Ott 22 2012

LE LEGGI FONDAMENTALI DELLA STUPIDITA’ UMANA

Category: Cultura e dintorni,Monade satira e rattatujegiorgio @ 00:18

1 – Diagramma Cipolla

 

di Carlo M. Cipolla, Professore Emerito di storia Economica a Berkeley

 

I grandi personaggi carismatici/demagoghi moltiplicano/attirano gli stupidi trasformandoli da cittadini pacifici in masse assatanate

Quando la maggior parte di una società è stupida allora la prevalenza del cretino  diventa dominante ed inguaribile 

 

Fatti:

1. gli stupidi danneggiano l’intera società;

2. gli stupidi al potere fanno più danni degli altri;

3. gli stupidi democratici usano le elezioni per mantenere alta la percentuale di stupidi al potere;

4. gli stupidi sono più pericolosi dei banditi perché le persone ragionevoli possono capire la logica dei banditi;

5. i ragionevoli sono vulnerabili dagli stupidi perché:

* generalmente vengono sorpresi dall’attacco;

* non riescono ad organizzare una difesa razionale perché l’attacco non ha alcuna struttura razionale.

Prima Legge

Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero degli individui stupidi in circolazione:

a) persone che reputiamo razionali ed intelligenti all’improvviso risultano essere stupide senza ombra di dubbio;

b) giorno dopo giorno siamo condizionati in qualunque cosa che facciamo da gente stupida che invariabilmente compaiono nei luoghi meno opportuni.

E’ impossibile stabilire una percentuale, dato che qualsiasi numero sarà troppo piccolo.

 

Seconda Legge

La probabilità che una certa persona sia stupida é indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona, spesso ha l’aspetto innocuo/ingenuo e ciò fa abbassare la guardia.

Se studiamo la percentuale di stupidi fra i bidelli che puliscono le classi dopo che se ne sono andati alunni e maestri, scopriremo che è molto più alta di quello che pensavamo. Potremmo supporre che è in relazione con il basso livello culturale o col fatto che le persone non stupide hanno maggiori opportunità di avere buoni lavori. Però se analizziamo gli studenti ed i professori universitari (o i programmatori di software) la percentuale è esattamente la stessa.

Le femministe militanti potranno arrabbiarsi, ma la percentuale di stupidi è la stessa in ambo i sessi (o in tutti i sessi a seconda di come si considerano).

Non si può trovare nessuna differenza del fattore Y nelle razze, condizioni etniche, educazione, eccetera.

 

Terza Legge

Una persona stupida è chi causa un danno ad un altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita.

 

Quarta Legge

Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. Dimenticano costantemente che in qualsiasi momento, e in qualsiasi circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore.

 

Quinta Legge

La persona stupida é il tipo di persona più pericolosa che esista. 

Questa è probabilmente la più comprensibile delle leggi per la conoscenza comune che la gente intelligente, per quanto possano essere ostili, sono prevedibili mentre gli stupidi non lo sono.

 

Inoltre il suo Corollario di base:Una persona stupida è più pericolosa di un bandito” ci conduce all’essenza della Teoria del Cipolla. Esistono quattro tipi di persone in dipendenza del loro comportamento in una transazione:

Disgraziato (Sfortunato): chi con la sua azione tende a causare danno a sé stesso, ma crea anche vantaggio a qualcun altro

Intelligente: chi con la sua azione tende a creare vantaggio per sé stesso, ma crea anche vantaggio a qualcun altro

Bandito: chi con la sua azione tende a creare vantaggio per sé stesso, ma allo stesso tempo danneggia qualcun altro

Stupido:  chi causa un danno ad un altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita

 

Il Professor Cipolla usa un diagramma come quello della figura 1.

L’asse delle X misura i vantaggi ottenuti dalle proprie azioni.

L’asse delle Y misura i vantaggi ottenuti da altri a causa delle proprie azioni.

 

Chiaramente, le persone nel quadrante I sono Intelligenti,

le persone nel quadrante B sono i Banditi,

le persone nel quadrante D sono i Disgraziati o Sfortunati,

e le persone nel quadrante S sono gli Stupidi.

 

E’ anche abbastanza chiaro che a seconda della loro ubicazione in questa sistema le persone avranno un maggiore o minore grado di stupidità, intelligenza, banditismo, ecc.  Si può sviluppare un’ampia varietà di combinazioni come i banditi intelligenti e i banditi stupidi, dipendendo dal rapporto beneficio/danno.

La quantità del danno dovrebbe misurarsi dal punto di vista della vittima e non del bandito, e ciò fa che la maggior parte dei ladri e criminali siano abbastanza stupidi.

Ognuno può utilizzare questo sistema per studiare la stupidità ed elaborare l’applicazione della Teoria del Cipolla in tutte le sue possibili varianti.

 

Ma la storia non finisce qui.

Se tracciamo una linea diagonale fra gli assi, vedremo che tutta la zona che si trova in alto a destra di questa linea corrisponde ad un miglioramento nel bilancio totale del sistema, mentre gli eventi e la persone dell’altro lato si associano ad un peggioramento.

Si possono effettuare una varietà di analisi interessanti studiando le variabili in ciascuno dei quadranti come  Sd e Sb, lb e Id, Ds e Di, o in tanti subquadranti come uno desidera.

