Apr 13 2009

La Pasqua vista da …. un altro mondo

Category: Mondo animalegiorgio @ 08:51

 

La strage degli innocenti 

A Pasqua 2 milioni di agnelli verranno uccisi


Mar 18 2009

Gli archeologi trovano i più antichi cavalli addomesticati

Category: Archeologia e paleontologia,Mondo animalegiorgio @ 09:04

 

Un team internazionale di archeologi ha scoperto la più antica prova di cavalli addomesticati dall’uomo. La scoperta suggerisce che i cavalli fossero cavalcati e le cavalle munte per il latte. I risultati potrebbero puntare agli albori dell’addomesticazione del cavallo e alle origini delle razze di cavallo che oggi conosciamo. Condotta dalla Università di Exeter e Bristol (Regno Unito), la ricerca è pubblicata venerdì 6 marzo 2009 sulla rivista accademica Science.

I ricercatori hanno rintracciato le origini del cavallo addomesticato sino alla Cultura del Botai Kazakistan, circa 5500 anni fa. Si tratta di circa 1000 anni prima di quanto si pensasse e di circa 2000 anni prima che i cavalli domestici fossero introdotti in Europa. I risultati suggeriscono fortemente che i cavalli fossero originariamente addomesticati non solo come mezzi di trasporto, ma anche per fornire cibo e latte.

Attraverso ampie ricerche archeologiche sul campo e successive analisi, utilizzando nuove tecniche, il gruppo ha sviluppato tre linee indipendenti di prove per l’inizio dell’addomesticamento del cavallo. I risultati mostrano che nel quarto millennio a.C. i cavalli in Kazakistan sono stati selettivamente allevati per uso domestico. Essi mostrano anche i cavalli venivano sfruttati per l’equitazione, e che le persone consumavano latte di cavalla.

L’analisi degli antichi resti di ossa hanno dimostrato che i cavalli erano di taglia simile ai cavalli domestici dell’Età del Bronzo e diversi dai cavalli selvatici della stessa regione. Ciò suggerisce che si selezionassero i cavalli selvatici per i loro attributi fisici, che sono stati poi accentuati attraverso l’allevamento.

Il team ha utilizzato una nuova tecnica per la ricerca dei “danni” causati da cavalli con finimenti o briglie. I risultati hanno dimostrato che i cavalli erano sfruttati, in quanto sembra che essi potessero essere cavalcati.

Utilizzando un nuovo metodo di analisi dei residui di lipidi, i ricercatori hanno anche analizzato la ceramica Botai e trovato tracce di grassi del latte di cavalla. Il latte di cavalla è ancora bevuto in Kazakistan, un paese in cui le tradizioni del cavallo sono profondamente radicate, ed è di solito un po’ fermentato per ottenere una bevanda alcoolica chiamata “Kumis”. Si è sempre saputo che si produceva Kumis da secoli, ma questo studio dimostra che la pratica risale ai primi allevatori di cavalli.

Il Dott. Alan Outram dell’ Università di Exeter ha dichiarato: “è noto che l’addomesticamento dei cavalli ha avuto grande importanza economica e sociale, e ha consentito lo sviluppo delle comunicazioni, dei trasporti, della produzione alimentare e della guerra. I nostri risultati indicano che i cavalli sono stati addomesticati circa 1000 anni prima di quanto si pensasse finora. Ciò è importante perché cambia la nostra comprensione di come queste prime società si siano sviluppate.” 

La zona di steppa, a est degli Urali, nel Kazakistan settentrionale, è nota per avere un ottimo habitat per cavalli selvaggi sin da migliaia di anni fa. Quest’animale era comunemente cacciato. Questo può avere posto le basi per la fase dell’addomesticamento del cavallo da parte delle culture indigene, fornendo l’accesso a numerose mandrie selvatiche e l’opportunità di acquisire una profonda conoscenza del comportamento equino. I cavalli sembrano essere stati addomesticati di preferenza rispetto ad un’economia basata sulla pastorizia di bovini, ovini e caprini. I cavalli hanno il vantaggio di essere adatti a inverni severi e di essere in grado di brucare tutto l’anno, anche attraverso la neve. Bovini, ovini e caprini devono essere riforniti di foraggio invernale, e sono stati successivamente aggiunti all’economia della regione nella preistoria.

La British Academy è l’accademia nazionale del Regno Unito per le discipline umanistiche e scienze sociali. Il suo scopo è quello di ispirare, riconoscere e sostenere l’eccellenza in queste discipline, in tutto il Regno Unito ea livello internazionale, e per difendere il loro ruolo e il valore. Maggiori informazioni sul lavoro dell’Accademia è disponibile all’indirizzo www.britac.ac.uk.

Fonte: British Academy (Regno Unito)  (7 Marzo 2009); 

La porta del tempo

Contact: Sarah Hoyle – s.hoyle@exeter.ac.uk (44-139-226-2062)

University of Exeter; link: (http://www.exeter.ac.uk/)


Mar 11 2009

Sono un cavallo e odio l’estate

Category: Mondo animalegiorgio @ 05:30

Il mio nome non ha importanza, ne lo hanno razza e mantello. 

Sono un cavallo, punto e basta. 

Vivo in un maneggio in collina, dove mi hanno portato qualche giorno fa.  Pare che tra non molto frotte di turisti verranno qui per provare l’ebbrezza di una gita a cavallo, magari dopo una bella mangiata. 

