Feb 21 2020

PADRE NOSTRO IN ARAMAICO

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IL PADRE NOSTRO NEL TESTO IN  ARAMAICO PESHITTA D’OCCIDENTE, MATTEO  6:9-13

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TRADUZIONE DALL’ARAMAICO PESHITTA D’OCCIDENTE DEL TESTO DI MATTEO 6:9-13

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IL PADRE NOSTRO

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Padre Nostro che sei ovunque,

Sia santificato il Tuo nome.

Lascia che venga il Tuo regno (consiglio).

Lascia che si compia la tua volontà (desiderio)

così come nell’universo, anche sulla terra.

Procuraci di giorno in giorno il pane di cui abbiamo bisogno.

E perdona le nostre offese,

come noi abbiamo perdonato coloro che ci hanno offesi.

E non lasciarci entrare in tentazione 

ma liberaci dall’errore.

Perché Tuo è il regno,

la potenza e la gloria

per tutti i secoli dei secoli.

Amen.

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PADRE NOSTRO NEL TESTO IN  ARAMAICO PESHITTA D’ORIENTE, MATTEO  6:9-13

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PADRE NOSTRO,  TRADUZIONE DALL’ARAMAICO PESHITTA D’ORIENTE  DEL TESTO DI MATTEO 6:9-13

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Il PADRE NOSTRO

Padre Nostro che [sei] ovunque (cieli),

Sia santificato il Tuo nome.

Lascia che venga il Tuo regno (consiglio).

Lascia che si compia

la Tua volontà (desiderio o richiesta)

così come in cielo [nei cieli] (universo),

anche su [la] terra.

Dacci (Procura per noi)

il pane per il nostro bisogno

di giorno in giorno.

E perdona a noi  le nostre offese,

così come noi

abbiamo perdonato

coloro che ci hanno offesi.

E non lasciarci entrare in tentazione

ma liberaci dal male (da errori).

Perché Tuo è [sono]

[il] regno,  e [la] potenza, e [la] gloria

per tutti i secoli, dei secoli.


Amen.

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Fonte: srs di Rocco A.Enrico


Feb 10 2020

PADRE NOSTRO, DUE TEOLOGI BOCCIANO LA NUOVA TRADUZIONE

Category: Chiesa Cattolica,Cristiani e Cristianesimogiorgio @ 19:37

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Padre nostro vecchio e nuovo. «Quel “non abbandonarci alla tentazione” è un cedimento al buonismo dilagante nella Chiesa.

La vecchia traduzione resta la migliore».

 Parla monsignor Nicola Bux

by  Aldo Maria Valli

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«E non ci indurre in tentazione» oppure «e non ci abbandonare alla tentazione»?

Fra tanti motivi di divisione già esistenti, ora i cattolici italiani ne hanno un altro, che riguarda addirittura la preghiera insegnata da Gesù. Ma perché si è voluto cambiare? Che cosa ha spinto i vescovi a questa decisione? E ora che succederà?

Ne parliamo con monsignor Nicola Bux, liturgista, già consultore dell’Ufficio delle celebrazioni liturgiche di Benedetto XVI, consultore della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti e docente di Liturgia orientale e Teologia sacramentaria nella Facoltà teologica pugliese.

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