 

Per esempio la corda M nel lato inferiore destro della maglia delinea il bandito perfetto, uno che provoca esattamente tanto danno come a sua volta ne trae vantaggio. Ovviamente da ambo i lati della diagonale si trovano situazioni di banditi imperfetti. Bi corrisponde ai banditi intelligenti e Bs ai banditi stupidi.

 

In un mondo popolato esclusivamente da Banditi perfetti il sistema rimarrebbe equilibrato; i danni e i vantaggi si eliminano vicendevolmente. Lo stesso effetto si verificherebbe in un mondo popolato esclusivamente da Sfortunati perfetti.

 

Teoricamente le persone intelligenti forniscono il maggior contributo alla società in senso generale.

Però, per quanto possa sembrare brutto, anche i banditi intelligenti contribuiscono ad un miglioramento nel bilancio della società provocando nel complesso più vantaggi che danni. Le persone sfortunate-intelligenti anche se perdono individualmente possono tenere effetti socialmente positivi.

Senza dubbio, quando la stupidità entra in scena, il danno è enormemente maggiore del beneficio a chicchessia. Ciò dimostra il punto originale: l’unico fattore più pericoloso in qualsiasi società umana è la  stupidità.

 

Cipolla segnala che, intanto che il fattore Y è costante nel tempo, come nello spazio, una società in ascesa tiene un percentuale maggiore di gente intelligente, come una società in declino tiene un allarmante percentuale di banditi con una forte fattore di stupidità (subquadrante Bs) fra le persone al potere ed egualmente un allarmante percentuale di sfortunati (area D) fra quelli che non sono al potere.

 

Cipolla osserva inoltre che le persone intelligenti generalmente sanno di esserlo, i banditi anche sono consci della loro attitudine e anche le persone sfortunate hanno un forte sospetto che non tutto vada per il verso giusto.

 

Ma le persone stupide non sanno di essere stupide, e questa è una ragione in più che li rende estremamente pericolose.

 

E questo fa ritornare alla domanda originale e dolorosa: sono stupido? Ho superato vari test di coefficiente di intelligenza con buoni risultati. Sfortunatamente, so come funzionano questi test e che non dimostrano niente.

Varie persone mi hanno detto che sono intelligente. Però neanche questo dimostra niente. Queste persone possono essere forse molto considerate per dirmi la verità. O al contrario potrebbero star tentando di usare la mia stupidità per trarne vantaggio.

O potrebbero essere tanto stupidi quanto me.

 

Mi fermo con una piccola speranza: sono cosciente di quanto sono (o sono stato) stupido.

E questo indica che non sono completamente stupido.

 

 

Corollario di Livraghi alla Prima Legge di Cipolla

In ognuno di noi c’è un fattore di stupidità, che è sempre più grande di quanto supponiamo.

 

Fonte:  srs di Carlo M.Cipolla,  da   Giovis.com

Link: http://www.giovis.com/cipolla.htm

 

 

 

 

CARLO MARIA  CIPOLLA:  LE LEGGI FONDAMENTALI DELLA STUPIDITÀ UMANA

 

1988

Carlo Maria  Cipolla: «Leggi fondamentali della stupidità umana»

 

Le faccende umane si trovano per unanime consenso, in uno stato deplorevole. Questa peraltro non è una novità. Per quanto indietro si riesca a guardare,  esse sono sempre state in uno stato deplorevole. Il pesante fardello di guai e miserie che gli esseri umani devono sopportare, sia come individui che come membri della società organizzata, è sostanzialmente il risultato del modo estremamente improbabile – e oserei dire stupido – in cui la vita fu organizzata sin dai suoi inizi.

 

Da Darwin sappiamo di condividere la nostra origine con le altre specie del regno animale e tutte le specie, si sa, dal vermiciattolo all’elefante, devono sopportare la loro dose quotidiana di tribolazioni, timori, frustrazioni, pene e avversità. Gli esseri umani, tuttavia, hanno il privilegio di doversi sobbarcare un peso aggiuntivo, una dose extra di tribolazioni quotidiane, causate da un gruppo di persone che appartengono allo stesso genere umano. Questo gruppo è molto più potente della Mafia o del Complesso industriale-militare o dell’Internazionale comunista. E un gruppo non organizzato, non facente parte di alcun ordinamento, che non ha capo, né presidente, né statuto, ma che riesce tuttavia ad operare in perfetta sintonia come se fosse guidato da una mano invisibile, in modo tale che le attività di ciascun membro contribuiscono potentemente a rafforzare ed amplificare l’efficacia dell’attività di tutti gli altri membri. La natura, il carattere ed il comportamento dei membri di questo gruppo sono l’argomento delle pagine che seguono.

Occorre sottolineare a questo punto che questo saggio non è né frutto di cinismo né una esercitazione di disfattismo sociale   non più di quanto lo sia un libro di microbiologia. Le pagine seguenti sono, infatti, il risultato di uno sforzo costruttivo per investigare, conoscere e quindi possibilmente neutralizzare una delle più potenti e oscure forze che impediscono la crescita del benessere e della felicità umana.

