Dic 15 2009

Grezzana di Verona – Aperte le Grotte di Falasco: la leggende si fa turismo

Category: Lessinia,Turismo e dintornigiorgio @ 20:03

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Stipulata una convenzione per la gestione del «castello» del brigante Falsco. Previste visite guidate culturali e didattiche lungo il sentiero

Aprono al pubblico le «Grotte di Falasco». Oggi (sabato 17 ottobre) alle 15 a Stallavena è in programma l’inaugurazione; il programma prevede la partenza a piedi alle 14.30 da via Segai. Seguirà la degustazione di prodotti tipici e alla fine il rientro da via Cologne. Si realizza così il progetto di restauro diretto dell’agronomo Moreno Dalle Pezze, e partito nel 2002.

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Dic 03 2009

La pietra focaia e l’accensione del fuoco

Category: Lessinia,Verona storia e dintornigiorgio @ 13:21

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La pietra focaia (fr. pierre à feu; sp. pietra de chispa, pedernal;  ted. Feuersin;   ingl. flint). Nome comune dato alla selce piromaca, così chiamata per la sua proprietà di produrre scintille di fuoco se sfregata intensamente e sottoposta ad urto.

Minerale fossile, si trova in noduli e straterelli entro rocce calcaree, derivato dalla deposizione e successiva diagenesi di resti di organismi a scheletro siliceo (scheletri di radiolari, spicole di spugna).

E’ una varietà di calcedonio (Si 02), compatto e variamente colorato in rosso, bianco, giallo, bruno, nero e varianti, la cui colorazione si crede dovuta alla sostanza organica.

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Dic 02 2009

Il Ponte di Veja

Category: Geografia e ambiente,Lessiniagiorgio @ 01:13

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Verona;  Sant’Anna d’Alfaedo:   Ponte di Veja

Visto che per il blog ho usato  il nome Veja,  andiamo a rendere omaggio all’originale:  «Il meraviglioso Ponte naturale di  Veja».

Ho scelto quel nome,  non solo per richiamare alla memoria quella meraviglia naturale della Lessinia,  ma per serbar il ricordo dell’antichissimo significato di «Veja»,  cioé guardia.      Il ponte della guardia.

Ancor oggi se ne ritrova la sua etimologia nel  nostro dialetto veronese nel termine di  “svejarse” al mattino,  o nell’aggettivo “sveja” detto a persone un po’ “intontolite”,    perché stiano più attente,  ma anche in portoghese, che vuol dire guardia, guardare, vedere.

Il Ponte di Veja, questa interessantissima località, merita sicuramente una visita. È il  più importante monumento geologico della Lessinia,  il più rappresentativo fra tutti i fenomeni geologici .

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Nov 30 2009

Addio a Carlo Nordera, il cultore del cimbro scritto e parlato

Category: Lessinia,Persone e personaggi,Verona cultura variagiorgio @ 10:27

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GIAZZA. Ogg,i lunedì 30 novembre,  il funerale del maestro che, per quarant’anni, si è dedicato all’insegnamento nei paesi di montagna

Per tenere in vita la lingua creò «Taucias Garëida» ed ebbe l’intuizione di aprire una libreria a Verona L’ultima fatica: il «Glossario dei Tredici Comuni»

Si è spento all’età di 80 anni, compiuti lo scorso agosto, il maestro Carlo Nordera, a cui devono moltissimo quanti studiano e ricercano la storia, la cultura, la lingua e l’identità cimbra. I funerali si svolgeranno questo pomeriggio nella chiesa di Giazza alle 14.30, partendo alle 13.45 dall’ospedale di San Bonifacio.

Nordera si è dedicato per 40 anni all’insegnamento, sempre in paesi di montagna e con ultima destinazione Selva di Progno e ha continuato la trasmissione della cultura attraverso la casa editrice da lui fondata, Taucias Garëida (Lingua cimbra), la cui ultima grande fatica è stato il «Glossario del Taucias Garëida dei Tredici Comuni Veronesi», opera dello studioso monsignor Giuseppe Cappelletti.

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Giu 05 2009

VERONA: INNO DEI CONTRABBANDIERI DELLA LESSINIA

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In Lessinia  si conserva memoria nientemeno che di un “Inno dei Contrabbandieri”, il cui testo la dice lunga sulla sostanziale divergenza di opinioni in materia di legalità tra istituzioni e masse popolari.

 

Noàntri contrabandéri

vegnemo su da Ala

e co la carga in spala

pasemo el confin

Noàntri contrabandéri

semo sensa creansa

bastonemo la finansa

sensa farse ciapar

Noàntri contrabandéri

ghe disemo al brigadiere

che una de ste sere

la pele ghe faren

No ghe sarà Vitorio

e gnanca Garibaldi

che co i so stronsi caldi

el ne sapia fermar

 

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Mag 13 2009

Giazza di Verona, Malga Selle: l’ultima malga del prete affarista

Category: Lessiniagiorgio @ 06:20

Malga Selle è rimasta la sola a Giazza dove si pratica l’alpeggio.  La donò alla comunità un sacerdote giudicato avaro in vita, ma che si mostrò generoso. 

