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La terapia di irradiazione ultravioletta del sangue (UVBI, dall’inglese Ultraviolet Blood Irradiation) è una pratica medica sviluppata negli anni Venti negli USA, che ha fatto la fine di tutte le terapie a costo quasi zero.
Dopo quasi un secolo, il primo a parlarne fu Trump durante il covid, ma i coniglioni gli risero in faccia così come risero in faccia a chi spiegava che l’influenza si cura facilmente con un’aspirina, e nei casi più gravi con ivermectina o idrossiclorochina.
Molti di quei coniglioni oggi sono morti. Sculo.
Partiamo da un punto importante: la luce UV naturale, quella del sole, è un “nutriente essenziale” carente nella vita moderna (a causa di finestre di vetro che filtrano gli UV, luci artificiali e creme solari), e che l’UVBI – che consiste nell’estrarre una piccola quantità di sangue, esporlo a luce UV e reinfonderlo – offre benefici quasi miracolosi per una vasta gamma di malattie, senza effetti collaterali significativi.