 

LA PRIMA LEGGE FONDAMENTALE

 

La Prima Legge Fondamentale della stupidità umana asserisce senza ambiguità di sorta che:

 

Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero degli individui stupidi in circolazione(1):

 

A prima vista l’affermazione può sembrare triviale oppure ovvia oppure in- generosa oppure tutte queste tre cose insieme. Tuttavia un più attento esame rivela in pieno la sua realistica veridicità. Si consideri quanto segue. Per quanto alta sia la stima quantitativa che uno faccia della stupidità umana, si resta ripetutamente e ricorrentemente stupiti dal fatto che:

 

a) persone che uno ha giudicato in passato razionali ed intelligenti si rivelano poi all’improvviso inequivocabilmente e irrimediabilmente stupide;

 

b) giorno dopo giorno, con un’incessante monotonia, si è intralciati e ostacolati nella propria attività da individui pervicacemente stupidi, che compaiono improvvisamente ed inaspettatamente nei luoghi e nei momenti meno opportuni.

 

La Prima Legge Fondamentale impedisce di attribuire un valore numerico alla frazione di persone stupide rispetto al totale della popolazione: qualsiasi stima numerica risulterebbe una sottostima. Perciò nelle pagine seguenti si denoterà la quota di persone stupide all’interno di una popolazione con il simbolo σ.

 

LA SECONDA LEGGE FONDAMENTALE

 

Le tendenze culturali prevalenti oggi nei paesi occidentali favoriscono una visione egualitaria della Umanità. Si ama pensare all’Uomo come al prodotto di massa di una catena di montaggio perfettamente congegnata. La genetica e la sociologia, soprattutto, si sforzano di provare, con una mole impressionante di dati scientifici e formulazioni, che tutti gli uomini sono per natura uguali e che se alcuni sono più uguali degli altri, ciò è attribuibile all’educazione e all’ambiente sociale e non a Madre Natura.

Si tratta di un’opinione diffusa che personalmente non condivido. E mia ferma convinzione, sostenuta da anni di osservazioni e sperimentazioni, che gli uomini non sono uguali, che alcuni sono stupidi ed altri non lo sono, e che la differenza è determinata non da forze o fattori culturali ma dalle mene biogenetiche di una imperscrutabile Madre Natura. Uno è stupido nello stesso modo in cui un altro ha i capelli rossi; uno appartiene al gruppo degli stupidi come un altro appartiene ad un gruppo sanguigno.

Insomma uno nasce stupido per volere imperscrutabile e insindacabile della Divina Provvidenza.
 Pur essendo convinto che una frazione σ di esseri umani sia stupida e che lo sia per volere della Provvidenza, io non sono un reazionario che cerca di reintrodurre furtivamente discriminazioni di classe o di razza. Credo fermamente che la stupidità sia una prerogativa indiscriminata di ogni e qualsiasi gruppo umano e che tale prerogativa sia uniformemente distribuita secondo una proporzione costante. Questo fatto è scientificamente espresso dalla Seconda Legge Fondamentale che dice che:

 

La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona.

 

A questo proposito, la Natura sembra veramente aver superato se stessa. E risaputo che la Natura, piuttosto misteriosamente, fa in modo di mantenere costante la frequenza relativa di certi fenomeni naturali. Per esempio, che gli uomini proliferino al Polo Nord od all’Equatore, che le coppie che si uniscono siano progredite o sottosviluppate, che siano nere, rosse, bianche, o gialle, il rapporto maschio-femmina tra i nuovi nati è costante, con una leggera prevalenza dei maschi. Noi non sappiamo come la Natura ottenga questo straordinario risultato, ma sappiamo che per ottenerlo deve operare con grandi numeri. Il fatto straordinario circa la frequenza della stupidità è che la Natura riesca a fare in modo che tale frequenza sia sempre e dovunque uguale alla probabilità a indipendentemente dalla dimensione del gruppo, tanto che si ritrova la stessa percentuale di persone stupide sia che si prendano in considerazione gruppi molto ampi o gruppi molto ristretti. Nessun altro genere di fenomeni oggetto di osservazione offre una prova così singolare del potere della Natura.

 

La prova che l’educazione e l’ambiente sociale non hanno nulla a che fare con la probabilità s è stata fornita da una serie di esperimenti condotti in molte università del mondo. Possiamo suddividere la popolazione di un’università in quattro grandi categorie: i bidelli, gli impiegati, gli studenti, il corpo docente.

 

Ogni volta che si analizzarono i bidelli si trovò che una frazione a di loro erano stupidi. Dato che il valore di σ era più alto di quanto ci si aspettasse (Prima Legge), si pensò dapprima, pagando il tributo alle mode correnti, che ciò fosse dovuto alla povertà delle famiglie da cui in genere i bidelli provengono e alla loro scarsa istruzione. Ma analizzando i gruppi più elevati si trovò che la stessa percentuale prevaleva anche fra gli impiegati e fra gli studenti. Ancora più impressionanti furono i risultati ottenuti fra il corpo docente.  Sia che si considerasse una grande università od una piccola, un istituto famoso od uno oscuro, si trovò che la stessa frazione σ di professori era composta da stupidi. Fu tale la sorpresa dei risultati ottenuti che ci si prefisse di estendere le ricerche ad un gruppo particolarmente selezionato, ad una vera e propria «élite», cioè i vincitori dei Premi Nobel. Il risultato confermò i poteri supremi della Natura: una frazione σ dei Premi Nobel è costituita da stupidi. Questo risultato è difficile da accettare e digerire, ma troppe prove sperimentali ne provarono la fondamentale validità. La Seconda Legge Fondamentale è una legge di ferro, e non ammette eccezioni.