 

«Uomo piccolo, intelligente. Una giacchetta bruna gettata sulle spalle; ci rispondeva con la schiena rivolta al focolare. Lo pregai di scrivermi in cimbro sul mio libro il suo nome. Ma quello non scrisse Domenico Gugole, come gli altri lo chiamavano, bensì:  “I pi gabest inz haus vum Priastar vum Gliezen un ist der earste un keume Pfafe Rountsch”  (Sono stato nella casa del prete di Giazza ed è il primo, ed è chiamato il parroco storpio)». 

Così Johann Andreas Schmeller, germanista dell’università di Monaco di Baviera scriveva sul suo diario di viaggio il 10 ottobre 1833. 

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Feb 02 2009

Quelli che amiamo

Category: Lessinia,Verona pensieri e parolegiorgio @ 13:28

Quelli che amiamo

ma che abbiamo perduto

non sono più dove erano

ma sono sempre ovunque noi siamo

 

Fonte: srs di Giovanna Benedetti, la donna dell’arbio di  Share’ (Ceredo),  animo  poetico di donna Cimbra


Feb 02 2009

Questo serve per essere felice

Category: Lessinia,Pensieri e parolegiorgio @ 00:41

 

Un uomo semplice

Una vita semplice

Questo serve per essere felice

 

Fonte: srs di Giovanna Benedetti, la donna dell’arbio di  Share’ (Ceredo),  animo  poetico di donna Cimbra


Feb 02 2009

Giovanna Benedetti: Tutto il creato mi parlava di te

Category: Lessinia,Verona pensieri e parolegiorgio @ 00:17

 

Tutto il creato mi parlava di te

 

Il buio della tua casa mi faceva paura

Il riflesso della tua bontà e della tua onestà

mi corrisponde nel  mio cuore.

Insieme a quella fiamma viva

che si innalzava al cielo,

non sarà difficile diventare santi.

Pregando mi incamminai verso quella strada

I fiori  i sassi i rumore del vento gli uccellini

il silenzio l’Ave Maria della sera

Tutto parlava di te

Se ho trovato un fiore l’ho sempre visto nascosto

Tra le foglie dove il vento non lo può sciupare.

Lo guardo, sento il tuo profumo

e non lo tocco.

So che l’anno prossimo lo vedrò ancora.

Al sonno dell’inverno non morirà

Sono sicura che rivedrò i suoi colori, i suoi petali

e sentirò il suo profumo

solo perché non l’ho strappato

ma l’ho lasciato come Dio l’ha creato

 

Fonte: srs di Giovanna Benedetti, la donna dell’arbio di  Share’ (Ceredo),  animo  poetico di donna Cimbra


Gen 28 2009

Cultura e coltura

Category: Cultura e dintorni,Lessiniagiorgio @ 16:57

 

Come ribadiva spesso Don Alberto Benedetti di Shere’  (Ceredo) di Sant’Anna d’Alfaedo,  non vi e’ sola la cultura, che si  impara a scuola, all’universita’  quella calata dall’alto, dalla toga accademico, la cultura cosidetta ufficiale;  ma vi  è  soprattutto la coltura che viene dal basso,  quella che deriva dal latino  “colere – coltivare”,  coltivare il proprio cervello dandogli continuamente nuovi stimoli,  farlo crescere con le proprie forze,  dove la volonta’  e il concime principale.  

Questo perche’  la cultura non si apprende solo a scuola,  ma e’ la coltura pratica, quella basata sull’esperienza,  sul lavoro,  sull’ascoltare,  sul toccare,  sull’annusare, sull’apprendere  dai propri errori,  la cultura data dalla vita stessa, una cultura che nessuna universita’ ti puo insegnare.


Gen 27 2009

La Catona contrabbandiera ed emigrante

Category: Lessinia,Persone e personaggigiorgio @ 10:27

Seduti:  La catona con El Barca suo marito. Dietro il figlio Benvenuti con la moglie Maria e le loro figlie Ines e Corina (foto riproduzione di Lino Benedetti)

 

In Lessinia a dedicarsi al contrabbando, una fiorente attività che procurò più di qualche morto sia da una parte che dall’altra, non erano solo gli uomini, ma anche alcune  donne, come -La Catona-, Catterina Lavarini dai Tommasi, dove era nata nel 1870. La quale, compiuti i 21 anni, convolò a giuste nozze con Giacomo Giacopuzzi, detto -el Barca-, della casata degli Ostiei, di 12 anni più grande, morto in stalla, nella greppia, nel 1933. Misero al mondo 9 figli, di cui 7 femmine, compresa la quartogenita deceduta in tenera età. 

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Dic 12 2008

FORMAGGIO MONTE VERONESE, DETTO ANCHE FORMAGGIO GRASSO MONTE. IL FORMAGGIO NATO DA UN PRECETTO ECCLESIALE

Category: Alimentazione e gastronomia,Lessinia,Verona lavoragiorgio @ 14:31

Il formaggio nato da un precetto ecclesiale

Formaggio Monte Veronese DOP, il gustoso formaggio della montagna veronese, è una delle perle della gastronomia veronese, frutto dell’ intelligenza della bravura e della caparbietà  del lavoro dei nostri casari, che, ultimamente sono riusciti a inserire  il nostro formaggio, nell’olimpo dell’ industria alimentare  nazionale.  Gli ingredienti principali di questi formaggi sono l’ottimo latte prodotto, il rispetto delle tradizione, la passione, l’esperienza ed ambienti igienicamente controllati

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