Gino Stefani. Era intitolata al figlio di un proprietario di immobili della zona prematuramente scomparso», spiega. «Le ville del Cesiolo vennero realizzate già a partire dal primo Novecento a opera del Banco Orti, Cassa di Risparmio di Verona, Società Cattolica di Assicurazioni. L’abbattimento di villa But è un fatto grave che colpisce la cultura e il patrimonio artistico cittadino».

 

Fonte: srs di di Anna Zegarelli da  L’Arena di Verona di Domenica 08 Marzo 2009, pagina 18

 

 

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Feb 20 2009

Verona: Chiesa dei Santi Apostoli, allargate le crepe

Sarebbero peggiorati i danni ai muri del sacello

Technital smentisce la ditta titolare del parcheggio

 

L’antico sacello trema, e la dimensione delle crepe lo dimostra ben oltre il metodo dei vetrini: parola della ditta Technital, che per voce del suo amministratore Massimo Raccosta rilancia l’allarme sulla gravità delle condizioni della chiesa dei Santi Apostoli.

All’indomani del primo «verdetto» espresso dall’azienda Mantovani, che sta eseguendo i lavori per il parcheggio sotterraneo, e che solo l’altro giorno ha affermato che da un primo esame dei vetrini posizionati lungo le crepe sarebbe da escludere che le fessure notate dal parroco sulle pareti del sacello delle Sante Teuteria e Tosca siano legate ai movimenti di assestamento del terreno seguiti allo scavo per il parcheggio, arriva una prima smentita: le crepe sono aumentate, e le immagini lo dimostrano.

«Possiamo confrontare due immagini molto indicative», spiega Raccosta. «La prima è stata scattata il 22 dicembre 2008, la seconda il 29 gennaio 2009: si vede chiaramente che la fessura nell’arcata sovrastante l’altare si è ampliata. Con questo non vogliamo dire che la responsabilità sia dell’azienda Mantovani e dei lavori che sta eseguendo. Ora bisogna, prima di tutto, evidenziare il pericolo e porvi tempestivo rimedio, e don Ezio ha scritto già al Comune, al vescovo, alla Sovrintendenza e all’azienda Mantovani stessa per dare notizia del problema. A noi pare che non sia il momento per uno scarico di responsabilità, per un rimbalzo di accuse. Allo stato attuale del rilevamento, come non è possibile affermare con certezza che l’ampliamento delle crepe è dovuto ai lavori del parcheggio, così non si può dire che le crepe abbiano origine indipendente dai lavori, come hanno affermato i titolari della Mantovani».

Quanto alla tecnica di rilevamento coi vetrini effettuata dallo studio Campagnola, Raccosta spiega: «In un primo tempo erano stati posti vetrini troppo grossolani per rilevare mutamenti così piccoli, per cui sono stati sostituiti. Quelli nuovi sono stati posizionati a inizio febbraio e possono rilevare variazioni millimetriche. Per questo, nonostante il reale ampliamento della crepa, non c’è stata rilevazione coi vetrini, che solo ora sono del tipo adatto per l’indagine».A.G.

 

Fonte: L’Arena di Verona di giovedì 19 Febbraio 2009, cronaca, pagina 15


Gen 30 2009

Verona, San Giovanni Lupatoto: Per l’ Ex Ricamificio, è stata
una demolizione voluta

L’Arena è venuta in possesso di due fotografie che documentano la deliberata operazione di abbattimento, avvenuta lo scorso 8 ottobre

Il Comune aveva autorizzato solo la pulizia e l’intervento sugli edifici retrostanti. Chi ha dato il via alla ruspa?