Il Movimento di Liberazione della Donna apprezzerà la Seconda Legge, in quanto questa legge dimostra che gli individui stupidi sono proporzionalmente tanto numerosi fra gli uomini che fra le donne.

Le popolazioni dei paesi del Terzo Mondo si consoleranno con la Seconda Legge, in quanto essa dimostra che dopotutto le popolazioni cosiddette “sviluppate” non sono poi così sviluppate. Che la Seconda Legge Fondamentale piaccia o non piaccia comunque le sue implicazioni sono diabolicamente ineluttabili: essa comporta infatti che sia che si frequentino circoli eleganti o che ci si rifugi tra i tagliatori di teste della Polinesia, che ci si chiuda in un monastero o che si decida di trascorrere il resto della propria vita in compagnia di donne belle e lussuriose, il fatto permane che si dovrà sempre affrontare la stessa percentuale di gente stupida,  percentuale che (in accordo con la Prima Legge) supererà sempre le più nere previsioni.

 

UN INTERVALLO TECNICO

 

A questo punto è necessario chiarire il concetto di stupidità umana e definire la dramatis persona.

Gli individui sono caratterizzati da differenti gradi di propensione a socializzare. Ci sono individui per i quali qualsiasi contatto con altri individui è una dolorosa necessità. Essi devono letteralmente sopportare le persone e le persone devono sopportare loro. All’altro estremo dello spettro ci sono individui che non possono assolutamente vivere da soli e sono persino disposti a trascorrere il loro tempo in compagnia di persone che disdegnano, piuttosto che restare soli. Tra questi due estremi vi è una grande varietà di condizioni sebbene la grande maggioranza di persone sia più vicina al tipo che non può sopportare la solitudine piuttosto che al tipo che non ha propensione per i rapporti umani. Aristotele riconobbe questo fatto quando scrisse che «l’uomo è un animale sociale» e la validità della sua affermazione è dimostrata dal fatto che noi ci muoviamo in gruppi sociali, che ci sono più persone sposate che scapoli o nubili, che tanta ricchezza e tempo sono sprecati in esasperanti e noiosi cocktail-parties e che alla parola solitudine viene normalmente attribuita una connotazione negativa.

Che uno appartenga al tipo eremita od al tipo mondano, deve comunque trattare con la gente, anche se con diversa intensità. Ogni tanto anche gli eremiti incontrano persone. Inoltre ci si pone sempre in relazione con gli esseri umani anche evitandoli. Ciò che avrei potuto fare per un individuo o per un gruppo, e che non ho fatto, rappresenta un «costo-opportunità» (cioè un guadagno mancato od una perdita) per quella particolare persona o particolare gruppo. La morale della favola è che ognuno di noi ha una sorta di conto corrente con ognuno degli altri. Da qualsiasi azione, o non azione, ognuno di noi trae un guadagno od una perdita, ed allo stesso tempo determina un guadagno od una perdita a qualcun altro. I guadagni e le perdite possono essere opportunamente illustrati da un grafico, e la figura 1 mostra il grafico base utilizzabile per questo scopo.

 

 Fig.1

Il grafico si riferisce ad un individuo che chiameremo Tizio.

L’asse delle X misura il guadagno che Tizio ottiene dalla sua azione.

L’asse delle Y mostra il guadagno che un’altra persona, o gruppo di persone, sperimenta a seguito dell’azione di Tizio.

Il guadagno può essere positivo, nullo o negativo; un guadagno negativo equivale ad una perdita.

L’asse delle X misura i guadagni positivi di Tizio alla destra del punto O, mentre le perdite di Tizio sono indicate alla sinistra del punto O.

L’asse Y, rispettivamente sopra e sotto il punto O, misura i guadagni e le perdite della persona, o gruppo di persone, con cui Tizio ha a che fare.

 

Per rendere chiare le cose, facciamo un esempio ipotetico riferendoci alla figura 1.

Tizio compie un’azione nei riguardi di Caio. Se Tizio dalla sua azione ricava un guadagno e Caio dalla stessa azione riporta una perdita, l’azione sarà registrata sul grafico con un segno che apparirà in qualche punto dell’area B.

I guadagni e le perdite possono essere registrati sull’asse delle X e delle Y in dollari o franchi o lire, se si vuole, ma si devono includere anche le ricompense e le soddisfazioni psicologiche ed emotive e gli stress psicologici ed emotivi. Questi sono beni (o mali) immateriali e pertanto assai difficili da misurare con parametri oggettivi.

L’analisi di tipo costi-benefici può aiutare a risolvere il problema, anche se non completamente, ma non voglio infastidire il lettore con dettagli tecnici: un margine di imprecisione può intaccare la misurazione, ma non intacca l’essenza dell’argomento.

Un punto comunque deve essere chiaro. Nel considerare l’azione di Tizio e nel valutare i benefici o le perdite che Tizio ne deriva, si deve tener conto del sistema di valori di Tizio ma per determinare il guadagno o la perdita di Caio è assolutamente indispensabile riferirsi al sistema di valori di Caio e non a quello di Tizio. Troppo spesso si sorvola su questa norma di fair play, e molti guai derivano proprio dal fatto che non viene rispettato questo principio di civile comportamento.