Eh sì, il cartello parla chiaro: “Escursioni, monta western, inglese e spagnola (!), cavalli addestrati, istruttori qualificati.  La prima ora di lezione è gratis. Crescentine e affettato. Ampio parcheggio”.

In verità io non sono addestrato, come quasi tutti i miei colleghi qui.  Siamo magri, perchè ci danno da mangiare poco e male, il fieno è pieno di polvere, il box non lo rifanno mai. 

Come se non bastasse, siamo tormentati giorno e notte da insetti di tutti i tipi, che ci assalgono letteralmente, lasciandoci ricoperti di ponfi fastidiosissimi e dolorosi.

Qui con noi c’è un vecchio pony, che i proprietari considerano una specie di fenomeno da baraccone

per attirare adulti e piccini. 

Ci ha raccontato che ogni estate i padroni fanno un sacco di soldi con i turisti, che le gite sono interminabili e stancanti, spesso sotto il sole cocente, che non esiste nessun istruttore, ma in compenso non mancano diversi improvvisatori, e che la gente pensa che un cavallo sia una moto con cui correre. 

E così il signor Tal dei Tali, per sentirsi John Wayne almeno una volta nella vita, viene qui, si fa la sua ora di lezione gratis, così dopo sa cavalcare, usa speroni e frustino per galoppare, senza magari sapere battere la sella, e via a pancia a terra, che poi lo racconterà agli amici al ritorno dalle vacanze.

Il pony ci ha anche detto che dopo le “allegre” scampagnate, i nostri predecessori non vengono mai asciugati dal sudore, ma anzi, vengono lasciati legati al sole o, al massimo, rimessi nel box così come sono, con la sella addosso, pronti per il prossimo cliente.

 Ma, un momento: cosa vuoI dire i nostri predecessori? Ogni anno i cavalli cambiano? E dove vanno a finire dopo essere stati qui?

Il pony guarda verso il basso, perchè non ha il coraggio di dirci la verità, poi, incapace di mentire, ci racconta che ogni estate, alla fine di settembre, si ripete sempre la stessa scena: arriva un camion con le grate di ferro, carica i cavalli e li porta via, mentre i padroni hanno in mano un bel fascio di banconote. 

La stagione è andata bene. Sì è vero, c’è stato qualche incidente, ma in fondo cosa vuoi che sia un cavallo morto per una colica e un altro azzoppato… Gli altri hanno lavorato anche per loro. «È proprio un bel business questo – dice il padrone con la moglie- Tutti soldi buoni e in nero, poche spese, e alla fine il macellaio ce li ha pure pagati bene questi ronzini maledetti».  Solo allora io e i miei amici capiamo. 

Tre o quattro mesi di lavoro, sudore, fatica, stress, gente che ti picchia per farti andare avanti, sete, fame. 

E così ogni giorno, sotto il sole implacabile, punti dai tafani, con i finimenti che ti segano la pelle, il sottopancia troppo tirato, i morsi che ti feriscono la bocca, ‘erchè la gente tira, tira, strattona a destra e a sinistra con le redini “come si vede fare in televisione nei film di cowboy”. 

E alla fine di tutto, non un bel pascolo per riposarsi, 1’ombra di un albero, 1’erbetta fresca e invitante, no. 

Alla fine arriva un uomo, ci mette una capezza, ci fa salire su un camion e ci porta via. 

Dove? In un posto dove ci tengono qualche giorno, poi ci mettono uno in fila all’altro e a un certo punto quello davanti a te entra in una stanza e non lo vedi più.  Poi ci entri anche tu in quella stanza e allora capisci tutto.

Volevo raccontarvi questa storia. Forse è un po’ triste, ma è la verità. 

Vi auguro comunque di passare una buona estate, ma vi chiedo solo di evitare posti come questo perchè ce ne sono tanti in Italia e anzi, se ne avrete la voglia, di denunciarne i proprietari.

Volete sapere chi sono? Il mio nome non ha importanza, ne lo hanno razza e mantello. 

Sono un cavallo, punto e basta.  Vivo in un maneggio in collina, dove mi hanno portato qualche giorno fa.

 

 

Fonte: srs di Uberto Martinelli/Cavallo magazine 249/agosto 2007


Feb 13 2009

Verona. Dott.ssa Anna Adele Corato, la veterinaria di Astor

Category: Mondo animalegiorgio @ 14:21

 

Un medico veterinario per il mio cane Astor

 

AAAAAAHHHHHH…..   Ancora qua!!!

Gio’, mondo  cane,  portami via subito.

A me non interessa se  questa è per te, una bella, brava, simpatica, dolce e gentile veterinaria, che è l’umano migliore di Verona per me.

L’ultima volta che l’ho vista mi ha solo e semplicemente  tagliato  le palle.

Pertanto portami via, e di corsa.

Grrrrrrr….

 

Dott. Anna Adele Corato 

Presso Ambulatorio  Veterinario 

Via Nepote 8

Verona

Telefono: 045/892,23,23

Cellulare: 347/141,10,81

P. IVA 03690280235


Gen 27 2009

Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale

Category: Mondo animalegiorgio @ 01:36

 

 

Il testo della DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI
DIRITTI DELL’ANIMALE è stato adottato dalla Lega
Internazionale dei Diritti dell’Animale e dalle Leghe
Nazionali affiliate nel corso della Riunione Internazionale
sui Diritti dell’Animale tenutasi a Londra dal 21 al 23 settembre. 1977

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