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Gen 30 2009

Verona: Chiesa Santi Apostoli, appello alla città, – la Chiesa è pericolante

La commissione davanti al sacello di Santa Tosca e Teuteria

TESORI IN PERICOLO. Sopralluogo nella pieve che sorge nel cuore del centro storico nella quale da tempo sono apparse crepe e parte del soffitto va in briciole, il Comune stanzia 35mila euro per i primi interventi e chiede aiuto a enti e cittadini

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Gen 29 2009

Gazzo Veronese: Abusi edilizi nella Bassa sei arresti eccellenti a Gazzo Veronese

Capannoni per i maiali in importanti zone archeologiche e ricoveri per attrezzi agricoli trasformati in industrie

Terremoto nella Bassa: sei arresti e  84 indagati per presunti  abusi edilizi. il sindaco di Gazzo Veronese, Stefano Negrini, l’ex segretario comunale Antonio Tambascia, il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune e tre componenti della commissione edilizia, sono stati posti agli arresti domiciliari. L’accusa è quella di associazione  per delinquere finalizzata a compiere reati contro la sede pubblica e la pubbliCa amministrazione in materia di abusi edilizi. Il  provvedimenti  sono stati emessi dal gip di Verona Taramelli su richiesta del pm scaligero Ballarin. Sono però 84 gli indagati nell’inchiesta della Procura: tra questi persone legate a studi privati ed esterni che facevano da prestanome.

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Gen 28 2009

Verona, Santi Apostoli: Chiesa in pericolo, si muove il Comune

Il professore  Gianni Lollis, presidente della Società Belle Arti, indica  la posizione delle crepe nei muri del sacello

Ieri sono iniziate le verifiche per capire se le crepe sui muri del sacello siano riconducibili ai lavori per il parcheggio sotterraneo

L’assessore Di Dio si impegna a trovare il modo per finanziare la messa in sicurezza del tetto: servono 300-400 mila euro:

Nella chiesa dei Santi Apostoli sono iniziati i controlli per capire se i danni alle strutture murarie sono in qualche modo attribuibili al contiguo cantiere del parcheggio interrato. Ma ieri, mentre nell’antico sacello delle sante Tosca e Teuteria i tecnici incaricati dalla ditta Mantovani stavano sistemando le scale per avviare il lavoro di posa e sistemazione dei vetrini necessari a monitorare l’andamento delle crepe rilevate lungo le pareti, nella canonica adiacente, dove vive il parroco don Ezio Falavegna, è squillato il telefono.

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Gen 27 2009

Verona. Chiesa di Santi Apostoli: la chiese e le case si crepano e gli scavi fanno uscire di tutto

Don Ezio Falavegna, parroco dei Santi Apostoli, mostra le crepe che si sono aperte sui muri  del Sacello delle Sante  Tosca  e Teuteria

«Arriva il momento in cui bisogna decidere se salvare la chiesa che è lì da secoli (e quindi l’è vècia) o se salvare il parcheggio sotterraneo che le si sta scavando davanti pregiudicandone la stabilità» scrive la Olga. «Se n’è discusso al baretto dopo aver saputo che la chiesa dei Santi Apostoli si sta crepando a causa delle vibrazioni prodotte dai lavori per il parcheggio e che ci sono certi sbreghi nei muri che la gente, entrando, si fa il segno della croce non tanto per devozione ma per intercedere presso il Padreterno a favore della propria incolumità. Dice la Elide, che ha una parente da quelle parti, che sono sempre più numerosi i fedeli che chiedono al parroco di mettere degli altoparlanti esterni in modo da poter seguire la messa restando fuori dal portone, a distanza di sicurezza».

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Gen 27 2009

Verona. Il parcheggio di Piazza Santi Apostoli: 40 posti nel 2009

Il cantiere del parcheggio di Santi Apostoli, sullo sfondo la Chiesa

Il cantiere del parcheggio sotterraneo pertinenziale  di piazza Santi Apostoli dovrebbe concludersi con  il 2009.

La realizzazione di 40 posti auto; come  annunciato all’avvio dei lavori, sarà infatti  completato  nei prossimi mesi. Lo hanno ribadito ieri i titolari della ditta mantovani che ha l’appalto del lavoro.

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