Ricorriamo ancora una volta ad un esempio banale. Tizio dà una botta sulla testa a Caio e ne ricava soddisfazione. Tizio può magari sostenere che Caio è felice di aver ricevuto una botta sulla testa. Ma è altamente probabile che Caio non sia della stessa opinione. Anzi Caio potrebbe considerare il colpo sulla sua testa uno spiacevolissimo incidente. Se la botta sulla testa di Caio sia stato un guadagno o una perdita per Caio, tocca a Caio deciderlo e non a Tizio.

 

LA TERZA (ED AUREA) LEGGE FONDAMENTALE

 

La Terza Legge Fondamentale presuppone, sebbene non lo enunci esplicitamente, che gli esseri umani rientrino in una di quattro categorie fondamentali: gli sprovveduti, gli intelligenti, i banditi e gli stupidi. Il lettore acuto comprenderà facilmente che queste quattro categorie corrispondono alle quattro aree H, I, B, S del grafico base (vedi fig. 1).

 

Se Tizio compie un’azione e ne ricava una perdita mentre nello stesso tempo procura un vantaggio a Caio, il segno di Tizio cadrà nel campo H: Tizio ha agito da sprovveduto.

Se Tizio compie un’azione dalla quale ottiene un vantaggio e nello stesso tempo procura un vantaggio anche a Caio, il segno di Tizio cadrà nell’area I: Tizio ha agito intelligentemente.

Se Tizio compie un’azione dalla quale trae un vantaggio causando una perdita a Caio, il punto di Tizio cadrà nell’area B: Tizio ha agito da bandito.

La stupidità corrisponde all’area S ed a tutte le posizioni sull’asse Y sotto il punto O. La Terza Legge Fondamentale chiarisce esplicitamente che:

 

Una persona stupida è una persona che causa un danno ad un’altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé od addirittura subendo una perdita.

 

Poste di fronte alla Terza Legge Fondamentale, le persone razionali reagiscono istintivamente con scetticismo ed incredulità. Il fatto è che le persone ragionevoli hanno difficoltà a concepire ed a comprendere un comportamento irragionevole. Ma lasciamo perdere la teoria ed osserviamo invece quel che ci capita in pratica nella vita di tutti i giorni. Tutti noi ricordiamo casi in cui si ebbe sfortunatamente a che fare con un individuo che si procurò un guadagno causando a noi una perdita: eravamo incocciati in un bandito. Possiamo ricordare anche casi in cui un individuo realizzò un’azione il cui risultato fu una perdita per lui ed un guadagno per noi: avevamo avuto a che fare con uno sprovveduto(2).

Possiamo ricordare anche casi in cui un individuo realizzò un’azione dalla quale entrambe le parli trassero vantaggio: si trattava di una persona intelligente. Tali casi accadono di continuo.

Ma riflettendoci bene bisogna ammettere che questi non rappresentano la totalità degli eventi che caratterizzano la nostra vita di tutti i giorni. La nostra vita è anche punteggiata da vicende in cui noi si incorre in perdite di denaro, tempo, energia, appetito, tranquillità e buonumore a causa delle improbabili azioni di qualche assurda creatura che capita nei momenti più impensabili e sconvenienti a provocarci danni, frustrazioni e difficoltà, senza aver assolutamente nulla da guadagnare da quello che compie.

Nessuno sa, capisce o può spiegare perché quella assurda creatura fa quello che fa. Infatti non c’è spiegazione – o meglio – c’è una sola spiegazione: la persona in questione è stupida.

 

DISTRIBUZIONE DELLA FREQUENZA

 

La maggior parte delle persone non agisce coerentemente.

In certe circostanze una persona agisce intelligentemente e in altre quella stessa persona si comporta da sprovveduto. L’unica importante eccezione alla regola è rappresentata dalle persone stupide che normalmente mostrano una massima propensione per una piena coerenza in ogni campo d’attività.

Da ciò non consegue che si possa segnare sul grafico solo la posizione degli individui stupidi. Possiamo calcolare per ogni persona la sua posizione sul piano della figura 1 in base alla media ponderata.

Una persona intelligente può talvolta comportarsi da sprovveduto, come può talvolta assumere un comportamento banditesco. Ma, poiché la persona in questione è fondamentalmente intelligente, la maggior parte delle sue azioni avranno la caratteristica dell’intelligenza e la sua media ponderata si collocherà nel quadrante I del grafico n. 1.

 

Il fatto che sia possibile collocare nel grafico gli
individui anziché le loro azioni, consente qualche digressione sulla frequenza dei banditi e degli stupidi.

Il perfetto bandito è colui che, con le sue azioni, causa ad altri perdite equivalenti ai suoi guadagni.

Il più rozzo tipo di banditismo è il furto. Una persona che ruba 10.000 lire senza causarti ulteriori danni, è un bandito perfetto: tu perdi 10.000 lire, lui ne guadagna 10.000. Nel grafico i banditi perfetti appariranno sulla linea diagonale di 45 gradi che divide l’area B in 2 sub-aree perfettamente simmetriche (linea OM della fig. 2).

 

Tuttavia i banditi perfetti sono relativamente pochi. La linea OM divide l’area B nelle due sub-aree Bi e Bs e la grande maggioranza dei banditi si colloca in qualche punto di queste 2 sub-aree.

I banditi che occupano l’area Bi sono coloro che procurano a se stessi guadagni maggiori delle perdite che causano agli altri.

Tutti i banditi che occupano una posizione nell’area Bi sono disonesti con un elevato grado di intelligenza e quanto più la loro posizione si avvicina alla parte destra dell’asse delle X, tanto più tali banditi partecipano alle caratteristiche della persona intelligente. Sfortunatamente gli individui che occupano una posi- zione nella area Bi non sono molto numerosi. La maggior parte dei banditi si colloca in effetti nell’area Bs. I banditi che rientrano in questa area sono individui le cui azioni procurano loro vantaggi inferiori alle perdite causate agli altri.

Se qualcuno ti fa cadere e rompere una gamba per scipparti 10.000 lire o ti causa danni all’automobile per mezzo milione di lire per rubarti una radiolina dalla quale lui ricaverà sì e no 30.000 lire, se qualcuno ti tira un colpo di pistola e ti ammazza solo per trascorrere una notte in compagnia di tua moglie a Monte Carlo, possiamo star certi che non si tratta di un bandito «perfetto». Anche utilizzando i suoi parametri per misurare i suoi guadagni (ma usando i nostri parametri per misurare le nostre perdite) egli cadrà nell’area Bs molto vicino al limite della stupidità pura.

 

fig.2

 

La distribuzione della frequenza delle persone stupide è del tutto diversa da quella dei banditi, degli intelligenti e degli sprovveduti. Mentre costoro sono per la maggior parte sparpagliati nell’ambito della propria area, gli stupidi sono in massima parte concentrati lungo l’asse delle Y al di sotto del punto 0.

La ragione di tutto ciò è che la grande maggioranza delle persone stupide sono fondamentalmente e fermamente stupide, in altre parole essi insistono con perseveranza nel causare danni o perdite ad altre persone senza ottenere alcun guadagno per sé, sia esso positivo o negativo. Ci sono tuttavia persone che, con le loro inverosimili azioni, non solo causano danni ad altre persone, ma anche a se stesse. Queste sono un genere di super-stupidi che, in base al nostro sistema di computo, appariranno in qualche punto dell’area S alla sinistra dell’asse delle Y.

 

STUPIDITÀ E POTERE

 

Come tutte le creature umane, anche gli stupidi influiscono sulle altre persone con intensità molto varia. Alcuni stupidi causano normalmente solo perdite limitate, mentre altri riescono a causare danni spaventosi non solo ad uno o due individui, ma ad intere comunità o società. Il potenziale di una persona stupida di creare danni dipende da due fattori principali. Innanzitutto esso dipende dal fattore genetico. Alcuni individui ereditano notevoli dosi del gene della stupidità e grazie a tale eredità appartengono, sin dalla nascita, all’élite del loro gruppo. Il secondo fattore che determina il potenziale di una persona stupida deriva dalla posizione di potere e di autorità che occupa nella società.

Tra burocrati, generali, politici e capi di stato, si ritrova l’aurea percentuale σ di individui fondamentalmente stupidi la cui capacità di danneggiare il prossimo fu, o è,  pericolosamente accresciuta dalla posizione di potere che occuparono,  od occupano. Al proposito anche i prelati non vanno trascurati.

 

La domanda che spesso si pongono le persone ragionevoli è in che modo e come mai persone stupide riescano a raggiungere posizioni di potere e di autorità.


Classe e casta (sia laica che ecclesiastica) furono gli istituti sociali che permisero un flusso costante di persone stupide in posizioni di potere nella maggior parte delle società preindustriali. Nel mondo industriale moderno, classe e casta vanno perdendo sempre più di rilievo.

Ma, al posto di classe e casta, ci sono partiti politici, burocrazia e democrazia.

All’interno di un sistema democratico, le elezioni generali sono uno strumento di grande efficacia per assicurare il mantenimento stabile della frazione, a,  fra i potenti.

Va ricordato che, in base alla Seconda Legge, la frazione a di persone che votano sono stupide e le elezioni offrono loro una magnifica occasione per danneggiare tutti gli altri, senza ottenere alcun guadagno dalla loro azione. Esse realizzano questo obiettivo, contribuendo al mantenimento del livello a di stupidi tra le persone al potere.

 

IL POTERE DELLA STUPIDITÀ

 

Non è difficile comprendere come il potere politico o economico o burocratico accresca il potenziale nocivo di una persona stupida. Ma dobbiamo ancora spiegare e capire cosa essenzialmente rende pericolosa una persona stupida; in altre parole in cosa consiste il potere della stupidità.

Essenzialmente gli stupidi sono pericolosi e funesti perché le persone ragionevoli trovano difficile immaginare e capire un comportamento stupido.

Una persona intelligente può capire la logica di un bandito. Le azioni del bandito seguono un modello di razionalità: razionalità perversa, se si vuole, ma sempre razionalità. Il bandito vuole un «più» sul suo conto. Dato che non è abbastanza intelligente per escogitare metodi con cui ottenere un «più» per sé procurando allo stesso tempo un «più» anche ad altri, egli otterrà il suo «più» causando un «meno» al suo prossimo. Tutto ciò non è giusto, ma è razionale, e se si è razionali,  lo si può prevedere. Si possono insomma prevedere le azioni di un bandito, le sue sporche manovre e le sue deplorevoli aspirazioni e spesso si possono approntare le difese opportune. Con una persona stupida tutto ciò è assolutamente impossibile.

Come è implicito nella Terza Legge Fondamentale, una creatura stupida vi perseguiterà senza ragione, senza un piano preciso, nei tempi e nei luoghi più improbabili e più impensabili. Non vi è alcun modo razionale per prevedere se, quando, come e perché, una creatura stupida porterà avanti il suo attacco. Di fronte ad un individuo stupido, si è completamente alla sua mercé.

 

Poiché le azioni di una persona stupida non sono conformi alle regole della razionalità, ne consegue che:

 

a)  generalmente si viene colti di sorpresa dall’attacco;

 

b)  anche quando si acquista consapevolezza dell’attacco, non si riesce ad organizzare una difesa razionale, perché l’attacco, in se stesso, è sprovvisto di una qualsiasi struttura razionale.

 

Il fatto che l’attività ed i movimenti di una creatura stupida siano assolutamente erratici ed irrazionali, non solo rende la difesa problematica, ma rende anche estremamente difficile qualunque contrattacco – come cercare di sparare ad un oggetto capace dei più improbabili ed inimmaginabili movimenti.

Questo è ciò che Dickens e Schiller avevano in mente quando l’uno affermò che «con la stupidità e la buona digestione l’uomo può affrontare molte cose» e l’altro che «contro la stupidità gli stessi Dei combattono invano».

 

Occorre tener conto anche di un’altra circostanza.

La persona intelligente sa di essere intelligente.

Il bandito è cosciente di essere un bandito.

Lo sprovveduto è penosamente pervaso dal senso della propria sprovvedutezza. Al contrario di tutti questi personaggi, lo stupido non sa di essere stupido.

Ciò contribuisce potentemente a dare maggior forza, incidenza ed efficacia alla sua azione devastatrice. Lo stupido non è inibito da quel sentimento che gli anglosassoni chiamano self-consciousness. Col sorriso sulle labbra, come se compisse la cosa più naturale del mondo lo stupido comparirà improvvisamente a scatafasciare i tuoi piani, distruggere la tua pace, complicarti la vita ed il lavoro, farti perdere denaro, tempo, buonumore, appetito, produttività,   e tutto questo senza malizia, senza rimorso, e senza ragione. Stupidamente.

 

LA QUARTA LEGGE FONDAMENTALE

 

Non c’è da stupirsi se le persone sprovvedute, cioè quelle che nel nostro sistema cadono nell’area H, di norma non riconoscono la pericolosità delle persone stupide. Il fatto non rappresenta altro che un’altra manifestazione della loro sprovvedutezza.

Ciò che è veramente sorprendente è che anche le persone intelligenti ed i banditi spesso non riescono a riconoscere il potere devastante e distruttore della stupidità. E estremamente difficile spiegare perché ciò accada. Si può solo ipotizzare che spesso gli intelligenti come i banditi, quando abbordati da individui stupidi, fanno l’errore di abbandonarsi a sentimenti di autocompiacenza e disprezzo invece di secernere immediatamente superiori quantità di adrenalina e preparare le difese.

Si è generalmente anche portati a credere che una persona stupida faccia male solo a se stessa, ma ciò vuol dire confondere la stupidità con la sprovvedutezza.

Talvolta si è anche tentati di associarsi con un individuo stupido con l’obiettivo di usarlo per le proprie mire. Tale manovra non può che avere effetti disastrosi perché:

a) è basata sulla completa incomprensione della natura essenziale della stupidità; e

b) dà alla persona stupida spazio ulteriore per l’esercizio dei suoi talenti.

Uno può illudersi di manipolare una persona stupida e, sino ad un certo punto, può anche riuscirci. Ma a causa dell’erratico comportamento dello stupido, non si possono prevedere tutte le azioni e reazioni dello stesso ed in breve si verrà stroncati e polverizzati dalle sue imprevedibili azioni.

 

Tutto ciò è chiaramente sintetizzato nella Quarta Legge Fondamentale che afferma che:

Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. In particolare i non stupidi dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, ed in qualunque circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore.

 

Nei secoli dei secoli, nella vita pubblica e privata, innumerevoli persone non hanno tenuto conto della Quarta Legge Fondamentale e ciò ha causato incalcolabili perdite all’umanità.

 

MACROANALISI E LA QUINTA LEGGE FONDAMENTALE

 

Le considerazioni finali del capitolo precedente conducono ad un’analisi di tipo macro, nella quale, invece del benessere individuale, si considera il benessere della società, definito, in questo contesto, come la somma algebrica delle condizioni di benessere individuale.

Una completa comprensione della Quinta Legge Fondamentale è essenziale per questa analisi. Bisogna, peraltro, aggiungere che delle 5 leggi fondamentali, la Quinta è certamente la più conosciuta ed il suo corollario è citato molto frequentemente. Essa afferma che:

 

La persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista.

 

Il corollario della legge è che:

 

Lo stupido è più pericoloso del bandito.

 

La formulazione della legge e del suo corollario è ancora del tipo «micro». Come sopra indicato, tuttavia, la legge ed il suo corollario hanno profonde implicazioni di natura «macro». Il punto essenziale da tener presente è questo: il risultato dell’azione di un perfetto bandito (la persona che cade sulla linea OM della fig. 2) rappresenta puramente e semplicemente un trasferimento di ricchezza e/o di benessere.

Dopo l’azione di un perfetto bandito, questi avrà un «più» sul suo conto, «più» che equivarrà esattamente al «meno» che egli ha causato ad un’altra persona. Per la società nel suo insieme la situazione non è migliorata né peggiorata.

Se tutti i membri di una società fossero dei banditi perfetti, la società rimarrebbe in condizioni stagnanti, ma non ci sarebbero grandi disastri. Tutto si limiterebbe a massicci trasferimenti di ricchezza e benessere in favore di quelli che compiono l’azione. Se tutti i membri della società dovessero compiere l’azione a turni regolari, non solo l’intera società, ma anche i singoli individui, si troverebbero in uno stato di perfetta stabilità.

 

Ma quando gli stupidi si mettono all’opera, la musica cambia completamente. Le persone stupide causano perdite ad altre persone senza realizzare dei vantaggi per se stessi.

Ne consegue che la società intera si impoverisce. Il sistema di computo espresso nei grafici base mostra che, mentre tutte le azioni di individui che cadono alla destra della linea POM (vedi fig. 3) incrementano il benessere di una società, sia pure in gradi diversi, le azioni di tutte le persone che cadono alla sinistra della stessa linea POM impoveriscono la società.

 

In altre parole, gli sprovveduti dotati di elementi di intelligenza più elevati rispetto alla media della loro categoria (area Hl), come pure i banditi con doti di intelligenza (area Bi) e soprattutto gli intelligenti (area I) contribuiscono tutti, anche se in misura diversa, ad accrescere il benessere della società. D’altro canto i banditi con doti di stupidità (area Bs) e gli sprovveduti con elementi di stupidità (area Hs) non fanno altro che aggiungere perdite a quelle già causate dalle persone stupide, aumentando così il nefasto potere distruttivo di quest’ultime .

 

 

Fig.3

Tutto ciò suggerisce alcune riflessioni sulla performance delle società. Secondo la Seconda Legge Fondamentale, la frazione di gente stupida è una costante, a, che non è influenzata da tempo, spazio, razza, classe o qualsiasi altra variabile storica o socio-culturale. Sarebbe un grave errore credere che il numero degli stupidi sia più elevato in una società in declino piuttosto che in una società in ascesa. Entrambe sono afflitte dalla stessa percentuale di stupidi.

 

La differenza fra le due società consiste nel fatto che nella società in declino:

 

a)  ai membri stupidi della società è concesso dagli altri membri di diventare più attivi;

b)  c’è un cambiamento nella composizione della popolazione dei non stupidi, con un aumento relativo delle popolazioni delle aree Hs e Bs.

 

Questa ipotesi teorica è abbondantemente confermata da un’esauriente analisi di casi storici. In effetti l’analisi storica ci permette di riformulare le conclusioni teoriche in modo più concreto e con dettagli più realistici.

 

Che si consideri l’età classica, medievale, moderna o contemporanea, si rimane colpiti dal fatto che ogni paese in ascesa ha la sua inevitabile percentuale a di persone stupide.

Tuttavia un paese in ascesa ha anche una percentuale insolitamente alta di individui intelligenti che cercano di tenere la frazione a sotto controllo, e che, nello stesso tempo, producono guadagni per se stessi e per gli altri membri della comunità sufficienti a rendere il progresso una certezza.

 

In un paese in declino, la percentuale di individui stupidi è sempre uguale a=a; tuttavia, nella restante popolazione, si nota, specialmente tra gli individui al potere, un’allarmante proliferazione di banditi con un’alta percentuale di stupidità (sub-area Bs del quadrante B nella fig. 3) e, fra quelli non al potere, una ugualmente allarmante crescita del numero degli sprovveduti (area H nel grafico base, fig. 1).

Tale cambiamento nella composizione della popolazione dei non stupidi, rafforza inevitabilmente il potere distruttivo della frazione a degli stupidi e porta il Paese alla rovina.

 

 

Note.

 

1) Gli autori del vecchio Testamento erano coscienti della esistenza della Prima Legge Fondamentale e la parafrasarono quando affermarono che «stultorum infinitus est numerus», ma caddero in un’esagerazione poetica. Il numero di persone stupide non può essere infinito perché il numero di persone viventi è finito.

 

(2) Si noti la precisazione «un individuo realizzo un’azione». Il fatto che fu lui a iniziare l’azione è decisivo per stabilire che è uno sprovveduto. Se fossi stato io ad intraprendere l’azione che determinò il mio guadagno e la sua perdita, la conclusione sarebbe diversa: in questo caso io sarei stato un bandito.

 

 

Fonte: srs di  Carlo Maria  Cipolla, da Università di Banja Luka – Facoltà di Filologia. Dipartimento di Italianistica

Link: http://www.italianisticabl.eu/cipolla.pdf

Link: http://www.italianisticabl.eu

 

 

 

Rispondi

Per commentare devi accedere al sito. Accedi.